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SIN Valle del Sacco

SIN

Magliette Bianche 22 dicembre 2019, Bianco Natal: l’Italia non SINquina!


MAGLIETTE BIANCHE ITALIANE - (22 Dicembre 2019)
 
Ci rivolgiamo al Governo Italiano, alla maggioranza ed alla opposizione di Camera e Senato, alle Regioni interessate ed alle Istituzioni competenti
 

Le Magliette Bianche sono cittadini che hanno a cuore la tutela della salute e dell’ambiente, spesso sono cittadini che vivono all’interno o in prossimità di territori gravemente inquinati, classificati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dalle Regioni come S.I.N. o S.I.R (Siti Interesse Nazionale o Regionale per le bonifiche da effettuare), oppure in territori in cui gli standard di qualità ambientale comunitari per aria, acqua o suolo potrebbero non essere rispettati.
Vi chiediamo di accogliere le seguenti richieste che scaturiscono dalla nostra esperienza, come cittadini esposti all’inquinamento ed impegnati tutti i giorni per reclamare i propri diritti ed il risanamento delle aree con criticità ambientali, che potrebbero condurre a problemi sanitari per la popolazione li residente o domiciliata. Auspichiamo una attuazione in maniera sempre più stringente delle leggi esistenti, con la creazione di nuove, nell’ottica di una nostra maggiore tutela, con un ruolo operativo e di coordinamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Chi abita nei siti contaminati o in zone limitrofe, dove potrebbe essere esposto frequentemente a contaminanti pericolosi, cancerogeni e neurotossici, potrebbe forse vivere situazioni inaccettabili per una nazione che vuole dirsi, civile.
Chiediamo il rispetto delle norme esistenti e dei procedimenti amministrativi e penali rapidi ed efficaci, affinchè il principio “chi inquina paga” sia realmente rispettato e che siano svolte le bonifiche, con ristoro dei danni da parte delle aziende, che dovessero essere individuate come colpevoli.
E’ indispensabile varare nuove norme più stringenti. Con il nostro vissuto ormai siamo in grado di proporre misure concrete e specifiche, che non farebbero altro che riconoscere le nuove conoscenze scientifiche sull’impatto ambientale e sanitario dell’inquinamento e così contemplare, la maggiore sensibilità ambientale oggi esistente nella popolazione.
Questa iniziativa è scaturita dalla voglia di far rinascere i territori dove viviamo. La caratteristica che distingue le nostre iniziative è rappresentata dalla presenza di semplici cittadini con indosso delle “Magliette Bianche”, prive di qualsiasi ulteriore segno distintivo, che presenzieranno pacificamente per i loro diritti in luoghi pubblici o a libero accesso.
Ogni Individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”, recita l’articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, parte del testo complessivo approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1984.
Chiunque può partecipare ai nostri eventi, in special modo tutti gli abitanti di zone con “criticità ambientali”, stanchi di subire passivamente situazioni che potrebbero forse anche avere ripercussioni sulla propria salute, ledendo così il proprio diritto all’esistenza ed a vivere in condizione di sicurezza, in un ambiente salubre.
 
Chiediamo:
 
1) CRONOPROGRAMMA NON DEROGABILE PER LE BONIFICHE, FINANZIAMENTI E RESPONSABILITA’
Partenza delle bonifiche ambientali in tutti i siti SIN d’Italia, senza compromessi o rinvii. La struttura ministeriale dedicata ai SIN deve essere rafforzata e prevedere obiettivi di breve, medio e lungo periodo, chiari e non derogabili in termini di aree bonificate/messe in sicurezza. Gli obiettivi devono essere pubblici ed il loro raggiungimento strettamente connesso alla retribuzione dei dirigenti. Le informazioni devono essere rese facilmente accessibili ai cittadini con un sistema di verifica pubblico.
Siano stanziate somme rilevanti nel bilancio dello Stato per garantire le bonifiche nei siti “orfani” (cioè dove non è possibile rintracciare chi ha inquinato) e per far svolgere lavori necessari e urgenti da realizzare “in danno” di chi sarà dichiarato colpevole dalla Magistratura. Le indagini dell’eventuale responsabile della contaminazione sia solo di competenza dei NOE o dei Carabinieri-Forestali o delle Capitanerie di Porto se trattasi di aree marine.

2) SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA NEI LEA E CURE GRATUITE
Siano effettuati, in breve tempo, dal Ministero della Salute per il tramite dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) o dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), studi epidemiologici di coorte per ogni sito SIN, finalizzati a stabilire eventuali possibili correlazioni tra “cause ed effetti”. Il Ministero della Salute introduca nei LEA la sorveglianza epidemiologica anche per i Siti di Interesse Regionale per le bonifiche e nelle altre aree con criticità ambientali conclamate, che non rispettano gli standard comunitari.
Creazione di una tessera sanitaria denominata “Green Card SIN, gratuita per tutti gli abitanti, pregressi o attuali, vicini od interni ad aree SIN, con screening sanitari a cadenza, per rischi specifici, stabiliti da linee guida predisposte dal Ministero della Salute, specifiche per ogni area SIN. Tali attività dovrebbero essere inserite nei LEA.
 
3) VALUTAZIONE IMPATTO SANITARIO, VALUTAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE E SANITARIA
I ministeri della Salute e dell’Ambiente costituiscano un gruppo di lavoro congiunto per verificare, con il supporto di organismi pubblici di ricerca ed entro un anno, la sommatoria delle emissioni degli stabilimenti produttivi, ad alto e medio impatto ambientale, presenti all’interno o nelle immediate vicinanze dei SIN. Chiediamo che venga valutato non solo l’effetto cumulo ma anche quello sinergico delle emissioni e delle ricadute in una determinata area, a cui sono esposti i cittadini. Per ogni procedura di autorizzazione ambientale chiediamo che vengano eseguite una VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) ed una VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario). Vi siano procedure pubbliche sulle verifiche connesse agli impianti a Rischio di Incidente Rilevante e siano obbligatoriamente resi pubblici i verbali dei CTR regionali, che si occupano degli Impianti a Rischio di Incidente Rilevante, garantendo altresì la possibilità di essere auditi su richiesta in sede di riunione.

4) COORDINAMENTO INTERFORZE PER CONTROLLI SUI REATI AMBIENTALI ED INASPRIMENTO DELLE PENE
Istituzione di un CNI - Coordinamento Nazionale Interforze, tra NOE, Carabinieri-Forestali, Guardia di Finanza e Guardia Costiera per l’accertamento di reati ambientali, che attui un programma minimo nazionale di controlli e sorveglianza a campione sui SIN e sui SIR, con particolare riferimento all'attuazione delle procedure di bonifica (con competenze anche, ad esempio, sui ritardi e sulle omissioni nelle attività di messa in sicurezza e bonifica), alla reale corrispondenza tra prescrizioni contenute nei vari procedimenti di carattere ambientale (A.I.A., V.I.A., A.U.A.) ed attuazione dei piani per gli impianti a Rischio di Incidente Rilevante di cui al D. lgs. 105 del 2015. Forte inasprimento delle pene per chi commette reati ambientali, frodi o falsificazioni alimentari, con ancora una maggiore tutela del Made in Italy ed una maggiore promozione e tutela delle eccellenze di biodiversità territoriali. Chiediamo una dichiarazione da parte di tutte le forze politiche finalizzata a non promuovere decreti, volti a concedere la facoltà di utilizzo ad impianti sequestrati dalla Magistratura. Venga previsto un reato per chi realizza opere e svolge attività in assenza di V.I.A. o V.Inc.A.

5) CREAZIONE DI UNA "DDA" DELL'AMBIENTE E SEMPLIFICAZIONE ALL’ACCESSO ALLA GIU-STIZIA PER I CITTADINI
Riteniamo necessaria una maggiore specializzazione delle Procure sui reati ambientali, connessi all'inquinamento. Si propone la creazione di una “Procura Speciale Ambientale”, dedicata ai problemi dell'inquinamento e delle bonifiche, da affiancare a quella sui rifiuti.
Creazione di una apposita normativa “semplificata”, volta a favorire la tutela legale degli individui che vivono od hanno vissuto attorno o nei siti SIN e che potrebbero aver visti lesi, negli anni, dei loro diritti.
 
