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Manifestazioni 2 Aprile: altre importanti adesioni da Frosinone

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AIPA Pazienti in trattamento con anticoagulanti, Associazione Politico Culturale 20 ottobre , Ass. Oltre l’Occidente, Blog Aut, Casa dei Diritti Sociali Frosinone, Comitato di Lotta per il Lavoro Frosinone, Confederazione Cobas Frosinone, Godere Operaio, Prc Circolo Spartacus Frosinone, Retuvasa, SEL Sinistra Ecologia Libertà circolo di Frosinone, USB Unione Sindacale Italiana Frosinone
 
Aderiscono alla manifestazione nazionale del 2 aprile a Roma
Promuovono venerdì 8 aprile alle ore 16 un presidio sotto la Prefettura a Frosinone
Danno appuntamento martedì 5 aprile alle ore 17 a tutti coloro interessati a creare un coordinamento stabile e attuare iniziative in merito, presso la Casa del Volontariato, via P.L. da Palestrina

Nel 10° anniversario della “guerra al terrorismo”, i governanti occidentali hanno scelto di nuovo la guerra per risolvere le controversie internazionali.
 
Mentre rivolte di libertà e di pane attraversano il mondo arabo e non solo, dove il popolo ne ha abbastanza di regimi soprattutto per il loro aspetto poliziesco, dove l'ampiezza delle manifestazioni e la loro continuità fa crescere un imponente movimento di giovani, il mondo occidentale risponde con la guerra umanitaria e con il respingimento dei profughi subordinando ogni suo intervento a  interessi economici e politici che, invece, spesso hanno trovato accoglienza nelle dittature.
 
Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia, peraltro utilizzando con ogni probabilità anche armi di produzione italiana, il nostro Paese ha scelto la guerra “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria. Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni “guerra umanitaria” è in realtà un crimine contro l’umanità. Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E’ la scelta criminale e assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera “cultura di guerra”.
Viene violata ancora la Carta delle Nazioni Unite con l'uso opportunistico del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che con la risoluzione 1973 del 17 marzo ha deciso la «No-Fly Zone» contro la Libia, Carta che al comma 7 dell'art. 2 stabilisce che «nessuna disposizione del presente Statuto autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in questioni che appartengano alla competenza interna di uno Stato».

Viene violato l’art. 11 della nostra Costituzione, per cui «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»
Cento anni fa la grande proletaria si era mossa, così si espresse G. Pascoli, inneggiando all’impresa di G. Giolitti per la conquista della Libia.
Cento anni dopo non sappiamo per quale ragione siamo in guerra.
Noi, che siamo cittadini di un paese che porta grandi responsabilità per la situazione che storicamente si è creata in quel paese, ci dichiariamo disponibili a sostenere ogni azione legittima che contribuisca a fermare lo spargimento di sangue e a trovare una soluzione politica alla crisi, mentre dichiariamo la nostra ferma contrarietà a ogni azione bellica condotta dall’esterno contro un paese sovrano.
Dobbiamo tutti lavorare per favorire la diffusione di una cultura di pace e di  giustizia, in particolar modo tra le giovani generazioni, per fornire  loro gli strumenti necessari alla comprensione della situazione a livello locale, nazionale ed internazionale e necessari alla realizzazione di interventi che agiscano realmente e positivamente nell’ambito della promozione e della tutela dei diritti umani senza pensare che alcuna scorciatoia, se mai la guerra lo fosse, possa tutelarli.
E’ dovere di tutti, inoltre, di istituzioni, enti e associazioni accogliere e difendere i rifugiati economici e politici che chiedono protezione. I doveri dell’accoglienza e della solidarietà sono anche riconosciuti con accordi internazionali in favore di coloro che fuggono da condizioni di ingiustizia e di oppressione e a chi vive situazioni di povertà. Il flusso di profughi in arrivo è anche oggi inferiore rispetto a quelli che riguardano i paesi del Nordafrica che accolgono rifugiati, data la condizione di instabilità e violenza. E' anche un flusso modesto rispetto al numero di profughi del 2008, prima delle politiche dei respingimenti. L’accoglienza è un dovere ed è possibile. Bisogna renderla tale.
 
·         CONTRO LA GUERRA E LA CULTURA DELLA GUERRA
·         PER SOSTENERE LE LE LOTTE PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA DEI POPOLI MEDITERRANEI E DEI PAESI ARABI
·         PER L'ACCOGLIENZA E LA PROTEZIONE DEI PROFUGHI E DEI MIGRANTI
·         CONTRO LE DITTATURE, I REGIMI, LE OCCUPAZIONI MILITARI, LE REPRESSIONI IN CORSO,
·         PER IL DISARMO, UN'ECONOMIA ED UNA SOCIETÀ GIUSTA E SOSTENIBILE
CHIEDONO
·         LO STOP AI BOMBARDAMENTI E IL CESSATE IL FUOCO IN LIBIA
per fermare la guerra, la repressione ed aprire la strada a una soluzione politica coerentemente democratica.
  • OGNI AZIONE RIVOLTA ALL’ACCOGLIENZA DI TUTTI I PROFUCHI CHE CHIEDONO PROTEZIONE ALL’ITALIA

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