Home

Buone Letture



 Il futuro Bruciato
Così ci uccidono

La casta dell'acqua
 

Learn to See Like an Artist How level is https://www.levitradosageus24.com/ buy online securely brand viagra a line?

SIN Valle del Sacco

SIN

SIN Bacino del fiume Sacco, la Regione Lazio in completa confusione.


Comunicato Stampa Congiunto

SIN Bacino del Fiume Sacco, la Regione Lazio in completa confusione.

 
Le intenzioni del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, comunicate all’assemblea generale di Unindustria, riguardo all’iniziativa congiunta con il Presidente del Consiglio Draghi e il Ministro Cingolani per giungere alla sospensione del decreto di perimetrazione del SIN “Bacino del fiume Sacco”, sono a dir poco inqualificabili e da intendersi come un affronto all’intelligenza della popolazione residente in un’area vasta come la Valle del Sacco.

Come comunità abbiamo partecipato e salutato con soddisfazione l’avvio del procedimento di nuova perimetrazione nel 2014, siamo stati pazienti per la firma del decreto di fine 2016, ancora di più per l’Accordo di Programma Quadro dei primi del 2019, per non dire della nomina di un commissario ad hoc per le operazioni di bonifica nel 2022. Ricordiamo che lo stato di emergenza socio-sanitaria che interessa ancora il territorio del SIN Bacino del fiume Sacco è attivo dal 2005.

Oggi con le intenzioni dichiarate dal Presidente Zingaretti e applaudite da Unindustria si torna indietro di ben 8 anni, il tutto condito dalle richieste lobbistiche della categoria industriale che avrebbe dovuto vigilare sull’operato dei propri associati. Il disastro ambientale che tutti conosciamo non ci è piovuto dal cielo: è originato dalle industrie e da un’idea di sviluppo industriale malata e predatoria. Aggiungiamo il ricatto dell’abbandono Catalent da Anagni utilizzato come cavallo di troia per rilanciare intenzioni politico economiche di de-perimetrazione nell’aria già da tempo.
È chiara, prevaricante e provocatoria l’intenzione di dimenticarsi del passato e chi sul territorio ha sofferto sulla propria salute il massiccio impatto industriale.

Le dichiarazioni mostrano anche una ignoranza abissale, la contaminazione delle aree ripariali e di quelle di esondazione non c'entrano nulla con la contaminazione endogena delle aree industriali, in particolare la situazione dell’area della Catalent, come altre, era nota da anni e sancita in base al dlgs 152/06 (T.U. ambiente). Nelle conferenze di servizi della vecchia perimetrazione e nelle caratterizzazioni della nuova, sono evidenti i gradi di contaminazione differenti per aree, per le quali è d’obbligo la giusta precauzione ed un’analisi approfondita. E’ necessaria una fotografia ambientale a colori del nostro territorio, non una in bianco e nero, una volta per tutte. Come sempre accade per le questioni ambientali si accusa l’eccesso di burocrazia, nascondendo le proprie responsabilità per non aver adeguato l’organizzazione e le risorse necessarie a gestire uno dei Sin più vasti del nostro paese ed il più complesso per la pluralità delle fonti di contaminazione provenienti dalle diverse aree industriali collocate lungo il fiume.

Quello che si sta pensando di fare, con tentativi di superamento delle normative nazionali ed europee, è un errore madornale che bisognerà anche valutare dal punto di vista giuridico amministrativo e di certo troverà l’opposizione di chi in questi anni con lo spirito collaborativo ed impegno ininterrotti ha profuso le proprie energie per cercare di trovare la soluzione del problema.
 
Valle del Sacco, 29 aprile 2022
 
Firmato:
Associazioni/Comitati
Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (ReTuVaSa)
Circolo Legambiente Anagni
Associazione Diritto alla Salute (DAS)
Associazione Big Brother Ambiente
Associazione Unione Giovani Indipendenti (UGI)/Scaffale Ambientalista
Associazione Anagni Viva
Movimento No Biodigestore Anagni
Circolo Legambiente Frosinone
 
 
---------------------
 
--LAZIO. ZINGARETTI: CHIESTA A DRAGHI SOSPENSIONE DECRETO PERIMETRAZIONE VALLE SACCO
(DIRE) Roma, 28 apr. - "Occorrono segnali chiari che segnino una nuova fase. Per questo la scorsa settimana abbiamo avviato un'iniziativa direttamente col presidente del Consiglio Draghi, il ministro Cingolani e tutto il governo: la Regione Lazio ha chiesto la sospensione, eccetto le aree ripariali, del decreto di perimetrazione del SIN del Bacino Valle del Sacco". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo all'assemblea generale di Unindustria.
"Un decreto figlio di errori e illusioni che hanno finito nel tempo per bloccare tutto- ha aggiunto Zingaretti- Una sospensiva non per perdere tempo ma per definire in pochi mesi col territorio un perimetro che garantisca tutela, bonifica e rilancio produttivo. Un equilibrio tra sostenibilità e crescita, come ci chiede l'Europa".
(Mtr/ Dire)

 

Caffaro, Snia, Sorin, LivaNova: il delitto imperfetto.


Comunicato Stampa Retuvasa

Caffaro, Snia, Sorin, Liva Nova: il delitto imperfetto.
Possibili sviluppi economici per la bonifica della valle del Sacco?

 
 
Le attività di bonifica della valle del Sacco stanno procedendo lentamente rispetto all’Accordo di Programma Quadro sottoscritto agli inizi di marzo del 2019 con un orizzonte temporale al 2023, tra difficoltà oggettive in un SIN molto complesso e articolato, ma con responsabilità politiche sulle tempistiche di attuazione. Certo è che il 2023 è solamente il primo step a cui ne dovranno seguire necessariamente altri. 
Nel frattempo sono intervenuti fattori aggiuntivi che potrebbero in qualche modo dare nuova linfa economica per il prosieguo oltre la data stabilita e perché no una accelerazione.
La storia che andremo a raccontare è tanto complessa nella sua articolazione quanto interessante, tra movimentazioni societarie, furbetti del quartierino, procedimenti giudiziari extra territoriali, o meglio collegati al nostro territorio tramite la società Snia e la sua collegata Caffaro.
È necessario raccontare anche nel dettaglio al fine di cercare di rendere chiaro il più possibile quanto accaduto.
 
