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Rassegna stampa 14.02.12

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De Vizia Transfer, Anagni, bocciato al TAR il ricorso contro l'esclusione dalla gara d'appalto per il servizio di raccolta rifiuti. Il servizio dovrebbe passare alla Tradeco di Altamura [azienda barese attiva, a differenza della De Vizia, su scala regionale e non nazionale]
Il Messaggero FR 14.02.12, p. 38 - di Paolo Carnevale
La società Di Vizia, che gestisce il servizio di raccolta e trattamento rifiuti ad Anagni, è stata definitivamente esclusa dalla gara d’appalto che doveva scegliere chi gestirà il servizio dei rifiuti per i prossimi 9 anni, con un giro d’affari di circa 20 milioni di euro. Il Tar nei giorni scorsi ha infatti bocciato il ricorso della ditta contro l’esclusione. La vicenda era diventata d’attualità poco meno di un mese fa, quando la ditta, che già gestisce da qualche anno il servizio in città, era stata esclusa dalla gara. Secondo la commissione incaricata, la Di Vizia aveva presentato una documentazione carente in alcuni punti. Tanto carente da determinare l’esclusione dalla gara, a vantaggio ovviamente delle altre ditte che avevano partecipato. Di parere opposto invece la dirigenza della Di Vizia, per la quale la carenza di documenti si sarebbe potuta colmare comunque in un secondo momento. Di qui il ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo regionale ha invece sancito che aveva avuto ragione il comune di Anagni ad escludere la ditta. A questo punto, fermo restando un possibile ricorso al Consiglio di Stato della ditta esclusa, l’appalto dovrebbe passare direttamente all’altra società che aveva partecipato all’appalto, la Tradeco di Altamura. Fino a quel momento la Di Vizia dovrà assicurare il servizio. Nessun problema per i 30 dipendenti della Di Vizia: «Verranno riassorbiti dall’altra ditta che prenderà in gestione il servizio», ha detto il vicesindaco di Anagni Daniele Natalia.
La Tradeco di Altamura è stata in passato al centro di indagine giudiziarie per possibili collusioni mafiose
La Repubblica
Interpellanza parlamentare (Openpolis)


Anagni, inceneritore car fluff, la Marangoni Tyre prova la carta del ricorso al Consiglio di Stato
Il Messaggero FR 14.02.12, p. 38 - di Paolo Carnevale
Non è ancora finita ad Anagni la battaglia legale sulla vicenda car fluff, il progetto per ricavare energia dalla combustione delle parti non metalliche delle automobili presentato qualche anno fa dalla Marangoni di Anagni. Ieri infatti la dirigenza della ditta ha annunciato di aver inoltrato ricorso al Consiglio di Stato.
Come noto, la Marangoni aveva presentato il progetto sostenendo di poter ricavare molto in termini di produzione di energia, ed aveva insistito sull’assenza di effetti inquinanti. Esattamente il contrario di quanto avevano invece detto gli ambientalisti. Il progetto della ditta anagnina aveva subito un brusco stop nel giugno di due anni fa quando la Conferenza dei servizi aveva bocciato il progetto. La ditta aveva fatto ricorso al Tar, che era stato poi bocciato. A quel punto, la Marangoni aveva mostrato l’intenzione di voler tirare i remi in barca. Facendo capire però che sarebbe stato difficile continuare ad operare sul territorio. Ora, la notizia del ricorso al Consiglio di Stato. «E’ vero- ha detto ieri uno dei dirigenti della azienda, l’ingegner Gerardo Magale-; abbiano fatto ricorso al Consiglio di Stato. C’è voluto del tempo, perché abbiamo dovuto riflettere bene, e decidere come sviluppare la nostra politica aziendale». Difficile dire ora quanto ci vorrà perché il Consiglio di Sato si esprima sulla vicenda. Per Magale, è realistico che si possa arrivare ad un verdetto entro la fine dell’estate.

Aeroporto di Grazzanise, cosa c'è dietro
Corriere della Sera 14.02.12, di Sergio Rizzo

 

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