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Salute

Anagni, Sindaco Natalia di che politica ambientale stiamo parlando?


Comunicato Stampa Congiunto

Sindaco Natalia, di che politica ambientale stiamo parlando?

 
Comunicato. emesso in riferimento a quanto riportato nell’articolo:
https://www.anagnia.com/2021/02/10/anagni-presentati-i-risultati-dello-studio-dellassociazione-medici-di-famiglia-il-sindaco-daniele-natalia-traccia-la-linea-sulla-politica-ambientale/?fbclid=IwAR0QW2d1U44ZjBtVrPzbmV5vE3AYdanlRMBU_5szNYTB4tlbmQeXzGsu5uw

Ci avrebbe sicuramente fatto piacere chiederglielo di persona, magari nell’occasione della presentazione della recente conferenza organizzata per presentare i risultati del Progetto Ancler per la misura delle polveri sottili nell’aria. Se solo fossimo stati invitati, come soggetti portatori di interesse. Evidentemente, e contrariamente a quanto avviene nelle consuetudini delle comunità scientifiche, il contraddittorio non era gradito ai relatori.

A chi si riferisce? noi non abbiamo mai “sparato a zero su imprenditori ed investitori”, per usare le sue parole.  Noi abbiamo speso tempo ed impegno personale sottratto alle nostre rispettive attività, in maniera assolutamente disinteressata, per studiare gli insediamenti industriali ad elevato impatto ambientale, proposti nei territori dove viviamo, dove vive anche lei con la sua famiglia. Noi abbiamo lavorato al fianco delle istituzioni, spesso abbiamo sopperito alle carenze delle istituzioni (quante sedute di conferenze di servizi hanno registrato solo la presenza di cittadini e associazioni e la rumorosa assenza di Comuni e Provincia?).

Noi abbiamo analizzato tutti gli aspetti dei progetti: emissioni in aria, acqua e suolo, vicinanza alle abitazioni, rumorosità, incremento di traffico veicolare, etc. Abbiamo presentato osservazioni scritte e messe a verbale nei procedimenti di valutazione ambientale. Abbiamo informato i cittadini. Ci siamo impegnati, a nostre spese, in lunghe azioni legali. Abbiamo fatto ciò che la nostra coscienza ci ha dettato e la nostra condizione ci ha permesso. Non siamo noi a “vietare le industrie”, perché, ovviamente e come lei sa benissimo, non rientra nelle nostre possibilità di cittadini e di associazioni. Ma poi di quali industrie parliamo? A parte Marangoni, alcune di quelle che da noi erano ritenute maggiormente critiche sono state autorizzate, anche grazie al suo determinante parere positivo. Non pensiamo comunque di aver   lavorato inutilmente, quando la nostra azione non è andata a buon fine, poiché abbiamo accresciuto la consapevolezza nostra e dei cittadini che siamo riusciti a coinvolgere ed informare.

Non sono dunque gli ambientalisti a bloccare i progetti.  Quando lei dice: “Ecco la bontà del progetto, (quello delle centraline Ancler) sta proprio nel fornire strumenti ai decisori politici per ben amministrare e dare un valido indirizzo politico al territorio” dimostra di non aver chiaro il problema complessivo.

La difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini è efficace se coinvolge attivamente i cittadini stessi. L’iniziativa per raccogliere dati sulle polveri sottili con le centraline è da lei utilizzata come strumento di propaganda politica, senza alcun coinvolgimento della cittadinanza ed in assenza di ogni progetto di educazione ambientale rivolto a tutte le fasce di popolazione, partire dalle scuole: che è poi ciò che noi abbiamo sempre fatto, attività che lei, invece, sembra considerare negativa. Rammentiamo un semplice, ma determinante, particolare: le centraline Ancler possono essere uno strumento per coinvolgere attivamente i cittadini – cosa che lei non ha fatto- ma non sono utilizzabili per eventuali azioni amministrative, poiché non sono omologate; aggiungiamo che negli anni passati abbiamo fatto uso dei dati forniti dalle centraline dell’ARPA, reperibili sul sito dell’ente, collocate nei vari comuni della Valle del Sacco, per le nostre indagini allo scopo di tenere informati i cittadini. 