  1. Le ramificazioni societarie
La Snia acquisisce la BPD di Colleferro nel 1968, la SNIA a sua volta nel 1974 entra a far parte di Montedison che la acquista da Mediobanca, nel 1980 con il nome di Snia BPD viene acquisita da FIAT. nel 1998 Snia passa così sotto il controllo di Luigi Giribaldi e Cornelio Valetto, che attraverso il 30% societario e si ritrovarono azionisti di maggioranza. Nel 1999, è Emilio Gnutti a dirigere il gruppo, lanciando nel 2002 un'OPA sul 71% del capitale valutando l'intera società 950 milioni di euro. LA SNIA a sua volta diviene insolvente il16 aprile 2010, trascinata dalla insolvenza della controllata Caffaro, acquistata nel 2000.
 
  1. Il contenzioso civile: parte 1
In questo quadro societario il commissario straordinario della SNIA Spa in liquidazione e in amministrazione straordinaria a fine 2010 ha proposto azione di responsabilità con conseguente domanda di condanna nei confronti degli amministratori, sindaci e soci di riferimento, per un totale di n. 65 parti convenute e 24 terzi chiamati e con l’intervento ad adiuvandum del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare e del Ministero dell’economia e delle finanze, rappresentati dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano.[i]
 
Ma cosa succede in questo primo grado di giudizio?
Il tribunale di Milano con sentenza del 10 febbraio 2016 ha dichiarato inammissibile l’intervento ad adiuvandum del Ministero dell’ambiente e dal Ministero dell’economia e delle finanze, estromettendoli dal giudizio e inammissibile anche la domanda di risarcimento del danno ambientale proposta dal Commissario straordinario.
E non finisce qui, le parti vengono anche condannate al pagamento delle spese processuali stimate in 10mln di euro.
 
  1. Il contenzioso civile: parte 2
A questo punto si passa in Appello e la sentenza viene completamente riformata in relazione allo specifico danno ambientale provocato da Caffaro, di proprietà Snia, scissione Sorin, cessione a Liva Nova PLC[ii].
 
  1. Il contenzioso civile: parte 3
Il 28 ottobre 2021 viene portato a termine l’Appello con i riscontri dei CTU nominati per i tre siti interessati di Brescia, Colleferro e Torviscosa [iii].
 
Riassumendo la risposta ai primi 3 quesiti contenuta nella sentenza: €22.059.598,34 per riparazione primaria strutture industriali; €52.574.138,69 per riparazione primaria Valle del Sacco; €10.612.285,71; €1.202.304.42 per capitale fruttifero per pompaggio Area chetoni; per complessivi €86.448.327,16 (€453.587.327,48 in totale per i tre siti di Brescia, Colleferro, Torviscosa).  
 
Col quarto quesito, infine, la Corte ha chiesto ai consulenti di indicare “ove possibile e rilevante, quali fossero alla data del 2 Gennaio 2004 le condizioni di inquinamento dei siti in esame, con relative misure di riparazione, come sopra specificate, e con i relativi costi”.
Con riguardo al sito di Colleferro, i consulenti hanno risposto che “alla data in oggetto si ritiene che lo stato di inquinamento del sito in esame fosse del tutto analogo allo stato attuale, in quanto non si ravvisano sul sito di Colleferro o nella Valle del Fiume Sacco dopo tale data, attività di alcun genere da parte delle società riconducibili al gruppo SNIA”.
 
  1. Il contenzioso civile: riepilogo
La sentenza non definitiva, n.973/2019, afferma che SNIA, quale proprietaria delle aree e degli stabilimenti, gestore diretto e capogruppo delle società via via partecipate ed acquisite, e Sorin, limitatamente all’attivo conferito –ma senza alcuna limitazione temporale relativa all’epoca di produzione dei danni, compresi, perciò, oltre a quelli esistenti al momento della scissione, anche quelli successivi, poiché ampiamente prevedibili –devono ritenersi corresponsabili in solido dei danni arrecati nei tre predetti siti. Tuttavia, stante la pendenza della procedura di amministrazione straordinaria nei confronti di SNIA s.p.a., il predetto importo di €453.587.328,48, in moneta attuale, deve essere qui posto solo a carico di LivaNova P.L.C.
  1. Conclusioni
Una sentenza in Appello quella di Milano che apre un nuovo scenario nell’ambito della giurisprudenza sui reati ambientali, prevedendo però che Liva Nova PLC ricorra in Cassazione ed eventualmente alla Corte di Giustizia Europea,
 
Viene affermato il principio “chi inquina paga” anche a soggetti subentranti a chi ha realmente cagionato il danno.
Questa storia mette ancora in evidenza la spregiudicatezza del comparto finanziario del nostro Paese, sempre più spesso coinvolto in affari illeciti o sul filo del limite ammissibile al solo scopo di capitalizzare, distraendo grossi quantitativi di fondi economici a discapito finale di ignari cittadini.
Se tale situazione venisse confermata la bonifica della valle del Sacco potrebbe trovarsi a disposizione nuovi fondi anche se potrebbero rientrare nelle casse dell’erario in quanto utilizzati come “azione in danno”.
Sarebbe opportuno però che tali fondi, se dovessero entrare nelle disponibilità del MITE, venissero riversati per la bonifica dei territori che hanno subito ingenti danni socio-economico-ambientali non immediatamente quantificabili nel tempo. Pertanto è auspicabile che nello specifico della Valle del Sacco, i soggetti in gioco quali MITE e Regione Lazio si adoperino per rendere trasparente tutta l’operazione di recupero su Liva Nova PLC.
 
