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Salute

PROCESSO INCENERITORI COLLEFERRO, PRIMA UDIENZA DIBATTIMENTALE

 
Comunicato Rete per la Tutela della Valle del Sacco

 
Processo inceneritori Colleferro: 12 novembre 2013, prima udienza dibattimentale.
 

Il 12 novembre 2013 alle ore 9,00 si apre presso il Tribunale di Velletri la fase dibattimentale del processo sui fatti illeciti presso gli inceneritori di Colleferro evidenziati dalle attività del Nucleo Operativo Ecologico con il sequestro degli impianti nel marzo 2009.
La fase preliminare ha concluso il suo iter il 10 gennaio scorso con il rinvio a giudizio dei 26 indagati.
I capi di imputazione scaturiti dalle indagini sono da ricondurre in gran parte a crimini di carattere ambientale di vario genere: dallo smaltimento illecito dei rifiuti, alla falsificazione di certificati di conferimento, alla modifica dei valori limite riguardanti le emissioni in atmosfera, alle intimidazioni ai dipendenti perché non collaborassero con il NOE, all’omissione dei poteri di controllo.
Resta ancora sorprendente la presenza nella conduzione degli impianti, ora gestiti in gran parte da Lazio Ambiente SpA la società regionale subentrata all’ex Consorzio Gaia, degli stessi personaggi che dai rilevamenti del NOE hanno permesso gli illeciti. E’ vero che fino all’ultimo grado di giudizio nessuno è da considerarsi colpevole, ma per semplice principio di precauzione si sarebbero almeno dovuti sospendere dalla carica o spostare ad altre mansioni di minor responsabilità. Il pensiero va inevitabilmente ai licenziamenti senza troppi scrupoli di alcuni dipendenti, considerati scomodi a suo tempo e a difesa dei quali, da quanto ci risulta, è venuta meno la giusta protezione da parte delle organizzazioni sindacali.
Chiediamo con forza che la nuova gestione, a prescindere dalla nostra ben nota contrarietà al sistema di incenerimento dei rifiuti, dia dei segnali forti nei confronti dei cittadini di Colleferro e delle aree limitrofe, che venga ripristinato quel senso morale ed etico assente negli anni passati, che provveda a far presente ai soggetti sotto processo che non sono graditi, che le loro parole intercettate nella fase di indagine preliminare sono una ferita ancora aperta e che difficilmente si può rimarginare.
Confidiamo inoltre che il Tribunale di Velletri lavori rapidamente per portare a termine il primo grado di giudizio del processo e che non cada nella tentazione della prescrizione, in quanto la nostra comunità si attende di avere delle risposte importanti sull’applicazione di una giustizia a cui sempre più frequentemente ci appelliamo.
 
 
Colleferro, 11 novembre 2013
 

BIOCIDIO TOUR, 9 NOVEMBRE A COLLEFERRO


BIOCIDIO TOUR: dal Lazio alla Campania
 
Il 9 Novembre una delegazione internazionale composta da accademici, giornalisti, attivisti e ricercatori sarà a Colleferro per conoscere la storia del nostro territorio, un esempio di ingiustizia ambientale, un Biocidio nel Lazio.
 


L’Associazione A Sud e il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali organizza il BiocidioTour, nell’ambito della settimana di attività del progetto europeo EJOLT (Environmental Justice Organisations, Lialibities and Trade) che coinvolgerà attivisti ed esperti di conflitti ambientali provenienti dall’America Latina, dall’Africa, dall’India e da vari paesi europei per visitare i territori emblema di ingiustizia ambientale in Lazio e in Campania.La delegazione composta da giuristi, accademici, epidemiologici, economisti e attivisti di tutto il mondo sarà in Italia dal 9 al 15 novembre per conoscere ed entrare in contatto con le organizzazioni sociali che lavorano sui conflitti ambientali dando visibilità alle lotte locali e mirando alla costruzione di strumenti utili alle comunità impegnate a salvaguardare l’ambiente e il diritto alla salute.

