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Colleferro

Referendum Sociali, gli appuntamenti per le firme di sabato 21 e domenica 22 maggio.







Comunicato Stampa

Comitato Referendum Sociali Alta Valle del Sacco
 
Anche questo fine settimana è possibile firmare per i Referendum sociali.

 
 
Il programma del prossimo week end prevede iniziative culturali, civiche e gastronomiche a Colleferro e dintorni.
 
Per la notte dei musei , sabato 21 maggio 2016, Segni dedica il pomeriggio e la serata alla cultura. Alle ore 18,30 presso il Museo Archeologico Comunale  si comincia con un Aperitivo in musica, con i gruppi  Folkgrasse Amilado. Segue la presentazione del corso “Paesaggio architettonico e verde urbano: per la riqualificazione della città di Segni”.
Molte le iniziative organizzate anche per la domenica: il pomeriggio  si parte alle 15,30 per l’Urbantrekking archeologico, punto di ritrovo il Museo Archeologico Comunale di Segni, e passeggiata guidata dall’istuttore di Nordic Walking per le mura poligonali e nel centro storico locale.
 
Sabato 21 e domenica 22 maggio a Colleferro due nuovi appuntamenti per la raccolta firme a favore dei Referendum sociali, promossi dal Comitato locale Alta Valle del Sacco per i Referendum Sociali, a cui hanno aderito Rete per la tutela della valle del Sacco, Comitato residenti Colleferro, Unione Giovani Indipendenti e Meetup 5 Stelle Colleferro.
 
I referendum sociali sono nati su iniziativa dei cittadini e dei loro movimenti per raccogliere le firme su beni comuni, buona scuola, inceneritori e trivelle. Sono, come dice il nome, temi a carattere sociale, promossi dai cittadini
(sulla pagina FB e sito http://www.referendumsociali.info/, trovate tutti i quesiti referendari).
 
Invitiamo i cittadini a sottoscriverli e di portare con sé un documento di identità.
Oltre ai nostri banchetti è sempre possibile firmare presso l'Ufficio Anagrafe del Comune di Colleferro, via Nobel, 1, tutti i giorni dalle 8,30 alle 12,30; martedì e giovedì anche dalle 15,30 alle 17,30.
 
Il comitato di quartiere Ater a Colleferro e l’UGI (Unione Giovani Indipendenti), presso i giardini Ater, dedicano la mattina di sabato 21 maggio ad una iniziativa di giardinaggio e alla raccolta  firme.
Sabato pomeriggio la raccolta firme prosegue in corso F. Turati, angolo Piazza A. Moro (fronte "pasticceria Fratticci") con gli attivisti del moVimento 5 stelle di Colleferro.
 
La Rete per la tutela della valle del Sacco, il Comitato residenti Colleferro e il Meetup 5 Stelle Colleferro, Domenica 22 maggio allestiranno un banchetto per la raccolta firma a corso F. Turati, davanti la farmacia Brocchieri (in caso di pioggia nel portico di fronte) dalle ore 10,00 alle 24,00, in concomitanza del Festival dello street food e dell'artigianato.
 
Il corso sarà chiuso al traffico e riservato ai pedoni proprio per favorire il miglior svolgimento dell'iniziativa. Saranno presenti circa 15 mezzi tra Apette e Truck Food, oltre 40 stand di artigianato, prodotti tipici e cucina di strada.
Sarà allestito un palco per le attività di animazione per grandi e piccoli, verranno organizzati dei Show Cooking con diversi Chef che si esibiranno in dimostrazioni di ricette tipiche.
All'ora dell'aperitivo, 18,00-20,00, si esibiranno gli "UKUS IN FABULA" una band dal gusto Country per farci divertire e ballare al suono di Ukulele e in serata musica dagli anni 80' ai grandi successi del momento.
C’è tutto per una giornata piena di divertimento e attenzione ai temi civili!
Si ringraziano anticipatamente Consiglieri e Assessori del Comune di Colleferro che presenzieranno come autenticatori delle firme.
 
 
Colleferro, 20 maggio 2016
 

Colleferro e ACEA, chiariamo i ruoli.


Comunicato Stampa Retuvasa

Colleferro e ACEA, chiariamo i ruoli.


 
Ci risiamo, l’Amministrazione di Colleferro non vuole proprio capire che ora c’è un gestore privato ad occuparsi del servizio idrico.

Ci riferiamo ai manifesti apparsi in città nei quali si avvisava la cittadinanza che “per eseguire dei lavori di manutenzione sulle condotte idriche del Serbatoio Simbrivio, si renderà necessario sospendere il flusso idrico cittadino nella notte tra il 19 e il 20 aprile”.