Valle del Sacco, 22 marzo 2022

Il Consiglio di Amministrazione della Società si compone di 13 membri (anno 2003)
 
Umberto Rosa, Presidente e Amministratore Delegato
Carlo Callieri, Vice Presidente
Leonardo Bossini, Consigliere
Giorgio Cirla, Consigliere
Umberto Colombo, Consigliere
Giovanni Consorte, Consigliere
Maurizio Dallocchio, Consigliere
Pier Giorgio Primavera, Consigliere
Mauro Gambaro, Consigliere
Emilio Gnutti, Consigliere
Tiberio Lonati, Consigliere
Andrea Pininfarina, Consigliere
Marco Vitale, Consigliere
 
 

[i] La prima richiesta e la più rilevante, sotto il profilo del danno cagionato, delle condotte censurate consiste in una omissione, protrattasi a far data dal 3 aprile 2000, che avrebbe esposto SNIA Spa alla responsabilità per tutti i debiti della controllata al 100 per cento società Caffaro Srl, conseguenti ai danni all’ambiente causati da quest’ultima nei tre SIN di Torviscosa, Brescia e Colleferro.
Altra rilevante condotta censurabile da parte di amministratori e sindaci della SNIA è rappresentata dalla cosiddetta «scissione distrattiva» della SORIN Spa. In parole semplici si ipotizza il dolo di BIOS che trasferisce in SORIN il comparto redditizio del biomedicale con grave pregiudizio per gli altri soci, i quali si trovano con patrimonio diminuito e impossibilitati a proseguire le attività. Da qui la richiesta di risarcimento danni.
 
 
[ii] La prima sezione del corte d’appello civile del tribunale di Milano nel giugno 2018 con sentenza del marzo 2019 accoglie la domanda di Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell’economia e delle Finanze, della Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiarando la corresponsabilità di Sorin, ora Liva Nova PLC, con Snia per gli interventi di riparazione ambientale sostenuti e da sostenere nei siti di Brescia, Colleferro e Torviscosa, stante l’inattività delle corresponsabili. Di fatto si chiede la riparazione del danno a Liva Nova PLC.
Dispone altresì la prosecuzione del giudizio per determinare tramite CTU collegiale: l’esatta dimensione dell’inquinamento dei siti di Brescia, Colleferro e Torviscosa, le necessarie misure di riparazione ambientale, l’esatta determinazione dei relativi costi di risanamento.
 
 
[iii] Il primo quesito posto ai consulenti è così formulato: “valutino i CTU l’esatta natura ed il grado del deterioramento ambientale provocato dalle aree interne ed esterne i SIN, siti industriali di Brescia, Torviscosa e Colleferro per cui è causa, dall’attività svolta dalle società riconducibili al Gruppo SNIA”.
In risposta, i consulenti hanno svolto una premessa metodologica, specificando che “è stata effettuata una disamina accurata e completa della vasta documentazione disponibile, con il fine di identificare, per ogni sito, i contaminanti di riferimento e se ed in che misura tali contaminanti siano connessi alle attività svolte delle società riconducibili al gruppo SNIA”. “Si è, inoltre, tenuto ben presente come il quesito non riguardi la definizione dello stato di contaminazione alla data attuale, che pagina compete alla progettazione di interventi di bonifica, ma richieda un esame dello stato di contaminazione fin dalla sua prima identificazione come ben dettagliato nella relazione”.
Per il Sin Valle del Sacco i tecnici si soffermano sulla secolare attività industriale del sito di Colleferro e sulla contaminazione diffusa da Beta-esaclocicloesano (BetaHCH) del sedimento del fiume con progressiva diminuzione di presenza del contaminante in relazione alla distanza del fiume, confermando il nesso causale tra attività industriale specifica delle società riconducibili al gruppo SNIA.
 
Col secondo quesito, la Corte ha chiesto indicarsi, “in relazione al deterioramento ambientale riscontrato nei tre siti, gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino delle aree (pubbliche e private) già realizzati dalle parti interessate”.
Con riguardo al sito di Colleferro, la risposta è che “gli interventi di bonifica e messa in sicurezza presso il sito industriale di Colleferro sono molteplici, ma non tutti sono di rilevanza per la contaminazione da pesticidi oggetto principale di questa analisi, e ancora meno sono quelle la cui competenza ricade in ultima istanza su SNIA e le società ad essa a vario titolo collegate”.
 
Col terzo quesito, la Corte ha chiesto “indicazioni in ordine alle misure di riparazione (primaria, complementare e compensativa, di cui all’allegato 3 alla parte sesta del D.Lgs.n.152/06) necessarie per l’integrale rimozione delle conseguenze prodotte dall’inquinamento e per il ripristino della piena fruibilità delle risorse e/o dei servizi naturali danneggiati, precisandone tipologia, oggetto, modalità, tempi di realizzazione e determinandone i relativi costi”.
Con riguardo al sito di Colleferro i consulenti precisano che “nel suo complesso la stima del danno ambientale per il sito di Colleferro-Valle del Fiume Sacco può essere suddivisa nelle seguenti parti: 1) riparazione primaria del sito industriale, per la porzione di competenza Caffaro-SNIA, 2) riparazione primaria della valle del Sacco, 3) riparazione compensativa, con particolare riguardo alla valle del Sacco.
 
Il punto 1) nella disamina dei periti risulta essere molto complesso ed articolato in quanto le attività portate avanti dall’ex Ufficio Commissariale sono state molteplici e riferite all’area Benzoino (completata), all’area ARPA1 (completata), all’area ARPA2 (programmata ma non realizzata), alla rete delle acque bianche (completata), all’area Chetoni-Feniglicina (da effettuare), all’area compresa tra Benzoino e ARPA1 (caratterizzata), alle attività di caratterizzazione-valutazione-manutenzione.
Una nota particolare si legge nella relazione e relativa ad ARPA2: “Tuttavia alla data odierna tale bonifica non è stata realizzata, e nell’ambito dell’Accordo di Programma Regione Lazio-MATTM del 2019 e successiva Rimodulazione ed Integrazione del 27 ottobre 2020, i relativi costi sono stati rivalutati (si veda più avanti) con una situazione incerta relativa al contributo SeCoSvIm che porta ad escludere tale contributo dal computo in questa sede, quindi con costi presunti totalmente a carico dell’erario.” Per completezza di informazione la SeCoSvIm avrebbe dovuto partecipare con l’80% dell’importo totale di € 8.765.402,82, che ora ricadrebbero totalmente a carico dell’erario.
Al punto 2) oltre agli altri costi ripresi dall’Accordo di Programma Quadro del 2019 e rimodulato il 27 ottobre 2020 merita attenzione il passaggio sul ripristino ambientale del letto del fiume Sacco che può avvenire solamente con dragaggio. Il costo per tale operazione a partire da Colleferro fino alla confluenza con il Liri viene stimato in poco meno di 44mln di Euro.
Al punto 3) si ripercorrono gli indennizzi alle attività zootecniche e i costi stimati per la coltivazione dei pioppi 

 

EVENTO: Convegno LINDANET e SIN Valle del Sacco.