6) CANCELLARE L’ATTUALE ANALISI DI RISCHIO
Riteniamo che debba essere abolita l’attuale Analisi di Rischio, fissando soglie e limiti certi delle CSC - Concentrazione Soglia di Contaminazione, adottando un approccio olistico ed ecosistemico, che non guardi esclusivamente all'esposizione umana.
 
7) CANCELLARE L’ART. 242 BIS SULLE PROCEDURE SEMPLIFICATE ED ABOLIZIONE DELLA V.I.A. POSTUMA OD A SANATORIA
Venga cancellato l’art. 242 bis sulle procedure semplificate od in subordine, prevedere da parte delle ARPA regionali, almeno un elenco minimo di sostanze da ricercare con controlli a campione sul 20% dei siti nelle fasi preliminari. Chiediamo che sia abolita la cosiddetta V.I.A. postuma ed in sanatoria, introdotta dal D. lgs. 104 del 2017.
 
8) RUOLO DEI COMUNI
Ridefinizione della normativa sulle responsabilità dei Comuni per le procedure di bonifica nelle aree inquinate non SIN, con previsione di parametri minimi di personale esperto (geologi; biologi; ingegneri ambientali) per istruire i procedimenti, introducendo l'azione sostitutiva delle regioni per i comuni che non hanno le competenze minime, oppure definire strumenti di coordinamento tra enti.
 
9) TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE
Venga assicurata dal Ministero dell'Ambiente e dalle Regioni la massima trasparenza ed accessibilità alla documentazione connessa alle procedure di bonifica nei SIN ed ai monitoraggi ambientali. La pubblicazione deve essere integrale e preventiva rispetto alla convocazione delle conferenze dei servizi, senza che sia assoggettata alla norma sull'accesso agli atti (con tempi che quindi potrebbero non consentire di accedere ai documenti prima delle decisioni). Chiediamo l’applicazione del D. lgs. 195 del 2005 sulla trasparenza delle informazioni ambientali attraverso:
- Programma di incontri pubblici informativi sui SIN da parte del Ministero (almeno due ogni anno); - Sviluppo dei piani di comunicazione;
- Sviluppo di siti WEB dedicati per i SIN/SIR e per le bonifiche, almeno nelle città capoluogo.

Per quanto riguarda l’educazione ambientale, siano finanziati ed attuati dal Ministero dell’Ambiente e dalle Regioni interessate, programmi specifici per le scuole dei territori SIN, SIR od in cui non siano rispettati gli standard ambientali comunitari. Siano finanziati altresì dal Ministero dell’Ambiente e dalle Regioni interessate, attività conoscitive dei territori SIN, SIR, rivolti all’intera collettività in essi residente o domiciliata.
 
10) CAMBIAMENTO DELLE POLITICHE PRODUTTIVE
Creazione di un piano industriale italiano volto al cambiamento delle politiche produttive, con una normativa che incentivi la realizzazione di prodotti ecosostenibili, venduti in imballaggi esclusivamente compostabili, con progettazione a priori del fine vita.

 
Alcuni dei nostri slogan:
  
Bianco Natal: l’Italia non SINquina! - Cosa si è fatto SINora? - La nostra vita, non è business! -Bonifichiamo la nostra Italia! - La nostra salute, viene prima del vostro profitto!
 
  
Le “Magliette Bianche” saranno presenti su:
 
Gela, Sulcis, Livorno, Augusta, Bacino del fiume Sacco, Massa Carrara, Biancavilla, Bari, Manfredonia, Casale Monferrato, Val Basento, Orbetello, Taranto, Trieste, Falconara, Mantova, Brescia, Crotone, Civitavecchia, Bussi, Firenze, Val Basento (Località Pisticci), Bologna, Piombino, Milazzo, delegazione “all’Angelus” del S. Padre, Vaticano.

