Home

Buone Letture



 Il futuro Bruciato
Così ci uccidono

La casta dell'acqua
 

Learn to See Like an Artist How level is https://www.levitradosageus24.com/ buy online securely brand viagra a line?

Rassegna stampa 12.01.12

Versione stampabileInvia a un amicoVersione PDFUn impianto TMB faraonico a Paliano, a 10 km da quello di Colleferro. Ecco il risultato dello spostamento di Paliano nell'ATO rifiuti di Roma (titolo nostro).
Il Sole 24 ore Roma 11.01.12 p.1 - di Andrea Gagliardi
AMBIENTE L'EMERGENZA DISCARICHE
La risposta alla richiesta del prefetto per un impianto Tmb
Andrea Gagliardi
Un nuovo impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) dei rifiuti a Paliano in provincia di Frosinone. È la proposta formalizzata dall'Ama e dall'Acea al prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario delegato per l'emergenza ambientale a Roma, che aveva chiesto alle due società un intervento in tal senso.
Un Tmb da realizzare in 12 mesi. E capace di trattare le mille tonnellate quotidiane di rifiuti romani eccedenti la capacità impiantistica attuale. A Roma infatti si producono ogni giorno 5mila tonnellate di rifiuti. Di queste, circa mille sono avviate a raccolta differenziata. E 3mila possono essere trattate negli attuali 4 Tmb: due dell'Ama (sulla Salaria e a Rocca Cencia) e due del Colari di Manlio Cerroni (a Malagrotta). Non a caso tra i compiti previsti nell'ordinanza di nomina di Pecoraro a commissario delegato non c'è solo l'individuazione di discariche provvisorie alternative a quella di Malagrotta, in via di esaurimento. Ma anche la realizzazione di un quinto Tmb, per impedire lo sversamento di rifiuti indifferenziati nei nuovi siti previsti per ora a Corcolle (Roma est) e Quadro Alto (Riano). Una prassi, quella dello smaltimento del rifiuto non trattato, da sempre in vigore nella discarica di Malagrotta, ma vietata dalla Ue, che ha aperto una procedura di infrazione.
Ama (gestione rifiuti) e Acea (attiva nei settori acqua, energia e ambiente) controllate entrambe dal Campidoglio, propongono di ristrutturare e potenziare un impianto di proprietà di una società del gruppo Acea, già in funzione nell'area industriale di Castellaccio a Paliano e autorizzato dalla Regione a trattare 120mila tonnellate annue di rifiuti (non domestici). L'obiettivo è arrivare fino a quota 300mila tonnellate di rifiuti urbani, provenienti da Roma. Con un investimento, a carico di Ama e Acea, di 25-30 milioni (finanziati tramite un possibile aumento delle bollette a partire dal 2013). Mentre la gestione dell'impianto dovrebbe essere affidata a una società costituita ad hoc, con capitale 51% Acea e 49% Ama.
La tecnologia usata sarebbe all'avanguardia. Perché circa il 50% dei rifiuti in ingresso nel Tmb di Paliano sarebbero trasformati in combustibile da rifiuti (Cdr) da incenerire (oggi la media è il 30%), con una drastica riduzione degli scarti da mandare in discarica. Rispetto all'attuale impianto del gruppo Acea, che già produce Cdr ma tratta solo la parte secca dei rifiuti, il nuovo Tmb riceverebbe i rifiuti urbani indifferenziati, separando la frazione secca da quella umida. E tratterebbe entrambe. In più si troverebbe a soli 10 km dal termovalorizzatore di Colleferro, di proprietà del gruppo Gaia (commissariato dal 2007) che la Regione, tramite la neocostituita società Lazio Ambiente, si prepara ad acquisire.
La proposta di Ama e Acea non ha avuto ancora l'ok ufficiale del prefetto. Ma è più di un'ipotesi di lavoro. Tanto che è citata nell'ordinanza di proroga della discarica di Malagrotta fino al 30 giugno 2012. Ordinanza firmata a fine 2011 da Pecoraro dopo che i tecnici della eGiovi (la società che gestisce la discarica), hanno certificato la disponibilità di ulteriori 1,3 milioni di metri cubi. Non più tardi di tre mesi fa lo stesso Cerroni, proprietario di Malagrotta, aveva parlato di «discarica esaurita». Per poi comunicare a fine anno la messa a disposizione di ulteriori volumetrie, grazie soprattutto a «lavori di rimozione delle terre eccedenti».
Da segnalare che il nuovo piano rifiuti regionale, la cui approvazione è prevista il 18 gennaio alla Pisana, individua cinque Ambiti territoriale ottimali (Ato) all'interno dei quali organizzare i servizi di raccolta dei rifiuti urbani e garantire l'autosufficienza dei Tmb e delle discariche. Gli Ato corrispondono ai territori provinciali, con alcune integrazioni. Non a caso nell'Ato di Roma è incluso proprio il comune di Paliano, in provincia di Frosinone.

CS Legambiente 12.01.12 su Ordinanza commissario Malagrotta (e Castellaccio) 
“E' scandaloso, il commissario che deve chiudere Malagrotta ne proroga la vita con la nuova ordinanza e continua pure a permettere lo smaltimento di rifiuti urbani indifferenziati, in barba alla procedura di infrazione già aperta dalla Commissione europea proprio su questo -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Basta con la farsa del commissariamento rifiuti, l'ordinanza per l'ennesima e nuova proroga della discarica di Malagrotta è la prova che il percorso seguito non porterà da nessuna parte. E' incredibile e assurdo procedere in questo modo, continuare a prorogare la discarica, realizzare nuovi inutili impianti con poteri straordinari, piuttosto che far gestire in modo ordinario, e dalle istituzioni elette dai cittadini, obiettivi, tempi e investimenti per la differenziata porta a porta, la prevenzione.”