 
Convegno rivolto alla cittadinanza Sito di interesse nazionale Valle del Sacco: ripartire in un contesto europeo Colleferro 10 ottobre 2020 Sala Aldino Ripari (ex Konver) Via degli Esplosivi
 
COMUNICATO STAMPA 
 

Un sabato di condivisione: cittadini, sindaci, associazioni ed istituzioni si incontrano per un aggiornamento sulla Valle del Sacco.

L’incontro, promosso dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana e patrocinato dalla Regione Lazio, nasce nell’ambito di “Lindanet”, il progetto europeo  finalizzato allo scambio di esperienze e pratiche tra le aree di diversi paesi europei  contaminate da Lindano e del nuovo piano di intervento della Regione Lazio nelle aree interessate, in fase di avvio.

Conoscere e confrontare realtà così distanti ma accomunate da uno stesso problema, permette di individuare misure più adeguate in termini di spesa e di risultato. Lo stesso spirito di condivisione e di confronto anima il dialogo che da anni esiste tra i cittadini, le associazioni e gli amministratori dell’area della Valle del Sacco, un territorio segnato dall’inquinamento. I cittadini sono stati coinvolti nella conoscenza delle cause della contaminazione e dei suoi effetti sulla salute e sull’ambiente.

In sintesi, la comunicazione trasparente, dichiara in una nota Retuvasa, l'associazione che ha collaborato alla realizzazione dell'incontro del 10 ottobre - ha generato coinvolgimento e la partecipazione attiva in tutte le sedi dimostra una vera e propria forma di azione consapevole.
Le associazioni ambientaliste negli anni hanno contribuito a costruire questa consapevolezza, acquisendo conoscenze e informazioni, condividendole con la popolazione, collaborando con esperti ed enti di ricerca, proponendosi con le istituzioni e vincendo la riluttanza di alcune di esse a renderle pubbliche.

L'incontro di sabato 10 ottobre aprirà una nuova via di collaborazione finalizzata al miglioramento delle condizioni dei siti contaminati da Lindano.





____________
Ufficio stampa e relazioni esterne
 
Alessandra Tardiola 3355738398(IZS Lazio e Toscana)
Alberto Valleriani 3356545313(Retuvasa)

 

Bonifica SIN Bacino del fiume Sacco, aggiornamento agosto 2020.


Comunicato Stampa Retuvasa

Bonifica SIN “Bacino del fiume Sacco”, aggiornamento agosto 2020


 
L’Accordo di Programma (AdP) “per la realizzazione degli interventi di Messa in sicurezza e bonifica del Sito di Interesse Nazionale Bacino del Fiume Sacco” è stato stipulato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Lazio il 12 marzo 2019 (approvato con Decreto n. 51 del 10/04/2019 e DGR n. 119 del 06/03/2019) . Nell’ambito dell’accordo la Regione Lazio è stata individuata come  Responsabile Unico dell’Attuazione (RUA) degli interventi e di conseguenza responsabile del controllo e del monitoraggio delle attività per l’attuazione delle stesse.

L’AdP, il cui valore complessivo ammonta ad 53.626.188,68 euro, individua interventi di immediata attuazione e le relative fonti di finanziamento, fissando la data  del 31 dicembre 2023 per il loro completamento, fatto salvo un ulteriore periodo di 24 mesi legato a singole specificità afferenti alla fase di bonifica.

L’AdP fissa inoltre ulteriori termini per le varie fasi degli interventi che, allo stato attuale, registrano un leggero ritardo anche all’emergenza Covid -19, che ha determinato come noto un rallentamento di tutte le attività nel nostro paese. In particolare si registra un lieve ritardo nell’affidamento ed esecuzione dei piani di monitoraggi delle acque, dell’indagine epidemiologica e della caratterizzazione delle aree ripariali.

In ogni caso, si rileva dagli atti oggetto di pubblicazione che, dalla stipula dell’Accordo, la Regione si è attivata sin da subito affinché siano gli enti tecnici di riferimento per ogni tipologia di intervento. Ciò ovviamente ha comportato dei tempi maggiori per il confronto ed il coordinamento, ma ha permesso di avviare forme di collaborazione interistituzionale attraverso la stipula di convenzioni; esse consentiranno l’esecuzione direttamente da parte della regione Lazio -in collaborazione con gli enti tecnici di riferimento a livello regionale e nazionale- di alcuni interventi individuati nell’AdP ovvero di specifiche attività all’interno degli stessi.

Procediamo in ordine cronologico.

La sorveglianza epidemiologica.

Il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale (DEP) ha elaborato un “Programma di valutazione epidemiologica” della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) Valle del Sacco.

Detto programma, avente durata biennale, prevede la realizzazione di un sistema di valutazione epidemiologica della popolazione basato su un programma di lunga durata in grado di fornire alle amministrazioni ed alla popolazione informazioni sullo stato di salute, sui fattori di rischio e sui possibili cambiamenti attraverso un potenziamento degli interventi di prevenzione e promozione della salute in un’ area a forte pressione ambientale.

La Convenzione interesserà 1.200 residenti della valle del Sacco, un campione ancora più rappresentativo delle precedenti indagini per un importo totale di 960.000 euro.

Le attività vanno dai prelievi del sangue (ASL RM5), alla Sorveglianza epidemiologica e sanitaria della popolazione residente/Coorte longitudinale/Monitoraggio MMG e PLS/ Studio epidemiologico sugli effetti sulla salute degli inquinanti attraverso consumo di acque e alimenti (DEP, ASL RM5), alla collaborazione con il CNR di Pisa per la valutazione dell’incidenza cardiovascolare (DEP, CNR Pisa), alle analisi effettuate presso il laboratorio Kuopio ad Helsinki (DEP, Health Institute Kuopio), al Coordinamento del Progetto (DEP).

Un programma che necessita sicuramente di una complessa attività di coordinamento e che il DEP Lazio ha già assolto nel passato con estrema professionalità, tenendo conto che i tempi di realizzazione dovranno fare i conti con le norme anti-Covid.