Aggiungiamo un altro particolare, si cita la problematica del nesso tra inquinamento atmosferico e pandemia COvid-19: esiste in merito ormai una ampia messe di ricerche e studi sul campo, su cui abbiamo avuto cura di informarci e saremmo ben contenti di discuterne coi cittadini, i medici e le istituzioni, ma anche su questo è necessario organizzare pratiche di partecipazione e condivisione della conoscenza, di cui lei non sembra avere alcuna esperienza.
Tutti noi viviamo una situazione difficile a causa delle conseguenze sociali, economiche e sanitarie della pandemia da Sars-Cov-2 che ha messo in luce drammaticamente le carenze della struttura sanitaria nel nostro territorio ed ha colpito più duramente i soggetti più fragili. In questa situazione è ancor più necessario difendere l’ambiente e la salute dei cittadini. È bene che ognuno faccia la sua parte con il massimo possibile di collaborazione e condivisione di conoscenze.

Per quanto ci riguarda riteniamo necessario, dopo anni di ricerche e mobilitazioni, riassumere le conoscenze acquisite in questo lungo percorso, da ciò possiamo ricavare quale sia lo stato dell’arte in termini di salute dei cittadini e dell’ambiente, rendendo conto del ruolo giocato dai diversi attori: è bene ricordare a valutare il passato per ben agire nel presente e affrontare il futuro.

 
Anagni Viva
Legambiente Anagni
Rete per la tutela della Valle del Sacco
 
Anagni, 12.02.2021
 

SIN Bacino del fiume Sacco, la fotografia dello stato di salute nella nuova edizione dello studio SENTIERI


Comunicato Stampa Retuvasa

SIN Bacino del fiume Sacco, la fotografia dello stato di salute nella nuova edizione dello studio SENTIERI

 

Introduzione

E’ stata pubblicata sulla Rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia (al LINK), la V Edizione dello studio SENTIERI, la fotografia della salute epidemiologica delle popolazioni residenti nei luoghi altamente contaminati, i Siti di Interesse Nazionale (SIN). Presentato in anteprima lo scorso anno, poi misteriosamente scomparso, riapparso per una presentazione il 21 luglio di quest’anno, “opportunamente” spostato al 4 luglio per le elezioni europee. Ora compare stranamente prima della nuova presentazione ufficiale aggiornata rispetto a quella dello scorso anno, con tutta probabilità in seguito allo scalpore mediatico suscitato dalle dichiarazioni di Peacelink a Taranto.

Questo nuovo studio rispetto ai precedenti è dotato di diversi approfondimenti interessanti tra cui la questione delle malattie respiratorie, quella degli interferenti endocrini, dell’epidemiologia infantile, della comunicazione nei SIN, di cui avremo modo in seguito di valutarne gli esiti.

Questo perché la Sesta Conferenza Ministeriale Ambiente e Salute dei 53 Paesi della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), svoltasi a Ostrava, Repubblica Ceca (13-15 giugno 2017), ha incluso per la prima volta il tema dei siti contaminati fra le priorità di sanità pubblica. In ambito europeo, è stata stimata la presenza di circa 342.000 siti contaminati, dei quali solo il 15% sottoposto a interventi di risanamento ambientale.
In queste aree gli aspetti sanitari, ambientali, sociali e occupazionali sono fortemente interconnessi, destando forti preoccupazioni tra le comunità locali, tra gli operatori nel settore ambiente e salute, tra i decisori, a livello periferico e centrale. Sebbene il contenimento delle emissioni industriali sia migliorato negli ultimi decenni, il settore industriale è comunque responsabile di quantità significative di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, nonché della produzione di rifiuti.