Per il SIN “Bacino del fiume Sacco è previsto un “Flash Mob” itinerante con i seguenti luoghi e orari:
Colleferro - Quartiere Scalo - ore 9.00
Anagni - Depuratore Consortile - ore 9.40
Frosinone - Discarica Le Lame - ore 10.20
Ceccano - Bosco Faito - ore 11.00
Ceprano - Ex Olivieri - ore 11,40

Il manifesto al LINK
 

SIN Bacino del fiume Sacco, cosa si ottiene con la partecipazione agli incontri pubblici?


Comunicato Stampa
Retuvasa e Coordinamento Interprovinciale
 
 Cosa si ottiene con la partecipazione agli incontri pubblici?

 
Informazione, Conoscenza, Partecipazione, Condivisione, Trasparenza sono stati gli obiettivi dell’incontro pubblico tenutosi a Colleferro per lo stato dell’arte della bonifica del SIN “Bacino del Fiume Sacco”.

Sono elementi che non possono prescindere l’uno dall’altro, senza uno di essi non può esserci Consapevolezza e Coscienza, e questo dovrebbe valere per ogni area tematica non solo per quella ambientale.

La ‘Vertenza valle del Sacco’ ha sollevato già queste necessità, di fronte allo scarso impegno da parte delle diverse Istituzioni coinvolte e soprattutto senza un loro coordinamento, che costituisce una condizione necessaria non solo per una azione efficace, ma anche per rendere fattibile la partecipazione dei cittadini. Associazioni e Comitati hanno svolto in proposito una funzione di supplenza, ma questa azione non può sostituire procedure e strumenti di partecipazione e condivisione delle informazioni e della conoscenza.

Il convegno di sabato 22 novembre ha permesso a cittadini ed Istituzioni di entrare in contatto diretto con chi dovrà sovraintendere tutte le operazioni di bonifica del SIN , il cosiddetto RUA o Responsabile Unico dell’Attuazione, attualmente in capo all’area Bonifiche della Regione Lazio sotto la Direzione dell’ Ing. Flaminia Tosini.
 
Uno dei primi effetti di questo incontro è stato quello di definire modalità di consultazione periodica e permanente con tutti i soggetti attivi  del territorio.
Premesso che i contenziosi aperti con la Regione Lazio  restano necessariamente in piedi, per il SIN apriamo una nuova fase, già sperimentata durante le sessioni della conferenza dei servizi istituita allo scopo di ridefinire la nuova perimetrazione del SIN, quella dell’incontro tra le parti per la soluzione dei problemi.

L’ing. Tosini, assieme ai suoi collaboratori, dopo una breve introduzione sullo stato dell’arte della bonifica si è prestato alle numerose domande e richieste da parte di Amministratori e Cittadini, nelle quali si è manifestato la volontà di capire, a fronte della oggettiva complessità degli aspetti tecnici ed amministrativi.

Se i presenti hanno potuto rendersi conto della estrema articolazione delle procedure amministrative, da cui dipendono i tempi di esecuzione delle diverse pratiche, dalle caratterizzazioni ai progetti di bonifica ed alla loro esecuzione, non si sono certo sentiti rassicurati dalla scarsità del personale addetto a queste pratiche. In proposito è emersa una proposta da parte delle amministrazioni di Colleferro (Sindaco Pierluigi Sanna) e Ceprano (assessore all’ambiente Elisa Guerriero) di recuperare personale per istituire un ufficio/sportello di collegamento. Nel frattempo si è in attesa della conclusione del bando di gara per la nomina del Dirigente dell’Area Bonifiche della regione Lazio.
 
Le domande hanno coperto un ampio raggio, passando per questioni specifiche nei vari angoli della valle del Sacco, Colleferro Arpa 2 e caratterizzazioni area industriale, Anagni polveriera, Frosinone Le Lame, Ceccano Bosco Faito, Ceprano Europress e regolamenti edilizi, indagini epidemiologiche., partecipazione e collaborazione.

