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Valle del Sacco

Valle del Sacco, gravi preoccupazioni per la salute sul nuovo rapporto epidemiologico 2013-2015.


Comunicato Stampa Retuvasa

Valle del Sacco, dal nuovo rapporto epidemiologico ulteriori gravi preoccupazioni per la popolazione.


 
E’ stato di recente pubblicato dal Comune di Colleferro il nuovo rapporto di "Sorveglianza sanitaria ed epidemiologica della popolazione residente in prossimità del fiume Sacco" identificato come “rapporto tecnico delle attività 2013-2015” ed elaborato dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione (DEP) del Lazio.
 
Ci siamo lasciati con il rapporto di sorveglianza nel 2013 le cui conclusioni sull’incidenza sanitaria del Beta-HCH non erano molto incoraggianti. Tra le conclusioni si leggeva “In particolare sono state osservate perturbazioni del pattern lipidico, della funzionalità renale e della steroidogenesi, interessando anche gli ormoni sessuali nelle sesso femminile. E’ stata osservata infine una chiara associazione con alterazioni cognitive.
 
Il nuovo rapporto aggiunge ulteriori elementi di preoccupazione per chi risulta contaminato dal pesticida.
 
Tra il 2013 ed il 2015 e stata eseguita la seconda fase della sorveglianza nell’ambito della quale sono state contattate 690 persone, di cui 602 hanno aderito.
 
Si parte da una conferma negativa e cioè che per quanto riguarda il Beta-HCH la concentrazione media riscontrata nel sangue delle persone esaminate non si discosta da quanto rilevato nelle passate indagini ad indicare che la contaminazione umana è persistente.
 
Inoltre in questa fase è stata analizzata la presenza di altri inquinanti e la concentrazione ematica di alcuni di essi in particolare l’HCB, Trans-nonachlor, p,p'-DDE e PCB, risulta correlata con quella del Beta-HCH condividendone le caratteristiche di associazione. “Tale dato sta ad indicare che la contaminazione del Beta-HCH non e stata isolata ma si e accompagnata, seppure in modo minore, a quella di altri contaminanti chimici persistenti che coesistono nell’organismo.
 
Lo studio inoltre ha approfondito altri aspetti degli effetti del Beta-HCH riscontrando un effetto specifico dell’inquinante organoclorurato su diversi sistemi, in particolare sull’apparato cardiovascolare e sulle funzioni metaboliche, con approfondimento e possibile conferma dei risultati raggiunti attraverso lo sviluppo longitudinale della sorveglianza sanitaria ed epidemiologica attualmente in corso.
 
Colpiscono però le raccomandazioni finali del DEP Lazio che per la prima volta, per quanto di nostra conoscenza, da delle indicazioni che sono un macigno:
 
La contaminazione del fiume Sacco rimane un disastro ambientale di proporzioni notevoli che ha comportato una contaminazione umana di sostanze organiche persistenti considerate tossiche dalle organizzazioni internazionali. Proprio perché la contaminazione e purtroppo persistente non esistono metodi di prevenzione e di rimozione dell’inquinante. Si tratta di un episodio che ha implicazioni etiche, politiche e sociali di livello nazionale. Le autorità locali hanno il dovere di informare la popolazione, di salvaguardarne la salute specie dei gruppi sociali più deboli, di offrire l’assistenza sanitaria adeguata, e di garantire un continuo monitoraggio epidemiologico e sanitario. E’ ovvio che tale assistenza dal punto di vista della tutela sociale e sanitaria del servizio sanitario si deve accompagnare ad un impegno istituzionale coerente per il risanamento ambientale.
 