L’intento di questi studi è affrontare i problemi dal punto di vista della prevenzione e delle misure da adottare rispetto ai dati riscontrati.

Il Bacino del fiume Sacco

Come è noto dal 2014 il Bacino del fiume Sacco è tornato tra i SIN nell’ottobre del 2016 con il Decreto Ministeriale sulla nuova perimetrazione. In questa nuova configurazione territoriale il SIN ha una estensione di circa 7.300ha, sono interessati 19 Comuni per una popolazione di poco più di 200.000 residenti, ben 79 aziende, 53,6 mln di euro riportati nell’Accordo di Programma Quadro per le attività di bonifica recentemente firmato.

I dati emersi dallo studio purtroppo sono incompleti, ciò è dovuto dal fatto che l’incidenza oncologica è ASSENTE in quanto il registro tumori nella Regione Lazio è stato istituito nel 2015 (Legge Regionale 12 giugno 2015, n.7) e non sono ancora presenti stime di incidenza rispetto al periodo considerato. Sono in corso le attività necessarie all’avvio e messa a regime del Registro, che successivamente produrrà i dati di incidenza delle patologie oncologiche per i residenti nella Regione.

Un’altra annotazione da fare è che nelle precedenti edizioni dello studio SENTIERI la popolazione presa in esame era riferita ad una perimetrazione ridotta rispetto all’attuale, di conseguenza i dati aggregati di oggi subiscono un effetto diluizione per alcuni eccessi riscontrati nelle edizioni passate.
I riscontri per il nostro SIN possono essere riassunti in alcuni passaggi di cui sicuramente si avrà modo successivamente di discutere con il gruppo di studio che ha realizzato il rapporto, da noi interpellato a suo tempo, e che si è reso disponibile per una presentazione anche sul nostro territorio.

Innanzitutto la mortalità per le patologie e i ricoveri considerati a priori come associati alle fonti di esposizione ambientale specifica non evidenzia eccessi di rischio, ma tra gli uomini la mortalità generale è in eccesso e in entrambi i generi si segnala un eccesso per patologie dell’apparato cardiovascolare. Sarà opportuno confrontarsi sul significato dell’associazione a priori, chiarendo la relazione tra molte patologie, tra cui il cardiovascolare, e specifici  fattori di inquinamento ambientale.

Nella sezione pediatrico-adolescenziale-infantile si osserva un eccesso di mortalità per tumori del sistema linfoematopoietico, basato su tre casi, che permane nella classe 0-19 anni (5 casi), e tra i giovani adulti (8 casi), sebbene questi numeri ridotti rendano difficile costruire una stima statistica.
Lo stesso dicasi per i tumori al sistema nervoso centrale in eccesso anche per i giovani adulti oltre che per le fasce di età inferiori. Si aggiungono poi le leucemie, sebbene per queste ultime il numero ridotto di casi aumenta l’incertezza delle stime di rischio.

Le malattie respiratorie acute sono in eccesso rispetto all’atteso in età pediatrica, mentre i ricoverati per asma sono in eccesso in età pediatrica e in difetto tra i giovani adulti.

Lo studio nella “Discussione, Conclusioni e Raccomandazioni” si concentra in particolar modo sulle differenze tra i precedenti e l’attuale studio relativamente alle aree prese in esame, concentrandosi sulla presenza ematica del Beta- HCH, sui possibili effetti sugli organi umani, sulla necessità di proseguire con gli studi epidemiologici concludendo con “È necessario che la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica attualmente in corso continui nel tempo, e comprenda anche i bambini e i giovani, con particolare attenzione ad effetti e patologie potenzialmente associate all’esposizione ambientale a β-HCH.”.

Come detto ci sarà modo di fare gli approfondimenti necessari sul significato dei dati prodotti, richiedendo la collaborazione degli esperti di settore, ci auguriamo inoltre che i dati vengano aggiornati celermente con quelli derivanti del registro tumori.