Detto programma, rispetto a quello già approvato nel 2017 e mai avviato per assenza di fondi, è stato aggiornato e rielaborato anche alla luce delle diverse esigenze del territorio e della popolazione coinvolta nell’indagine, in particolare è stata eliminata, all’esito di specifica valutazione tecnico-sanitaria, la previsione di realizzazione di un PRESSA (Presidio Sanitario Ambientale).

Detto programma sarà attuato dal Dipartimento di Epidemiologia all’esito del perfezionamento di apposita convenzione ex art. 15 L.n. 241/1990.
Con determinazione n.417408 del 12.12.2019 è stato approvato lo schema di convenzione per la realizzazione in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio - ASL ROMA 1 del “Programma di valutazione epidemiologica”, relativamente ai requisiti tecnici, della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) Valle del Sacco – D.M. n. 321/2016.

Con successiva determinazione n. G06907 del 13 giugno 2020 è stata rettificata la Determinazione n. G17408 del 12 dicembre 2019 ed è stato approvato un nuovo schema di convenzione, ex art. 15 L. n. 241/1990 s.m.i per la realizzazione, in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia, del “Programma di valutazione epidemiologica”, relativamente ai requisiti tecnici, della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) Bacino del Fiume Sacco – D.M. n. 321/2016. La rettifica della precedente determinazione n. G17408/19 si è resa necessaria a causa di sopravvenute esigenze tecniche ed economiche del Dipartimento che hanno comportato la necessità di modificare il documento tecnico, il quadro economico e lo schema di convenzione approvato in precedenza.

La Caratterizzazione delle aree agricole ripariali.

Mentre per la sorveglianza epidemiologica si può procedere con un background legislativo ben definito da tempo, per la caratterizzazione delle aree agricole ripariali si deve fare riferimento al nuovo regolamento sugli interventi di bonifica, di ripristino ambientale e di messa in sicurezza, d'emergenza, operativa e permanente, delle aree destinate alla produzione agricola e all'allevamento (DM n. 46 del 1 marzo 2019).

L’intervento è finanziato con fondi FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) per 4 milioni di euro.

Per l’attuazione dell’intervento sono stati coinvolti coinvolti l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Sperimentale Zooprofilattico per il Lazio e la Toscana (IZSLT). 

Con DGR n. 140 del 31 marzo 2020 è stato approvato il documento relativo alla “Caratterizzazione delle aree agricole ripariali”, comprensivo dell’allegato tecnico elaborato da ISS e IZSLT.  Il suddetto documento oltre a una descrizione dell’intervento e dell’area interessata dallo stesso contiene una dettagliata individuazione delle motivazioni dell’intervento e dei soggetti che saranno coinvolti nell’attuazione. L’intervento di caratterizzazione riguarderà tutte le aree agricole ripariali oggetto di interdizione con i provvedimenti commissariali ricadenti nei territori dei comuni di Colleferro, Segni e Gavignano, Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo, Supino, Frosinone, Patrica, Ceccano, Castro dei Volsci, Pofi, Ceprano e Falvaterra.

Contestualmente alla caratterizzazione dei suoli agricoli si procederà al biomonitoraggio animale e dei vegetali, in considerazione del fatto che durante la fase emergenziale si erano acquisite evidenze di contaminazione da fitofarmaci nel latte e nei foraggi oltreché nel suolo. 

L’area soggetta a caratterizzazione interessa circa 54 Km di asta fluviale a partire dal limite nord dell’Area c.d. interdetta in corrispondenza della sorgente inquinante (area industriale di Colleferro). La fusione delle aree c.d. interdette con una fascia di buffer estesa a 100 m in riva destra e in riva sinistra del Fiume Sacco e le aree esondabili con pericolosità P3 ha generato un poligono esteso circa 1730 ha.

L’intervento sarà realizzato sui siti ricadenti in tali aree.

L’articolazione di dettaglio relativa alle fasi operative, la localizzazione dei punti di campionamento, la calendarizzazione dei campionamenti, le procedure tecniche di esecuzione del campionamento dei suoli e delle matrici vegetali ed animali, nonché la tracciabilità e trasmissione dei campioni e di gestione dei flussi informativi saranno contenuti nel piano di caratterizzazione che sarà elaborato dall’ISS.

Il tempo previsto per l’attuazione dell’intervento è stimato in circa 20 mesi.

C’è da precisare che anche in questo caso c’è il background derivante dalle attività dell’ex Ufficio Commissariale che negli anni dal 2005 al 2012 ha effettuato analisi su acque e terreni in fasi diverse, tuttavia  l’introduzione del nuovo Regolamento e relativi parametri induce a procedere con necessità ed  urgenza ad una caratterizzazione definitiva con una valutazione del rischio sui principali bersagli (vegetali-animali-uomo) e avviare, eventualmente, ulteriori misure interdittive ovvero a rivedere le misure cautelari già in atto anche attraverso una revoca o ulteriore limitazione delle stesse.

Contestualmente alla caratterizzazione dei suoli agricoli, si procederà al biomonitoraggio animale e vegetale, in considerazione dei dati pregressi che hanno già evidenziato durante la fase emergenziale evidenze di contaminazione da fitofarmaci nel latte e nei foraggi oltreché nel suolo.

La caratterizzazione sarà svolta, tenendo conto dei dati pregressi, in due lotti territoriali.

Il primo lotto riguarderà il settore Nord (Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola, Supino) delle Aree agricole ripariali soggette ad interdizione.
Il secondo lotto riguarderà il settore Sud (Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Falvaterra, Frosinone, Patrica, Pofi) delle aree agricole ripariali soggette ad interdizione Sud, in quanto in detta risulta minore e più frammentario lo stato delle conoscenze pregresse.
Nell’ambito di ciascun lotto territoriale (NORD e SUD), individuato nell’ambito dell’Area soggetta a caratterizzazione, saranno individuate ulteriori sub-aree omogenee, che saranno progressivamente sottoposte a caratterizzazione.
Alla conclusione dei campionamenti completi dei terreni e dei vegetali di una sub-area sarà dato inizio ai campionamenti della sub-area adiacente e così via sino a completamento, dapprima del segmento NORD e successivamente del segmento SUD.

Per la realizzazione dell’intervento la Regione Lazio collaborerà con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Lazio e la Toscana nella progettazione del piano di caratterizzazione, nella redazione del piano di campionamento, nella validazione e valutazione dei dati nonché nel biomonitoraggio animale e vegetale attraverso la definizione di un accordo tra pubbliche amministrazioni, che allo stato attuale risulta in via di definizione.

