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Buone Letture



 Il futuro Bruciato
Così ci uccidono

La casta dell'acqua
 

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Rassegna stampa 24.06.11

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I CITTADINI HANNO DECISO:
LA GESTIONE DELL'ACQUA DEVE TORNARE PUBBLICA
 
Il 12 e 13 giugno i cittadini della Provincia di Frosinone, così come la maggioranza assoluta del popolo italiano, hanno esercitato il loro diritto costituzionale a decidere.
Hanno deciso: l'acqua è un bene comune che deve essere gestito pubblicamente.
Qualunque tentativo di derubricare la volontà del popolo sovrano a “segnale” per il “palazzo” deve essere respinto e come Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica porremo tutto il nostro impegno in questo senso.
Non è più tollerabile alcun rinvio: il contratto con ACEA ATO5 S.p.A. Deve essere risolto per colpa ed il gestore deve essere chiamato in giudizio a rispondere del proprio operato.
Nei prossimi giorni daremo voce al 58% dei cittadini della provincia di Frosinone incontrando il Presidente Iannarilli e chiedendogli conto dei passi necessari a dare soddisfazione alla volontà popolare.
Il Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica accoglie con soddisfazione la recente sentenza del TAR, ricordando come già un anno fa richiedeva la definizione delle corrette tariffe per l'oggi e per il pregresso, rilevando che, a termini di legge e di contratto, le tariffe applicabili per gli anni dal 2006 al 2010 siano nettamente inferiori a quelle provvisorie del 2005, come dimostrato senza tema di smentita nel dossier che producemmo allora (e che rialleghiamo).
Rilevato peraltro come le tariffe per il 2011 non potrebbero comunque essere definite retroattivamente (errare e umano, perseverare è diabolico), nessuno pensi che il nuovo Piano d'Ambito possa essere determinato nelle “sacrestie” di uffici squalificati, mercanteggiando accordi indecenti sulle spalle dei cittadini.
Il Piano d'Ambito, prima e a monte delle determinazioni tecniche (e di competenze tecniche, il Coordinamento non difetta!) si fonda su scelte politiche ed amministrative che attengono al campo della democrazie. Se non i Sindaci, i cittadini hanno indicato la loro volontà di partecipare: questo è il primo passo verso la gestione pubblica di un bene comune indispensabile alla vita come è l'acqua.
 

Le discariche del Lazio chiudono. L'emergenza in mano ai prefetti

Affaritaliani.it - Giovedí 23.06.2011 11:56

L'ELENCO DEI COMUNI DEBITORI

Affile, Agosta, Albano Laziale, Amatrice, Ariccia, Anticoli Corrado, Anzio, Ardea, Arsoli, Borbona, Borgorose, Camerata Nuova, Campagnano di Roma, Cantalice, Cantalupo in Sabina, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Casperia, Castelgandolfo, Castel Madama, Castelnuovo di Farfa, Cerreto Laziale, Cervara di Roma, Ciampino, Ciciliano, Cittaducale, Cittareale, Civitella San Paolo, Colli sul Velino, Concerviano, Configni, Contigliano, Cottanello, Fiamignano, Fiano Romano, Forano, Frasso Sabino, Fiumicino, Fontenuova, Genzano, Gerano, Jenne, Lanuvio, Latera, Latina, Leonessa, Licenza, Longone Sabino, Magliano Sabina, Mandela, Manziana, Marano Equo, Marcellina, Marcetelli, Marino, Mazzano, Mentana, Micigliano, Montenero Sabino, Montasola, Montebuono, Monterotondo, Monteleone Sabino, Montopoli di Sabina, Montorio Romano, Moricone, Morlupo, Morro Reatino, Nazzano, Nemi, Nerola, Nespolo Sabino, Nettuno, Onano, Oriolo Romano, Orte, Palombara Sabina, Percile, Pescorocchiano, Petrella Salto, Piansano, Pisoniano, Poggio Bustone, Poggio Catino, Poggio Mirteto, Poggio Nativo, Poggio San Lorenzo, Pomezia, Ponzano Romano, Posta, Rieti, Rignano Flaminio, Rivodutri, Roccantica, Roccagiovine, Rocca Sinibalda, Roiate, Roma, Ronciglione, Sacrofano, Sant’Oreste, Saracinesco, Selci Stimigliano, Subiaco, Sutri, Tarano, Terracina, Tivoli, Toffia, Torricella, Torri in Sabina, Torrita Tiberina, Turania, Vacone, Valentano, Vasanello, Vicovaro, Villa S. Giovanni in Tuscia

