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Rassegna stampa 03-04.04.11

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FROSINONE. I VERTICI DEL PDL: “SAF,OCCORRE COMBIARE PASSO”

La Provincia FR, 03.04.11, p. 7

«E' giunto il momento di pensare ad una nuova gestione della Saf, che non sia solo spettatrice di quello che accade nel settore, che promuova un ciclo dei rifiuti più moderno, che avvii la raccolta differenziata in ogni comune della Provincia». Il Pdl ciociaro si fa avanti con un documento unitario sul ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone in cui, soprattutto, pone il tema di un nuovo management per la società che lo gestisce: la Saf, Società Ambiente Frosinone, di cui sono soci i 91 comuni della provincia.
Dopo diverso tempo e qualche recente polemica che denunciava l'assenza del partito sul territorio e lasciava immaginare più di qualche incomprensione (se non proprio divisione) al suo interno, il Popolo della libertà ritrova compattezza e unità nella nota sottoscritta dal vicecoordinatore regionale Alfredo Pallone; dal presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese; dal coordinatore provinciale Franco Fiorito; dal consigliere regionale Annalisa D'Aguanno e dal vicecoordinatore provinciale Adriano Roma. Manca la firma del presidente della Provincia Antonello Iannarilli: non certo per una svista, ma forse a causa del ruolo istituzionale che ricopre.
Ad ogni modo i vertici del Pdl scrivono: «Il ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone sta assumendo un ruolo strategico. Alla corretta ed economica gestione delle immondizie sono sempre più connesse la stabilità dei conti nei 91 Comuni e la produzione a prezzi convenienti di energie alternative. Non a caso, il Governo nazionale ha fornito indicazioni precise in questa direzione e tutte le Province del Nord Italia basano la stabilità dei loro conti su un ciclo dei rifiuti virtuoso, al termine del quale ricavano energia elettrica attraverso i termovalorizzatori ed incassano fondi dal recupero di plastiche e metalli.
La gestione dei rifiuti in provincia di Frosinone fino ad oggi ha fornito risposte alle situazioni determinatesi nel tempo, seppure tra vari interrogativi. Ha comunque evitato l'emergenza che invece si è determinata in regioni vicine alla nostra. Adesso è arrivato il momento di cambiare passo e di compiere quel balzo verso un moderno ciclo dei rifiuti auspicato dal governo nazionale, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Frosinone e meritato dai nostri Comuni. Riteniamo giunto il momento per un'evoluzione del quadro amministrativo e gestionale della SAF, la Società Ambiente Frosinone di cui sono soci i 91 Comuni e la Provincia di Frosinone. E' opportuno che una nuova gestione si faccia promotrice di un ciclo dei rifiuti più moderno, al passo con i tempi. Che agisca in stretta sinergia ma soprattutto in sintonia con Regione Lazio, Provincia di Frosinone e Comuni. Che intervenga in quei settori dove fino a questo momento è stata solo spettatrice: promuovendo la raccolta differenziata in tutti i Comuni, suggerendo risposte a quei centri che non sono riusciti a mettersi al passo, diventando interlocutore e consulente in tema di strategie ambientali e dei rifiuti, per gli enti pubblici che ne sono soci».

 

VALLE DEL SACCO, KIPAR INSISTE: «REGIONE PRONTA A INVESTIRE 50 MILIONI»

Il Messaggero FR, 04.04.11 p.41 - di Denise Compagnone

Nel bel mezzo della bufera delle polemiche su quale debba essere la strada da intraprendere per la rinascita ambientale ed economica della Valle del Sacco, torna su quest’argomento Andreas Kipar, l’architetto e paesaggista tedesco di fama internazionale che lo scorso 10 novembre 2010 presentò nel salone del palazzo della Provincia, il suo rivoluzionario progetto: un masterplan, per fare di questa terra a cavallo tra la provincia di Roma e di Frosinone un’autentica green valley. Intervistato dal quotidiano economico Milano Finanza qualche giorno fa, l’architetto ha rilanciato la sua idea, basata sulla realizzazione di un grande parco lineare, contenitore di qualità ambientale e sostenibilità. Un progetto che interessa 55 comuni e coinvolge 3 province e divide il territorio in dieci cellule entro le quali agire, da Colleferro a Ceprano, collocate lungo la via dell’energia. Nell’intervista, Kipar sottolinea come la sola bonifica dei territori non sia sufficiente e come sia invece da accompagnare con un’immediata ripresa della produttività. “La speranza per il risanamento della Valle del Sacco - ha ribadito - passa esclusivamente per l’energia come l’eolico, il fotovoltaico, le biomasse”. Escluso il primo, mai preso in considerazione, la “battaglia” di questi giorni, tra gli attori locali, è sui secondi: precedenza alle biomasse, e quindi alla filiera agroenergetica (come vuole una buona parte degli attori, Confindustria e Coldiretti in primis) o precedenza al fotovoltaico come vuole la Provincia con in prima linea l’assessore all’Ambiente Fabio De Angelis? Kipar suggerisce la risposta più ovvia ed immediata: entrambi. Ma servono finanziamenti importanti. L’investimento di un privato questi fondi li garantirebbe visto che l’interesse della Spa americana arriva addirittura fino ad un miliardo di euro di investimento. La novità, in questa fase di stallo - da mesi si attende l’entrata in funzione della società di distretto Valle dei Latini che dovrebbe fungere da soggetto attuatore e insieme da cabina di regia di tutte le operazioni -, è che nell’intervista lo stesso Kipar ha rivelato che a disposizione ci sarebbero anche fondi pubblici: secondo l’architetto dalla Regione Lazio sarebbe pronto uno stanziamento di 50 milioni di euro, di cui un milione e mezzo sono quelli, già annunciati, messi a disposizione dell’Ufficio commissariale per la fitodepurazione.