L’importanza di partecipare a questo tipo di incontri è fondamentale, si viene a sapere ad esempio che a parte Arpa2 a Colleferro, il resto è in fase di avvio.

Per quanto riguarda le aree di proprietà SE.CO.SV.IM a Colleferro -area industriale-, la caratterizzazione fu effettuata ai tempi dall’Ufficio Commissariale senza il contraltare di intervento analogo da parte dell’ ARPA regionale,  richiesta in modo vincolante per ogni indagine. Alla richiesta di chiarimenti in merito,  si è prospettato una integrazione di indagine, sino ad allora comunque la questione della validità di quelle indagini resta in sospeso.

Le caratterizzazioni nelle aree ripariali ad esempio richiedono 4 campionamenti ad ettaro, per circa 800 ettari, da eseguire in un tempo che dipende ovviamente dalle strutture e dalle risorse a disposizione. L’Arpa Lazio, che dispone oggi di un laboratorio autonomo anche per le diossine, non sarebbe in grado di effettuare tutte le analisi in tempi brevi, per cui si pensa di stipulare convenzioni con altre ARPA, Istituto Superiore di Sanità, Servizio Sanitario Nazionale, Istituto Zooprofilattico Nazionale e ASL come comunicato dal RUA alle amministrazioni locali. Probabile si debba ricorrere anche all’ausilio dei Carabinieri Forestali per l’accesso alle aree oltre naturalmente al supporto delle Amministrazioni locali. La tipologia di interventi si valuterà in relazione al grado di contaminazione, prima di allora non c’è motivo di delineare sperimentazioni o altro. E’ previsto un incontro con le Amministrazioni per i giorni dal 13 al 16 gennaio 2020 presso la sede del RUA.

La Circolare ministeriale del 02.05.19 per gli interventi edilizi in area SIN non ha contribuito a una reale normalizzazione, per cui i Comuni si trovano costantemente in netta difficoltà nel rispondere alle richieste che gli pervengono, ciò tende a congelare questo settore tecnico amministrativo con il pericolo di ricorsi avverso gli stessi Enti. E’ stato chiesto al RUA di farsi portavoce di questa situazione presso il Ministero.

La nuova indagine epidemiologica è in fase di avvio secondo i termini dettati dalla Delibera Regionale del 2016, delibera che prevedeva anche il monitoraggio delle acque. Quest’ultima, che include anche pozzi privati, richiede per la sua complessità il coinvolgimento dei Comuni, delle ASL, dei cittadini. Quindi collaborazione e coordinamento.

Per la discarica delle Lame a Frosinone si è accennato, ma il discorso è ancora prematuro, ad una paratia che tenda ad evitare la migrazione di contaminanti in falda e nel fiume, impensabile ad oggi che si possa pensare all’asporto dei 600.000mc di materiale informe da inserire nella programmazione della bonifica, anche perché ciò non è previsto in termini legislativi. La discarica delle Lame è stata inserita nel SIN per la sua internità all’area industriale e prossimità al fiume. Asportare i rifiuti dalle Lame costerebbe un centinaio di milioni di euro, inoltre recuperare quei rifiuti è praticamente impossibile per la loro eterogeneità.
 
Ci si è concentrati anche sugli scarichi nel fiume per i quali ci sono normative vincolanti da rispettare. Molti impianti ricadono in aree di competenza ASI ad esempio ed è da li che dovrebbe partire la task force sui controlli. Molte aziende sono state indotte agli auto-campionamenti e si sta provvedendo, in caso di rinnovo di autorizzazioni provinciali, ad intervenire con prescrizioni nel merito.

In particolare la situazione di Patrica molto preoccupante, ora può diventare area ad elevata crisi ambientale secondo la nuova Legge regionale, ci sarà da ragionare come ciò si integra nel SIN.

In generale ogni procedura attivata per gli interventi sul Sin è documentata sul sito della regione, tuttavia può risultare difficile recuperarla per cui è stato accolto con favore l’idea prospettata in un intervento di creare un sito in cui vengano raccolte tutte le informazioni relative in modo da renderne agevole la consultazione.