 

di Fabio Carosi

I prefetti di Roma, Rieti, Latina, Viterbo e Frosinone sono stati avvisati nel tardo pomeriggio di ieri. Identica comunicazione alla presidente della Regione, Renata Polverini, al presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, al sindaco di Roma, Giovanni Alemanno alle organizzazioni sindacali e alle Aziende Sanitarie locali. Il Lazio è come la Campania: ormai è emergenza rifiuti.

Quasi cinque milioni di cittadini dalla prossima settimana non sapranno più dove mettere i rifiuti e questo perché il “terzo ultimatum” dei gestori delle discariche scadrà il prossimo martedì 28, giorno in cui i Comuni pieni di debiti che hanno scelto la via di non pagare, troveranno i cancelli chiusi. E i camion dovranno riprendere la via di casa.
L'esperienza napoletana insegna che, vista anche la stagione calda e le temperature che superano abbondantemente i trenta gradi, la capacità di resistenza sarà al massimo di 48 ore. Ciò significa che da giovedì l'intera regione sarà sommersa dai rifiuti che ci accumuleranno davanti ai cassonetti, dando vita a scene come quelle napoletane che hanno fatto il giro del mondo.

Il braccio di ferro in atto da mesi si conclude con l'attuazione di quella che prima era una minaccia. Le aziende che gestiscono il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nelle discariche regionali, hanno provato a forzare la mano annunciando la chiusura nella speranza di sedersi ad un tavolo di trattativa con la Regione per negoziare innanzitutto il rientro del debito stratosferico accumulato dai Comuni e poi una trattativa al rialzo per le tariffe, ormai vecchie di decenni. Dopo l'inutile attesa, questo il comunicato ufficiale con il quale l'associazione dei “monnezzari” riuniti sotto l'ombrello della Federlazio è passata dalle minacce all'attuazione della protesta: “Preso atto che al 22 giugno il richiesto incontro non è stato ancora convocato né messo in calendario dall’Organo regionale richiesto; che nessuna iniziativa specifica è stata assunta dalla Regione Lazio circa il problema dei ritardati pagamenti da parte dei Comuni e la connessa inoperatività dell’art. 10 della legge regionale n. 31 del 24 dicembre 2008, tant’è che il debito accumulato ammonta ad oltre 250 milioni di Euro” spingono il Lazio verso il baratro, annunciando che a mezzi provenienti dai Comuni morosi alla data del 1 aprile, verrà impedito l'accesso nelle discariche. E se per caso la “mossa del cavallo” dovesse essere usata come ritorsione nei confronti delle imprese, specificano chiaramente che “i Comuni hanno regolarmente incassato dai cittadini le tasse” ma che si sono ben guardati dal rispettare gli impegni contrattuali. Dunque, i sindaci sono i responsabili diretti di quanto accadrà e non le imprese che sono state costrette a ricorrere alle banche per chiedere l'anticipazione delle fatture.