Questo finale si commenta da solo, in sintesi evidenzia l’assenza di strumenti e pratiche in grado di fornire una adeguata e capillare informazione sanitaria ai cittadini, indirettamente mette sotto accusa le politiche della Regione Lazio che ha operato tagli sulla sanità in un territorio che richiede una riorganizzazione ed un incremento delle risorse a disposizione del sistema sanitario. Evidenzia ciò che è arcinoto all’opinione pubblica e cioè che i settori di popolazione economicamente e socialmente più deboli sono privati di una reale assistenza sanitaria di carattere preventivo e curativo.
Queste considerazioni valgono in particolare per tutte le aree comprese all’interno dei nuovi confini del Sito di Interesse Nazionale, caratterizzate da una complessità di fenomeni di inquinamento ambientale con danni correlati alla salute umana di lungo periodo.
 
Il richiamo alle autorità, alle amministrazioni locali è pacato nei toni e drammatico nella sostanza, ci dice sono inadeguate logiche politiche che facciano semplicemente appello all’onesta ed alla razionalità delle pratiche amministrative.
La difesa della salute e dell’ambiente è possibile solo con una radicale opposizione a politiche che spingono alla privatizzazione di ogni servizio di pubblica utilità, alla riduzione ai minimi termini delle risorse della pubblica amministrazione a tutti i livelli. Sono politiche che negano diritti fondamentali della persona umana, tolgono ogni possibilità di autodeterminazione ed autogoverno alle comunità locali.
Sistema sanitario, ciclo dei rifiuti e bonifica delle aree inquinate sono tre questioni strettamente correlate nei nostri territori che richiedono per essere affrontate un intervento di carattere sistemico, una pianificazione di lungo periodo, risorse adeguate e la piena partecipazione delle comunità locali, partendo da una capillare informazione e formazione, mirata alle specifiche condizioni sociali e culturali dei cittadini.

 
Il resto sono chiacchiere.
 
 
Valle del Sacco, 1 luglio 2016
 

SIN Valle del Sacco, contaminazione area ex AGIP petroli oggi Viscolube spa.


COMUNICATO STAMPA RETUVASA

Dalle vicende del SIN riemerge a tinte fosche l’irrisolta contaminazione dell’area ex Agip Petroli, oggi Viscolube.


 
Dai verbali della Conferenza dei Servizi del SIN Bacino del Fiume Sacco (sui cui esiti non certo esaltanti avremo modo di ritornare, ampiamente, in un successivo comunicato stampa) tenutasi in data 26.05.16, indetta dal Ministero dell’Ambiente, Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque, riemerge la questione dello stato di contaminazione dell’area ex AGIP Petroli, oggi Viscolube spa, sita nel Comune di Ceccano, vicina al confine con il Comune di Frosinone.

Nel corso della Conferenza (presenti: Viscolube spa, Ecotherm, Comune di Ceccano, Unione Petrolifera, ISPRA, ARPA Lazio Dipartimento Frosinone; assenti: Prefettura Frosinone, Provincia Frosinone, Regione Lazio, Istituto Superiore Sanità, ASL Frosinone), tale questione, oggetto di cronaca nei mesi scorsi, si ripropone con nuovo spessore, visti i rilievi di Arpa Lazio e dello stesso Ministero dell’Ambiente.
In estrema sintesi, questi i punti salienti:
 
la bonifica dell’area è lontanissima dal conoscere la conclusione, nonostante il suo iter sia cominciato alla fine del 2002;
 
dei 4 cicli previsti di bonifica con tecnica di landfarming (semplificando non poco, depurazione che catalizza l’azione dei microorganismi presenti nel terreno), non è stato completato neppure il secondo, pressoché fermo dal 2009;
 
mentre la Viscolube spa sostiene, con nota del 31.03.16, che non vi sono fenomeni di migrazione della contaminazione verso l’esterno, ARPA Lazio comunica in data 22.04.16 al Ministero dell’Ambiente che «ancora persiste una rilevante contaminazione di inquinanti nelle acque sotterranee, sia all’interno del sito», sia in 8 piezometri «posti a valle idrogeologica della barriera idraulica» che dovrebbe impedire la diffusione della contaminazione; da tali piezometri «si evidenzia che la contaminazione è presente nelle acque di falda in concentrazioni rilevanti con particolare riferimento» a composti molto nocivi, ovvero in particolare solventi organoclorurati e metalli pesanti;
 
il Comune di Ceccano, in data 08.04.16 ha emesso ordinanza di divieto di consumo di acqua entro i 500 metri dal sito contaminato;
 
Viscolube difende energicamente la propria azione di bonifica, con argomentazioni che saranno vagliate dai tecnici competenti (i quali al momento, come si è visto, sembrano smentirne categoricamente la bontà).
 