Avvisare la cittadinanza è un dovere del gestore, come scritto all’art. 19 – “Sospensioni temporanee della somministrazione di acqua o riduzione di pressione “del regolamento d’utenza: “per quanto possibile l’ACEA cercherà di avvertire preventivamente della interruzione...”.

Perché allora l’Amministrazione si ostina a fare il mestiere di Acea?

Non è certo tenuta a leggere i nostri comunicati ma già a luglio scorso denunciavano questo comportamento.  Compariva infatti un post sulla pagina facebook del Comune di Colleferro che, a fronte di un guasto alle pompe di alcuni pozzi, scriveva:” I tecnici Acea, coadiuvati dall’amministrazione e dai dipendenti comunali, sono al lavoro per cercare di ripristinare il servizio prima possibile. Vi terremo aggiornati sull’esito degli interventi dei tecnici Acea.” 
La famosa multiutility internazionale ha necessità dei tecnici comunali, tra l’altro molto preparati, per risolvere un piccolo problema del nostro acquedotto?
 
Oltretutto se poi il disservizio permane oltre i tempi indicati e previsti dall'intervento, perché Acea non lo comunica e si rende irreperibile?" [ndr, alle ore 21, cioè 15 ore dopo i tempi previsti, in alcune zone servite dall'acquedotto Acea il servizio idrico non era ancora stato ripristinato].
 
Se l’Amministrazione ha intenzione di occuparsene, chieda al gestore quando arriveranno le prime bollette, visto che ad un anno dalla presa in consegna del servizio Acea non ha ancora emesso le prime fatturazioni.
Non crediamo ci sia da temere sulle possibili rimostranze dei cittadini per l’aumento di prelievo dalle loro tasche visto che il passaggio ad Acea è stato voluto dall’allora Commissario Prefettizio.
 
Oppure si attivi affinché lo sportello Acea di Colleferro, che serve anche tutta l’utenza dei comuni limitrofi, sia aperto più di un giorno a settimana, visto che i cittadini non sanno a chi rivolgersi per informazioni e disservizi.
 
Tornando al manifesto di questi giorni, giova notare che l’acqua di qualità migliore e più abbondante di cui si parla ha probabilmente origine dai nuovi pozzi 8 e 9, siti in posizione tale da captare acque di falda diversa da quella degli altri pozzi e in grande quantità. Questi pozzi, sono stati voluti dalla precedente amministrazione e finanziati con soldi pubblici, in particolar modo fondi regionali.
 
Questo a dimostrazione che, quando si ha la volontà, il pubblico funziona, è più efficiente ed economico di qualunque privato, soprattutto perché il suo fine non è quello di elargire dividendi sempre più cospicui agli azionisti.  
 
Ricordiamo ai cittadini di Colleferro che la regione Lazio si è dotata di una legge, la 5 del 2014, per la gestione del Servizio Idrico Integrato, in attuazione di una legge di iniziativa popolare, che permette la definizione di nuovi ambiti territoriali e la gestione pubblica da parte di Comuni consorziati tra loro.
Da oltre 18 mesi siamo in attesa della sua attuazione con una legge che definisca gli ambiti di gestione dei sistemi idrici territoriali. Il Forum dei movimenti dell’acqua fece a suo tempo una sua proposta, fatta propria da un gruppo di consiglieri con la proposta di legge 238/2015.
 
Il 28 di aprile la giunta regionale presenterà la propria proposta alternativa le due leggi verranno allora discusse in Commissione ambiente, tempo 30 giorni l’iter si concluderà con la discussione in aula.
A questo impegno si è arrivati dopo così tanto tempo solo per la mobilitazione dei comitati di cittadini.
 
Questo ci insegna ancora che non possiamo adeguarci passivamente alle decisioni delle aziende che lucrano su un bisogno primario di ogni famiglia e di ogni cittadino, ed alle decisioni della politica quando ne favorisca sfacciatamente gli interessi.
 
 
Colleferro, 21 aprile 2016
 

Colleferro, manifestazione 9 aprile 2016 contro gli inceneritori.


COMUNICATO STAMPA CAMPAGNA RIFIUTIAMOLI!
 
SABATO 9 APRILE 2016
MANIFESTAZIONE A COLLEFERRO CONTRO GLI INCENERITORI
 
 
Da diversi mesi, comitati di quartiere, associazioni e singoli cittadini si stanno mobilitando in risposta alla decisione della giunta regionale di estendere l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A) ai due impianti di incenerimento siti nel comune di Colleferro.
 
