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Anagni

Depuratore Consortile Anagni, ASI se ci sei batti un colpo.


Comunicato Stampa

Depuratore Consortile Anagni, ASI se ci sei batti un colpo.
 

Il Prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, nel suo appello post natalizio lancia un velato monito a chi, con ipocrisia, si mescola tra i paladini per la tutela dell’ambiente, a nostro parere prendendo spunto dagli sviluppi giudiziari relativi all’incendio Mecoris, passati in esame alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Nel frattempo, i cittadini attivi si muovono anche sotto le festività aderendo all’iniziativa del 22 dicembre delle “Magliette Bianche” e, anche con condizioni meteoclimatiche sfavorevoli, partecipano ad un tour nei luoghi più toccati dal disastro ambientale della valle del Sacco.
Ogni luogo visitato nel tour ha una sua caratteristica in un SIN molto eterogeneo, ma il depuratore consortile di Anagni è una di quelle situazioni paradossali, oggetto anche di numerosi servizi tv e articoli di giornale derivanti dalle continue segnalazioni, ultimo un servizio del TG3, che lascia l’amaro in bocca e dovrebbe far mobilitare gli enti locali e  quelli preposti alle attività giudiziarie: come al solito però devono essere i semplici cittadini, associati e non, a far riemergere i “dece-annosi” problemi.

Raccontarne la storia è necessario per ricostruire la vicenda, per tentare di ottenere risposte e avere notizie su quando l’opera incompiuta vedrà la luce.
Rileggendo le carte affermiamo che l’opera ha inizio ben 30 anni fa.
 
Negli anni ’90 la Regione Lazio ha realizzato il depuratore in zona ASI, in Comune di Anagni, concludendo i lavori in data 12 novembre 1992; l’impianto, di proprietà della Regione, non è però entrato in funzione a causa del sovradimensionamento della parte relativa ai reflui civili e industriali effettivamente prodotti e collettabili, nonché per la mancanza dell’ultimo tratto dei collettori fognari e di alcune necessarie apparecchiature”.

Con DGR n. 354/03 sono stati effettuati lavori per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’impianto che prevedeva due fasi: una prima realizzazione, affidata nel 2005 ad ACEA ATO5 per un importo di € 3.606.131,46, con una capacità pari a 74.000 abitanti equivalenti, di cui 48.293 per scarichi industriali e 25.707 per scarichi civili; successivamente, l’impianto avrebbe dovuto acquisire una ulteriore capacità di 50.000 abitanti equivalenti.
In questo periodo viene istituito il SIN Bacino del fiume Sacco e iniziano le attività di bonifica da parte del Commissario delegato per l’Emergenza, tra cui quelle per l’avvio del Depuratore Consortile di Anagni.

Con delibera del 3 agosto 2007 la Giunta della Regione Lazio ha approvato l’inclusione dei lavori di completamento dell’impianto tra gli interventi infrastrutturali di prioritario finanziamento, costo € 4.000.000, e con disposizione commissariale del 13 marzo 2012, acquisito il parere del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del  Mare, si è affidata la gestione provvisoria dell’impianto al Consorzio per lo Sviluppo Industriale Frosinone (Consorzio ASI).

Preventivamente, il Consorzio ASI, il 19 maggio 2011, ha trasmesso alla Regione Lazio e all’Ufficio commissariale una relazione tecnica con cui ha segnalato la necessità di effettuare sull’impianto alcune attività complementari e propedeutiche all’avvio della gestione, evidenziando che in assenza di dette ulteriori attività non avrebbe potuto prendere in consegna l’impianto.

A questo punto l’Ufficio commissariale ha affidato i lavori e le attività complementari di adeguamento dell’impianto con lavori conclusi e collaudati, con esito positivo, in data 3 luglio 2014.

Nel frattempo con la delibera del C.d.A. dell’11 aprile 2012 il Consorzio ASI ha accettato la gestione provvisoria dell’impianto condizionandolo ad una convenzione con la Regione Lazio, sottoscritta in data 28 marzo 2013, per disciplinare i profili estranei alla competenza del Commissario.

