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Colleferro

Colleferro, per il TMB la Regione Lazio annulli la VIA.


Comunicato Stampa
Retuvasa e Comitato Residenti Colleferro
 
Colleferro, per il TMB la Regione Lazio annulli la VIA.

 

La torrida estate dei rifiuti capitolini vede la nuova giunta comunale affrontare l’ennesima emergenza rifiuti, conscia che la soluzione non può andare a ricercarsi tra i cassonetti e gli impianti cittadini, ma deve gioco forza interessare il territorio regionale come sempre è stato, vista la dotazione impiantistica a servizio. Colleferro è uno di questi luoghi con le due linee di incenerimento in perenne affanno strutturale, una discarica in previsione di chiusura a meno di colpi di coda, un cementificio che potrebbe tornare alla carica nello smaltimento dei CSS (Combustibili Solidi Secondari).

A questi si aggiunge la questione della realizzazione dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), ancora pendente al TAR del Lazio, cui sono ricorsi l’Associazione Rete per la tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) e il Comitato Residenti Colleferro (CRC) per chiedere di riconoscere la illegittimità della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), in pratica l’annullamento della conseguente determinazione regionale del 05/05/2014, adottata peraltro dopo quasi quattro anni dalla richiesta dell’allora proponente Agensel SRL, società dell’ex Consorzio Gaia.

In questa fase processuale Retuvasa e CRC sono stati chiamati a presentare osservazioni ai verificatori dell’Università “La Sapienza” di Roma, nominati dal Tribunale, per avvalorare o meno i fatti e gli atti contestati. Ma andiamo per ordine.

Il progetto venne presentato da Agen.s.e.l. s.r.l., ex Consorzio Gaia, (oggi Lazio Ambiente S.p.A.), il 20 agosto del 2010, con il benestare della precedente Amministrazione comunale, approvato con la determinazione G06494 del 05/05/2014 della Regione Lazio, area Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), sulla quale Retuvasa e CRC hanno presentato ricorso al Tar del Lazio, n. 10076/2014, contro la Regione Lazio, il Comune di Colleferro, Lazio Ambiente SpA, Ministero dei Beni e Attività Culturali.
 
Con l’udienza del 05/05/2016 il Tar del Lazio emette l’ordinanza n. 05289/2016, che recita: ” … lo sviluppo processuale della contrapposizione argomentativa, relativamente a tali circostanze [ndr, nel frattempo il Comune di Colleferro sostiene le tesi dei ricorrenti], non risulta da sola idonea, allo stato, a rendere prevalente una tesi rispetto all’altra; l’organismo che deve procedere alla verificazione può utilmente individuarsi nell’Università di Roma La Sapienza …[ndr, nel Rettore che può avvalersi di Professori dell’Ateneo]”.
 
L’Università nomina i verificatori mentre i ricorrenti si avvalgono dell’ausilio di un loro consulente, con un primo incontro avvenuto il 30 giugno scorso nel quale si è ipotizzata la chiusura del procedimento, entro fine anno.
 
Ad oggi sono state presentate dai ricorrenti diverse osservazioni documentali contro un progetto osteggiato da sempre dalla comunità locale con osservazioni e manifestazioni, anche durante la fase di approvazione in Consiglio comunale.
 
Tra l’altro Retuvasa e CRC erano già ricorsi al TAR del Lazio contro il conferimento di tal quale nella discarica di colle Fagiolara e nell’ordinanza del 30 luglio 2014 il TAR aveva affermato: “Considerato che dalla relazione prodotta dalla Regione Lazio non emerge in maniera inconfutabile l’assoluta incapienza di impianti TMB nella regione, tale da costituire il presupposto di cui all’art. 191 c. 1 del D.Lgs 152/2006 ...”
Vale a dire che nella nostra Regione ci sono TMB  impianti che non lavorano a pieno regime e potrebbero trattare anche i rifiuti destinati a Colle Fagiolara; quindi, non è necessario costruire un nuovo impianto.
 
Ciò è stato ulteriormente confermato dall’ormai famosa DGR 199 del 22/04/2016 “Determinazione del Fabbisogno” sui rifiuti nel Lazio che ribadisce  “Per entrambi gli scenari ipotizzati si è evidenziato che gli impianti di trattamento TMB sono già dal 2016 sufficienti per le esigenze di trattamento del rifiuto urbano indifferenziato della Regione. Pertanto non è necessario pianificare nuovi impianti oltre quelli esistenti.
 