Il Ministero ha dunque predisposto un tavolo tecnico per risolvere il problema della diffusione della contaminazione, che coinvolge, a differenti livelli e con specifici compiti, ARPA Lazio, ISPRA, Comune di Ceccano e Viscolube spa. Le relative azioni di tale organo sono in corso, ed entro il 20 luglio la Viscolube spa è tenuta a presentare un’Analisi di Rischio e conseguentemente una Variante del progetto di Messa in Sicurezza dei suoli contaminati.
 
Oltre a sottolineare la paradossalità della vicenda in questione relativamente ai tempi dell’incompiuta (o meglio in alto mare) bonifica, ai gravissimi rischi che ne derivano per l’ambiente e per la salute della cittadinanza, vogliamo rilevare qualche elemento positivo.
 
In primis, l’operato di ARPA Lazio Dipartimento Frosinone, o meglio dei tecnici e dei dirigenti direttamente responsabili di tale lavoro.
 
In secundis, l’operato del Ministero dell’Ambiente, che nel caso specifico si fa carico del problema. Con che esiti, valuteremo più avanti.
 
È importante infine rilevare come la contaminazione da solventi organoclorurati non interessi solo l’area oggi Viscolube spa, ma anche l’area Klopman International srl e l’area ex Schlumberger nel Comune di Frosinone, vicino alla discarica Le Lame. Ci chiediamo come mai vi sia interesse, da parte dei politici e della maggior parte degli organi di controllo, solo per la contaminazione provocata dalla discarica, posto che le due aree precedentemente citate presentano profili di rischio, nonché già alcuni riscontri, molto più preoccupanti.
 
 
Frosinone, 26.06.16

 

Referendum Sociali, 14 e 15 maggio FIRMA DAY:






Comunicato Stampa

Comitato Referendum Sociali Alta Valle del Sacco

Sabato 14 e domenica 15 Maggio FIRMA DAY per i referendum sociali

 

Primavera dei fiori e Primavera dei diritti e della democrazia a Colleferro, sabato 14 e domenica 15 maggio 2016, in viale XXV aprile, nn.7-11, mattina 9.45-12.45 e pomeriggio 16.45-19.45.

In programma la tradizionale Fiera annuale delle Piante e dei Fiori che ospiterà anche i banchetti per il FIRMA DAY, organizzati dai promotori dei Referendum sociali (Buona Scuola, Trivelle Zero, Beni comuni, Inceneritori) con la disponibilità di Assessori e Consiglieri comunali che garantiranno l’autenticazione delle firme.

In tutta Italia per il FIRMA DAY – sei quesiti referendari e una petizione popolare  - centinaia di attivisti e di attiviste, decine di adesioni da associazioni, comitati e realtà territoriali, presenti con 1.000 banchetti per la raccolta firme.

La stagione dei referendum sociali è iniziata il 9 aprile con una campagna nazionale di mobilitazione che si chiuderà il prossimo luglio con l'obiettivo di raggiungere oltre 500mila firme necessarie per indire i referendum da votare nella primavera del 2017.
Come dice il nome, i referendum hanno carattere sociale e democratico perché difendono i diritti di tutti e sono promossi dai cittadini attraverso le loro associazioni (pagina FB e sito http://www.referendumsociali.info/).

Per contrastare qualsiasi svendita del presente, del futuro e dei nostri diritti, per ribadire che il modello di crescita globale può e deve essere ugualitario e comune, per non delegare la nostra volontà ai  gruppi di interesse e alle lobby chiediamo anche la TUA firma.