Le informazioni fornite in questo incontro pubblico, grazie alla ricca interlocuzione tra i responsabili ed partecipanti, ha delineato i caratteri di un contesto molto complesso che richiederà per essere affrontato il senso della responsabilità da parte di tutti gli attori in gioco in questa partita. A tal proposito dobbiamo ancora una volta evidenziare la scarsa partecipazione da parte delle amministrazioni dell’area SIN, invitate in tempo utile via PEC, a cui forse è sfuggita l’importanza di un confronto pubblico con i soggetti responsabili della azione di caratterizzazione e bonifica.

Ci siamo premuniti di ringraziare chi -nel corso di questi anni- ha contribuito con passione a mettere in campo la propria professionalità per il bene del nostro territorio, dai componenti dell’ex Ufficio Commissariale per quanto fatto nel periodo di loro competenza, a quelli regionali, in particolare sul ricorso al TAR contro il declassamento e per l’approccio sulla fase di riperimetrazione.

Come Retuvasa, come Coordinamento Interprovinciale, come Vertenza valle del Sacco abbiamo aperto una strada al confronto pubblico che, come richiesto in fase di firma dell’Accordo di Programma Quadro della bonifica, può portare ad una forma di partecipazione e collaborazione volontaria delle Associazioni - il RUA ci ha chiesto indicazioni su come improntarla- soprattutto dando disponibilità a programmare trimestralmente questa tipologia di incontri, necessari per garantire la conoscenza dello stato dell’arte.

 
Valle del Sacco, 27 novembre 2019
 
Al LINK le slides dell’incontro
 

Incontro Pubblico 22 novembre 2019, a che punto siamo con la bonifica del SIN "Bacino del fiume Sacco"

Comunicato Stampa Retuvasa e Coordinamento Interprovinciale

A che punto siamo con la bonifica del SIN “Bacino del fiume Sacco”
Incontro Pubblico con l’Ing Flaminia Tosini RUA del SIN
22 novembre 2019 a Colleferro
 

In seguito all’Accordo di Programma Quadro del 6 marzo scorso si delinea una nuova fase per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) “Bacino del fiume Sacco”.

Dopo l’interruzione delle attività di inizio 2013 con il declassamento a competenza regionale, il ricorso al TAR da parte della regione Lazio che lo riporta a competenza nazionale, la fase di ri-perimetrazione, si giunge a stabilire il cronoprogramma e chi dovrà presiedere le attività connesse.
Il Comitato di Controllo composto da un responsabile del Ministero dell’Ambiente, della Regione Lazio, dell’Ispra, dell’Arpa Lazio avranno la funzione di supervisione.

Il 22 novembre 2019 presso la ex sala Konver di Colleferro in via degli Esplosivi alle ore 17.00 incontreremo l’Ing. Flaminia Tosini, Responsabile Unico dell’Attuazione (RUA) delle attività di bonifica del SIN per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte.

Invitiamo alla partecipazione Cittadini, Associazioni, Amministratori, riportando uno dei punti cardine della Piattaforma preparata per la Vertenza Valle del Sacco a nome del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute valle del Sacco e bassa valle del Liri al quale Retuvasa ha aderito: “Le forme di partecipazione che vogliamo attivare devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa -un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni- capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.
Cabina di regia, informazione, formazione, educazione e partecipazione.
Sino ad oggi comitati e associazioni si sono dovute dedicare alla caccia delle informazioni, d’ora in poi il sistema delle informazioni pubbliche deve essere aperto, deve rivolgersi ai cittadini educandoli alla consultazione, rendendoli partecipi di ogni importante cambiamento. Deve essere strumento di educazione e formazione di una opinione pubblica consapevole, al servizio delle istituzioni e delle reti educative e culturali da cui dipende la formazione di cittadini consapevoli.”
 