Contro tale provvedimento, che prolungherebbe per molti anni il loro funzionamento, l’amministrazione comunale di Colleferro, insieme a diverse associazioni e comitati del territorio, hanno intrapreso un ricorso al tribunale amministrativo regionale (T.A.R.) del Lazio, contestando l’illegittimità del procedimento di autorizzazione seguito dalla regione e per impedirne l'approvazione.
Si sta concretizzando, inoltre, la possibilità che i due inceneritori, attivi dal 2002 e collocati nel quartiere di Colleferro Scalo, vengano comprati da Ama-Acea e vadano in contro al "revamping" (cioè ammodernamento) così da poter essere mantenuti in attività per altri anni, anche decine.

Questa eventualità diventa sempre più concreta anche grazie ad una politica nazionale sconsiderata che, con l’art. 35 dello Sblocca Italia, incentiva la costruzione di nuovi impianti di incenerimento, a cui viene attribuito una funzione strategica, al fine di far venir meno il principio di autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti a livello regionale. Secondo questo criterio scellerato, a Colleferro, continueremo a bruciare rifiuti provenienti da altrove, mantenendo lo stesso ciclo dei rifiuti al quale ci siamo sempre opposti.
 
Tutto questo accade all’interno del perimetro Sito di bonifica di Interesse Nazionale (SIN) Valle del Sacco, tra i più estesi d’Italia, nel territorio che ha visto i responsabili dell’ex Consorzio Gaia S.P.A. protagonisti di un processo penale per smaltimento illecito di rifiuti.
Un territorio tristemente noto anche per l'allarmante fotografia tracciata dalla ricerca epidemiologica. Sono ben 8 gli studi epidemiologici condotti, tra cui Sentieri ed ERAS (peraltro finanziata dalla stessa regione Lazio) che imputano agli inceneritori l'aumento in numero dei ricoveri ospedalieri per malattie polmonari e bronco polmonari cronico ostruttive.

Per questo territorio tremendamente vessato dal punto di vista ambientale chiediamo una moratoria delle emissioni e la chiusura immediata di questi impianti antieconomici ed obsoleti, in favore di una politica ambientale più sostenibile e priva di impatti sul territorio e soprattutto a tutela della salute dei cittadini e dell’intero ecosistema nel quale vivono.

Per questo, Sabato 9 Aprile, daremo vita ad una grande manifestazione, che partirà alle ore 14:30 dal piazzale di Colleferro Scalo e si muoverà per tutta la città,  far capire a chi, dall’alto, prende le decisioni per questa valle che noi non siamo disposti a cedere.
 
Scendiamo in piazza per un futuro migliore, scendiamo in
piazza per poter consegnare ai nostri figli un territorio diverso, che traendo insegnamento dal passato, si riscatti.
 
Colleferro- Valle del Sacco, 5 aprile 2016
 
f.to: Associazioni e Comitati aderenti alla Campagna RIFIUTIAMOLI!
 

PD e rifiuti: capace di volere, incapace di intendere.


Comunicato Stampa Retuvasa
 
Partito Democratico e rifiuti: capace di volere, incapace di intendere.

 
 
E’ sempre più vero il detto “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Il riferimento è alle sconcertanti dichiarazioni a reti unificate delle componenti territoriali del PD e del neo assessore all’ambiente e rifiuti, Mauro Buschini, relativamente alla gestione dei rifiuti, nello specifico impiantistico di Colleferro, inteso ancora come polo logistico di risoluzione del problema perché, secondo la componente politica citata, ancora dopo decenni di problema si tratta.
 
L’avvio delle ostilità viene lanciato dall’Assemblea del Coordinamento territoriale Prenestini-Lepini del PD, area vasta, quindi palesemente rappresentativo nella condivisione.
Nel documento presentato all’incontro pubblico tenutosi ad Artena il 12 marzo scorso, a prescindere dai ritardi notevoli nel presentare una soluzione “virtuosa” sulla gestione dei rifiuti e dal mancato coinvolgimento delle strutture associative organizzate nell’elaborazione (prassi comune della politica in generale), emergono alcune prese di posizione che ci vedono fortemente in disaccordo per l’impatto estremamente negativo sul nostro territorio e di alcuna utilità per la soluzione del “problema”.
Ci riferiamo alle dotazioni impiantistiche, in particolar modo agli impianti di incenerimento (termovalorizzazione è un termine obsoleto), nel caso specifico, di Colleferro.
Il documento in questione fa riferimento all’art. 35 della Legge denominata Sblocca Italia. A tal proposito la regione Lazio avrebbe messo dei paletti non accettando la costruzione di nuovi impianti ed ottimizzando quelli presenti, con il presupposto di una diminuzione degli stessi, dagli attuali quattro a due, eliminando anche una delle due linee di Colleferro.
Fin qui ci potremmo stare, anche se a Colleferro le linee da abbattere sono entrambe, ma questa per alcuni politici è demagogia.
 