Le parole definitive che escludono l’ipotesi di costruire un nuovo impianto vengono date dall’Assessore di competenza della Regione Lazio, Mauro Buschini, nel consiglio straordinario regionale del 18/07/2016 sulla questione prospettata di nuova emergenza sul trattamento dei rifiuti quando dice “Con riferimento, invece, in generale alla questione dei rifiuti di Roma, si precisa che l’impiantistica della regione Lazio è sufficiente a trattare il rifiuto indifferenziato prodotto nel territorio regionale.
 
Non è facile individuare i motivi per i quali, nonostante tutti i nuovi elementi fin qui illustrati, la Regione Lazio continua a difendere la realizzazione del TMB a Colleferro, attraverso la società di sua proprietà e gli enti autorizzatori. E’ certo che l’impianto non è più necessario, anche perché è in controtendenza  rispetto ai previsti aumenti delle percentuali di raccolta differenziata e rappresenta un ulteriore impegno economico che difficilmente Lazio Ambiente SpA potrà sostenere, visti i ricorrenti deficit di bilancio.
 
Da tempo abbiamo interessato il Tavolo di Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco e in seguito all’incontro del 22 giugno scorso, a Serrone (Fr), abbiamo chiesto all’Assessore Mauro Buschini la fissazione di una data per un tavolo tecnico sui rifiuti per il nostro bacino la d’area, come da lui riproposto al termine dei lavori su sollecitazione dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Colleferro, Giulio Calamita.
 
Risposte ad oggi non ce ne sono state ma ovviamente ci auguriamo che ve ne siano e che possano essere occasione di confronto anche rispetto alla nostra ipotesi di bacino autonomo locale dei rifiuti, che abbiamo intenzione di presentare in forma pubblica agli amministratori, come unica soluzione per uscire dalla subordinazione ad una logica emergenziale, che sulle necessità del momento si appresta ad imporre l’eterna soluzione fondata sull’incenerimento ed i mega impianti, logica supportata dalle scelte nazionali sugli inceneritori e confermata dalle dichiarazioni del ministro dell’ambiente a commento della ennesima emergenza capitolina: e qui si chiude il cerchio.
 
 
Colleferro, 09.08.2016
 

Referendum Sociali, gli appuntamenti per le firme di sabato 21 e domenica 22 maggio.







Comunicato Stampa

Comitato Referendum Sociali Alta Valle del Sacco
 
Anche questo fine settimana è possibile firmare per i Referendum sociali.

 
 
Il programma del prossimo week end prevede iniziative culturali, civiche e gastronomiche a Colleferro e dintorni.
 
Per la notte dei musei , sabato 21 maggio 2016, Segni dedica il pomeriggio e la serata alla cultura. Alle ore 18,30 presso il Museo Archeologico Comunale  si comincia con un Aperitivo in musica, con i gruppi  Folkgrasse Amilado. Segue la presentazione del corso “Paesaggio architettonico e verde urbano: per la riqualificazione della città di Segni”.
Molte le iniziative organizzate anche per la domenica: il pomeriggio  si parte alle 15,30 per l’Urbantrekking archeologico, punto di ritrovo il Museo Archeologico Comunale di Segni, e passeggiata guidata dall’istuttore di Nordic Walking per le mura poligonali e nel centro storico locale.
 
Sabato 21 e domenica 22 maggio a Colleferro due nuovi appuntamenti per la raccolta firme a favore dei Referendum sociali, promossi dal Comitato locale Alta Valle del Sacco per i Referendum Sociali, a cui hanno aderito Rete per la tutela della valle del Sacco, Comitato residenti Colleferro, Unione Giovani Indipendenti e Meetup 5 Stelle Colleferro.
 
I referendum sociali sono nati su iniziativa dei cittadini e dei loro movimenti per raccogliere le firme su beni comuni, buona scuola, inceneritori e trivelle. Sono, come dice il nome, temi a carattere sociale, promossi dai cittadini
(sulla pagina FB e sito http://www.referendumsociali.info/, trovate tutti i quesiti referendari).
 
