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DISCARICA DI COLLEFERRO, NO DELLA REGIONE AI RIFIUTI INDIFFERENZIATI

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COMUNICATO STAMPA

Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Comitato Residenti Colleferro

Bloccato il conferimento di tal quale nelle discariche del Lazio, si accellera  sui TMB?
 
 

Accogliamo con prudenza e cautela la notizia che il 4 febbraio la Regione Lazio ha diffidato la società Lazio Ambiente spa dal ricevere presso la discarica di Colle Fagiolara, Colleferro, il conferimento di rifiuti tal quale da parte di 29 Comuni laziali, che saranno dirottati - presumiamo - presso impianti regionali di TMB.

Non sono noti i motivi di urgenza per i quali la Regione abbia deciso solo ora di applicare la Circolare del Ministero dell’Ambiente, che risale al 6 agosto 2013, con la quale il conferimento indifferenziato venivano dichiarato illegale, senza il preventivo pretrattamento meccanico, mentre sono intuibili le ragioni per le quali la Regione ha presentato una diffida contro la sua società Lazio Ambiente SPA, di proprietà regionale.
La classe dirigente della Regione non è stata in grado negli ultimi venti anni di adottare una vera politica dei rifiuti e di programmare un piano di intervento; tenta ora di affrontare la grave situazione ambientale ricorrendo allo strumento della diffida, perdendo sei mesi di tempo.

Da agosto le Associazioni ambientaliste del territorio, i Comitati ed i Cittadini hanno chiesto ai vari livelli di governo con esposti, denunce, segnalazioni ed istanze l’immediata applicazione della suddetta Circolare e denunciato alla Magistratura ed alla Corte dei Conti, oltre che agli Enti preposti al controllo, la mancata applicazione della Circolare Orlando, senza che gli organi politico-amministrativi regionali (Regione, Provincia, Comune) prendessero provvedimenti.
 
Attendiamo di conoscere e approfondire i motivi della decisione del Presidente Zingaretti di procedere alla chiusura simultanea delle discariche su tutto il territorio di sua  competenza, ma allo stato attuale la loro chiusura non ci tranquillizza, ed anzi ci preoccupa l’assenza di informazioni circa gli impianti di pretrattamento a cui ragionevolmente si sta facendo ricorso, in quanto sono a tutti note le dinamiche create ad arte per rendere le situazioni emergenziali e giustificare il ricorso a decisioni in un contesto ordinario inaccettabili.
 
In molti siti di discarica, come quello di Colleferro, sono stati avanzati progetti per la realizzazione di impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), contestati dalle Associazioni ed osteggiati dai Comitati in quanto non rispondenti alle Direttive Europee sulla gerarchia dei rifiuti.
E’ forte il timore che si voglia provocare l’ennesima emergenza per accelerare l’iter autorizzativo degli impianti di TMB, tale da giustificare il ricorso a deroghe - strumento già sperimentato e abusato in passato -  per superare in questo modo la contrarietà delle Associazioni ambientaliste.
 
Le discariche e tutta l’impiantistica correlata devono rispondere alle normative in vigore ed il ciclo dei rifiuti, ora più che mai, ha bisogno di una ristrutturazione radicale che non può essere operata attraverso una incontrollata semplificazione dei procedimenti amministrativi sotto l’eventuale pressione emergenziale.

Necessario quindi che la Regione Lazio attui immediatamente una politica gestionale in controtendenza con il passato, vada avanti con il blocco dei conferimenti di indifferenziato nelle discariche, proceda con sanzioni amministrative verso i Comuni che non raggiungono gli obiettivi di raccolta differenziata, promuova una campagna seria sulla riduzione a monte dei rifiuti, avvii la fase necessaria per la chiusura del ciclo con centri di riciclo e impiantistica per la lavorazione delle materie separate.
Questa ultima fase, naturalmente, a totale gestione pubblica.

 
 
Colleferro, 7 febbraio 2014
 


 

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