Perché un Biocido Tour

Scegliere di installare impianti produttivi, estrattivi o di smaltimento contaminanti su un determinato territorio senza preventivamente valutarne le conseguenze su ambiente e cittadini significa decidere scientemente che quelle comunità sono “sacrificabili” a una malintesa idea di sviluppo.
In Campania è nata un’ampia coalizione popolare per fermare la sistematica violazione del diritto alla salute attraverso l’avvelenamento del territorio e della popolazione, un vero
Biocidio che ha trasformato la Campania felix nella Terra dei Fuochi, un immenso territorio tra Napoli e Caserta devastato da un modello di smaltimento dei rifiuti tra discariche, inceneritori, sversamenti illegali di rifiuti tossici e industriali.
Situazione analoga anche nel Lazio dove si contano numerosi siti contaminati per la presenza di stabilimenti industriali o impianti per lo smaltimento dei rifiuti.

LA VALLE GALERIA E LA VALLE DEL SACCO, BIOCIDIO NEL LAZIO

Il 9 novembre la carovana partirà da Roma e visiterà la Valle Galeria, zona a nord di Roma dove si trova la discarica di Malagrotta, sito di stoccaggio dei rifiuti più grande d’Europa, chiusa alla fine del settembre scorso dopo 17 anni di proroghe.Il sito ha un’estensione superiore ai 240 ettari e riceveva ogni giorno tra le 4500 e le 5000 tonnellate di rifiuti, producendo circa 330 tonnellate di scarti e fanghi all’anno. La zona di Malagrotta, che è soltanto una parte della Valle Galeria, comprende i quartieri di Massimina, Santa Cecilia, Spallette e San Cosimato, e rappresenta probabilmente l’area di Roma in cui si concentra il maggior numero di impianti industriali ad alto impatto ambientale.
La delegazione si sposterà a Colleferro dove le associazioni e i cittadini riuniti nel Coordinamento Valle del Sacco illustreranno la storia e le criticità della zona, spiegando l’ origine dell’inquinamento e i danni ambientali provocati dalla gestione scellerata e irresponsabile del territorio.
Dall’avvelenamento del Fiume Sacco fino all’installazione degli impianti di smaltimento rifiuti, la delegazione visiterà i luoghi simbolo presenti a Colleferro per conoscere dettagliatamente la situazione in cui è costretta a vivere la popolazione.

10 NOVEMBRE NAPOLI E LA TERRA DEI FUOCHI

La carovana conoscerà la drammatica situazione della terra dei fuochi tra la provincia di Napoli e Caserta, una delle zone in Italia in cui le conseguenze dell’esposizione di territori e comunità a agenti inquinanti dovuti prevalentemente alla gestione dei rifiuti sono maggiormente drammatiche.
La delegazione visiterà alcune delle zone caratterizzate dalla presenza di inceneritori, discariche, siti di stoccaggio di ecoballe, sversamenti e smaltimento illegale di rifiuti e incontrerà i comitati locali della zona.
In queste due giornate le personalità internazionali e la stampa avranno l’opportunità di conoscere le conseguenze ambientali, sociali, sanitarie ed economiche della mala gestione del territorio, creando così un momento di divulgazione tra esperti e attivisti locali per trovare soluzioni e percorsi efficaci da intraprendere per non violare il diritto alla salute.

Per maggiori informazioni visitare le pagine.

www.asud.net

http://asud.net/biocidio-tour-nei-luoghi-dellingiustizia-ambientale-tra-lazio-e-campania/

INTERFERENTI ENDOCRINI (PCB, DIOSSINE): COME CI SI DIFENDE.





Comunicato Stampa A.MA., Retuvasa, Minerva Pelti


Interferenti Endocrini (PCB, Diossine): come ci si difende.
 
 
Le associazioni A.Ma. Associazione Mamme Colleferro, Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) e Minerva Pelti Onlus esprimono piena soddisfazione per la buona riuscita della Conferenza "INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI, COSA C'È DA DIRE, COSA C'È DA FARE", tenutasi lunedì 7 ottobre 2013, presso la sala Moffa del Comune di Colleferro. Folta la partecipazione di rappresentanti di varie associazioni, medici, genitori, insegnanti, rappresentanti della politica locale e nazionale.
L'idea della Conferenza nasce dall'incontro di realtà associative impegnate in zone di pertinenza diversa, ma unite da medesimi obiettivi, quelli improrogabili della difesa di ambiente e salute.
La diffusione delle informazioni sulla stato della salute dei cittadini, l'importanza della prevenzione primaria, la necessità  di approfondimenti del rischio sanitario attraverso studi epidemiologici, la sollecitazione per l’elaborazione di un percorso di una cittadinanza attiva che pretenda sistemi di osservazione permanente sulla Valle del Sacco, il ruolo della bonifica e la riduzione dell'esposizione ai fattori di rischio: tutti questi elementi sono stati al centro degli interventi dei relatori.