Riteniamo necessario che si aprano nuovi spazi di collaborazione tra tutti gli operatori del settore, quali ad esempio medici di base e pediatri, e cittadinanza attiva, dando vita a forme di collaborazione e consultazione permanente, condizione necessaria per fornire a tutti i cittadini una informazione chiara e completa.

Valle del Sacco, 06.06.19
 

Retuvasa riceve un attestato d'onore con medaglia d'oro dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.


Comunicato Stampa Retuvasa
 
Attestato d’onore con Medaglia d’Oro alla nostra Associazione dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

 
Il 23 novembre 2018 alle ore 17 presso l’Aula consiliare del Comune di Latina alla presenza delle massime Autorità del Comune Capoluogo, della Provincia e delle altre istituzioni parlamentari e del Governo, si terrà la cerimonia  del “Premio internazionale per la Prevenzione dei Tumori” a cura della Commissione Scientifica della sezione di Latina della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).
 
Questo prestigioso riconoscimento, giunto all’ottava edizione, quest’anno verrà conferito alla dottoressa Emanuela Palmerini, la quale ha “conseguito diversi riconoscimenti internazionali, tra cui il Conquer Cancer Foundation Merit Award, per le sue ricerche nel campo delle patologie rare e molto aggressive, i sarcomi dei tessuti ossei, che colpiscono soprattutto i pazienti in età pediatrica”.
 
Durante la cerimonia verranno conferite “Attestazioni d’onore con medaglia d’oro” a personalità , associazioni ed enti che si siano contraddistinte a livello nazionale per la realizzazione di strutture o di servizi oncologici di elevata specializzazione.
 
Tali riconoscimenti, proposti dalla Commissione Scientifica saranno attribuiti alla Sezione Provinciale  della LILT di Milano, per aver istituito, con lungimiranza nel 1984, prima in Italia, la scuola di formazione del Volontariato in Oncologia, quale strumento essenziale per elevare la struttura ad altissimi livelli di operatività, divenuta nel tempo vero e proprio modello di riferimento per le associazioni operanti nel terzo Settore, tanto da indurre il Consiglio Nazione della LILT a deliberare l’istituzione a Roma di un centro permanente di formazione per il volontariato, significativamente intitolato all’indimenticabile Gianni Ravasi.
 
La Commissione Scientifica della sezione di Latina della LILT ha deciso di conferire un attestato con medaglia d’oro anche all’Associazione ReTuVaSa (Rete Tutela della Valle del Sacco) “per la tenace azione che ha condotto e conduce per reclamare e sostenere la bonifica della Valle del Sacco, sconvolta nel suo assetto ambientale, inquinata pesantemente con ripercussioni nella vasta area circostante”.
 
La nostra associazione è estremamente onorata di tale riconoscimento giunto a circa dieci anni dall’inizio delle attività di studio, iniziative e comunicazione sul tema socio-ambientale che riguarda il territorio della Valle del Sacco e ringrazia sentitamente il dottor Norberto Venturi, presidente della LILT di Frosinone, associazione  da sempre  sensibile alle problematiche ambientali come fonte primaria nella genesi delle malattie tumorali, per aver voluto segnalare in un consesso scientifico e sociale così importante, il valore del nostro impegno quotidiano.
 
 
Valle del Sacco, 21.11.2018
 

 

Valle del Sacco, nuova sorveglianza epidemiologica e presidio Ambiente e Salute.


Comunicato Stampa Retuvasa
Valle del Sacco, il nuovo programma di sorveglianza epidemiologica sconfessa le dichiarazioni del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.



 
Le dichiarazioni del Ministro Beatrice Lorenzin sullo stato di salute della Valle del Sacco, sono state a dir poco infelici, purtroppo avallate dal direttore della ASL di Frosinone, Dott. Pizzutelli, con discutibili considerazioni di ordine epidemiologico e statistico che richiedono di essere puntualizzate per collocare i dati e le fonti nel giusto contesto. Nel frattempo pronte le repliche di alcuni parlamentari, sindaci del territorio, del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute, di rilievo e soprattutto d’obbligo quelle dei Medici di Famiglia per l’Ambiente della Provincia di Frosinone.
 