I “profili estranei” si traducono nel 2014 con la presentazione da parte del Consorzio ASI alla Direzione Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo ed all’Ufficio Valle del Sacco, di un piano lavori e servizi propedeutici all’avviamento dell’impianto, nonché una stima dei costi.

Il 26 ottobre 2016, il Responsabile degli Interventi, ha disposto l’impegno della somma di € 130.968,00 al netto di IVA a favore del Consorzio ASI, quale contributo alle attività funzionali all’avvio della gestione del depuratore.

Il 7 marzo 2017 viene approvato dalla Regione Lazio lo Schema di Protocollo d'intesa con il Consorzio per lo Sviluppo industriale Frosinone per la presa in carico ed avviamento dell'impianto di depurazione di Anagni.

In seguito, la vicenda viene riportata anche dalla Commissione Bicamerale sul traffico illecito dei rifiuti con la relazione approvata il 17 ottobre 2017: “il suddetto impianto di depurazione, a seguito degli interventi effettuati, risulta idoneo al trattamento sia dei reflui industriali che dei reflui civili, rappresentando una infrastruttura essenziale per le collettività che insistono sul territorio ma non è ancora entrato in funzione”.
Alla Commissione con tutta probabilità non viene segnalato che ci sarebbe da verificare, oggi come accaduto già in passato, se non ci siano stati furti all’interno dell’area e se gli impianti, dopo anni di incuria, siano ancora realmente funzionanti.

Come non ricordare la conferenza stampa del 9 aprile 2017 in cui l’allora Assessore all’Ambiente della regione Lazio, Mauro Buschini, e il Presidente del Consorzio ASI di Frosinone, Francesco De Angelis, annunciavano che tutto era pronto per l’avvio del depuratore.

Dopo 30 anni, miliardi di lire e milioni di euro pubblici spesi per un’opera ritenuta da tutti di fondamentale importanza per preservare dagli scarichi indiscriminati uno dei corsi d’acqua più vilipesi della storia industriale del nostro paese, ci saremmo aspettati finalmente un’assunzione di responsabilità da parte del Consorzio ASI per trovare una soluzione definitiva alla messa in funzione del Depuratore Consortile di Anagni.
Ma noi siamo pazienti e, come è nostro costume, restiamo fiduciosi in attesa di buone nuove che ci permettano di partecipare all’inaugurazione di una delle opere più attese del nostro territorio.
 
Anagni, 23.01.2020
 
Firmato:
Retuvasa
Coordinamento di Frosinone Salviamo il Paesaggio
Diritto alla Salute
Città Futura
Cittattiva
Anagni Viva
GASP Frosinone
Legambiente Anagni
Comitato Rinascita
 

Anagni, ricorso al TAR contro il rinnovo autorizzazione inceneritore Marangoni.


COMUNICATO  STAMPA  DEI  COMITATI E DELLE  ASSOCIAZIONI
DEL COORDINAMENTO   AMBIENTE  DI ANAGNI

Anagni, ricorso al TAR delle Associazioni e Comitati sul rinnovo autorizzazione inceneritore pneumatici Marangoni.

 

I Comitati e Le associazioni del Coordinamento  Ambiente di Anagni e del territorio ritengono doveroso e necessario informare i cittadini di essere impegnati  nel ricorso al TAR del Lazio  contro l’ autorizzazione alla  riattivazione del termocombustore della   Marangoni,  con la Determinazione Regionale del 27.07.2017.

La decisione regionale, grave in sé, lo è ancor più perché riguarda un territorio con un tasso di inquinamento così  elevato  da essere incluso tra i principali siti nazionali  ( SIN ) da sottoporre  a  bonifica, inoltre, tale decisione non ha tenuto in alcun conto l’ opposizione  dichiarata dal Comune di Anagni alla  richiesta  della  Marangoni, in sede di Conferenza dei Servizi, nella quale sono state completamente ignorate le ampie e articolate osservazioni prodotte dai Comitati e dalle  Associazioni.