E giù l'elenco dei Comuni morosi per i quali si apre l'emergenza. Tra questi spiccano il Comune di Roma, ma anche Latina, Terracina e persino Pisoniano, microscopico comune della provincia di Roma che ha dato i natali a Manlio Cerroni, l'avvocato proprietario della discarica di Malagrotta. Un paradosso che la dice lunga sulla tensione nata dai 250 milioni di euro che le amministrazioni locali non hanno pagato e che hanno costretto i gestori a gesti disperati. Come appunto quello di chiudere i cancelli e di mettere la vicenda in mano ai prefetti. Saranno loro, infatti, che dovranno dare una soluzione immediata per gestire l'emergenza e per evitare la napoletanizzazione dell'intera regione. Le imprese dal canto loro prima hanno tenuto con l'aiuto delle banche, quando puoi gli istituti di credito hanno smesso di dare fiducia ai Comuni e alla Regione e hanno chiuso i rubinetti, si sono trovate di fronte ad un bivio: o il gesto eclatante della chiusura oppure aprire le prime procedure di fallimento.
Da valutare, infine, l'effetto che la protesta avrà sul nuovo Piano dei Rifiuti attualmente in discussione al Consiglio regionale.

EMERGENZA RIFIUTI, C’È UNO SPIRAGLIO

Il presidente Iannarilli: «La Regione è disposta a trovare le risorse»

Il Messaggero FR, 24.06.11 pp.41 (prima) e 45 – di ALDO SIMONI

Corsa contro il tempo per evitare che le strade della Ciociaria diventino come quelle di Napoli, stracolme di rifiuti. Ieri, a tarda sera, il presidente della Provincia, Antonello Iannarilli, ha avuto un lungo colloquio con l’assessore regionale, e alla fine una soluzione è stata ipotizzata. La Regione troverà le risorse per soddisfare le richieste delle aziende che svolgono il servizio di raccolta; ma i Comuni, che già hanno incassato i pagamenti eseguiti dai cittadini, dovranno subito impegnarsi ad offrire valide garanzie per la restituzione del debito. Insomma, l’ultimatum della Mad, la società che gestisce l’impianto di Cerreto, a Roccasecca, ha fatto sobbalzare quasi tutti i sindaci ciociari. La società ha annunciato la sospensione, da martedì 28 giugno, dei servizi di trattamento finale dei rifiuti solidi urbani ai Comuni morosi. Per Frosinone rischiano tutti: nell’elenco dei morosi, infatti, compaiono quelli che rientrano nel bacino di utenza della Saf. Cioé tutti e 91. Sotto accusa i Comuni e, di riflesso, la Saf che deve, alla Mad per il conferimento in discarica circa 9 milioni di euro. «Una situazione insostenibile - ha dichiarato Walter Lozza, della Mad srl - I comuni incassano la tariffa per la raccolta dei rifiuti, ma non la riversano alla Saf per il conferimento. Ormai abbiamo difficoltà a far fronte alle esigenze, agli impegni che la Regione pone a carico nostro per gestire gli impianti». Così oggi la Mad vanta crediti, nei confronti della Saf, per circa 8,5 milioni di euro, cui vanno aggiunti gli interessi passivi. «Non vorrei che questa situazione fosse stata generata da motivazioni politiche. Sarebbe un aspetto inquietante, perchè i Comuni virtuosi andrebbero a pagare anche per colpe che non hanno»: l’assessore provinciale all’Ambiente, Fabio De Angelis, non lo dice, ma fa pensare che la Saf (per motivazioni politiche, appunto) sarebbe particolarmente tenera con alcuni Comuni (che magari hanno appoggiato la sua recente elezione al vertice della società) mentre sarebbe ben più determinata nei confronti di altri, nel pretendere i pagamenti. La conseguenza? Che alla fine anche i Comuni che sono in regola con i versamenti, dovranno farsi carico degli interessi passivi generati da chi, invece, è in ritardo nei pagamenti. La soluzione trovata ieri sera tra il presidente della Provincia e la Regione, potrebbe però, sanare (momentaneamente) la situazione. «E’ evidente - sottolinea Iannarilli - che i Comuni dovranno farsi carico del problema: prima va chiuso il debito con chi assicura il servizio dei rifiuti, e poi si potrà pensare ad altri investimenti». Altrimenti? «Altrimenti i Comuni rischiano il dissesto - risponde Iannarilli - Non è pensabile che un Comune come Fiuggi, ad esempio, abbia accumulato, solo per i rifiuti, debiti per 3 milioni e mezzo...» Dunque, il presidente della Provincia si farà garante di un protocollo d’intesa in cui la Regione, per ora, sana i debiti (trovando le risorse), ma i Comuni dovranno quanto prima rivedere i propri bilanci per evitare il dissesto. Ma l’ultimatum della Mad ha fatto emergere anche altre criticità. «L’affermazione del presidente della Saf, secondo cui l’impianto non potrebbe ritirare rifiuti per più di due giorni, è la dimostrazione che Colfelice non funziona, o funziona male - attacca De Angelis -. E allora mi chiedo: dove è la capacità di recuperare i rifiuti? Se la stragrande maggioranza di quanto raccolto nei cassonetti finisce in discarica, dove è la capacità di riciclaggio?»
 