Solo l’attività di campionamento ed analisi dei suoli agricoli verrà affidata ad un operatore esterno.

Senza scendere in ulteriori particolari c’è da sottolineare che il lavoro da svolgere è enorme. Il nostro SIN è uno dei più complessi in Italia, ma questo tipo di attività ci restituirà sicuramente una fotografia aggiornata e omogenea che avrà la funzione di eliminare aree che risulteranno non contaminate o applicare misure interdittive più stringenti.

Riteniamo che per questa fase occorra una stretta collaborazione degli Enti locali in particolare per facilitare l’accesso alle aree in esame.

Il monitoraggio acque per uso irriguo, potabile e domestico.

L’esigenza di monitorare le acque ad uso potabile ed irriguo nasce dalla necessità di approfondire i dati analitici, raccolti nel corso della fase emergenziale, in modo da descrivere e valutare la qualità della matrice indagata, definire e valutare il grado di contaminazione della falda all’interno del perimetro del Sito di Interesse Nazionale, monitorare l’evoluzione dell’inquinamento delle acque, per verificare l’efficacia degli interventi di contenimento e/o di bonifica, acquisire dati utili al fine di un loro possibile utilizzo per l’avvio di un successivo studio sulla determinazione dei Valori di Fondo per le acque sotterranee.

Così è scritto nell’introduzione della Deliberazione di Giunta regionale n.225 del 30.04.2020 con la quale è stato approvato il documento relativo al monitoraggio delle acque per uso potabile, irriguo e domestico.

L’intervento sarà realizzato dalla Regione Lazio in collaborazione con l’ Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Lazio, le Aziende Sanitarie locali, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), attraverso la stipula di convenzione che prevederà per i suddetti enti solo un rimborso delle spese effettivamente sostenute e rendicontate.  

Per l’attuazione dell’intervento è stato previsto un finanziamento di circa 1,7mln di euro.

L’intervento di monitoraggio delle acque per uso potabile, irriguo e domestico riguarderà l’intero territorio ricadente nel SIN del fiume Sacco. L’attuazione dell’intervento è prevista in fasi definite sulla base delle risultanze analitiche pregresse riguardanti sia la matrice acqua che altre matrici.

In una prima fase il campionamento sarà prevalentemente concentrato nell’area nord del SIN. Invero, saranno oggetto di azione: i pozzi realizzati dall’Ufficio Commissariale nelle aree agricole interdette e i pozzi a servizio della città di Colleferro, localizzati sia all’interno del comprensorio industrial ex SNIA – BPD sia a margine dello stesso, già campionati da ISS nel 2012.

Successivamente, come si legge nella DGR, “si procederà al campionamento dei pozzi censiti da ISPRA e inseriti nell’archivio nazionale sulle indagini nel sottosuolo ai sensi della legge n. 464/1984 e i pozzi del Catasto delle Province. Complessivamente i punti oggetto di indagine, da una prima previsione, saranno circa 200 punti. Inoltre, è prevista la realizzazione di nuovi pozzi di monitoraggio per coprire le zone non indagabili altrimenti.

Anche in questo caso trattasi di un intervento mirante a determinare lo stato della qualità delle acque in particolare quelle ad uso umano o per agricoltura. L’intervento di monitoraggio delle acque ad uso potabile irriguo e domestico consentirà infatti di giungere ad una conoscenza definitiva dei livelli di inquinanti presenti nelle acque sotterranee, fornendo così la possibilità di attuare ogni possibile azione di mitigazione del rischio ambientale e sanitario a tutela della collettività.

Conclusioni

Pensiamo di aver fornito un quadro della complessità delle azioni necessarie a caratterizzare e bonificare le aree del SIN. Agli interventi previsti nell’accordo di programma si aggiungono le istruttorie per le caratterizzazioni che nascono da richieste di soggetti privati, incardinate presso il Ministero dell’Ambiente, la cui durata necessariamente è di alcuni mesi e che procedono parallelamente alle attività descritte.

Il SIN del Fiume Sacco, nel panorama dei SIN a livello nazionale si può considerare un caso ‘fortunato’ visto l’Accordo di Programma ed i fondi stanziati, nonché l’azione di bonifica avviata nel sito Arpa 2 di Colleferro dopo un fermo amministrativo di ben 7 anni. Ciò non ostante, se confrontiamo le risorse tecniche e finanziare messe a disposizione, con la complessità delle azioni da svolgere su un’area estesa per ben 7.300ha, caratterizzata da una varietà straordinaria di fenomeni di contaminazione, se ne deduce che esse dovranno essere incrementate, soprattutto se si vogliono abbreviare in modo significativo i tempi di bonifica. A livello nazionale risultano sino ad ora inadeguate le risorse che lo stato centrale impiega per progettare e pianificare la bonifica dei SIN e più in generale dei territori contaminati, con l’obiettivo di prevenire efficacemente una ulteriore contaminazione delle matrici ambientali.

A proposito di risorse che si renderanno disponibili nei prossimi mesi dobbiamo fare riferimento ai capitali messi a disposizione dal Recovery Fund e dal bilancio europeo: lo European Green Deal ha trovato il suo spazio all’interno del Next Generation EU (denominazione del Recovery Fund), il nuovo strumento presentato alla Commissione europea che propone di destinare almeno 100 miliardi su 750 verso la transizione ecologica. Anche il 25% del nuovo bilancio dell’Unione europea 2021-2027 dovrà essere speso nei programmi europei per mobilitare gli investimenti sostenibili: circa 275 miliardi di euro in sette anni. Totale 375 miliardi di euro.

Deve essere chiaro che non esiste alcuna possibilità di progettare un nuovo modello di sviluppo per il nostro paese, di avviare effettivamente un percorso di riconversione ecologica verso un modello di economia circolare, senza una azione profonda, capillare e diffusa bonifica dei territori inquinati e di trasformazione dei processi produttivi, di modifica degli assetti urbani e territoriali, responsabili dei fenomeni di inquinamento che affliggono il nostro paese.

Tutta la documentazione disponibile al momento sulle azioni di caratterizzazione e bonifica del Sin del fiume Sacco si può trovare al link http://www.regione.lazio.it/rl_bonificadeisitiinquinati/ 
 
Valle del Sacco, 17.09.2020
 

Magliette Bianche 22 dicembre 2019, Bianco Natal: l’Italia non SINquina!