La Dott.ssa Laura Reali, Referente Associazione Culturale Pediatri, con una lunga dissertazione tecnica sugli INTERFERENTI ENDOCRINI ED I PESTICIDI e sulla modificazione del panorama delle malattie infantili (dalla obesità al diabete di tipo 1, all'autismo, l'asma, il DHD, fino ad arrivare alle patologie oncologiche) ha illustrato quanto possa essere pericoloso e dannoso per l’essere umano vivere in luoghi con criticità di carattere ambientale.

Ma cosa sono gli interferenti endocrini?

In estrema sintesi, sono un ampio gruppo di sostanze, tra le quali figurano contaminanti ambientali persistenti, composti utilizzati in prodotti industriali e di consumo di uso comune nonché composti naturali. PCB, diossine, alcuni tipi di pesticidi, tra cui l’esaclor
oesano, gli ftalati. Tutte sostanze che, a livello endocrino, possono interagire con il sistema ormonale anche nella crescita e sviluppo del feto provocando danni come patologie riproduttive, disturbi comportamentali dell’infanzia e forse anche diabete e alcuni tipi di cancro.
La Dott.ssa Reali ha, infine, illustrato come poter evitare, per quanto possibile nel vivere  quotidiano, il contatto con queste sostanze,
concludendo il suo intervento sottolineando la necessità del controllo sul latte materno come indicatore biologico del livello d'inquinamento.
Infine sono giunte opportune sollecitazioni alle istituzioni, in particolar modo sulla necessità che anche il nostro paese ratifichi la CONVENZIONE DI STOCCOLMA (l'Italia è uno dei pochi a non averlo ancora fatto), che permetterebbe di inserire tra gli inquinanti organici persistenti (POPs) anche i PCB e diossine oltre all’esaclorocicloesano, contaminante nella Valle del Sacco.

La Dott.ssa Palazzi ed il Dott. Satta, entrambi pediatri di base presso la ASL RMG, che ringraziamo per il prezioso supporto che hanno prestato all'iniziativa, sono intervenuti per sottolineare l'importanza dello stile di vita e la necessità di una crescita di consapevolezza nella popolazione, della necessità di pensare al RISCHIO IN VIA PREVENTIVA.

All'Associazione Minerva Pelti spettano i nostri ringraziamenti per aver richiesto e acquisito gli atti riguardanti lo STUDIO SUI TUMORI INFANTILI NELLA VALLE DEL SACCO, valutazione epidemiologica svolta dalla Regione Lazio - Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione e conclusa il 13 marzo 2012, mai resa pubblica e menzionata solamente nelle relazioni di bonifica della Valle del Sacco.
Andiamo ad analizzare i dati riportato nello studio.

Per quanto riguarda sia l’area 1 che include i Comuni di Colleferro, Segni, Gavignano che l’area 2 che include i Comuni di Paliano, Anagni, Sgurgola, Morolo, Supino, Ferentino, lo studio precisa che per la mortalità nella fascia d’età 0-19 anni, i dati sono simili a quelli della popolazione della Regione Lazio.
Nell’area 1 non ci sono aumenti di tumori maligni, ma risulta un evidente aumento di ricoveri per tutte le cause, che si attesta per la fascia di età 0-14 anni, sia per i maschi che per le femmine, intorno ad un 40% in più rispetto alla media regionale (SHR=1.41 per i maschi, SHR=1.40 per le femmine).
Per l’area 2, sempre 0-14 anni, la percentuale di ospedalizzazione in più rispetto alla media regionale è del 18%  per i maschi (SHR=1.18), del 26% per le femmine (SHR=1.26).
Il dato che lo studio indica come meritorio di approfondimento è la situazione nell’area 2, in particolar modo viene citato Anagni, per i maschi di 0-14 anni con un 281% in più per il tumore all’encefalo (SHR=3.81) e del 174% in più per i tumori maligni del tessuto linfatico ed ematopoietico (SHR=2.74).
Da precisare che per quanto riguarda i tumori infantili le percentuali si basano su un numero di casi limitati.
Lo studio conclude con:
Il cluster di casi di sesso maschile riscontrato ad Anagni, anche se di entità limitata e potenzialmente dovuto a variazioni casuali, merita ulteriori approfondimenti.