FROSINONE. IL VESCOVO “BACCHETTA” FABIO DE ANGELIS

La Provincia FR, 03.04.11, p. 8, di C.V.
 
Bacchettate dal vescovo di Frosinone monsignor Ambrogio Spreafico. Le ha rimediate ieri il vicepresidente della provincia di Frosinone Fabio De Angelis. Il vescovo, infatti, durante il suo intervento il occasione del Convegno promosso dalla Fondazione Kambo, si è voluto soffermare sull'iniziativa proposta dall'amministratore provinciale di recuperare l'area Valle del Sacco attraverso l'istallazione di pannelli solari per la produzione di energia alternativa.
«Si parla spesso di lavorare in sinergia ha detto il presule -. Io non sono un politico e non voglio esserlo. Anzi ai miei parroci dico sempre che con le prediche non si fanno i comizi, ma adesso mi permetto di dire una cosa». Monsignore ha ricordato i passaggi che avevano portato, nei mesi scorsi, alla nascita di un tavolo di confronto con le varie forze sociali, i sindacati, i politici tra cui la Provincia, gli imprenditori e gli industriali al fine di individuare «cose su cui lavorare insieme. Dopo un certo tempo e diversi incontri si è raggiunta una proposta per riqualificazione della Valle del Sacco - ha ricordato Spreafico -. Un'idea sottoscritta ed abbracciata da tutti, provincia compresa. Adesso - ha detto il vescovo - leggo sui giornali dei pannelli solari nella Valle del Sacco. Per me - ha precisato - si può fare qualsiasi cosa. Però, avevamo fatto una pianificazione in sinergia; abbiamo fatto il piano sottoscritto da tutti, non dico che bisognava attuare per forza quello, ma almeno dico: parliamone! Dov'è la sinergia sennò? Cioè non si può continuare a vivere come se ognuno deve fare la cosa sua e quella degli altri non gli interessa. O lavoriamo in sinergia od ognuno per seguirà solo i propri interessi personali - ha chiosato monsignor Spreafico -. C'è tavolo di confronto, almeno confrontiamoci. Io sono rammaricato, perché si era sottoscritto un accordo, si è investito in un progetto, invece... Ripeto - ha concluso - a me non interessa né un colore né un altro. Il vescovo è al di sopra di ogni parte e lavora con tutti per il bene comune. Mi interessa che operiamo nel rispetto ognuno dell'altro. Perché solo facendo forza comune, in sinergia riusciremo ad uscire da queste situazioni di difficoltà, come quella della Valle del Sacco».
Sull'argomento, subito dopo Spreafico è intervenuto il presidente di Unindustria Frosinone Marcello Pigliacelli che ha detto: «L'iniziativa del vicepresidente della provincia De Angelis è personale, la provincia e il resto dell'amministrazione non ne sa nulla. E' - ha ripetuto - un'iniziativa strettamente personale dell'assessore De Angelis che se ne assumerà gli oneri ed onori». Ha ricordato la presenza a quel tavolo del mondo agricolo e gli impegni presi come la firma di un protocollo con Confindustria, Coldiretti e Provincia per la Valle del Sacco. «Come organizzazione io chiederò conto di questa posizione a De Angelis».


SORA. NUOVO PRG, CITTÀ DIVISA IN 5 MACROAREE.