Invitiamo i cittadini a sottoscriverli e di portare con sé un documento di identità.
Oltre ai nostri banchetti è sempre possibile firmare presso l'Ufficio Anagrafe del Comune di Colleferro, via Nobel, 1, tutti i giorni dalle 8,30 alle 12,30; martedì e giovedì anche dalle 15,30 alle 17,30.
 
Il comitato di quartiere Ater a Colleferro e l’UGI (Unione Giovani Indipendenti), presso i giardini Ater, dedicano la mattina di sabato 21 maggio ad una iniziativa di giardinaggio e alla raccolta  firme.
Sabato pomeriggio la raccolta firme prosegue in corso F. Turati, angolo Piazza A. Moro (fronte "pasticceria Fratticci") con gli attivisti del moVimento 5 stelle di Colleferro.
 
La Rete per la tutela della valle del Sacco, il Comitato residenti Colleferro e il Meetup 5 Stelle Colleferro, Domenica 22 maggio allestiranno un banchetto per la raccolta firma a corso F. Turati, davanti la farmacia Brocchieri (in caso di pioggia nel portico di fronte) dalle ore 10,00 alle 24,00, in concomitanza del Festival dello street food e dell'artigianato.
 
Il corso sarà chiuso al traffico e riservato ai pedoni proprio per favorire il miglior svolgimento dell'iniziativa. Saranno presenti circa 15 mezzi tra Apette e Truck Food, oltre 40 stand di artigianato, prodotti tipici e cucina di strada.
Sarà allestito un palco per le attività di animazione per grandi e piccoli, verranno organizzati dei Show Cooking con diversi Chef che si esibiranno in dimostrazioni di ricette tipiche.
All'ora dell'aperitivo, 18,00-20,00, si esibiranno gli "UKUS IN FABULA" una band dal gusto Country per farci divertire e ballare al suono di Ukulele e in serata musica dagli anni 80' ai grandi successi del momento.
C’è tutto per una giornata piena di divertimento e attenzione ai temi civili!
Si ringraziano anticipatamente Consiglieri e Assessori del Comune di Colleferro che presenzieranno come autenticatori delle firme.
 
 
Colleferro, 20 maggio 2016
 

Colleferro e ACEA, chiariamo i ruoli.


Comunicato Stampa Retuvasa

Colleferro e ACEA, chiariamo i ruoli.


 
Ci risiamo, l’Amministrazione di Colleferro non vuole proprio capire che ora c’è un gestore privato ad occuparsi del servizio idrico.

Ci riferiamo ai manifesti apparsi in città nei quali si avvisava la cittadinanza che “per eseguire dei lavori di manutenzione sulle condotte idriche del Serbatoio Simbrivio, si renderà necessario sospendere il flusso idrico cittadino nella notte tra il 19 e il 20 aprile”.

Avvisare la cittadinanza è un dovere del gestore, come scritto all’art. 19 – “Sospensioni temporanee della somministrazione di acqua o riduzione di pressione “del regolamento d’utenza: “per quanto possibile l’ACEA cercherà di avvertire preventivamente della interruzione...”.

Perché allora l’Amministrazione si ostina a fare il mestiere di Acea?

Non è certo tenuta a leggere i nostri comunicati ma già a luglio scorso denunciavano questo comportamento.  Compariva infatti un post sulla pagina facebook del Comune di Colleferro che, a fronte di un guasto alle pompe di alcuni pozzi, scriveva:” I tecnici Acea, coadiuvati dall’amministrazione e dai dipendenti comunali, sono al lavoro per cercare di ripristinare il servizio prima possibile. Vi terremo aggiornati sull’esito degli interventi dei tecnici Acea.” 
La famosa multiutility internazionale ha necessità dei tecnici comunali, tra l’altro molto preparati, per risolvere un piccolo problema del nostro acquedotto?
 
Oltretutto se poi il disservizio permane oltre i tempi indicati e previsti dall'intervento, perché Acea non lo comunica e si rende irreperibile?" [ndr, alle ore 21, cioè 15 ore dopo i tempi previsti, in alcune zone servite dall'acquedotto Acea il servizio idrico non era ancora stato ripristinato].
 