Pertanto i Comitati e le  Associazioni :  Anagni Viva – Retuvasa  -  DAS –  Comitato Osteria della  Fontana – Comitato San Bartolomeo – Comitato 14 luglio  –  Comitato  Residenti   Colleferro, assistiti   legalmente dall’ avv. Vittorina Teofilatto, del Foro di Roma, hanno predisposto  specifiche e  documentate osservazioni  di carattere  scientifico e tecnico e altrettante  argomentazioni  di carattere giuridico che  espongono le ragioni di opposizione alla  delibera  regionale, considerando anche le conseguenze che il riavvio  dell’ impianto avrebbe sulle  condizioni ambientali e  sanitarie del territorio e della  popolazione residente, già gravemente compromesse.

Anche il Comune di Anagni  intende presentare il  ricorso al TAR e lo faranno  altre Associazioni del territorio, Legambiente Lazio e il Circolo di Anagni  che si presenterà “ad adiuvandum”  il ricorso dell’ Amministrazione.
 
Anagni, 28 ottobre 2017

LE  ASSOCIAZIONI e I COMITATI
Anagni Viva
Retuvasa
Das
Comitato Osteria della  Fontana
Comitato San Bartolomeo
Comitato 14 luglio

"Stiamo Sereni". Lo dice il PD di Anagni


Comunicato Stampa Congiunto

“Stiamo sereni”. Lo dice il PD di Anagni.

 
 
Nel comunicato : “Bisogna cambiare musica per risanare la Valle del Sacco” la dirigenza del PD di Anagni lancia il suo appello per tranquillizzare la popolazione di Anagni relativamente alla iniziativa Saxagres.

L’opposizione al progetto da parte di diverse Associazioni di Anagni e della Valle viene bollata quale ingannevole ingiustificato allarmismo.

“Nessun attacco al nostro territorio, nessuna invasione di rifiuti, nessun attentato all’ambiente” proclama il PD. Ma non è un attacco l’ennesima iniziativa nel settore dei rifiuti che la Valle deve sopportare? E le ceneri del termovalorizzatore forse non sono rifiuti  a vario titolo di pericolosità oggi conferiti in discarica? E le tonnellate  di ceneri previste da “lavorare” e stoccare nei capannoni non sono “invasione”?   Ad oggi è stata autorizzata solo la “sperimentazione”, vero. Ma qualcuno del PD ha partecipato alle conferenze dei servizi, si è informato circa le modalità e i criteri di verifica dell’ottemperanza alla sperimentazione? Ha mai avuto a che fare con protocolli di sperimentazione nella sua esperienza? Chi di dovere aveva pieno titolo per  partecipare, fosse  solo per testimoniare in prima persona  il suo assenso al progetto, era assente. Ma chi di dovere invece ha preferito  essere presente  alle sagre del peperoncino. E ora è tra i firmatari del comunicato del “cambio della musica”.

Non è poi come viene detto nel comunicato che non si va da nessuna parte: le Associazioni vorrebbero (eccome!!) che Anagni andasse da qualche parte, ma dalla parte giusta. E la parte “giusta” non è quella che proponete voi.

E poi. Sempre con quel tormentone dell’accusa che  chiunque operi in modo sgradito al PD  lo faccia solo per acchiappare voti.  Di chi poi è difficile capire.  Basta.

Ma non è proprio concepibile da parte vostra che possano esistere cittadini, liberi da condizionamenti, che intendano difendere direttamente i propri interessi senza delegarli ai partiti politici?.  Dei quali, forse, non è che proprio abbiano una incondizionata fiducia, vista l’ evidente e ripetuta  dimostrazione della  loro incapacità di tutelare la  salute dei cittadini con una  politica ambientale fatta con  competenza e responsabilità e con una convinta ed efficace azione politica contro lo smantellamento dell’ Ospedale.

