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Rassegna stampa 13.04.11

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COLLEFERRO (PALIANO). LA REGIONE ACCOGLIE LE OBIEZIONI DEL COMITATO RESIDENTI
Ma il giornalista non dimentica qualcuno? (ndr)
PARCO FOTOVOLTAICO, TUTTO DA RIFARE
Difformità tra i progetti presentati, mancato rispetto dei tempi per le osservazioni e mappe non aggiornate. Chiesta la sospensione delle autorizzazioni. Convocata nuova conferenza dei servizi


Cinque giorni 13.04.2011, p.18
Difformità  tra  i  progetti presentati,  mancato  rispetto  dei  tempi  per  le osservazioni  e  mappe  non  aggiornate. Quanto basta per dire stop. E ora bisognerà rifare tutto  da  capo.  La  Regione  Lazio ha  accolto  ieri  mattina  la  richiesta di sospensione del procedimento per la realizzazione di un nuovo parco fotovoltaico in località Fontana degli Angeli, a confine tra il Comune di Colleferro e Paliano. Una vittoria per il Comitato residenti di via Palianese  che  aveva  deciso  di intraprendere una battaglia legale contro la realizzazione del progetto della Sedicesima Sun già approvato in conferenza dei servizi il 5 maggio di un anno fa.  «Avevano  deciso  di  costruire un  impianto  di  24  mgw  su  un terreno agricolo di 71 ettari a poca distanza da un'area residenziale  -  spiega  Ina  Camili, rappresentante del Comitato residenti  Colleferro.  In  seguito all'esame dell'iter, abbiamo riscontrato  diverse  anomalie  a partire proprio dal progetto che presenta una chiara difformità tra l'oggetto dell'autorizzazione e l'autorizzato. All'inizio si parlava  di  un  impianto  di  6  mgw su 15 ettari - continua Camilli - Poi i numeri sono più che quadruplicati. Inoltre le mappe sono prive di data e non aggiornate e non sono stati rispettati i tempi  per  la  presentazione  delle osservazioni». Il riesame del procedimento passerà  ora  per  vie  istituzionali.
Dopo  il  sì  dell'assessore  provinciale  all'Ambiente  Michele Civita, ieri i cittadini hanno incassato anche il sostegno della Regione  Lazio  che  ha  concordato  già  le  prime  linee  guida. Si  partirà  anzitutto  dalla  sospensione  delle  autorizzazioni per sessanta o novanta giorni, come  chiesto  dallo stesso  comitato. Sarà una nuova conferenza  dei  servizi  tra  Regione, Provincia  e  Comune  di  Colleferro a dare i permessi necessari  ma  ora  bisognerà  tenere conto della normativa 2011 che non  consente  di  fatto  l'installazione di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli. Forse è ancora troppo presto per cantare vittoria ma oggi i cittadini possono dire di aver vinto un'importante battaglia: difendere il territorio dalla speculazione privata.

FROSINONE. SAF, ORA IL PD VA ALL’ARREMBAGGIO: “IL CENTRODESTRA HA FALLITO”
 