Se l’Amministrazione ha intenzione di occuparsene, chieda al gestore quando arriveranno le prime bollette, visto che ad un anno dalla presa in consegna del servizio Acea non ha ancora emesso le prime fatturazioni.
Non crediamo ci sia da temere sulle possibili rimostranze dei cittadini per l’aumento di prelievo dalle loro tasche visto che il passaggio ad Acea è stato voluto dall’allora Commissario Prefettizio.
 
Oppure si attivi affinché lo sportello Acea di Colleferro, che serve anche tutta l’utenza dei comuni limitrofi, sia aperto più di un giorno a settimana, visto che i cittadini non sanno a chi rivolgersi per informazioni e disservizi.
 
Tornando al manifesto di questi giorni, giova notare che l’acqua di qualità migliore e più abbondante di cui si parla ha probabilmente origine dai nuovi pozzi 8 e 9, siti in posizione tale da captare acque di falda diversa da quella degli altri pozzi e in grande quantità. Questi pozzi, sono stati voluti dalla precedente amministrazione e finanziati con soldi pubblici, in particolar modo fondi regionali.
 
Questo a dimostrazione che, quando si ha la volontà, il pubblico funziona, è più efficiente ed economico di qualunque privato, soprattutto perché il suo fine non è quello di elargire dividendi sempre più cospicui agli azionisti.  
 
Ricordiamo ai cittadini di Colleferro che la regione Lazio si è dotata di una legge, la 5 del 2014, per la gestione del Servizio Idrico Integrato, in attuazione di una legge di iniziativa popolare, che permette la definizione di nuovi ambiti territoriali e la gestione pubblica da parte di Comuni consorziati tra loro.
Da oltre 18 mesi siamo in attesa della sua attuazione con una legge che definisca gli ambiti di gestione dei sistemi idrici territoriali. Il Forum dei movimenti dell’acqua fece a suo tempo una sua proposta, fatta propria da un gruppo di consiglieri con la proposta di legge 238/2015.
 
Il 28 di aprile la giunta regionale presenterà la propria proposta alternativa le due leggi verranno allora discusse in Commissione ambiente, tempo 30 giorni l’iter si concluderà con la discussione in aula.
A questo impegno si è arrivati dopo così tanto tempo solo per la mobilitazione dei comitati di cittadini.
 
Questo ci insegna ancora che non possiamo adeguarci passivamente alle decisioni delle aziende che lucrano su un bisogno primario di ogni famiglia e di ogni cittadino, ed alle decisioni della politica quando ne favorisca sfacciatamente gli interessi.
 
 
Colleferro, 21 aprile 2016
 

Colleferro, manifestazione 9 aprile 2016 contro gli inceneritori.


COMUNICATO STAMPA CAMPAGNA RIFIUTIAMOLI!
 
SABATO 9 APRILE 2016
MANIFESTAZIONE A COLLEFERRO CONTRO GLI INCENERITORI
 
 
Da diversi mesi, comitati di quartiere, associazioni e singoli cittadini si stanno mobilitando in risposta alla decisione della giunta regionale di estendere l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A) ai due impianti di incenerimento siti nel comune di Colleferro.
 
Contro tale provvedimento, che prolungherebbe per molti anni il loro funzionamento, l’amministrazione comunale di Colleferro, insieme a diverse associazioni e comitati del territorio, hanno intrapreso un ricorso al tribunale amministrativo regionale (T.A.R.) del Lazio, contestando l’illegittimità del procedimento di autorizzazione seguito dalla regione e per impedirne l'approvazione.
Si sta concretizzando, inoltre, la possibilità che i due inceneritori, attivi dal 2002 e collocati nel quartiere di Colleferro Scalo, vengano comprati da Ama-Acea e vadano in contro al "revamping" (cioè ammodernamento) così da poter essere mantenuti in attività per altri anni, anche decine.

Questa eventualità diventa sempre più concreta anche grazie ad una politica nazionale sconsiderata che, con l’art. 35 dello Sblocca Italia, incentiva la costruzione di nuovi impianti di incenerimento, a cui viene attribuito una funzione strategica, al fine di far venir meno il principio di autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti a livello regionale. Secondo questo criterio scellerato, a Colleferro, continueremo a bruciare rifiuti provenienti da altrove, mantenendo lo stesso ciclo dei rifiuti al quale ci siamo sempre opposti.
 