I referendum sociali, a cui si aggiunge il quesito sull'Italicum (abolizione del voto bloccato al capolista e delle candidature plurime; abolizione del premio di maggioranza e il ballottaggio senza soglia), riguardano i principali provvedimenti governativi.

Quello sulla “Buona scuola”, con cui si è attaccato il ruolo della scuola pubblica, che deve parlare di formazione e non di profitto.

I processi di privatizzazione del servizio idrico, dei servizi pubblici locali e dei beni comuni cercano di cancellare definitivamente il significato politico, culturale e democratico del referendum sull’acqua. L’aggressione non risparmia l'ambiente e la salute, a partire dalle trivellazioni.

Con la manifestazione della valle del Sacco, "RifiutiamoLI!”, dello scorso 9 aprile abbiamo detto NO! al revamping che ammoderna gli inceneritori di Colleferro e con questo referendum vogliamo bloccare il piano governativo su nuovi e vecchi impianti, che riguarda direttamente quelli di colle Fagiolara. Vogliamo l’abrogazione dell’art. 35 dello “Sblocca Italia”, che espropria le Regioni dei loro poteri di gestione e di programmazione in materia di rifiuti, classifica gli inceneritori di rifiuti come “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, sopprime il limite regionale di conferimento di rifiuti, che potranno essere prodotti in una Regione ed inceneriti in altre, riduce i tempi per la Valutazione di Impatto Ambientale, ecc.

Se firmi e voterai SÌ al referendum significa che vuoi contrastare l’incenerimento dei rifiuti, tutelare la salute pubblica e l’ambiente dalla inevitabile contaminazione tossica e nociva di aria, suolo, acqua, polveri ultra-sottili, ceneri e scorie contenenti diossine, policlorobifenili e metalli pesanti, dispersi in atmosfera o accumulati in discarica, elementi che entrano nella catena alimentare.

Votare SI’ significa orientare le risorse economiche pubbliche dall’incentivazione di inutile produzione di energia al potenziamento della raccolta differenziata porta a porta e del riciclaggio per avviare un percorso virtuoso e sostenibile di “Economia Circolare”, l’unico in grado di produrre ampia occupazione locale stabile e di salvaguardare l’ambiente e la salute.

Il Comitato locale Alta Valle del Sacco per i Referendum Sociali Comitato, composto da vari associazioni, comitati e realtà locali, è aperto all'adesione di altri soggetti e cittadini che condividono questi obiettivi.

E' possibile firmare anche presso l'Ufficio Anagrafe del Comune di Colleferro in via Nobel, 1 . Orario pubblico tutti i giorni dalle 8,30 alle 12,30 - martedì e giovedì dalle 15,30 alle 17,30, muniti di documento di riconoscimento.

 
Colleferro, 12 maggio 2015

Referendum Sociali, la primavera dei DIRITTI e della DEMOCRAZIA


Comunicato Stampa
Referendum Sociali - Alta Valle del Sacco

La primavera dei diritti e della democrazia


 
Vogliamo promuovere la costituzione del Comitato locale Alta Valle del Sacco per i Referendum Sociali per una grande campagna di raccolta firme contro la ripresa dei processi di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.

Invitiamo i Cittadini, i Movimenti, le Associazioni, i Comitati, le Organizzazioni Sindacali e Politiche che vogliono sostenere i sei Referendum sociali e la petizione popolare sui beni comuni:
 
  • aderire al costituendo Comitato e/o Coordinamento
  • collaborare attivamente alla organizzazione dei banchetti
  • partecipare con idee e proposte alla preparazione di iniziative per raccogliere le firme
  • sottoscrivere i Referendum Sociali in occasione di banchetti in piazza.
Chi vuole aderire e dare la propria disponibilità nelle tante attività da promuovere e organizzare può rivolgersi ai nostri contatti riportati in chiusura.
Abbiamo tre mesi di tempo per portare avanti la raccolta nazionale di 500.000 firme (autenticate per tutti i quesiti), necessarie per indire, nella primavera del 2017, sei Referendum ed una Petizione Popolare al Parlamento.