MAGLIETTE BIANCHE ITALIANE - (22 Dicembre 2019)
 
Ci rivolgiamo al Governo Italiano, alla maggioranza ed alla opposizione di Camera e Senato, alle Regioni interessate ed alle Istituzioni competenti
 

Le Magliette Bianche sono cittadini che hanno a cuore la tutela della salute e dell’ambiente, spesso sono cittadini che vivono all’interno o in prossimità di territori gravemente inquinati, classificati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dalle Regioni come S.I.N. o S.I.R (Siti Interesse Nazionale o Regionale per le bonifiche da effettuare), oppure in territori in cui gli standard di qualità ambientale comunitari per aria, acqua o suolo potrebbero non essere rispettati.
Vi chiediamo di accogliere le seguenti richieste che scaturiscono dalla nostra esperienza, come cittadini esposti all’inquinamento ed impegnati tutti i giorni per reclamare i propri diritti ed il risanamento delle aree con criticità ambientali, che potrebbero condurre a problemi sanitari per la popolazione li residente o domiciliata. Auspichiamo una attuazione in maniera sempre più stringente delle leggi esistenti, con la creazione di nuove, nell’ottica di una nostra maggiore tutela, con un ruolo operativo e di coordinamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Chi abita nei siti contaminati o in zone limitrofe, dove potrebbe essere esposto frequentemente a contaminanti pericolosi, cancerogeni e neurotossici, potrebbe forse vivere situazioni inaccettabili per una nazione che vuole dirsi, civile.
Chiediamo il rispetto delle norme esistenti e dei procedimenti amministrativi e penali rapidi ed efficaci, affinchè il principio “chi inquina paga” sia realmente rispettato e che siano svolte le bonifiche, con ristoro dei danni da parte delle aziende, che dovessero essere individuate come colpevoli.
E’ indispensabile varare nuove norme più stringenti. Con il nostro vissuto ormai siamo in grado di proporre misure concrete e specifiche, che non farebbero altro che riconoscere le nuove conoscenze scientifiche sull’impatto ambientale e sanitario dell’inquinamento e così contemplare, la maggiore sensibilità ambientale oggi esistente nella popolazione.
Questa iniziativa è scaturita dalla voglia di far rinascere i territori dove viviamo. La caratteristica che distingue le nostre iniziative è rappresentata dalla presenza di semplici cittadini con indosso delle “Magliette Bianche”, prive di qualsiasi ulteriore segno distintivo, che presenzieranno pacificamente per i loro diritti in luoghi pubblici o a libero accesso.
Ogni Individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”, recita l’articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, parte del testo complessivo approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1984.
Chiunque può partecipare ai nostri eventi, in special modo tutti gli abitanti di zone con “criticità ambientali”, stanchi di subire passivamente situazioni che potrebbero forse anche avere ripercussioni sulla propria salute, ledendo così il proprio diritto all’esistenza ed a vivere in condizione di sicurezza, in un ambiente salubre.
 
Chiediamo:
 
1) CRONOPROGRAMMA NON DEROGABILE PER LE BONIFICHE, FINANZIAMENTI E RESPONSABILITA’
Partenza delle bonifiche ambientali in tutti i siti SIN d’Italia, senza compromessi o rinvii. La struttura ministeriale dedicata ai SIN deve essere rafforzata e prevedere obiettivi di breve, medio e lungo periodo, chiari e non derogabili in termini di aree bonificate/messe in sicurezza. Gli obiettivi devono essere pubblici ed il loro raggiungimento strettamente connesso alla retribuzione dei dirigenti. Le informazioni devono essere rese facilmente accessibili ai cittadini con un sistema di verifica pubblico.
Siano stanziate somme rilevanti nel bilancio dello Stato per garantire le bonifiche nei siti “orfani” (cioè dove non è possibile rintracciare chi ha inquinato) e per far svolgere lavori necessari e urgenti da realizzare “in danno” di chi sarà dichiarato colpevole dalla Magistratura. Le indagini dell’eventuale responsabile della contaminazione sia solo di competenza dei NOE o dei Carabinieri-Forestali o delle Capitanerie di Porto se trattasi di aree marine.

2) SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA NEI LEA E CURE GRATUITE
Siano effettuati, in breve tempo, dal Ministero della Salute per il tramite dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) o dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), studi epidemiologici di coorte per ogni sito SIN, finalizzati a stabilire eventuali possibili correlazioni tra “cause ed effetti”. Il Ministero della Salute introduca nei LEA la sorveglianza epidemiologica anche per i Siti di Interesse Regionale per le bonifiche e nelle altre aree con criticità ambientali conclamate, che non rispettano gli standard comunitari.
Creazione di una tessera sanitaria denominata “Green Card SIN, gratuita per tutti gli abitanti, pregressi o attuali, vicini od interni ad aree SIN, con screening sanitari a cadenza, per rischi specifici, stabiliti da linee guida predisposte dal Ministero della Salute, specifiche per ogni area SIN. Tali attività dovrebbero essere inserite nei LEA.
 
3) VALUTAZIONE IMPATTO SANITARIO, VALUTAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE E SANITARIA
I ministeri della Salute e dell’Ambiente costituiscano un gruppo di lavoro congiunto per verificare, con il supporto di organismi pubblici di ricerca ed entro un anno, la sommatoria delle emissioni degli stabilimenti produttivi, ad alto e medio impatto ambientale, presenti all’interno o nelle immediate vicinanze dei SIN. Chiediamo che venga valutato non solo l’effetto cumulo ma anche quello sinergico delle emissioni e delle ricadute in una determinata area, a cui sono esposti i cittadini. Per ogni procedura di autorizzazione ambientale chiediamo che vengano eseguite una VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) ed una VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario). Vi siano procedure pubbliche sulle verifiche connesse agli impianti a Rischio di Incidente Rilevante e siano obbligatoriamente resi pubblici i verbali dei CTR regionali, che si occupano degli Impianti a Rischio di Incidente Rilevante, garantendo altresì la possibilità di essere auditi su richiesta in sede di riunione.

