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Rassegna stampa 18.01.12

Versione stampabileInvia a un amicoVersione PDFComunicato stampa Retuvasa 17.01.12 sull'assurda situazione della discarica di Colle Fagiolara
Anche su Ciociaria oggi 18.01.12 p. 26


Comunicato stampa Comune Colleferro 18.01.12
IMPIANTI DI COLLE FAGIOLARA: IL COMUNE DIFFIDA L’AGENSEL, IL GAIA E IL COMMISSARIO STRAORDINARIO LOLLI

Ieri l’altro il Comune ha inviato una diffida alla Agensel, al Consorzio Gaia e al Commissario straordinario Andrea Lolli, in merito alla gestione della discarica comunale di Colle Fagiolara. Lo ha annunciato il sindaco Mario Cacciotti, in apertura del consiglio comunale tenutosi questa mattina. “La Giunta comunale – ha detto Cacciotti - ha deciso di promuovere le azioni legali necessarie a riprendere il possesso del sito della discarica di proprietà del Comune. La decisione scaturisce principalmente dalla mancata individuazione, nella gestione commissariale, dell’assuntore o subentrante, cui era stata subordinata la prosecuzione dei rapporti del Comune con l’Agensel. Infatti ad oggi non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale circa la effettiva esistenza di un subentrante o assuntore che rilevi gli oneri di Gaia. Pertanto deve intendersi risolto il contratto stipulato con il Comune nel 2000 e poi modificato ed integrato nel 2009, per l’affidamento della gestione della discarica”.
“L’Agensel – spiega in proposito il sindaco Cacciotti - non ha rispettato anche altre importanti condizioni del contratto che è stato a suo tempo stipulato. Come il mancato accantonamento degli oneri di post gestione - aggiunge citando le più rilevanti - che, nel prospetto “Valore Fondo Post Mortem 2017” della relazione di valutazione del 2009, vengono quantificati in 25milioni 125mila euro per i nuovi volumi e in 8milioni 224mila euro per il pregresso; il mancato avvio delle opere atte a garantire la gestione postuma dell’attuale discarica, così come previsto dall’AIA e dall’accordo del 14 luglio del 2009; la mancata esecuzione delle opere strumentali ed accessorie alla gestione della discarica, in attuazione delle disposizioni legislative (D.L. n. 36/2003), come la realizzazione del previsto impianto di preselezione, approvato dalla Giunta comunale nel 2009 e che doveva essere completato entro il 31 luglio del 2011”. “Non abbiamo alcuna evidenza della avvenuta costituzione da parte di Agensel – conclude il Sindaco - della garanzia finanziaria per la gestione successiva alla chiusura della discarica. Le ripetute e gravi inadempienze ai disposti del Contratto stipulato con il Comune nel 2000, ci hanno perciò indotto ad intraprendere la via legale per evitare ulteriori gravi conseguenze economiche-finanziarie e per tutelare la salute e l’ambiente”. Con la diffida viene intimato alla Agensel di rimuovere, entro il termine di 15 giorni, le irregolarità riscontrate e di presentare all’Ente, nello stesso termine di tempo, deduzioni e documenti giustificativi. In caso contrario il Comune rileverà, a titolo di risarcimento, senza alcun onere, tutti gli impianti afferenti il servizio della discarica e attiverà le azioni legali volte al risarcimento per le spese sostenute ed i danni subiti.


Approvato il piano rifiuti dal Consiglio regionale del Lazio (18.1012)
Nobile (FdS), 18.01.12: roba da Medioevo ambientale

Coordinamento Rifiuti Zero e Verdi, 18.01.12: indiremo referendum

RIFIUTI

BONESSIO (VERDI), DOPO PIANO RIFIUTI "FUFFA" SARÀ REFERENDUM PER ABROGARLO. SICURO IL SUCCESSO COME NEL NUCLEARE

«Ora sarà referendum. Noi Verdi, dopo l'approvazione del Piano "Fuffa" Rifiuti, abbiamo deciso di aderire alla proposta del Coordinamento Rifiuti Zero del Lazio che ha lanciato oggi un referendum abrogativo del piano stesso. - afferma il Presidente del Lazio dei Verdi, Nando Bonessio - La logica di questo referendum ripercorre la battaglia di quello sul nucleare proposto per tutelare i "beni comuni" ambiente e salute dei cittadini. Inoltre l'abolizione per via popolare del Piano Rifiuti aprirà, finalmente, la strada alla raccolta differenziata che il centrodestra si ostina a non voler percorrere per proteggere interessi privati di lobby politico-industriali. Siamo convinti che si tratterrà di una grande consultazione il cui esito sarò simile a quello sul nucleare e boccerà una volta per tutte la logica delle discariche e degli inceneritori portando concretamente il Lazio in Europa, al contrario di ciò che fa la Polverini il cui scopo è quello di smarcarsi dagli obblighi europei a tutti i costi».

 Roma, 18 gennaio 2011

Riparte una cabina di regia sul progetto Kipar per l'agroenergetico
Il Messaggero FR 18.01.12 p.29 (prima)

L’agroenergetico per ridare speranza a un territorio e dignità agli agricoltori che su quel territorio hanno investito. È una scommessa vecchia questa. Ma da qualche giorno, da quando la settimana scorsa enti ed istituzioni hanno deciso di tirare dopo un anno fuori dal cassetto il masterplan di Kipar che in dieci cellule ridisegnava il rilancio della Valle del Sacco, e su quello hanno deciso di tornare a lavorare insieme, la scommessa è tornata di nuovo d’attualità. E stavolta, a detta di chi ci ha voluto mettere la faccia, diventerà realtà nel giro di qualche mese. Parliamo del vescovo della Diocesi di Frosinone Ambrogio Spreafico, del presidente della Provincia Antonello Iannarilli, del presidente di Unindustria Frosinone Marcello Pigliacelli, dell’imprenditore Maurizio Stirpe e del direttore di Coldiretti Paolo De Cesare. Tutti decisi a ripartire dopo una fase di stallo, con la necessità condivisa di concentrarsi, piuttosto che sull’intera opera, su ogni singola cellula delle dieci del masterplan, da realizzare step by step. La prima, a cui dare priorità, è la riconversione dei terreni sulle sponde del Sacco, quelli da anni interdetti alle coltivazioni e all’allevamento a causa dell’inquinamento da beta hch. «Daremo spazio alle coltivazioni no food per avviare una filiera agro-energetica che possa sfruttare anche il termovalorizzatore ad olio di palma di Guarcino (oggi alimentato da materia prima proveniente dall’estero, per lo più Thailandia, ndr), così da abbattere i costi sul trasporto e quindi incentivare ulteriormente le produzioni» ha spiegato ieri il presidente di Unindustria Frosinone Marcello Pigliacelli. «Tutto ciò - ha aggiunto - anche e soprattutto per dare la possibilità a quegli agricoltori che da anni stentano a ripartire di rimettere in piedi la propria azienda, garantendo loro quindi un reddito che sia equo oltre che una produzione sostenibile per il territorio». La materia prima è ancora da definire, potrebbe essere una varietà di tabacco che garantisce la produzione di un olio a buona resa energetica, ma il progetto dovrebbero metterlo a punto ricercatori universitari ai quali a giorni sarà dato incarico.

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