La Provincia FR, 13.04.11, p. 10
Il Pd, incassata la vittoria nella vicenda Saf, va all'arrembaggio del Pdl: «La fiducia rinnovata a Cesare Fardelli come Presidente della SAF, evidenzia una doppia vittoria: in primis la certificazione della buona gestione dei rifiuti, maturata negli ultimi anni grazie all'azione delle giunte provinciali guidate dal centrosinistra e dall'altro lato è stata sconfitta l'arroganza di una destra che pur governando enti importanti come la Regione e la Provincia, non riesce a dare risposte concrete ai cittadini anche sulle tematiche ambientali». Con queste parole il segretario provinciale del PD, Lucio Migliorelli, augura buon lavoro ai nuovi vertici della SAF guidata (come sempre) da Cesare Fardelli. «Abbiamo lavorato fino all'ultimo per addivenire ad una soluzione unitaria e proposto a più riprese al PDL un'intesa comune che inesorabilmente è stata respinta senza valide motivazioni. L'aver proposto come candidato, il vice presidente Fabio De Angelis, tra l'altro sconfessato dal consigliere provinciale e portavoce del Presidente Iannarilli, Antonio Salvati, poi sonoramente sconfitto dal voto dei sindaci, oltre che a rappresentare un fallimento personale, certifica la sconfitta di un'intera classe dirigente. Ora vogliamo sapere le attività che l'Assessorato all'Ambiente della Provincia sta portando avanti in questo delicato comparto, ivi compresi i fondi per la raccolta differenziata da destinare ai comuni e giacenti presso l'assessorato da più di due anni. Vogliamo sapere - continua il segretario del PD - per quali ragioni è stato completamente smantellato il settore ambiente all'amministrazione provinciale che ci risulta essere completamente paralizzato e senza guida. Ci auguriamo che il vice presidente De Angelis e la giunta Provinciale prendano atto di tale situazione e ne traggano le dovute conseguenze. Al tempo stesso, oltre che ad augurare buon lavoro alla nuova dirigenza della SAF, il Partito Democratico auspica che vengano affrontate e risolte le questioni che riguardano l'efficienza complessiva dell'impianto di Colfelice».
Anche il commento del Consigliere Regionale Francesco Scalia mostra entusiasmo per il risultato. «Il voto dei sindaci ha confermato un giudizio positivo sulla gestione dei rifiuti che la Provincia di Frosinone ha messo in campo negli ultimi anni. Nel Lazio siamo l'unica provincia con un ciclo chiuso per il trattamento dei rifiuti e tutto questo si è ottenuto partendo da una situazione di emergenza assoluta, scongiurando tragici scenari come quelli che quotidianamente vediamo a Napoli. Il centrodestra ha palesemente fallito; la compagine di Abbruzzese, Iannarilli e De Angelis doveva avere una maggioranza netta sulla carta, ma poi si è letteralmente frantumata lasciando prevalere le forti divisioni che da tempo caratterizzano il PDL e che purtroppo l'unico risultato che ci lascia è un ente provinciale immobile che non sa rispondere alle istanze dei cittadini».
Anche il consigliere provinciale del Pd Simone Costanzo ha voluto dire la sua: «La votazione di ieri dei Sindaci per l'elezione dei vertici della Saf ha sancito una vera e propria Caporetto per il centro destra locale che ha dimostrato di non avere una linea politica e di essere dilaniato da lotte intestine fra le varie anime in perenne contrasto». Ribadendo concetti espressi anche dalla Federazione ha quindi concluso: «In particolare la pesante sconfitta del Vice Presidente dell'Amministrazione provinciale Fabio De Angelis che si è candidato come Presidente della Saf, malgrado il mandato del Presidente Iannarilli di indicare un tecnico ha una grande valenza politica che per coerenza dovrebbe portare gli uomini protagonisti di questa vicenda a riflettere e ad adottare atti conseguenti in seno all'ente di Piazza Gramsci».

BOVILLE. DIFFERENZIATA, PRONTO IL BANDO
 
La Provincia FR, 13.04.11, p. 17, di Nicoletta Fini
A giorni verrà pubblicato il bando per la raccolta differenziata. Ne dà notizia l'assessore e vice sindaco, Enzo Perciballi, il quale sottolinea in primis l'intento dell'amministrazione Fabrizi di passare all'esternalizzazione del servizio per renderlo migliore e più efficace. Il servizio porta a porta verrà esteso gradualmente su tutto il territorio.
«Quando la raccolta andrà a regime sarà migliorata la qualità della vita dei cittadini - afferma Perciballi-. Il bando partirà a giorni e oltre alla pubblicazione dello stesso stiamo programmando incontri sia con le scuole che con i cittadini e le associazioni».
Per raggiungere gli obiettivi previsti l'amministrazione sa bene che è fondamentale la collaborazione e la campagna di sensibilizzazione per diffondere la cultura della differenziata.
«Verrà distribuito materiale informativo, oltre ai contenitori appositi, ciascuno di un colore idoneo al prodotto che deve contenere. Per quanto riguarda la raccolta degli ingombranti rimarrà il servizio a domicilio».
In programma ci sono anche una serie di iniziative di prevenzione e di repressione contro chi abbandona in modo indiscriminato i rifiuti.
«Il fenomeno fortunatamente - evidenzia Perciballi - negli ultimi mesi sembra essere meno accentuato, sintomo dei controlli già messi in atto. Numerose infatti le discariche sequestrate e i cittadini multati».
Il vice sindaco ha tenuto a ringraziare i consiglieri comunali di opposizione «che hanno apportato il proprio contributo durante l'assemblea pubblica delle scorse settimane, a cui hanno preso parte anche le associazioni e istituzioni presenti sul territorio».