Questo nostro intervento non può supplire ad una esigenza da sempre disattesa, una capillare informazione dei cittadini della Valle del Sacco sulle condizioni sanitarie del territorio a partire dagli effetti della contaminazione. Una efficace azione preventiva sull’insorgere delle diverse patologie richiede un adeguata struttura sanitaria in grado di veicolare l’informazione e coinvolgere attivamente i cittadini.
 
Esiste abbondante letteratura sugli effetti degli inquinanti presenti nelle matrici ambientali del nostro territorio, aria, acqua e su
olo, indagini come il rapporto ERAS, lo studio SENTIERI, gli studi epidemiologici per il Betaesaclorocicloesano e i sottostudi localizzati e/o differenziati come quello dei tumori infantili. Tuttavia il Ministro e il Direttore hanno affermato che il nostro territorio gode di ottima salute o meglio rientra nella “normalità” statistica con riferimento a rapporti epidemiologici del DEP Lazio.
 
A prescindere dalla mancata presa in considerazione dell’insieme dei dati e delle ricerche che da anni illustrano i rischi che corre la salute pubblica, la nostra salute, dobbiamo evidenziare l’uso scorretto di quelle informazioni. Riteniamo pertanto sia necessario disaggregare i dati, riferirli ad aree con specifiche condizioni ambientali e sociali.
 
Sulla nostra tesi ci viene in aiuto la Deliberazione regionale del 9 maggio 2017, n. 228
Realizzazione di un Presidio Salute e Ambiente (PresSA) presso l'Ospedale di Anagni (FR) ed approvazione del "Programma di valutazione epidemiologica", relativamente ai requisiti tecnici, della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) Valle 
del Sacco - D.M. n. 321/2016.”.
 
A dirla tutta il PresSA viene inserito in testa alla delibera, in verità l’essenza dell’atto è riferito alla valutazione epidemiologica. Ciò è evidente anche dagli impegnativi di spesa, 960.000 euro per la sorveglianza sanitaria, 136.000 euro per il PresSA. (Sull’origine dei fondi vedi la nota a fine comunicato [*], sul PresSA le nostre valutazioni a fine comunicato)
 
Il progetto epidemiologico a nostro parere è innovativo e inclusivo di tutto il territorio lungo l’asta fluviale per un totale di 19 Comuni, a differenza del passato in cui venivano a mancare i riscontri sanitaria nei Comuni più a sud.
 
Le attività previste sono molto interessanti e vanno dal bio-monitoraggio per 1.200 persone per l’incidenza del Betaesaclorocicloesano, allo studio epidemiologico per gli effetti da inquinamento atmosferico, allo studio epidemiologico sugli effetti sulla salute attraverso consumo di acque e alimenti, all’acquisizione dei dati a disposizione di ASL e ARPA delle acque per contaminanti quali pesticidi e metalli pesanti.
Nel progetto si afferma: Le condizioni di salute, espresse in termini di tassi standardizzati di mortalità, prevalenza ed incidenza saranno valutate secondo i diversi livelli di disaggregazione territoriale ASL, Distretti e Comuni”.
 
E prosegue con: “Gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) potranno essere studiati in relazione all’esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato”
 
Georeferenziare, cioè riferire la rilevazione del dato alla sua puntuale collocazione sulla mappa del territorio.
Quindi per avere un quadro corretto si deve georeferenziare e disaggregare, non generalizzare.
 
Questo impegno regionale, con queste dinamiche, mette in dubbio quanto reso pubblicamente dal Ministro della Salute e dal Dott. Pizzutelli, a meno che i due non vogliano sconfessare la Regione Lazio per quanto a livello di controlli sanitari sul territorio sta mettendo in campo.
 