A livello regionale dobbiamo raccoglierne circa 68.000, un obiettivo ambizioso che richiede un grande impegno sociale e una vasta mobilitazione sui territori.
Per raggiungere l'obiettivo di un progetto unico, che evidenzi l’importanza vitale di questi temi per tutta la nostra comunità, dobbiamo realizzare un’ampia alleanza sociale dei movimenti per la salvaguardia della scuola pubblica, acqua pubblica, tutela ambientale e salute delle generazioni future, una difesa che richiede il contributo di tutte le forze sociali: Cittadini, Movimenti, Associazioni, Comitati, Organizzazioni Sindacali e Politiche.
Ricordiamo che lo scorso 13 marzo a Roma si è costituito in difesa dei beni comuni il Comitato per i referendum sociali ed il 9 aprile è iniziata la campagna nazionale per la raccolta firme.

Per il prossimo appuntamento Associazioni, Comitati e Sindacati vi attendono lunedi 25 aprile, in Piazza Pier Gobetti a Colleferro, dalle ore 15,00 alle ore 20,00.

A seguire sarà possibile firmare presso i banchetti di cui daremo informazione e presso l’ufficio preposto dal Comune di Colleferro successivamente alla pubblicazione sull’albo pretorio o negli altri Comuni che daranno la disponibilità.


Contatti locali per Alta Valle del Sacco 
referendumsocialivalledelsacco@gmail.com
Contatti Nazionali 
info@referendumsociali.info , www.referendumsociali.info
Quesito art. 35 Sblocca Italia
comitatosibloccainceneritori@gmail.com
 
Valle Del Sacco, 24 aprile 2016

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Sintesi dei referendum sociali

Scuola

1 – Abrogazione di norme sul potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e di confermare i docenti nella sede
2 – Abrogazione di norme sul potere del dirigente di scegliere i docenti da premiare economicamente e sul comitato di valutazione
3 – Abrogazione di norme sull’obbligo di almeno 400-200 ore di alternanza scuola-lavoro
4 – Abrogazione di norme sui finanziamenti privati a singole scuole pubbliche o private

I 4 quesiti sulla scuola vogliono cancellare i seguenti punti.
  • I poteri discrezionali del dirigente di scegliere i docenti, di confermarli o mandarli via dopo un triennio e di premiarli per un presunto “merito”, con il pericolo di gestioni clientelare delle assunzioni e di limitazione della libertà di insegnamento;
  • L’obbligo per le scuole di fare almeno 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro, che riduce l’insegnamento a favore di attività che spesso diventano lavoro gratuito e imposizione agli studenti di prestazioni dequalificate;
  • La possibilità di effettuare donazioni a singole scuole, con il rischio di finanziamenti privatistici, competizione tra le scuole, disuguaglianze e favori fiscali a coloro che frequentano istituti privati.
Firmare significa schierarsi a favore di pluralismo di idee e metodologie, collaborazione democratica negli organi collegiali, piena autonomia delle scuole nel decidere il proprio Piano dell’Offerta Formativa, erogazioni di fondi all’intero sistema nazionale di istruzione.

Trivelle Zero

Il quesito sulle trivelle vuole cancellare i riferimenti a certe zone dell’Italia che limitano le attività petrolifere esclusivamente in quei luoghi, in modo da render applicabile il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi a tutta Italia, per i nuovi interventi in terraferma e in mare al di fuori delle 12 miglia. Dopo il referendum del 17 aprile contro le concessioni già esistenti in mare nelle prime 12 miglia, un quesito sui progetti nella restante parte del territorio italiano.

Non riguarda le concessioni già assegnate dallo Stato, perché colpirle lo avrebbe reso inammissibile.

