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Rassegna stampa 27.01.12

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Fronte comune tra Sturvi e Noto per il no al TMB
Il Messaggero FR 27.01.12
I comuni di Anagni e Paliano fanno fronte comune per impedire la costruzione dell’impianto di Tmb a Castellaccio. Sembrava non dovessero incontrarsi le strade dei sindaci dei due comuni ciociari ricompresi nell’Ato romano nel Piano dei Rifiuti della Regione Lazio. Invece, mercoledì sera, Maurizio Sturvi, sindaco di Paliano e Carlo Noto, sindaco di Anagni, si sono incontrati per affrontare l’argomento. Al termine della riunione hanno assunto unanimemente una posizione contraria a quella che, fino ad oggi, è soltanto l’ipotesi relativa al progetto di un TMB sul territorio di Paliano, nell’area di Castellaccio. No, quindi, in via ufficiale da Anagni e Paliano sia all’eventuale collocazione dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico, sia alla ridefinizione degli ATO provinciali. Entrambi i sindaci hanno ribadito la «ferrea volontà di voler difendere un territorio già provato da un punto di vista ambientale, con una discarica, quella di Colle Fagiolara, e un inceneritore nel comune di Colleferro, senza dimenticare la gravosa condizione della Valle del Sacco». Da Maurizio Sturvi è stato chiarito anche un aspetto assai controverso di tutta la vicenda. ««La lettera che il comune di Paliano ha inviato l’anno scorso alla Regione Lazio per la localizzazione a Castellaccio di un eventuale e sottolineo eventuale impianto di TMB, nonostante quanto si sia fatto passare sulla stampa in questi mesi volutamente e strumentalmente - dichiara il sindaco di Paliano - aveva come unico obiettivo quello di scongiurare la nascita del suddetto impianto a due passi dalla discarica di Colle Fagiolara e, dunque, da La Selva di Paliano. Quella nota, infatti, ricalcava le nostre osservazioni al Prg del Comune di Colleferro che ha approvato la trasformazione da agricola a industriale dell’area dove si voleva far nascere un impianto di TMB. Noi facemmo solo notare che esisteva ed esiste già un sito destinato al trattamento dei rifiuti - l’impianto autorizzato dalla Giunta Marrazzo a lavorare fino a 120mila tonnellate di rifiuti - e che, pertanto, sarebbe stato un progetto folle realizzare ex novo un altro impianto. Tanto valeva trasformare l’esistente in un moderno sito per il Trattamento Meccanico Biologico che lavorasse le stesse quantità autorizzate per il Cdr. Altro che proporci per accogliere i rifiuti di Roma. Ci è sembrato un modo concreto e non demagogico di tutelare la tanto invocata Valle del Sacco». Anche il comune di Anagni, infine, così come ha già fatto Paliano, indirizzerà una nota al Prefetto di Roma per chiedere un incontro al fine di motivare la posizione di «assoluta contrarietà».
An.Mag.

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