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Rassegna stampa 19.10.11-21.10.11

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ADF, il vertice fallisce per l'assenza di Iannarilli, deciso a far ben valere la posizione di socio di maggioranza della Provincia
Il Messaggero FR 21.10.11 pp. 41 (prima) e 45
Aeroporto: ormai è guerra aperta. Anche ieri il presidente di Adf Gabriele Picano ha alzato la voce contro il presidente della Provincia Iannarilli e subito gli è arrivato l’avviso di sfratto dalla carica. E’ stato questo l’epilogo di una giornata convulsa iniziata con la riunione del Cda della società aeroportuale, a cui non ha partecitato per polemica Iannarilli, che ha sancito l’alleanza eterogenea tra lo stesso Picano, il presidente dell’Asi Arnaldo Zeppieri, il presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese del Pdl e il consigliere regionale del Pd Francesco Scalia. Riunione che però si è conclusa con un rinvio proprio per l’assenza della Provincia, che è socio di maggioranza di Adf. Nel comunicato finale Picano, nominato ai vertici proprio da Iannarilli, giustifica l’assenza di Abbruzzese che però «ha fatto pervenire una comunicazione»
Abruzzese in sostanza ha rinnovato «al Presidente Picano ed a tutta la società la completa disponibilità a sostenere l’Aeroporto di Frosinone facendo sottoscrivere in tempi rapidissimi l’aumento di capitale dalla Regione Lazio e, subito dopo, riconvocare la Conferenza dei Servizi per giungere in tempi rapidi all’indizione della gara per individuare il Promotore del progetto di finanza». Il presidente di Adf non giustifica invece l’assenza di Iannarilli: «che ha perso la possibilità di confrontarsi con tutti i presenti e di individuare, con loro, le future iniziative che l’Adf Spa dovrà portare avanti nell’interesse dell’intero territorio provinciale». Picano quindi dà la stoccata finale: «Alla luce di quanto sopra tutti i presenti, con grande rammarico, hanno ritenuto opportuno, vista l’assenza del Presidente della Provincia di Frosinone – socio di maggioranza dell’Adf Spa, di rinviare la conclusione dei lavori ad una prossima riunione al fine di capire, definitivamente, le esatte intenzioni del Presidente Iannarilli sia sull’Aeroporto di Frosinone che su tutte le altre opere ad esso connesse».
Il presidente della Provincia ha subito replicato con altrettanta durezza, innanzitutto sulla lettera del direttere generale della Provincia Raponi a Picano: «Un atto dovuto - ha spiegato Iannarilli - visto che dobbiamo stilare le controdeduzioni alle richieste di chiarimento della Corte dei Conti. Sono state inviate a lui come al presidente di Sif, di Apef e di Gestione Aeroporti, ovvero me. Attacchi gratuiti ai funzionari sinceramente potevano essere risparmiati». Antonello Iannarilli se l’è legata al dito: proprio per questo ieri pomeriggio non ha partecipato al cda di Adf. «Ma non si preoccupino - annuncia, con fare minaccioso - nei prossimi giorni farò valere la mia posizione da socio di maggioranza, convocherò io un cda e metterò mano alla dirigenza di Adf in maniera definitiva». Come si vede un vero e proprio avviso di sfratto: «L’atteggiamento di Picano non è condivisibile e inaccettabile» ha ribadito senza aggiungere oltre.


La Destra ribadisce la sua posizione no aeroporto
Comunicato stampa La Destra 21.10.11:
“Siamo contrari al progetto”


Antonio Abbate interviene sulla vicenda e le polemiche relative all’aeroporto di Frosinone
 