Firmare significa voler bloccare tutti i nuovi progetti di perforazione e estrazione, ridurre devastazioni e problemi di salute connessi ai progetti petroliferi che in cambio di una quota risibile di idrocarburi sono destinate a produrre straordinarie devastazioni ambientali. Blocco delle prospezioni per indurre ad una strategia energetica fondata sullo sviluppo delle rinnovabili e la riduzione dei consumi, unica risposta possibile alla crisi climatica che avanza. Le attuali richieste dei petrolieri per nuove concessioni in terraferma e in mare sono oltre 100, su vastissime aree del Paese. Fermiamole!

Inceneritori

Bloccare il piano per nuovi e vecchi inceneritori

Il quesito sugli inceneritori vuole cancellare:
  • La loro classificazione come infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale
  • Potere del governo di decidere localizzazione e capacità specifica di 15 nuovi impianti e quello di commissariare le Regioni inottemperanti
  • L’obbligatorietà di potenziamento al massimo carico termico e di riclassificazione a recupero energetico degli inceneritori esistenti
  • La possibilità di produrre rifiuti in una Regione e incenerirli in un’altra
  • Il dimezzamento dei termini di espropriazione per pubblica utilità e la riduzione dei tempi per la Valutazione di Impatto Ambientale.
 
Firmare significa schierarsi per la tutela di salute e ambiente; restituire ai cittadini il diritto di decidere sul territorio e alle Regioni il potere di programmazione e gestione in merito ai rifiuti; puntare sul riciclo e sull’Economia Circolare.

Beni Comuni

Petizione popolare per legiferare in materia di diritto all’acqua e di gestione pubblica e partecipativa dei beni comuni, dei servizi di pubblica utilità
Il governo Renzi vuole privatizzare servizio idrico e servizi pubblici locali, contro il risultato del referendum del 2011.

Il Parlamento sta eliminando ripubblicizzazione e gestione partecipativa del servizio idrico dalla nostra legge d’iniziativa popolare sulla gestione pubblica dell’acqua. 

Il decreto attuativo della legge Madia sulla riorganizzazione della PA riduce la gestione pubblica dei servizi ai casi di stretta necessità e la vieta per quelli a rete; in sostanza consegna ai privati, anzi ad un pugno di società oligopoliste, la gestione di tutti servizi pubblici; reintroduce l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito nel calcolo delle tariffe, sottrare ogni potere ai cittadini e agli enti locali di decidere autonomamente nella gestione di beni comuni.

Firmare significa riconoscere che l’acqua è un bene comune, schierarsi per il ritiro dei decreti attuativi su aziende partecipate e servizi pubblici locali, per l’attuazione della legge di iniziativa popolare sull’acqua e per il diritto all’acqua in Costituzione.
 

Incontro con Patrizia Gentilini, allarmante quadro nazionale e riscontro nella valle del Sacco.


Comunicato Stampa RIFIUTIAMOLI! BASTA INCENERITORI!
 
Incontro Pubblico con la dott.ssa Patrizia Gentilini e la dott.ssa Rosanna Palazzi.
Allarmante quadro nazionale e riscontro nella valle del Sacco.
 
 
Sabato 2 aprile scorso si è svolto, presso la Sala Aldo Ripari in Via degli Esplosivi a Colleferro, l'incontro pubblico dal titolo “Ambiente, Inquinamento, Salute: non c’è più tempo da perdere”, con la dott.ssa Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo, membro del Comitato Scientifico dell'Isde (Medici per l’Ambiente Italia) e la dott.ssa Rosanna Palazzi, Pediatra di base della ASL Roma G.

L'evento era collegato alla prossima manifestazione del 9 aprile contro l'ammodernamento degli inceneritori di Colleferro.
 
La manifestazione ha di mira la decisione della Regione Lazio che, con una recente Delibera, ha deciso di prolungare l'estensione dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) di questi ecomostri per i prossimi anni.
 
Nel suo prezioso intervento la dott.ssa Rosanna Palazzi, unico medico locale presente in sala, nonostante l'invito esteso a tutti i medici di base, ha fatto il punto sulla drammatica situazione sanitaria della valle, è partita dalla problematica della realtà orografica della stessa, ha ripercorso il vissuto industriale di Colleferro, causa dell'avvelenamento del fiume Sacco e delle falde acquifere, terminando con una panoramica sui risultati degli studi epidemiologici (studio Eras, Sentieri, ecc) sul nostro SIN (Sito di Interesse Nazionale).
 