In realtà questi dati, già piuttosto preoccupanti potrebbero esserlo ancora di più se, per l’analisi specifica, fossero stati presi come riferimenti di confronto gli Studi AIRTUM sui Tumori Infantili e degli Adolescenti del 2008 e l’ultimo pubblicato nel 2012 e  riferito proprio al periodo 2003-2008, sovrapponibile a quello dello studio in esame. In questo caso sembrerebbe che, il condizionale è d’obbligo, i tumori infantili nelle aree in esame siano quasi il doppio di quelli riscontrati nel Centro Italia, differentemente quindi dalla comparazione regionale. Andando ad analizzare poi le singole tipologie delle diverse forme che hanno colpito i bambini del nostro territorio, si avrebbe addirittura oltre il doppio dei tumori del tessuto linfatico ed ematopoietico, quasi il quadruplo per i tumori dell’encefalo, arrivando sino a quasi cinque volte per i tumori renali della sola Area 2.
Dati, questi, che necessitano di una immediata verifica ed un ulteriore approfondimento da parte delle istituzioni specialistiche preposte.

La Conferenza si è brillantemente conclusa con un contributo importante dell'Associazione Mamme per la salute e l'ambiente Onlus di Venafro, altro luogo vessato da presenza massiccia di impiantistica industriale; Salvatore Altiero del CSOA La Strada a nome anche dei rappresentanti dell’Associazione ASUD, ha illustrato la campagna #STOPBIOCIDIO partita dalla Campania e in viaggio per il coinvolgimento di altre regioni italiane tra cui il Lazio; la Parlamentare Federica Daga (M5S) ha riportato quanto il suo gruppo sta portando avanti in sede istituzionale per la salvaguardia dei territori; Marco Campagna della segreteria della Consigliera Regionale Daniela Bianchi ha ricordato che sulla Valle del Sacco è stato aperto un Tavolo Tecnico di verifica e proposte al quale daranno il loro contributo anche le Associazioni e Comitati. 

Concludiamo dicendo che la Conferenza è riuscita nel suo intento di arricchire il bagaglio di conoscenza sul rischio sanitario sia dei bambini che degli adulti e che tali iniziative dovrebbero essere proposte dalle Amministrazioni, non solamente da gruppi autogestiti di cittadini.
 
Valle del Sacco, 13 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare gli atti della Conferenza.

 

CONTAMINAZIONE DA PCB AD ANAGNI

Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Inquinamento PCB Anagni.
 

In primo luogo, l’opportuna ordinanza del Comune di Anagni del 02.10.13 ci pone in difficoltà, in quanto al solito le istituzioni agiscono con un deficit di trasparenza. Quali sono esattamente le positività riscontrate, e quante? Domande cui potremo rispondere solo dopo l’indebito tributo in termini di tempo ed energia dedicato all’accesso agli atti.
 
Una cosa è certa: si tratta di un inquinamento da PCB. Probabilmente collegabile a una combustione di materie plastiche. Riteniamo quindi indispensabili e urgenti verifiche e controlli in area vasta.
 
Identificare precise cause è invece questione più complessa e delicata. Si possono però, o meglio si devono, avanzare ragionevoli ipotesi, da sottoporre al vaglio di successivi riscontri.
 
La prima scontata associazione punta all’incendio dell’impianto di CDR di ACEA ARIA di Castellaccio del 19.06.13 Paradossalmente, solo dopo 3 mesi e mezzo, si scoprirebbe che gli enti di controllo (ARPA in primis) ne avrebbero clamorosamente sottovalutato l’impatto, lasciando di fatto la popolazione in balia dei suoi effetti, dopo averle rassicurate circa l’assenza di pericoli per la catena alimentare e la salute. Peraltro, nella relazione del 24.06.13 ARPA aveva annunciato la necessità di ulteriori campionamenti sulle concentrazioni di PCB a San Bartolomeo, in mancanza di dati storici. Non ci sembra ad oggi che queste indagini di approfondimento siano state compiute.
 