Valle del Sacco, 18 novembre 2019
 
Info:
Link Manifesto
https://drive.google.com/file/d/1GpAAOCCsOxsI1vZCP8vXeKFoNpcUOtES/view?usp=sharing
Link Evento FB
https://www.facebook.com/events/501842890414839/
 

Valle del Sacco, per la bonifica si naviga a vista.


Comunicato Stampa Retuvasa

Valle del Sacco, per la bonifica si naviga a vista


 
Dal 6 marzo scorso con la firma dell’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) per il riavvio delle attività di bonifica del SIN Bacino del fiume Sacco sono passati altri cinque mesi e il Responsabile Unico per l’Attuazione (RUA) in seno alla regione Lazio ancora non si insedia
 
Ci si domanda il perché dei tempi così lunghi per la formazione di un organo tecnico-amministrativo.
 
La risposta probabilmente è nella Determinazione 25 luglio 2019, n. G10190, Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti diretta dall’Ing. Flaminia Tosini, onnipresente in tutto ciò che riguarda autorizzazioni sul ciclo dei rifiuti e con la quale ci sono dei contenziosi aperti con il nostro territorio, vedi Marangoni e Saxa Gres.
 
Nella delibera predetta si riprende una convenzione Consip, società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delegando alla “Pricewaterhouse Coopers Advisory S.p.a. (mandataria) e Ecoter S.r.l. (mandante), per l’affidamento dei servizi di supporto specialistico e assistenza tecnica ….”, costo dell’operazione € 1.740.256,80 Iva compresa prelevati dal capitolo di spesa E32529 ex E32525 e relativo ad una parte dei 16,3mln di Euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione e destinati alle attività di bonifica.
La motivazione dell’affidamento è “CONSIDERATA l’insufficienza del personale necessario, all’interno della Direzione Regionale Politiche ambientali e Ciclo dei rifiuti, alle attività di finalizzazione della programmazione/pianificazione degli interventi e per la redazione di progetti/studi di fattibilità tecnico economica per l’attuazione all’Accordo di Programma di cui sopra”. Il riferimento è al punto 6 dell’AdPQ denominato “Programma degli Interventi”.
 
In parole povere si affida un servizio strategico per la bonifica della valle del Sacco, durata due anni, ad una società esterna per mancanza di personale.
 
Non è nostra intenzione mettere in dubbio la professionalità dei soggetti chiamati ad intervenire, ma è opportuno puntualizzare alcuni aspetti.
 
Il primo è che riteniamo opportuno recuperare tutto il lavoro fatto dall’ex Ufficio Commissariale, ripartendo così da un punto conosciuto, possibilmente coinvolgendo alcuni tecnici che hanno già partecipato alle attività di bonifica.
 
Il secondo è che ancora non riusciamo a comprendere, se non lavorando di immaginazione, del perché la struttura regionale non abbia mosso alcun dito per trattenere il Dott. Eugenio Maria Monaco quando ha manifestato l’idea di affrontare una nuova esperienza lavorativa, dopo avere fornito l’essenziale contributo nel ricorso al TAR contro il declassamento del SIN, avere avviato il percorso partecipativo pre-perimetrazione, avere fornito in fase di Conferenze di Servizi e Tavoli Tecnici un supporto fondamentale al Ministero dell’Ambiente per districare la matassa di una delle situazioni ambientali più complicate in Italia, avere fornito preziose indicazioni e partecipato all’avvio del Contratto di Fiume Sacco.
 
Non ci è dato sapere cosa possa essere accaduto, ma se si tratta dei soliti giochetti para-politici nell’ambito delle nomine dirigenziali, significa che non si vuole avere a cuore la soluzione del problema valle del Sacco, preferendo spendere soldi pubblici destinati a soggetti informali piuttosto che investire su soggetti che hanno dimostrato nel tempo una passione per il nostro territorio, anche se non residenti.
 
Se il RUA fosse stato insediato e si fosse dato seguito alla richiesta di Associazioni e Comitati di una minima possibilità di partecipazione al tavolo della bonifica, questo aspetto l’avremmo di certo sottolineato, ma d’altronde si sa quando si gestiscono soldi non propri spenderli in maniera poco oculata risulta essere una pratica collaudata.
 