L'intervento della dott.ssa Gentilini ha messo in evidenza l'importanza dell'ambiente sulla salute dell'uomo e la necessità di nuovi approcci precauzionali per la salvaguardarla, soprattutto nei bambini. Attraverso studi internazionali, ha inteso dimostrare come l'infanzia di oggi sia seriamente danneggiata da centinaia di sostanze tossiche che, inalate e ingerite, stanno provocando ciò che ha definito una transizione epidemiologica, l'aumento cioè di patologie degenerative che stanno riducendo di fatto la speranza di vita di un bambino anche di 10 anni.
Si calcola che il 33% delle malattie infantili siano derivate da fattori ambientali modificabili.
Occorre rilevare per contro che i limiti di legge per la tossicità dei veleni vengono sempre stabiliti su un organismo adulto e che paradossalmente le Istituzioni sono sempre pronte a trovare un compromesso perché non siano le industrie a pagare il prezzo più alto. L'Italia, in base alle statistiche, risulta essere il Paese più malato rispetto all'Europa e agli USA, oltre a vantare il più alto indice di corruzione. 
 
La stima nel 2015 di malati di cancro è di 1 uomo su 2 e 1 donna su 3 con un'incidenza di cancro per i bambini del +2% contro l'1,1% dell'Europa e lo 0,6% degli USA. La stima per la fascia d'età 0/12 mesi è di un +3,2%.
Nelle zone più esposte a rischio inquinamento sono state trovate più di 300 sostanze chimiche nel cordone ombelicale come pesticidi, solventi, metalli pesanti, diossine, ecc., sostanze che danneggiano il cervello in via di sviluppo nel periodo prenatale causando la diminuzione del quoziente intellettivo, l'autismo e altre malattie degenerative.
 
L'Italia inoltre detiene il record europeo per morti ambientali per patologie legate al particolato prodotto dalle combustioni. Il particolato ultrafine (PM 10 e 2,5) penetra nei polmoni e apre a malattie anche neurologiche oltre che respiratorie, diabete, abortività e prematurità. Gli studi degli effetti sulla salute delle popolazioni che vivono vicino agli inceneritori hanno ampiamente dimostrato un incremento della mortalità soprattutto per cause respiratorie e cardiache e di cancro ai polmoni sul lungo periodo; nelle mamme un aumento della prematurità fino al 75%, dell'abortivita' spontanea fino al 30%; danni al cervello in via di sviluppo, un aumento sensibile dell'autismo, deficit cognitivi e disturbi comportamentali.
 
Questi dati, incontrovertibili, sono un preciso atto di accusa che dovrebbero orientare le scelte della politica nella direzione opposta. Invece, se nel 1994 un DM definiva gli “Inceneritori come industrie insalubri di classe I”, nel 2015 l'art.35 della Legge definita “Sblocca Italia” li definisce come "Insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente". 
 
La valle del Sacco come la terra dei fuochi?

Una domanda che spesso ci rivolgono e la risposta non è semplice; di certo si può dire che ci sono similitudini come con altri luoghi in Italia, vedi Taranto, Brescia e Bussi, in cui lo sviluppo industriale e la pratica indiscriminata del sotterramento di rifiuti ha evidenziato nel tempo ripercussioni sanitarie sulla popolazione. Tra i luoghi citati - i più menzionati sulle cronache nazionali -  esiste una relazione certa; chi ci vive ha più possibilità di contrarre tumori rispetto ad altri, di natura differente a seconda del contaminante sprigionato dalle attività industriali insistenti sia nel passato che nel presente. L'epidemiologia è una scienza dalle relazioni complesse: raccoglie ed organizza dati incontrovertibili che misurano l'impatto nei territori delle diverse patologie; permette di rilevare correlazioni tra patologie e determinati fattori di rischio presenti nell’ambiente, indirizzando la ricerca a scoprire gli effetti che gli inquinanti hanno sulla salute umana.
 