Il Messaggero FR, 04.04.11 p.43 - di Sacha Sirolli

Nuovo piano urbanistico comunale generale, dopo l’ok del consiglio comunale, l’assessore delegato Cesare Gabriele spiega la variante che trasformerà Sora. La città sarà divisa in 5 macroaree valorizzando il quadrilatero cittadino con al centro il Parco fluviale del Liri futura risorsa turistica, baricentro verde godibile da un’area ben più vasta del Comune di Sora. Grossa attenzione poi sarà dedicata allo sviluppo intorno alle zone produttive della città (Fiera, Cartiera del Sole, Asi) con la creazione di 2 poli strategici, opere edilizie da realizzare con la partecipazione di privati. Infine la periferia: sarà valorizzata con l’individuazione dei “borghi storici”, così si potranno realizzare opere di completamento a S.Giorgio, S.Vincenzo, Compre e in altre zone della Selva. «Lo sviluppo urbanistico - spiega Gabriele - si sposa con quello economico e produttivo della città con la individuazione del parco del quadrilatero, innervato dal fiume Liri e dalla sua ampia fascia di rispetto, caratterizzata da consistenti preesistenze insediative, suscettibile di sviluppo con attività di servizio al parco, ricreative, turistiche e culturali».

Tre i criteri cardine del piano: 1) facilitare l’intervento diretto nella città confermando le previsioni del PRG vigente, anche dove la pianificazione precedente non era ancora attuata; 2) favorire la negoziazione pubblico-privato con Programmi Integrati gestiti dal Comune ; 3) operare in base al principio di equità, con indice di edificabilità uguale per tutti gli aventi diritto e in base alla compensazione applicata alle aree da cedere al Comune per standard e adeguamenti stradali. Nella variante “sono individuate 5 macrozone, svela Gabriele. 1) Il centro antico di Sora da conservare e proteggere; 2) la città consolidata, “moderna”, dove individuare edifici storicamente pregevoli e degni di conservazione. Sul resto del patrimonio edilizio via libera a interventi di manutenzione, ristrutturazione e sostituzione; 3) la città in via di consolidamento, quella “contemporanea”, con spazi edificabili e adeguamenti della rete stradale; 4) la città da ristrutturare, sorta lungo le principali vie; 5) la città dello sviluppo che si svilupperà su due ampie zone da destinare a funzioni pregiate e a servizi di livello urbano-territoriale.

FROSINONE. MEZZI ELETTRICI PER RACCOGLIERE I RIFIUTI

La Provincia FR, 03.04.11, p. 11
 
Veicoli elettrici per raccogliere i rifiuti. La novità arriva a Frosinone e ne dà notizia l'assessore comunale all'Ambiente Francesco Raffa che spiega: «Al fine di perseguire politiche tese al miglioramento della qualità dell'aria e della vivibilità urbana nella nostra città, continua su diversi fronti l'impegno della Amministrazione Comunale. Nell'ambito dell'obiettivo generale tendente alla promozione di mezzi di trasporto dei servizi pubblici (misura prevista anche nel piano di Risanamento dell'aria della Regione Lazio), ci sembra opportuno segnalare che l'Impresa Sangalli - azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e quello della raccolta differenziata - ha provveduto ad adeguare alcuni mezzi del proprio parco macchine con mezzi elettrici ad impatto ambientale nullo. Pertanto, per cercare di contrastare l'inquinamento nell'aria e promuovere al tempo stesso una mobilità alternativa, per le strade di Frosinone saranno in circolazione 6 nuovi mezzi elettrici del tipo Porter che potranno fungere, insieme alla tante autovetture ibride che già circolano per le nostre strade, da volano per una diffusione capillare di veicoli a bassa incidenza sulla qualità dell'aria che si respira in città».

COLLEFERRO. CRISI GAIA, RACCOLTA DEI RIFIUTI RIPRESA REGOLARMENTE
La Provincia FR, 03.04.11, p. 25
 
Raccolta dei rifiuti ripresa regolarmente ieri mattina nei comuni gestiti da Gaia, il Consorzio che cura la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in venti centri tra le province di Roma e Frosinone. Dopo la proclamazione di uno sciopero a oltranza da parte dei lavoratori per contestare il mancato pagamento degli stipendi di marzo, ieri mattina i dipendenti sono tornati al lavoro e i compattatori hanno effettuato la raccolta regolarmente. I lavoratori restano, però, sul piede di guerra e, in assenza di una soluzione, non sono escluse nuove proteste. Per domani, lunedì, è stata convocata un'assemblea che si terrà a Fiuggi. L'incontro servirà per fare il punto sulla situazione e valutare nuove eventuali iniziative. Il Consorzio di Colleferro, che negli ultimi anni ha attraversato diversi problemi, anche giudiziari, è in forte difficoltà economica e da qualche anno è in amministrazione straordinaria. Il commissario Andrea Lolli ha avviato la procedura per la cessione del Consorzio. La Regione Lazio ha manifestato l'intenzione di rilevare l'azienda.