Proseguendo però nella lettura del documento, si scopre che gli inceneritori di Colleferro, e si parla al plurale, devono essere ripensati tecnologicamente, con gara pubblica per la gestione degli impianti ad un partner industriale, supponendo che sia in grado di sobbarcarsi i costi di ammodernamento.
 
Come dire, “poche idee, ma ben confuse”. Il PD ne vuole uno o due di inceneritori?
 
Inoltre nello stesso documento si decanta l’impianto di compostaggio di Gallicano come soluzione pubblica relegando a minor importanza soluzioni meno impattanti come gli impianti di comunità e l’autocompostaggio, mentre per Colleferro invece l’interesse deve passare al privato.
Pubblico, privato o misto? Raccolta differenziata o incenerimento? Mega impianti o piccole dotazioni locali?
Con tutte queste variabili la soluzione ottimale trovata anche per questa volta è far bruciare i rifiuti, per giunta ad un privato.
 
Tra l’altro segnaliamo che il prossimo anno verrà proposto un quesito specifico referendario a livello nazionale proprio per contrastare l’interesse strategico degli inceneritori determinato dall’art. 35 della Legge Sblocca Italia, quesito depositato il 23 marzo scorso in Corte di Cassazione.
 
Tornando al documento, le contraddizioni non finiscono ancora e inducono a ulteriore domanda: chi si assumerà il compito di ricercare il partner industriale che potrebbe manifestare l’interesse per gli impianti di Colleferro, in caduta libera a livello di obsolescenza impiantistica e per i quali sarebbero necessarie diverse decine di milioni di euro per l’ammodernamento?
Sarà lo stesso PD a forzare la mano ad esempio ad ACEA, forse unico interlocutore possibile in un contesto di spartizione economica del territorio nazionale a sobbarcarsi un impegno non indifferente su un’impiantistica, che con l’aumento obbligatorio della raccolta differenziata potrebbe divenire un investimento inutile?
 
Nel contesto interviene anche il neo assessore regionale ad ambiente e rifiuti, Mauro Buschini, area PD del frusinate, sicuramente non distante da Colleferro e perfettamente al corrente dello stato ambientale e sanitario della nostra valle e per la quale sembrerebbe si stia prodigando con incontri nella ricerca di soluzioni sulla qualità dell’aria, della cui proficuità restiamo in attesa di misure applicate.
In risposta ad alcune interrogazioni in consiglio regionale il 23 marzo scorso, l’assessore in controtendenza ai propositi precedentemente descritti, ha rilanciato sulla necessità impiantistica di Colleferro richiamando l’ammodernamento degli impianti per la soluzione del “problema rifiuti”.
 
Nel suo intervento l’assessore Buschini ha poi ribadito che la società Lazio Ambiente SpA dovrà essere integrata con una società privata del settore rifiuti, cedendo ai Comuni le rimanenti quote, ancora in mano alla regione. Gli inceneritori di Colleferro costituiscono il principale asset appetibile per il privato. La logica del profitto, quella delle lobby dell’incenerimento a livello nazionale, detta legge, a discapito di ogni bel discorso sulle compatibilità ambientali.
 
In sintesi è assai probabile che entro l'estate venga prodotto un piano rifiuti regionale, a marzo a detta dell’assessore saranno disponibili nuovi dati sul fabbisogno regionale, e che venga determinato l'assetto proprietario di Lazio Ambiente SpA, condizione necessaria per l'esplicito avvio del progetto di revamping degli inceneritori.
 
Troppe voci insieme tutte in linea tra di loro, sembrano “quasi” concordate.
 
In chiusura del documento elaborato dal Coordinamento Territoriale si dice “si deve avere il coraggio di pensare ad un ottica territoriale della gestione dei rifiuti”, se è così cosa quale progetto hanno in mente i sindaci del tavolo di coordinamento della Valle del Sacco? Molti appartengono al PD, si riuniscono per cercare di trovare le giuste soluzioni per il nostro territorio, mentre il proprio partito di riferimento fa proposte, a nostro modesto parere contrarie ai propositi da essi dichiarati.
 