La storia dei siti inquinati ci racconta delle straordinarie resistenze opposte alla ricerca di queste catene causali, nonostante la relazioni tra inquinanti e patologie, spesso mortali, fosse stata evidenziata in modo incontrovertibile.
 
Siamo andati a fare un resoconto epidemiologico per la valle del Sacco riprendendo tutti gli studi finora effettuati e il risultato è estremamente allarmante. Le ricerche sono ben 8 e si sviluppano lungo tutto il corso del fiume, alcune di carattere generale a livello di area vasta, altre specifiche, localizzate su alcuni Comuni. 
 
I risultati del primo studio risalgono al 2006, un anno dopo l'istituzione del SIN. Le aree interessate erano circoscritte nei comuni di Colleferro, Segni, Gavignano e i risultati fornirono già allora una fotografia realistica di cosa stava subendo la popolazione. Tumori, ospedalizzazioni, ricoveri con numeri elevati superiori alla media regionale, solo per citarne alcuni.
 
In seguito lo studio iniziale è stato ampliato con quello sul betaesaclorocicloesano e successivamente con studi estrapolati sullo stato di salute della popolazione di Anagni e Ceccano, e quello specifico sui tumori infantili. Lo studio ERAS è uno studio a sè stante.
 
Tornando all’analisi della dott.ssa Gentilini ci preme sottolineare la situazione delle ospedalizzazioni riguardo alle fasce di età 0/14 anni e 15/19anni, che riprende lo studio sui tumori infantili e ne mette in risalto le criticità descritte.
 
Per i 0/14 anni si evidenziano eccessi di ricoveri di un +40% (maschi e femmine) per tutte le cause rispetto alla regione Lazio per l’area 1, per intenderci, Colleferro-Segni-Gavignano, e del +18% (maschi) e +26% (femmine) per l’area 2 su Anagni-Sgurgola-Morolo-Paliano-Supino-Ferentino.

I dati ancor più gravi nello studio del DEP Lazio del novembre del 2011 sono il +281% (femmine) per il tumore all’encefalo e il +174% (maschi) per i tumori maligni del tessuto linfatico ed ematopoietico. Per i 15/19 anni l’incidenza è maggiore nell’area 2 con un +172% (maschi) per i tumori maligni, un +756% (maschi) per il tumore all’encefalo, e un +15% (femmine) per tutte le cause. Il tutto con un cluster concentrato nell’area di Anagni.

I dati illustrano una realtà che tutti noi conosciamo per esperienza diretta. Una realtà che richiede una adeguata struttura di assistenza sanitaria indispensabile per un’opera di prevenzione, per individuare e curare le diverse patologie, che ci accompagni dalla nascita alla vecchiaia.
 
Chiediamo che all'ospedale di Colleferro -ultimo presidio sanitario anche per l'alta Ciociaria, dove tutte le strutture esistenti sono state chiuse- siano destinate le risorse necessarie, provvedendo alla riapertura dei reparti smobilitati o in via di chiusura. Tuttavia il servizio sanitario non deve essere la somma di strutture, ma un sistema articolato nelle sue diverse funzioni e diffuso sul territorio. Tutte le decisione che hanno portato alla chiusura delle strutture sanitarie devono essere riviste e deve essere ridefinita la distribuzione dei servizi sul territorio.

Una battaglia molto difficile ma che deve essere combattuta poiché, dopo i disastri delle passate gestioni, ci scontriamo con scelte strategiche di spesa pubblica ed investimenti a dir poco discutibili: mentre la regione Lazio taglia l’assistenza sanitaria contemporaneamente prevede di investire decine di milioni di euro in nuovi inceneritori di cui il territorio non ha bisogno!

 
Valle del Sacco, 6 aprile 2016

f.to
Associazioni e Comitati aderenti alla Campagna RIFIUTIAMOLI

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Community

                                                 
                                   

         

 

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