Colleferro, 4/4/2011
 
C O M U N I C A T O  S T A M P A
CRISI GAIA. IL SINDACO CACCIOTTI: “ADESSO BASTA! OGNUNO FACCIA LA PROPRIA PARTE!”
 
“Ora basta! Ognuno faccia la propria parte, come noi Sindaci che paghiamo regolarmente facciamo da anni la nostra”. Il sindaco Mario Cacciotti interviene sulla nuova ennesima crisi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, da che gli operai del servizio Gaia sono entrati in agitazione non avendo ricevuto il pagamento dello stipendio di marzo.
“Il Consorzio paghi gli stipendi ai dipendenti – dice Cacciotti -, i lavoratori svolgano correttamente il loro compito, i Comuni morosi paghino e una volta per tutte si mettano in regola, la Regione Lazio rispetti gli impegni. Abbiamo sempre dato la nostra disponibilità ma non possiamo sopportare ogni volta che la nostra città diventi una pattumiera. I cittadini hanno diritto a una città pulita e decorosa. Ne va anche dell’igiene e della salute di tutti, soprattutto in questi mesi, da che comincia a fare più caldo, non possiamo permetterci di avere i rifiuti in strada. Invito, perciò, ciascuno dei diretti interessati alla spinosa questione a prendersi le proprie responsabilità. Ai Sindaci morosi, innanzitutto, dico: pagate! Non è corretto che per colpa vostra debbano subirne le conseguenze i cittadini vostri e nostri, ovvero di quei comuni che invece hanno sempre pagato con regolarità. Alla Regione chiedo di accelerare il percorso di acquisizione che si era andato delineando affinché questa realtà territoriale non rischi di crollare miseramente. Noi stessi, come Comune, abbiamo dato la disponibilità ad entrare nella Società, ma non dobbiamo perdere altro tempo prezioso. Perché questo significa risolvere seriamente le problematiche legate alla stabilità del posto di lavoro dei dipendenti Gaia e per tutti i Comuni poter contare su un servizio che non è solo utile ma assolutamente indispensabile!”.


CECCANO. STELLA: LA BONIFICA NON PARTE
La Provincia FR, 03.04.11, p. 27
 
Il monito inascoltato del Vescovo di Frosinone Ambrogio Spreafico (ripetuto anche in un pubblico incontro che si è svolto ieri mattina e di cui riferiamo ampiamente a pagina 8 di questa edizione) riguardo alla difficile condizione della valle del Sacco ha ‘solleticato' l'attenzione del consigliere Angelino Stella che sull'argomento torna a tuonare attraverso una dettagliata mozione. «Mi corre l'obbligo morale di ringraziare pubblicamente il Vescovo di Frosinone Ambrogio Spreafico che in più occasioni ha mostrato sensibilità e decisione nel sottolineare il dramma ambientale che da decenni affligge la nostra valle. A riguardo ritengo che il Comune di Ceccano ed i comuni toccati dal corso del fiume Sacco, la Provincia, la Regione, il Governo Nazionale ancora non abbiano capito appieno il dramma ambientale che investe decine di migliaia di cittadini. Non basta assolutamente il milione e mezzo di euro già stanziati per la bonifica delle aree ripariali lungo il fiume vista la lunghezza del tratto ancora da bonificare che va da Patrica a Falvaterra. Una goccia nel mare. E' acclarato che il pesticida si annida nei fanghi depositati nel greto del fiume, sulle sponde e sui terreni adiacenti dove le pompe di irrigazioni dei campi hanno immesso per anni acqua mischiata a fanghiglia sui terreni coltivati, contaminando così il ciclo alimentare e con esso molti cittadini. Fanghi che nei periodi di piena esondano assieme all'acqua contribuendo così all'ulteriore avvelenamento dei terreni. Appare ridicola la somma stanziata di 1 milione e mezzo di euro. Occorre ben altro per bonificare rimuovendo i fanghi ed i terreni contaminati portandoli in apposite discariche attrezzate allo smaltimento (SIC, NDR). Ci vorrebbe più coraggio nel denunciare il lassismo del potere ‘romanocentrico'. E poi perché solo 500 persone sono state sottoposte alle analisi e non tutta la popolazione? Siamo una colonia da prosciugare di voti e consensi, ricevendo in cambio schiaffoni di ogni genere. Una storia che si ripete da oltre due millenni. Infatti, mi piacerebbe che un qualsiasi amministratore o politico locale ad ogni livello, ammettesse che ad oggi la bonifica vera è lungi da venire a causa di omissioni precise degli enti preposti ai controlli negli anni passati, dei mancati interventi legislativi e di bilancio in favore di Ceccano e della Valle.(...)»

 

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