Ma, invece di usare slogan  vuoti di contenuti quali “la politica ha gli occhi aperti”, quali “le antenne sono ben rizzate ed indirizzate”, quali “i cittadini non sono stati lasciati soli”, quali  “… ci stanno a cuore più di tutto” non esponete con chiarezza cosa il PD di Anagni (non il Comune, sono due cose distinte) e non solo di Anagni, ha fatto, sta facendo e cosa programma di fare a proposito di SaxaGres, della Marangoni, di Energia Anagni (la sorella di Saxa Gres), di ACEA A.R.I.A Castellaccio, di Colle Fagiolara, degli inceneritori di Colleferro, della Polveriera, dell’Ospedale di Anagni, di quello di Colleferro. Con documenti, atti e fatti. Non parole  e ridicoli slogan paternalistici per lettori disattenti. E sono ben accetti atti coraggiosi di dichiarazione di  pubblico consenso a tali iniziative, come pare essere quella di Saxa Gres. Ve lo diciamo in pieno spirito collaborativo: come dite voi, noi la nostra parte la stiamo facendo e ve la possiamo anche documentare  per cambiare musica e risanare la Valle del Sacco, come piacerebbe a noi, però.
Speriamo  che  non vogliate imitare il vostro leader rispondendoci “andate a dirlo a vostra sorella”. Non abbiamo sorelle.
 

 
Anagni-Valle del Sacco, 6 settembre 2017
 
f.to
Retuvasa
Anagni Viva
Comitato Osteria della Fontana
 

Inceneritore Marangoni, inaccettabile l'atto e inqualificabile l'assenza dei pareri di Provincia e ASL di Frosinone.

 

Comunicato Stampa Congiunto

Inceneritore Marangoni, sul rinnovo dell’autorizzazione inaccettabile l’atto e inqualificabile l’assenza dei pareri della Provincia e della ASL di Frosinone.

 

Il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale all’inceneritore di pneumatici fuori uso Marangoni spa, nonostante l’opposizione del Comune di Anagni, rappresenta la migliore testimonianza di quanto la Regione Lazio e i suoi governanti non abbiano alcuna intenzione di non compiacere potenti gruppi finanziari per limitare le criticità della situazione ambientale ed epidemiologica della Valle del Sacco.

Un inceneritore di pneumatici fuori uso non può non produrre, anche utilizzando le migliori tecniche disponibili, un pesante carico emissivo, ulteriormente insostenibile in un’area densamente popolata e già contaminata da diossine e PCB, nonché interessata da picchi di specifiche patologie tumorali, specie per l’età infantile e adolescenziale.

L’impianto non impiega più di 15 lavoratori, compromettendo con la propria attività il valore residenziale dell’area. Inqualificabile l’assenza alla conferenza dei servizi della ASL di Frosinone (nonostante la grande mobilitazione dei medici di base del territorio) e della Provincia di Frosinone, che anche in questo caso rappresenta la migliore testimonianza della loro sollecitudine in quanto enti competenti in termini di tutela della salute della popolazione e della qualità dell’aria.

Presto la popolazione della Valle del Sacco e di Anagni farà sapere ai rappresentanti politici regionali, provinciali e locali cosa pensa di questa decisione. Nel frattempo, stiamo predisponendo ricorsi e richieste di sospensiva.

 
Valle del Sacco-Anagni, 8 agosto 2017
 
RETUVASA
COMITATO OSTERIA DELLA FONTANA
ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA
ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE
COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI

Mettiamo Radici, grande successo per l'educazione ambientale anno scolastico 2016-2017.


Comunicato Stampa Retuvasa

Mettiamo Radici, grande successo per l’educazione ambientale anno scolastico 2016-2017.

 

Giovedì scorso, primo giugno, circa 140 ragazze e ragazzi della scuola media  “Madre Teresa di Calcutta” di Valmontone e della scuola media statale “Leone XIII” di Carpineto romano hanno partecipato ad una escursione naturalistica a Pian della Faggeta, nel comune di Carpineto  Romano.