PASTENA. BIDONI DI VELENI SOTTO TERRA, CONTROLLI AL VIA

Il Messaggero FR, 24.06.11 p.43

A seguito di esposto presentato dal sindaco Arturo Gnesi, relativo al presunto interramento di bidoni contenenti rifiuti tossici in terreni del citato comune in occasione dei lavori della Tav per l’Alta velocità (periodo 1997/1998), il Comando della Guardia Forestale di Arce ha effettuato le indagini del caso ed è stato attivato il protocollo operativo esistente tra il Comando Forestale e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Infatti solo così è possibile ricercare rifiuti ferrosi (nel caso in questione bidoni metallici), occultati nel sottosuolo, attraverso l’uso di magnetometri in dotazione al Corpo Forestale.

Ebbene, l’altro ieri gli uomini della Forestale e del Nicaf si sono recati a Pastena nei tre siti oggetto del presunto interramento (località Colle Castrese, San Cataldo e Vallecchie) ed ha proceduto ad effettuare rilievi geofisici con l’utilizzo di magnetometro. Alle operazioni erano presenti, tra gli altri, il sindaco ed i proprietari di due siti.

Secondo la procedura le risultanze e le mappe ottenute saranno interpretate e sottoscritte dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia mediante uno specifico documento tecnico. Ma da indiscrezioni par di capire che i sospetti del sindaco fossero fondati.

Lo stesso sindaco Gnesi ha commentato: «Abbiamo almeno parzialmente dissipato qualche dubbio, rimangono ancora molti interrogativi insoluti ma almeno stiamo sulla buona strada. Doveva essere una procedura già attuata da tempo ma nessuno ha avuto il coraggio di procedere perchè nessuno ha considerato il reale pericolo che queste condizioni possono creare per la salute dei cittadini o perchè nessuno ha voluto saper la verità. Una irresponsabile condotta politica, una ingiustificata noncuranza a scapito della tutela ambientale e del futuro dei nostri figli».

 

FOTOVOLTAICO,UNA SOCIETÀ CITA LA PROVINCIA CHE REPLICA «NESSUN RITARDO LA PRATICA È INCOMPLETA»