 
Valle del Sacco,13.08.2019
 

SIN Valle del Sacco, richiesta partecipazione attività bonifica.

All’Att.ne
Sergio Costa,
Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare
segreteria.ministro@minambiente.it
 
p.c. Nicola Zingaretti,
Presidente della Regione Lazio
presidente@regione.lazio.it
 
Flaminia Tosini
Direttore regionale
Direzione regionale politiche ambientali e ciclo dei rifiuti – Area bonifiche
 bonificasitiinquinati@regione.lazio.legalmail.it
 
 
                                
Oggetto: richiesta partecipazione attività bonifica SIN “Bacino del fiume Sacco”.
 
In seguito alla firma dell’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) del 7 marzo 2019 relativo alla programmazione per il SIN “Bacino del fiume Sacco” è intenzione di questo Coordinamento richiedere la partecipazione concordata di nostri referenti per le attività di bonifica del suddetto SIN.
 
Attualmente non ci risulta sia prevista alcuna forma di partecipazione da parte di associazioni e comitati che negli anni hanno contribuito alla creazione di una opinione pubblica informata sulle vicende che hanno portato al grave stato di contaminazione delle matrici ambientali nella Valle del Sacco.
Il Coordinamento con proprie denunce, inchieste ed accesso agli atti ha contribuito a rendere il più possibile trasparenti tutti gli interventi e gli atti normativi, amministrativi e giudiziari riguardanti la ricostruzione delle responsabilità, la caratterizzazione e le bonifiche comprese nel SIN. Non da ultimo si sono distinte nella sorveglianza e nella denuncia delle azioni di sversamento illegale di sostanze inquinanti nei terreni e nel fiume che non hanno mai smesso di colpire la valle.
Il Coordinamento è stato impegnato da anni, e con modalità varie, nelle seguenti azioni:
 
  • alcune delle associazioni aderenti al Coordinamento seguono le attività di bonifica dai tempi dell’Ex Ufficio Commissariale con partecipazione tramite audizioni, richieste di accesso agli atti e incontri pubblici;
  • l’Associazione Rete per la tutela della valle del Sacco (Retuvasa), aderente al Coordinamento, ha presentato ricorso ad adiuvandum contro il declassamento del SIN;
  • referenti delle associazioni aderenti al Coordinamento hanno partecipato a tutte le Conferenze di Servizi per la nuova perimetrazione del SIN;
  • l’Associazione Rete per la tutela della valle del Sacco, aderente al Coordinamento, ha presentato formale richiesta di tavolo della trasparenza come osservazione all’atto della firma dell’AdPQ;
  • alcune delle associazioni aderenti al Coordinamento - allo scopo di tenere informata l’opinione pubblica e la cittadinanza - si sono distinte per anni per avere riportato fedelmente agli organi di stampa le informazioni relative alle attività di bonifica del SIN organizzando altresì assemblee e incontri pubblici sul tema;
  • tutte le associazioni aderenti al Coordinamento negli anni hanno stretto rapporti con istituzioni, media, cittadini nel pieno rispetto delle rispettive posizioni.

 
Pertanto:
 
riteniamo che sia opportuno istituire e formalizzare da parte di codesto dicastero, un ambito di partecipazione delle diverse realtà di cittadinanza attiva operanti nel territorio, in riferimento alle attività di bonifica del SIN “Bacino del fiume Sacco”, come si presuppone avvenga per le Amministrazioni locali coinvolte. Ad esso il Coordinamento, e le 31 associazioni che ne fanno parte, si impegnano a dare il proprio fattivo e costante contributo, facendo opera di informazione e sensibilizzazione dei cittadini.

 
Certi dell’accoglimento della nostra richiesta porgiamo cordiali saluti.
 
 
Alberto Valleriani
referente del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri.
Sede C/O Cofile, Viale Grecia, 25 – 03100 Frosinone
Tel. 3356545313
 
Valle del Sacco, 19.05.19

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