4) COORDINAMENTO INTERFORZE PER CONTROLLI SUI REATI AMBIENTALI ED INASPRIMENTO DELLE PENE
Istituzione di un CNI - Coordinamento Nazionale Interforze, tra NOE, Carabinieri-Forestali, Guardia di Finanza e Guardia Costiera per l’accertamento di reati ambientali, che attui un programma minimo nazionale di controlli e sorveglianza a campione sui SIN e sui SIR, con particolare riferimento all'attuazione delle procedure di bonifica (con competenze anche, ad esempio, sui ritardi e sulle omissioni nelle attività di messa in sicurezza e bonifica), alla reale corrispondenza tra prescrizioni contenute nei vari procedimenti di carattere ambientale (A.I.A., V.I.A., A.U.A.) ed attuazione dei piani per gli impianti a Rischio di Incidente Rilevante di cui al D. lgs. 105 del 2015. Forte inasprimento delle pene per chi commette reati ambientali, frodi o falsificazioni alimentari, con ancora una maggiore tutela del Made in Italy ed una maggiore promozione e tutela delle eccellenze di biodiversità territoriali. Chiediamo una dichiarazione da parte di tutte le forze politiche finalizzata a non promuovere decreti, volti a concedere la facoltà di utilizzo ad impianti sequestrati dalla Magistratura. Venga previsto un reato per chi realizza opere e svolge attività in assenza di V.I.A. o V.Inc.A.

5) CREAZIONE DI UNA "DDA" DELL'AMBIENTE E SEMPLIFICAZIONE ALL’ACCESSO ALLA GIU-STIZIA PER I CITTADINI
Riteniamo necessaria una maggiore specializzazione delle Procure sui reati ambientali, connessi all'inquinamento. Si propone la creazione di una “Procura Speciale Ambientale”, dedicata ai problemi dell'inquinamento e delle bonifiche, da affiancare a quella sui rifiuti.
Creazione di una apposita normativa “semplificata”, volta a favorire la tutela legale degli individui che vivono od hanno vissuto attorno o nei siti SIN e che potrebbero aver visti lesi, negli anni, dei loro diritti.
 
6) CANCELLARE L’ATTUALE ANALISI DI RISCHIO
Riteniamo che debba essere abolita l’attuale Analisi di Rischio, fissando soglie e limiti certi delle CSC - Concentrazione Soglia di Contaminazione, adottando un approccio olistico ed ecosistemico, che non guardi esclusivamente all'esposizione umana.
 
7) CANCELLARE L’ART. 242 BIS SULLE PROCEDURE SEMPLIFICATE ED ABOLIZIONE DELLA V.I.A. POSTUMA OD A SANATORIA
Venga cancellato l’art. 242 bis sulle procedure semplificate od in subordine, prevedere da parte delle ARPA regionali, almeno un elenco minimo di sostanze da ricercare con controlli a campione sul 20% dei siti nelle fasi preliminari. Chiediamo che sia abolita la cosiddetta V.I.A. postuma ed in sanatoria, introdotta dal D. lgs. 104 del 2017.
 
8) RUOLO DEI COMUNI
Ridefinizione della normativa sulle responsabilità dei Comuni per le procedure di bonifica nelle aree inquinate non SIN, con previsione di parametri minimi di personale esperto (geologi; biologi; ingegneri ambientali) per istruire i procedimenti, introducendo l'azione sostitutiva delle regioni per i comuni che non hanno le competenze minime, oppure definire strumenti di coordinamento tra enti.
 
9) TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE
Venga assicurata dal Ministero dell'Ambiente e dalle Regioni la massima trasparenza ed accessibilità alla documentazione connessa alle procedure di bonifica nei SIN ed ai monitoraggi ambientali. La pubblicazione deve essere integrale e preventiva rispetto alla convocazione delle conferenze dei servizi, senza che sia assoggettata alla norma sull'accesso agli atti (con tempi che quindi potrebbero non consentire di accedere ai documenti prima delle decisioni). Chiediamo l’applicazione del D. lgs. 195 del 2005 sulla trasparenza delle informazioni ambientali attraverso:
- Programma di incontri pubblici informativi sui SIN da parte del Ministero (almeno due ogni anno); - Sviluppo dei piani di comunicazione;
- Sviluppo di siti WEB dedicati per i SIN/SIR e per le bonifiche, almeno nelle città capoluogo.

Per quanto riguarda l’educazione ambientale, siano finanziati ed attuati dal Ministero dell’Ambiente e dalle Regioni interessate, programmi specifici per le scuole dei territori SIN, SIR od in cui non siano rispettati gli standard ambientali comunitari. Siano finanziati altresì dal Ministero dell’Ambiente e dalle Regioni interessate, attività conoscitive dei territori SIN, SIR, rivolti all’intera collettività in essi residente o domiciliata.
 
10) CAMBIAMENTO DELLE POLITICHE PRODUTTIVE
Creazione di un piano industriale italiano volto al cambiamento delle politiche produttive, con una normativa che incentivi la realizzazione di prodotti ecosostenibili, venduti in imballaggi esclusivamente compostabili, con progettazione a priori del fine vita.

 
Alcuni dei nostri slogan:
  
Bianco Natal: l’Italia non SINquina! - Cosa si è fatto SINora? - La nostra vita, non è business! -Bonifichiamo la nostra Italia! - La nostra salute, viene prima del vostro profitto!
 
  
Le “Magliette Bianche” saranno presenti su:
 
Gela, Sulcis, Livorno, Augusta, Bacino del fiume Sacco, Massa Carrara, Biancavilla, Bari, Manfredonia, Casale Monferrato, Val Basento, Orbetello, Taranto, Trieste, Falconara, Mantova, Brescia, Crotone, Civitavecchia, Bussi, Firenze, Val Basento (Località Pisticci), Bologna, Piombino, Milazzo, delegazione “all’Angelus” del S. Padre, Vaticano.

Per il SIN “Bacino del fiume Sacco è previsto un “Flash Mob” itinerante con i seguenti luoghi e orari:
Colleferro - Quartiere Scalo - ore 9.00
Anagni - Depuratore Consortile - ore 9.40
Frosinone - Discarica Le Lame - ore 10.20
Ceccano - Bosco Faito - ore 11.00
Ceprano - Ex Olivieri - ore 11,40

Il manifesto al LINK
 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

Community

                                                 
                                   

         

 

Osservatorio PM10

Emissioni Valle del Sacco

Retuvasa on the web