Legambiente Lazio è infuriata per la nuova proroga a Malagrotta che arriva mentre è aperta la procedura di infrazione 2011/4021, avviata dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione europea e riguardante proprio la discarica di Malagrotta, per questi temi, in particolare affermando che “non si possa escludere che la Repubblica Italiana sia venuta meno agli obblighi imposti dall'art. 6 (…) della direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999 (...), a norma del quale gli Stati membri provvedono affinché solo i rifiuti trattati siano collocati a discarica.”

Nell'ordinanza, anche il balletto di numeri sulle volumetrie residue a Malagrotta è abbastanza poco comprensibile: nel piano rifiuti in approvazione, si afferma testualmente che le volumetrie residue al 30/6/2010 risultavano essere di 1.750.000 metri cubi (autorizzati fino a tale data e poi da ulteriori atti), nelle successive ordinanze in nostro possesso si prende, invece, solamente atto della relazione del gestore circa le volumetrie senza riportare i numeri, e in quest'ultima ordinanza la volumetria residua, un anno e mezzo dopo, risulta essere ancora di 1.280.000 metri cubi, grazie ad una “modalità esecutiva straordinaria ne l'abbancare i rifiuti”. Eppure in un anno a Malagrotta si conferiscono circa 1.500.000 di tonnellate di rifiuti (erano 1.286.019 al 13/11 nel 2009). D'altronde il commissario aveva chiesto al soggetto attuatore, che è il direttore della Direzione Attività Produttive e Rifiuti della Regione Lazio, “di acquisire una relazione aggiornata, a cura di tecnici abilitati, sulla possibilità di conferire, attraverso l'utilizzazione di volumetrie residue della discarica di Malagrotta e sulla stabilità dei versanti”. Relazione tecnica redatta, poi, dal titolare della discarica di Malagrotta.

Anche sulla capacità degli impianti di trattamento c'è qualcosa di strano: nell'ordinanza si parla di un nuovo inutile impianto di trattamento meccanico biologico a Paliano (Fr) dicendo “vista la nota (…) con la quale gli amministratori delegati di AMA SpA e ACEA SpA hanno formalizzato la loro disponibilità alla realizzazione, prevedibilmente in dodici mesi, di un impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti urbani TMB presso l'area industriale denominata Castellaccio nel Comune di Paliano (Fr), territorio inserito nel piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio nel sub ATO di Roma.” A parte l'ineleganza di citare il piano rifiuti non ancora approvato dal Consiglio regionale, che non essendo commissariato ha la titolarità per cambiarlo in ogni momento, a quali numeri fa riferimento il commissario se proprio nel piano rifiuti la capacità impiantistica per il TMB risulta essere sufficiente? Forse ha già preso per buoni i numeri del cosiddetto 'scenario di controllo', che guarda caso valuta in altre 400mila tonnellate il fabbisogno di trattamento per il rifiuto indifferenziato nel sub ATO di Roma, e che dovrebbe subentrare solo se non si raggiungessero gli obiettivi del piano?

Assurdo, poi, per Legambiente Lazio il “gioco delle tre carte” sul commissariamento stesso: il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione quarta) il 27 dicembre ha accolto l'istanza dei privati ricorrenti (che il TAR aveva invece rigettato il 24 novembre scorso) di misure cautelari provvisorie, mettendo in sostanza in serio dubbio il commissariamento, e fissando per il 17 gennaio 2012 la discussione per la camera di consiglio; per superare l'ostacolo, il giorno dopo 28 dicembre, è stato confermato lo stato di emergenza fino alla stessa data del 17 gennaio con uno nuovo D.P.C.M., pubblicato il giorno ancora dopo 29 dicembre sulla Gazzetta ufficiale, permettendo così di disporre l'Ordinanza di proroga di Malagrotta, che porta anche questa la stessa data del 29 dicembre.

L'Ordinanza racchiude, poi, una serie di informazioni strane e contraddittorie: ad esempio, per la progettazione della discarica di Corcolle il commissario ha scelto una società privata, la Cidiemme Engineering Srl, mentre per la progettazione della discarica di Riano si avvale del Provveditorato Interregionale per le Opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna.

“Stop al commissariamento, i risultati sono disastrosi, dall'ennesima nuova proroga per Malagrotta, alla progettata apertura di nuove discariche a Corcolle e Riano, poi chissà se a Fiumicino o dove altro, fino al raddoppio del TMB di Paliano che chissà se si porterà dietro l'ampliamento della discarica affianco -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Poche settimane fa il commissario, presso la commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, si chiedeva se fosse possibile conferire ancora 'tal quale' nella discarica di Malagrotta e ora la brutta risposta è arrivata. Nell'ordinanza ipotizza almeno sei mesi, e sottolineo almeno perché quel tempo è irragionevole, per progettare le discariche, bandire le gare, acquisire le autorizzazioni e poi realizzarle. A quando azioni immediate e concrete per riduzione, riuso e differenziata?”

Ufficio stampa Legambiente Lazio
06.85358051-77 - stampa@legambientelazio.it
www.legambientelazio.it

TMB Castellaccio, un coro di no
Ecco la notizia quotidiana 12.01.12

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

Community

                                                 
                                   

         

 

Osservatorio PM10

Emissioni Valle del Sacco

Retuvasa on the web