Il Messaggero FR, 24.06.11 p.45 – di DENISE COMPAGNONE

«Tutto è nella norma, il settore ambiente va avanti spedito, sfido a trovare un’azienda che, senza motivo particolare, non abbia ricevuto autorizzazioni nei tempi previsti». L’aveva affermato il presidente della Provincia Antonello Iannarilli, qualche giorno fa, in risposta alle affermazioni del suo predecessore Francesco Scalia, che accusava la paralisi totale del settore: «Tutto è fermo - aveva detto - non c’è un’azienda che riesca ad ottenere un’autorizzazione nei tempi previsti». Nemmeno a farlo apposta, qualche giorno fa, proprio per questo motivo è arrivato il primo ricorso al Tar. L’ha presentato, contro la Provincia di Frosinone, nonché nei confronti del comune di Vilcavi e Casalvieri, la società Isaenergia, una srl operante nel settore delle rinnovabili, con sede a Pontecorvo ma operante su diverse sedi della provincia di Frosinone. Nello specifico la società chiede ai giudici di ottenere «l’accertamento dell’obbligo della Provincia di Frosinone di provvedere all’emissione del provvedimento definitorio del procedimento di autorizzazione Unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto fotovoltaico da 6 MWp nei comuni di Vilcavi e Casalvieri ed il risarcimento del danno per inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento». In pratica si tratta di un’autorizzazione indispensabile per la messa in piedi e l’avviamento di un impianto che la srl ritiene non aver ricevuto, tanto da arrivare addirittura a chiedere i danni. La Provincia ha già annunciato che si opporrà al ricorso. «Le cose proprio non stanno come afferma la società - ha spiegato Iannarilli -. La loro pratica è incompleta. Manca, nello specifico, il parere archeologico e paesaggistico, ecco perché non abbiamo rilasciato l’autorizzazione. Sono documenti previsti da una nuova normativa che è uscita ad ottobre, ma la società non si è adeguata. L’abbiamo sollecitata a maggio ma ancora non ci è pervenuto niente, e ora si arriva in Tribunale». La Provincia, quindi, si opporrà nel giudizio ed ha già affidato un incarico legale. Per inciso, come si legge nella delibera di giunta, «il compenso economico da corrispondere al predetto avvocato dovrà essere pari ad 8.000 euro e, qualora il presente giudizio avesse una durata superiore ai tre anni, il compenso sarà aumentato di 2.000 euro per ogni ulteriore anno successivo».

 

COORDINAMENTO PROVINCIALE ACQUA PUBBLICA FROSINONE
 
COMUNICATO STAMPA COMUNE DI PALIANO 24.06.11
 
STURVI: “DA PASSETTI ATTACCHI STRUMENTALI SOLO PER AVERE VISIBILITA’”
 
 “Leggo sui giornali continui attacchi da parte dell’Ing. Passetti a nome dell’Associazione culturale ‘Pulliamo’ riguardo la nostra idea di sviluppo turistico interpretato nel nuovo Piano Urbanistico Comunale Generale. Francamente resto sconcertato dalle accuse dell’Ing. Passetti che giudico tanto inopportune quanto false”.  
 E’ la prima esternazione del Sindaco di Paliano, Maurizio Sturvi, di fronte alle accuse di voler cementificare La Selva di Paliano lanciate dall’Associazione culturale ‘Pulliamo’.
“Viene spontaneo chiedersi – prosegue Sturvi - come mai chi ha condiviso il programma della Lista Civica contribuendone alla stesura, comprensiva delle linee dello sviluppo turistico, argomento del quale avrebbe dovuto informare i membri dell’Associazione ai quali va tutta la mia stima e rispetto, oggi rinnega tutto e, addirittura, si fa portavoce di una campagna denigratoria, fuorviante e falsa contro l’Amministrazione Comunale? Cosa mai sarà successo? Lascio tirare agli altri le conclusioni. Le mie tengo per me, ma sono sempre pronto a chiarire in un confronto pubblico i veri motivi che hanno indotto ‘l’illustre!?’ Presidente dell’Associazione ‘Pulliamo’ a cambiare parere e, in maniera strumentale, a cavalcare e sponsorizzare una lotta contro l’Amministrazione Comunale di cui sono a capo. Piuttosto ci terrei a far notare che proprio il paladino di questo inequivocabile cambio di rotta, per la professione che svolge, ha lavorato con le varie Amministrazioni Comunali di destra e sinistra assumendo la direzione dei lavori e degli appalti non certamente per la creazione di oasi naturali ma per la costruzione di strutture e opere in cemento armato. Per andare nello specifico delle accuse mosse, invece, sottolineo che questa Amministrazione Comunale non solo si è impegnata a salvaguardare l’area de La Selva di Paliano da speculazioni edilizie che la precedente Amministrazione Comunale stava mettendo in atto, ma ha addirittura ampliato il perimetro dell’area del Monumento Naturale, di prossimo riconoscimento da parte della Regione Lazio, includendo anche Mola de’ Piscoli che in un primo momento non era prevista. L’ing. Passetti dovrebbe essere abituato a tracciare linee e confini e, quindi, dovrebbe aver notato che i due insediamenti agrituristici che vogliamo realizzare sono ben al di fuori dei confini dell’area del Monumento Naturale da noi evidenziata in perfetta sintonia con la volontà della Regione Lazio. Dice il falso, dunque, chi afferma che le suddette strutture ricettive nasceranno dentro l’area del Monumento Naturale e di questo ne risponderà nelle sedi opportune.
Infine dal primo cittadino una sottolineatura sul valore e sullo spessore politico dell’approvazione della variante al Piano regolatore: “Faccio notare anche che la variante al Piano, ampiamente discussa nelle commissioni consiliari e approdata nella seduta di Consiglio del 31 marzo, è passata con l’astensione dei gruppi “Uniti per Paliano” e “La Coccinella”. Chi di politica si interessa e ne ‘mastica’ sa che questo esito della votazione è più che positivo”.