L’imponente colonna di fumo, che raggiunse addirittura l’Alta Valle del Sacco, investì più direttamente il territorio del Comune di Paliano e proprio la zona ovest di Anagni dove oggi si riscontrano positività al PCB in tessuti biologici di animali di allevamento. Ma la ASL ha eseguito controlli sul territorio di Paliano?
 
Non è affatto inverosimile supporre un “effetto sommatoria”, ovvero una possibile e preesistente contaminazione da PCB legata alle emissioni degli inceneritori di rifiuti, su cui si sarebbe aggiunta quella derivante dall’incendio dell’impianto di CDR e magari da altre fonti inquinanti. La zona ovest di Anagni dista diversi km. dagli inceneritori di Colleferro, ed è invece relativamente vicina agli inceneritori di pneumatici della Maind SrL (controllata Marangoni Tyre), già sospettati in passato di essere la causa di concentrazioni di diossine e PCB particolarmente elevate in località “Quattro Strade”, di fronte all’impianto.
 
Cogliamo l’occasione per affrontare la questione della suddetta Marangoni Tyre. Dopo aver espresso sentita solidarietà ai dipendenti dell’azienda, improvvisamente privati del loro posto di lavoro, non possiamo non sottolineare che si sta verificando quanto avevamo sempre sospettato, ovvero che l’azienda avrebbe chiuso l’impianto produttivo lasciando in attività remunerative fonti inquinanti di prima grandezza, con scarso riscontro in termini di posti di lavoro. Non scartiamo affatto l’ipotesi che l’azienda intenda ora utilizzare la situazione di crisi occupazionale per una sorta di ricatto alle istituzioni, chiedendo “deleghe in bianco” all’incenerimento, già velatamente risuonate nel discorso di alcuni politici, o magari la riesumazione del progetto di incerimento del “car fluff”. Nel frattempo, continuano a giungerci dalla cittadinanza segnalazioni di miasmi e fuoriuscite di fumo notturne dall’inceneritore di pneumatici.
 
In conclusione, l’inquinamento da PCB nella zona ovest del territorio del Comune di Anagni richiede pronte e adeguate risposte da parte degli enti di controllo deputati alla tutela della salute e dell’ambiente e di tutte le istituzioni. Vigileremo sul fatto che la situazione sia affrontata in modo strutturale.   
 
 
Anagni, 3 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare l'ordinanza del Comune di Anagni
 

COMUNICATO STAMPA CONFERENZA INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI


COMUNICATO STAMPA CONFERENZA
“INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI “
 

L’A.MA, Associazione Mamme Colleferro, in collaborazione con Minerva Pelti, Associazione Genitori bambini malati di tumore e la Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa), invita  alla conferenza “Inquinamento e salute dei bambini. Cosa c’è da fare e cosa c’è da sapere”, che si terrà lunedì 7 ottobre 2013 alle ore 17.00, presso la Sala Moffa del Comune di Colleferro, nei pressi di Piazza Italia.

Interverrà la Dott.ssa Laura Reali, referente dell’Associazione Culturale Pediatri, che illustrerà l’influenza dei pesticidi e degli interferenti endocrini sulla salute dei nostri bambini. A seguire, insieme ad alcuni pediatri del nostro distretto, la Dott.ssa Rosanna Palazzi e il Dott. Andrea Satta, si affronterà l’importante tema della prevenzione e del necessario biomonitoraggio del latte materno come marker biologico. Le Associazioni Minerva Pelti (Rm) e Mamme di Venafro (Is) ci racconteranno la loro esperienza e le pratiche messe in atto a difesa della salute dei bambini nei territori di provenienza.

Confidiamo in un’ampia partecipazione per avere la possibilità di scambiare informazioni sulla prevenzione primaria dell’infanzia in luoghi a significativo impatto ambientale, dove l’aria, l’acqua, la terra risultano essere stati compromessi da un dissennato sviluppo industriale.
 
Per informazioni e contatti: ama.colleferro@libero.it - 3284587538

Colleferro, 2 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare la locandina
 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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