Tutto questo accade all’interno del perimetro Sito di bonifica di Interesse Nazionale (SIN) Valle del Sacco, tra i più estesi d’Italia, nel territorio che ha visto i responsabili dell’ex Consorzio Gaia S.P.A. protagonisti di un processo penale per smaltimento illecito di rifiuti.
Un territorio tristemente noto anche per l'allarmante fotografia tracciata dalla ricerca epidemiologica. Sono ben 8 gli studi epidemiologici condotti, tra cui Sentieri ed ERAS (peraltro finanziata dalla stessa regione Lazio) che imputano agli inceneritori l'aumento in numero dei ricoveri ospedalieri per malattie polmonari e bronco polmonari cronico ostruttive.

Per questo territorio tremendamente vessato dal punto di vista ambientale chiediamo una moratoria delle emissioni e la chiusura immediata di questi impianti antieconomici ed obsoleti, in favore di una politica ambientale più sostenibile e priva di impatti sul territorio e soprattutto a tutela della salute dei cittadini e dell’intero ecosistema nel quale vivono.

Per questo, Sabato 9 Aprile, daremo vita ad una grande manifestazione, che partirà alle ore 14:30 dal piazzale di Colleferro Scalo e si muoverà per tutta la città,  far capire a chi, dall’alto, prende le decisioni per questa valle che noi non siamo disposti a cedere.
 
Scendiamo in piazza per un futuro migliore, scendiamo in
piazza per poter consegnare ai nostri figli un territorio diverso, che traendo insegnamento dal passato, si riscatti.
 
Colleferro- Valle del Sacco, 5 aprile 2016
 
f.to: Associazioni e Comitati aderenti alla Campagna RIFIUTIAMOLI!
 

PD e rifiuti: capace di volere, incapace di intendere.


Comunicato Stampa Retuvasa
 
Partito Democratico e rifiuti: capace di volere, incapace di intendere.

 
 
E’ sempre più vero il detto “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Il riferimento è alle sconcertanti dichiarazioni a reti unificate delle componenti territoriali del PD e del neo assessore all’ambiente e rifiuti, Mauro Buschini, relativamente alla gestione dei rifiuti, nello specifico impiantistico di Colleferro, inteso ancora come polo logistico di risoluzione del problema perché, secondo la componente politica citata, ancora dopo decenni di problema si tratta.
 
L’avvio delle ostilità viene lanciato dall’Assemblea del Coordinamento territoriale Prenestini-Lepini del PD, area vasta, quindi palesemente rappresentativo nella condivisione.
Nel documento presentato all’incontro pubblico tenutosi ad Artena il 12 marzo scorso, a prescindere dai ritardi notevoli nel presentare una soluzione “virtuosa” sulla gestione dei rifiuti e dal mancato coinvolgimento delle strutture associative organizzate nell’elaborazione (prassi comune della politica in generale), emergono alcune prese di posizione che ci vedono fortemente in disaccordo per l’impatto estremamente negativo sul nostro territorio e di alcuna utilità per la soluzione del “problema”.
Ci riferiamo alle dotazioni impiantistiche, in particolar modo agli impianti di incenerimento (termovalorizzazione è un termine obsoleto), nel caso specifico, di Colleferro.
Il documento in questione fa riferimento all’art. 35 della Legge denominata Sblocca Italia. A tal proposito la regione Lazio avrebbe messo dei paletti non accettando la costruzione di nuovi impianti ed ottimizzando quelli presenti, con il presupposto di una diminuzione degli stessi, dagli attuali quattro a due, eliminando anche una delle due linee di Colleferro.
Fin qui ci potremmo stare, anche se a Colleferro le linee da abbattere sono entrambe, ma questa per alcuni politici è demagogia.
 
Proseguendo però nella lettura del documento, si scopre che gli inceneritori di Colleferro, e si parla al plurale, devono essere ripensati tecnologicamente, con gara pubblica per la gestione degli impianti ad un partner industriale, supponendo che sia in grado di sobbarcarsi i costi di ammodernamento.
 
Come dire, “poche idee, ma ben confuse”. Il PD ne vuole uno o due di inceneritori?
 