La giornata ha chiuso un ciclo di incontri con queste ed altre scuole dei dintorni (scuola media statale “Leonardo da Vinci” di Colleferro, Istituto tecnico statale “Cannizzaro” di Colleferro) svolti nell’ambito del progetto di educazione ambientale “Mettiamo Radici”, organizzata dall’associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa).

Quest’anno la partecipazione al progetto è stata superiore all’anno scorso ed ha convolto oltre 350 ragazze e ragazzi.

Assieme al progetto ‘Mettiamo radici’ nell’anno scolastico 2016-2017 abbiamo sviluppato anche attività comprese nell’Alternanza scuola-lavoro dell’Istituto Tecnico Statale Cannizzaro di Colleferro e del Liceo Dante Alighieri di Anagni.

La giornata a Pian della faggeta ha permesso alle ragazze e ai ragazzi di immergersi nella splendida natura del luogo e imparare a conoscere le caratteristiche principali dell’ambiente che ci circonda.

Il luogo, che in gran parte ricade in una Zona di Protezione Speciale (ZPS) per l’alto valore ed importanza ecologica a livello europeo, offre moltissimi spunti di carattere naturalistico, a partire dall’aspetto geomorfologico. Si riconoscono infatti evidenti formazioni carsiche (doline, inghiottitoi, lapiez, grotte) ed è ben   visibile l’azione tettonica che ha modellato il territorio.

Importanti anche le specie vegetali presenti, che in parte il pascolo ha ridotto ma che, con appositi progetti di tutela stanno tornando a crescere nella zona. La ZPS infatti riguarda le faggete degli Appennini con tasso e agrifoglio e le formazioni di ginepro comune su lande e prati calcicoli.

La giornata si è conclusa con un pranzo a cui hanno partecipato anche l’amministrazione del comune di Carpineto romano nella persona del sindaco, Matteo Battisti, dell’assessore alle politiche sociali  Gioia di Clemente e del segretario comunale Pasquale Loffredo.

Il sindaco si è mostrato molto disponibile alle nostre iniziative e attento ai processi di ripristino ecologico delle aree montane che, purtroppo sono anch’esse vittima dei tagli indiscriminati di fondi, di strutture e persone. Ha altresì auspicato la creazione del Parco regionale dei Lepini, di cui si parla da molti anni.

Il progetto “Mettiamo Radici” di Retuvasa punta alla diffusione della conoscenza del nostro territorio, dalle montagne che circondano la nostra valle alle colline un tempo molto antropizzate sino al fondo valle. Conoscere è la base ineludibile per poter amare, rispettare e vivere responsabilmente i nostri luoghi, successivamente percorriamo le tracce e gli effetti dell’azione dell’uomo dai primi insediamenti umani agli insediamenti industriali e all’urbanizzazione diffusa.

L’attività compresa nell’Alternanza Scuola-Lavoro permette di introdurre ragazze e ragazzi all’attività associava e ad una conoscenza approfondita dei mutamenti indotti dall’uomo negli equilibri climatici ed ambientali ed alle problematiche coinvolte da quelle scientifiche a quelle amministrative.

Le scuole sono il cuore ed il punto di partenza di un percorso di alfabetizzazione sulle questioni ambientali, rivolto a tutti i cittadini, un percorso che intreccia necessariamente tutte le dimensioni coinvolte: scientifiche, sanitarie, amministrative, etiche ed economiche.

Questo progetto è stato reso possibile innanzitutto dalla attività di progettazione e dalla partecipazione del prof. Renato Marsella.

La complessità di un tale progetto, rende ancora più sentito il nostro ringraziamento verso professori e dirigenti scolastici che si sono mostrati sensibili alle nostre proposte e che hanno contribuito in maniera determinante alla riuscita dei corsi e della giornata conclusiva.

Un sentito ringraziamento alla Banca di Credito Cooperativo di Roma che anche quest’anno ha sponsorizzato il nostro progetto.
 
Valle del Sacco, 07.06.2017
 

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