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Rassegna stampa 26.02.12

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Consulta delle associazioni Frosinone: vergognoso il silenzio di sindaco e Soprintendenza sulle terme romane
Il Messaggero FR 26.02.12 pp. 36 (prima) e 37
«Caro sindaco, lei si sottrae con ostinazione e senza giustificazione alle richieste della Consulta delle associazioni fatte proprie dal Consiglio comunale». Lo sostiene, in una lettera aperta al primo cittadino del capoluogo, Francesco Notarcola, presidente della Consulta. «Questo comportamento gravissimo, porterebbe a pensare che lei possa aver ritenuto e tuttora ritenere conclusa la non chiara e discutibile vicenda delle terme romane - scrive Notarcola - Sugli scavi archeologici nell’area attigua alle terme romane ed alla Villa Comunale, persiste un vergognoso silenzio da parte della Soprintendenza e della Giunta da Lei presieduta. Altrettanto grave ed incomprensibile, per un Sindaco che si ritiene vicino al popolo, è il silenzio che lei osserva, rispetto ad una richiesta di accesso a reperti catalogati e non, a diari di scavi e ricerche eseguite, alle relazioni finali degli archeologi impegnati. Documenti tenuti gelosamente nascosti senza alcuna valida motivazione. La richiesta inoltrata l’8 novembre non ha ancora avuto alcun riscontro».
«Vogliamo ricordare - Scrive Notarcola al sindaco Marini - che autorevoli relazioni parlamentari e di alte Autorità della Magistratura e della Corte dei Conti, evidenziano e sottolineano con forza che la trasparenza e la partecipazione rappresentano gli unici ed insostituibili antidoti contro la corruzione, l’illegalità, l’omertà e l’affarismo, condizioni, queste ultime, che favoriscono le infiltrazioni mafiose e malavitose sul territorio. Gli inquisiti di ieri e di oggi, gli ultimi arresti eccellenti e le inchieste della magistratura che riguardano la nostra città, dimostrano il disfacimento e la debolezza della politica locale, incapace di governare il capoluogo, sottomessa a quei poteri forti che aggrediscono il territorio e lo saccheggiano in nome della speculazione edilizia e della crescita economica, distruggendo inestimabili risorse culturali, paesaggistiche e archeologiche».
Da qui la richiesta di «una coraggiosa azione di pulizia morale e politica, di informazione e di trasparenza»; la riapertura del «confronto con le associazioni, al fine di salvaguardare e valorizzare le terme romane e l’intera area attigua alla Villa comunale»; la tutela degli «interessi generali della città, rivendicando il diritto di possesso da parte del Comune sull’area adibita a parcheggio in via De Matthaeis, smantellato in un batter d’occhio senza che l’ente abbia eccepito alcunché».
Alla vigilia della tornata elettorale questo appello suona come un ultimatum al sindaco

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