Tornando infine al PresSA esso è configurabile come una compensazione al Comune di Anagni in rivolta da tempo per il ripristino dell’Ospedale, che non risolve il problema della drastica riduzione della presenza di strutture sanitarie adeguate sul territorio.
Rileviamo tuttavia un aspetto positivo, il coinvolgimento di tutti gli interlocutori locali: le ASL, i medici di base e pediatria di libera scelta, i Comuni, le Associazioni.
 
Uno sportello di ascolto e di informazione per la popolazione sui temi e rischi ambientali ha però senso ed è funzionale solo come dispositivo interno ad una azione sistematica di prevenzione e cura, di informazione e mobilitazione della popolazione entro il contesto di una infrastruttura sanitaria adeguata. Il tutto tanto più necessario quanto più si concretizzeranno gli interventi di caratterizzazione e bonifica delle aree contaminate iscritte nel perimetro di Sito di Interesse Nazionale.
 
Allo stato attuale non ci troviamo affatto in questa situazione, quindi buoni gli studi epidemiologici sul territorio, inadeguata al momento la semplice creazione del PresSA alle esigenze di controllo sanitario del territorio.
 
  
Valle del Sacco, 25.05.2017
 
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[*]
Fondi prelevati dal capitolo di spesa E32525 nell’ultimo bilancio di previsione regionale denominato “Bonifica dei Terreni Inquinati nella Valle del Sacco”, su un totale nel biennio 2017-2019 di 16,5 milioni di euro.
 
Da tenere presente che per la bonifica della Valle del Sacco al momento, oltre a questi fondi regionali, sono a disposizione 10.701.885,94 euro nella contabilità speciale avanzata dalla precedente gestione di bonifica commissariale (fondi spostati dalla contabilità speciale nel capitolo E32109 – Utilizzazione dell’assegnazione delle somme in contabilità speciale per gli interventi cui all’ex-emergenza della Valle del fiume Sacco, vincolati per le attività programmate tipo le MISE e la bonifica di Arpa2 su Colleferro) e ulteriori 10 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Ambiente per il biennio 2016-2017 ancora non utilizzati.
Un totale di circa 37 milioni di euro, cifra insufficiente, ma considerevole come approccio al nuovo SIN.

 
 

Patrica, incontro pubblico sorveglianza epidemiologica valle del Sacco


Comunicato Stampa
Retuvasa e Comitato La Rinascita
 
Sito di Interesse Nazionale Bacino del fiume Sacco:
la sorveglianza epidemiologica.
 
Incontro Pubblico
Martedì, 13 dicembre 2016 – ore 17,00 –Patrica (Fr)


 
Dall’ultimo rapporto di sorveglianza sanitaria pubblicato lo scorso giugno dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio - ASL RM1 a cui ha partecipato il Dipartimento di Prevenzione - ASL RM5, sono emersi nuovi preoccupanti elementi di associazione tra la presenza del Beta-esaclorocicloesano (Beta-HCH) nel sangue dei residenti della Valle del Sacco e alcune patologie, in aggiunta ai problemi già descritti in precedenti pubblicazioni.

La Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) e il Comitato La Rinascita propongono un confronto pubblico con alcuni degli artefici di questi studi, il dott. Francesco Forastiere e la dott.ssa Silvia Narduzzi, del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio - ASL RM1.

L’appuntamento è per martedì 13 dicembre 2016 alle ore 17,00 a Patrica (Fr) presso il Castello Colonna, località Tomacella.

Questo evento, come il precedente a Colleferro del 16 novembre scorso, si inquadra in una successione di incontri coi quali, assieme alla rete delle associazioni della Valle del Sacco, intendiamo offrire ai cittadini l’opportunità di informarsi in maniera più approfondita, per far crescere consapevolezza, partecipazione e mobilitazione circa i problemi economici, sociali, ambientali e sanitari del nostro territorio.

Contiamo quindi sulla presenza dei cittadini, delle istituzioni, degli operatori del settore sanitario, in particolare dei medici di base.
 
Valle del Sacco, 9 dicembre 2016
 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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