Cosa ne pensano?
 
La nostra domanda avrà una risposta in tempi brevi, poiché in tempi sufficientemente brevi si dovranno fare scelte radicali, incombono leggi nazionali e la ridefinizione di un piano rifiuti regionale. A sua volta il PD territoriale dovrà sciogliere le sue molte ambiguità.
 
Nel frattempo le associazioni e i comitati della valle del Sacco si stanno mobilitando con la manifestazione territoriale del 9 Aprile a Colleferro di contrasto le azioni di proroga amministrativa degli inceneritori ed il loro rilancio per i prossimi vent’anni.
Sia ben chiaro, una forte presenza istituzionale darà certamente più forza a questa mobilitazione, ma che sia una sfilata a volto scoperto.
 
 
Valle del Sacco, 01.04.2016
 

Colleferro, incontro pubblico con la Dott.ssa Patrizia Gentilini


Evento collegato alla manifestazione del 9 aprile a Colleferro
Incontro con Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo:
 
“Ambiente, inquinamento e salute: non c’è più tempo da perdere.”

 
 
La Campagna “RIFIUTIAMOLI! BASTA INCENERITORI!”, in preparazione della manifestazione popolare del 9 aprile 2016 a Colleferro sulla situazione degli inceneritori locali, sui quali pesa la realistica possibilità di un loro ammodernamento (revamping), organizza l’incontro pubblico sul tema “Ambiente, inquinamento e salute: non c’è più tempo da perdere”, relatrice la Dott.ssa Patrizia Gentilini.
 
L’evento consentirà di mettere in risalto la correlazione tra l’inquinamento ambientale e la salute delle popolazioni residenti e ove questi problemi sono significativi di evidenziarne gli effetti devastanti, come nel caso specifico della valle del Sacco, avvelenata da pesticidi contenuti in fusti tossici interrati.
 
La Dott.ssa Gentilini ha una diretta e vasta esperienza clinica in Oncologia Medica ed Ematologia, avendo mantenuto un costante aggiornamento e maturato una pluriennale esperienza sia nell’ambito della prevenzione secondaria (diagnosi precoce), che di terapia e assistenza a pazienti con neoplasie solide ed ematologiche.
Realizza, in collaborazione con AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie) ed AUSL, il progetto di assistenza domiciliare ai malati ematologici presso il territorio del Comune di Forlì dal 2001.
Da alcuni anni ha come interesse prioritario quello della prevenzione primaria e della tutela della salute attraverso la riduzione dell’esposizione a rischi ambientali. E’ stata perito di parte (gratuito) per associazioni e cittadini in procedimenti giudiziari per cause ambientali. Ha partecipato a numerosi convegni in qualità di relatrice e ad iniziative promosse dagli Ordini dei Medici (Trieste, Taranto, Campobasso, Firenze, Fermo, Forlì, Verona, Padova, La Spezia) in tema di ambiente-salute, con particolare attenzione alla salute infantile ed alla difesa del latte materno dalle contaminazioni ambientali.
E’ portavoce della Campagna Nazionale per la Difesa del Latte Materno dalle contaminazioni ambientali https://difesalattematerno.wordpress.com/
E’ membro del Comitato scientifico dell’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia.
Ha ricevuto il premio in memoria di Lorenzo Tomatis il 24 settembre 2015 e l’8 marzo 2016 è stata fra le vincitrici del premio “Pace, Donne Ambiente”, dedicato a Wangari Maathari.
 
L’appuntamento è per sabato 2 aprile 2016, a Colleferro, ore 16,30, presso la sala Aldo Ripari (ex sala Konver), in via degli Esplosivi, retro la sede ASL.
 
L’invito è rivolto ai cittadini, alle associazioni, ai comitati, ai medici e alle Amministrazioni e l’incontro vuole essere l’occasione per approfondire un tema di grande attualità, vista la grave situazione di inquinamento ambientale locale e la paradossale dismissione graduale del comparto sanitario distrettuale.
 
L’apertura dei lavori sarà a cura degli aderenti alla Campagna “RIFIUTIAMOLI! BASTA INCENERITORI!”, che saranno a disposizione per fornire chiarimenti organizzativi sulla manifestazione del 9 aprile prossimo.
 
 
F.to
Le Associazioni aderenti a RIFIUTIAMOLI!
 
 
Colleferro (valle del Sacco), 29 Marzo 2016
 

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