Inoltre nello stesso documento si decanta l’impianto di compostaggio di Gallicano come soluzione pubblica relegando a minor importanza soluzioni meno impattanti come gli impianti di comunità e l’autocompostaggio, mentre per Colleferro invece l’interesse deve passare al privato.
Pubblico, privato o misto? Raccolta differenziata o incenerimento? Mega impianti o piccole dotazioni locali?
Con tutte queste variabili la soluzione ottimale trovata anche per questa volta è far bruciare i rifiuti, per giunta ad un privato.
 
Tra l’altro segnaliamo che il prossimo anno verrà proposto un quesito specifico referendario a livello nazionale proprio per contrastare l’interesse strategico degli inceneritori determinato dall’art. 35 della Legge Sblocca Italia, quesito depositato il 23 marzo scorso in Corte di Cassazione.
 
Tornando al documento, le contraddizioni non finiscono ancora e inducono a ulteriore domanda: chi si assumerà il compito di ricercare il partner industriale che potrebbe manifestare l’interesse per gli impianti di Colleferro, in caduta libera a livello di obsolescenza impiantistica e per i quali sarebbero necessarie diverse decine di milioni di euro per l’ammodernamento?
Sarà lo stesso PD a forzare la mano ad esempio ad ACEA, forse unico interlocutore possibile in un contesto di spartizione economica del territorio nazionale a sobbarcarsi un impegno non indifferente su un’impiantistica, che con l’aumento obbligatorio della raccolta differenziata potrebbe divenire un investimento inutile?
 
Nel contesto interviene anche il neo assessore regionale ad ambiente e rifiuti, Mauro Buschini, area PD del frusinate, sicuramente non distante da Colleferro e perfettamente al corrente dello stato ambientale e sanitario della nostra valle e per la quale sembrerebbe si stia prodigando con incontri nella ricerca di soluzioni sulla qualità dell’aria, della cui proficuità restiamo in attesa di misure applicate.
In risposta ad alcune interrogazioni in consiglio regionale il 23 marzo scorso, l’assessore in controtendenza ai propositi precedentemente descritti, ha rilanciato sulla necessità impiantistica di Colleferro richiamando l’ammodernamento degli impianti per la soluzione del “problema rifiuti”.
 
Nel suo intervento l’assessore Buschini ha poi ribadito che la società Lazio Ambiente SpA dovrà essere integrata con una società privata del settore rifiuti, cedendo ai Comuni le rimanenti quote, ancora in mano alla regione. Gli inceneritori di Colleferro costituiscono il principale asset appetibile per il privato. La logica del profitto, quella delle lobby dell’incenerimento a livello nazionale, detta legge, a discapito di ogni bel discorso sulle compatibilità ambientali.
 
In sintesi è assai probabile che entro l'estate venga prodotto un piano rifiuti regionale, a marzo a detta dell’assessore saranno disponibili nuovi dati sul fabbisogno regionale, e che venga determinato l'assetto proprietario di Lazio Ambiente SpA, condizione necessaria per l'esplicito avvio del progetto di revamping degli inceneritori.
 
Troppe voci insieme tutte in linea tra di loro, sembrano “quasi” concordate.
 
In chiusura del documento elaborato dal Coordinamento Territoriale si dice “si deve avere il coraggio di pensare ad un ottica territoriale della gestione dei rifiuti”, se è così cosa quale progetto hanno in mente i sindaci del tavolo di coordinamento della Valle del Sacco? Molti appartengono al PD, si riuniscono per cercare di trovare le giuste soluzioni per il nostro territorio, mentre il proprio partito di riferimento fa proposte, a nostro modesto parere contrarie ai propositi da essi dichiarati.
 
Cosa ne pensano?
 
La nostra domanda avrà una risposta in tempi brevi, poiché in tempi sufficientemente brevi si dovranno fare scelte radicali, incombono leggi nazionali e la ridefinizione di un piano rifiuti regionale. A sua volta il PD territoriale dovrà sciogliere le sue molte ambiguità.
 
Nel frattempo le associazioni e i comitati della valle del Sacco si stanno mobilitando con la manifestazione territoriale del 9 Aprile a Colleferro di contrasto le azioni di proroga amministrativa degli inceneritori ed il loro rilancio per i prossimi vent’anni.
Sia ben chiaro, una forte presenza istituzionale darà certamente più forza a questa mobilitazione, ma che sia una sfilata a volto scoperto.
 
 
Valle del Sacco, 01.04.2016
 

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