“Le polemiche di questi giorni relative al caso aeroporto di Frosinone riportano al centro della discussione politica un progetto, o meglio un castello di sabbia, sul quale è opportuno fare alcune osservazioni, anche per ribadire la posizione del nostro partito. La Destra, sin dal primo momento, si è chiaramente e senza mezzi termini schierata contro una iniziativa che, a proprio giudizio, non era e altro non è che fumo negli occhi dei cittadini, utilizzato dalla coalizione di centrosinistra per alimentare un progetto irrealizzabile e nascondere le magagne e le assenze di risposte in termini di crescita del territorio, frutto di quindici anni di malgoverno dell’ente Provincia. Perché irrealizzabile? In primo luogo per il devastante impatto ambientale che tale struttura procurerebbe all’interno della valle del Sacco, zona scelta per collocare l’impianto e già fortemente segnata da pervadente inquinamento ambientale. In secondo luogo per la inesistenza di capitale privato per finanziarne la realizzazione. Ulteriore motivazione, la vicinanza con Roma che a priori evirerebbe le potenzialità di crescita e di autosostentamento di un nuovo scalo aereo. Infatti, sono anni che se ne parla, si investono denari pubblici per ipotetici studi di fattibilità, ma l’opera rimane sempre come una mera idea, che non trova mai praticabilità e attuazione, drenando solo soldi pubblici. Ecco perchè ben ha fatto la Provincia di Frosinone, su iniziativa del direttore generale, la dottoressa Andreina Raponi, ad inviare una nota di chiarimento al presidente dell’ADF per chiedere gli atti relativi alle gestione della Società che, come ha rilevato la Corte dei Conti sulla scorta dei bilanci 2006-2009, ha generato perdite per spese di funzionamento e per servizi originati da emolumenti pagati agli organi sociali senza che sia stato dato verificare se e in quali incombenze l’espletamento del mandato si sia concretizzato. Credo che sia una posizione legittima quella assunta dalla Provincia, soprattutto per chi come il presidente Iannarilli, sin dal suo insediamento a palazzo Iacobucci, ha inaugurato una stagione di governo del territorio tutta volta al recupero e all’affermazione del principio della legalità e dell’uso morale, finalizzato alle ricadute benefiche sul territorio, del denaro pubblico. Ad oggi, dopo 5 anni di studi, progetti di fattibilità, consulenze assegnate a destra e manca, quale è l’utilità dei soldi dei cittadini investiti in questa avventura? Nessuna. Come già affermato in premessa, fumo negli occhi della popolazione. Per cui ribadisco, in conclusione, l’assoluta contrarietà de La Destra al progetto dell’aeroporto di Frosinone, il sostegno al presidente Iannarilli nella lotta per estirpare da questo territorio il cancro dei progetti carrozzoni e la solidarietà e la vicinanza al direttore generale, la cortesissima dottoressa Raponi, per gli attacchi ingiustificati che ha ricevuto a causa del suo agire in nome della legalità. Confido nella capacità e nel buon senso dell’amico Gabriele Picano, cui non mancano doti di buon amministratore, affinché interpreti al meglio il nuovo corso, all’insegna della trasparenza, che la Provincia di Frosinone e il presidente Iannarilli hanno voluto dare al governo di questo territorio”.
Antonio Abbate


Anagni, liquido rosso nel Rio Mola Santa Maria segnalato dai residenti, intervengono Carabinieri e Arpa
Il Messaggero FR 21.10.11 p. 43 - di Paolo Carnevale

Un liquido denso, rossastro, molto maleodorante, a detta dei residenti che hanno lanciato l’allarme. Tanto da obbligare l’intervento dei carabinieri e dell’Arpa, che hanno prelevato campioni di acqua e sostanza per effettuare i dovuti controlli. E scoprire, si spera tra breve, la natura del liquido incriminato. Ancora un caso di inquinamento ha caratterizzato ieri pomeriggio il Rio Mola Santa Maria, un fiume di Anagni che scorre nella zona industriale della città dei papi. Tutto si è verificato ieri pomeriggio poco dopo le 15.30. A lanciare l’allarme, come detto, sono stati i residenti della zona. Che, guardando il corso d’acqua, ad un certo punto hanno notato la presenza di un liquido denso, di colore rosso cupo, che occupava una vasta zona del corso delle acque. Un liquido impossibile da ignorare anche per l’intenso odore, molto sgradevole a detta di molti, che emanava. Immediata ovviamente la chiamata di soccorso ai carabinieri della compagnia anagnina. Gli uomini del capitano Airoldi sono giunti sul posto pochi minuti dopo, accompagnati dagli uomini dell’Arpa. Solita la prassi seguita: prelievo di campioni di acqua e del liquido incriminato. Per effettuare le analisi e vedere quale possa essere la natura della sostanza, e stabilire cause e responsabilità di questo nuovo incidente.
Che ovviamente fa di nuovo salire l’allarme ambiente in zona. Non è la prima volta che si rilevano nel territorio in questione sversamenti di sostanze. Finora però si era trattato di schiuma bianca, che molti avevano etichettato banalmente come tensioattivi, insomma sapone sciolto nell’acqua. Una ipotesi che nel caso del liquido rosso non regge. E che lancia ancora una volta un campanello d’allarme per lo stato dell’ambiente dell’intero territorio.

 

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