RIFIUTI/1     Per Carella le risposte trasparenti possono venire solo da aziende che siano partecipate dal pubblico
«RISCHIO DI INFILTRAZIONI MAFIOSE» Il deputato del Pd sottolinea come nel Lazio, che rimane comunque una regione industriale con il polo di Pomezia e quelli di Latina, Anagni e Frosinone, non c'è un impianto che tratti quel genere di rifiuto


Cinque giorni 13.04.2011, p. 5
In seguito alla discussione sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nel Lazio discusso l’11 aprile 2011 alla  Camera  dei   Deputati,  l’onorevole  Renzo  Carella intervenendo sull’ordine dei lavori ha osservato che la Regione  Lazio,  nel  Piano  regionale  dei  rifiuti,  pone  un obiettivo  del  60  per  cento  di  raccolta  differenziata, mentre si parte dal 10-12 per cento rilevato nel 2010, e in totale assenza di un piano industriale e di un sostegno alla realizzazione d’impianti. A Carella, a suo tempo sub commissario per il piano Marrazzo dei rifiuti, appare un obiettivo difficile da raggiungere, anche perchè si utilizzano ancora impianti costruiti negli anni passati, addirittura  nel  1995  dalla  giunta  Badaloni.  Il  Lazio  non implode, rispetto alla Campania, perché ha un sistema di discariche che naturalmente sono state ampliate, per far fronte  allo  smaltimento.  Nella  situazione  impiantistica che il piano rileva vi sono però delle inesattezze. A Colleferro gli impianti industriali costruiti dalla Gaia Spa, come l'impianto di San Vittore, gemello rispetto ai due impianti di Colleferro, sono andati in crisi a causa dell’empasse  di  quella  società  interamente  pubblica,  che vanta dai comuni crediti per ben 53 milioni di euro. Alla crisi del Gaia pubblico corrisponde, per Carella, il pericolo immanente di infiltrazioni della criminalità nella provincia di Roma e nelle province nel sud del Lazio che confinano con  la  provincia  di  Caserta.  Nel  Lazio,  che  rimane  comunque una regione industriale con il polo di Pomezia, il polo di Latina, il polo di Anagni e di Frosinone, non c'è un impianto che tratti i rifiuti industriali. Il deputato del Pd  si  domanda  allora  «chi  smaltisce,  e  dove,  questi rifiuti industriali? Quali sono le aziende che prendono i rifiuti industriali del Lazio, e dove li portano per garantire il  loro  smaltimento?».  Risposte  trasparenti  possono venire solo da aziende che siano partecipate dal pubblico. Carella  sostiene  poi  che  al  fine  dell'applicazione  della legge Marzano per quanto riguarda Gaia la Regione, la Provincia di Roma, il Comune di Roma che smaltisce il proprio Cdr a Colleferro, debbono rilevare quel consorzio «per garantirne, con la presenza pubblica, l’occupazione, l'efficienza di funzionamento e soprattutto i controlli a garanzia della salute pubblica».

RIFIUTI/2     La nota del Wwf Lazio
«NO AI TENTATIVI DI PORTARE LA REGIONE ALL'EMERGENZA»


Cinque giorni 13.04.2011, p. 5
«Apprendiamo da organi di stampa che la Commissione Ecomafie avrebbe bocciato il Lazio sui rifiuti nell'ambito della relazione presentata alla Camera: due i punti principali, la presenza della criminalità organizzata, nonché il presunto utopistico obiettivo della raccolta differenziata al 65%. Si invocherebbero secondo esponenti politici  "scelte  coraggiose  per  evitare  un  altro  caso Campania"». Così il Wwf Lazio in una nota. «Abbiamo più volte chiesto alle Amministrazioni il decollo della raccolta differenziata porta a porta spinta - dichiara Vanessa Ranieri presidente del Wwf Lazio - con un corretto avvio della filiera, denunciando anche con un dossier  la  criticità  e  la  possibilità  che  un  sistema  di gestione come quello attuale laziale possa avvantaggiare gli affari della criminalità organizzata. Per questo auspichiamo che nel parlare di scelte coraggiose si pensi  all'implementazione di  siti  di  compostaggio piuttosto che alla realizzazione degli inceneritori, che si creino isole ecologiche invece di discariche. La criminalità  organizzata  si combatte con i processi di trasparenza  e  pianificazione, con scelte politiche lungimiranti  e  indirizzate verso il riciclo totale, ma soprattutto con pene severe per reati che siano considerati delitti e non contravvenzioni. Ad oggi gli esponenti della criminalità investono i proventi in attività che sono per larga parte violazioni ambientali. Costano poco, si abbatte il rischio e si prescrivono in breve tempo, diversamente dai reati legati al traffico di stupefacenti e all'usura. Che questo grido d'allarme della Commissione sia da stimolo ad invertire la rotta dell'attuale gestione del ciclo dei rifiuti e non sia invece destinato a favorire la logica aberrante dell'emergenza».

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