COMUNICATO STAMPA ING. ROBERTO PASSETTI
 
In riferimento all’attacco personale e diffamatorio perpetrato nei miei confronti dal Sig. Sindaco di Paliano, con il Comunicato Stampa del 23/06/2011, pubblicato sui vari quotidiani  provinciali, è certo che il Sig. Sindaco ne risponderà nelle sedi opportune.
 
Faccio altresì sapere che sono profondamente onorato di dover rispondere nelle sedi opportune – così come annunciato dal Sig. Sindaco – se ciò sarà necessario a salvaguardare un territorio ancora integro e di indiscussa importanza paesistica e naturalistica (così come tra l’altro certificato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con proprio parere in data 24/12/2001 – prot. 14198/B).
 
Condivido invece, in maniera più totale, l’affermazione del Sig. Sturvi al riguardo della stima verso tutti i componenti dell’Associazione “PULLIANO”, che ribadisco anche io, oltre a sentirmi onorato di esserne il presidente.
 
Volevo altresì tranquillizzare il Sig. Sindaco, che a titolo personale NON ho affatto cambiato idea al riguardo delle linee programmatiche del programma elettorale della lista civica, anzi questa azione tra l’altro coincide proprio con tali linee, in particolare voglio ricordargli che la pag. 4 del programma recita:
 
“Il Piano Regolatore nato già vecchio, concepito secondo logiche spartitorie, tipiche delle cementificazioni degli anni ’70, che non serve alla città e di cui pagheremo il conto tra qualche anno, sarà sostenuto da una pianificazione integrata e condivisa, di ricucitura del territorio e non di espansione ………”
 
Ho cambiato idea, questo si, ma su talune persone in particolare su Lei Sig. Sindaco e su qualche suo strettissimo collaboratore, in quanto state portando avanti quelle proposte programmatiche, in modo completamente inadeguato rispetto al ruolo ricoperto. Il suo comunicato ne è un chiarissimo esempio - solo livore personale niente altro.
 
Lei Sig. Sindaco mi ha smentito dandomi del: “portavoce di una campagna denigratoria, fuorviante e falsa contro l’Amministrazione Comunale”,ma come mai Lei non ha smentito i numeri dell’operazione che sta mettendo in campo e cioè che nelle aree intercluse tra la Selva e la Mola dei Piscoli vuole realizzare circa 250.000 mc cioè 80.000 mq che in termini di potenzialità edificatoria corrispondono a circa 1.000 appartamenti da 80 mq l’uno ???
 
Non ha risposto al riguardo perché questo è proprio quello che vuole fare la sua Amministrazione: “Il Monumento Naturale alla Cementificazione”.
 
Preciso infine che non risponderò più a nessuna altra provocazione se non nelle sedi competenti.
 
Paliano lì 24/06/2011                                                              Roberto PASSETTI

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