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Lavoro

13 APRILE A FERENTINO, IL CVS CHIAMA A RACCOLTA REALTA' ASSOCIATIVE E CITTADINI


COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO VALLE DEL SACCO
 
 
Continua il lavoro di monitoraggio, divulgazione e proposta del CVS che da due anni cerca di porre un freno alle politiche speculative e di mala gestione del ciclo dei rifiuti.
La decennale crisi ambientale e sanitaria della Valle del Sacco si aggrava giorno dopo giorno, non facendo intravedere spiragli di risanamento e bonifica.
Le Province di Roma e Frosinone continuano ad essere sotto assedio dai rifiuti di Roma Capitale che ormai spingono alle porte  dei nostri territori.
La vacatio di un Piano Rifiuti Regionale ed il Commissariamento delle Province rende le Amministrazioni locali prive di qualsivoglia linea di indirizzo programmatica. Sempre più la pianificazione territoriale, comunale ed inter-provinciale, si allontana da una sana progettazione di riconversione e risanamento delle aree inquinate e dal mettere uno stop alle emissioni nocive, alla speculazione edilizia ed al consumo del territorio.
La mancata intraprendenza delle Istituzioni locali ha aperto la strada a nuove speculazioni dell’iniziativa privata. Le lobby dell’incenerimento e dell’energia stanno invadendo ormai anche le campagne e i borghi storici che erano riusciti a resistere, con una propria vocazione agro-alimentare, turistica e culturale, all’ urbanizzazione industriale. Sotto la pseudo-ideologia di una falsa e fallace green-economy, sono in fase di autorizzazione impianti a biogas e parchi fotovoltaici che rispondono solo alle logiche del profitto. Così come i rifiuti solidi secondari che bruceranno nei nostri cementifici.
Dopo anni di commissariamenti vari, che non hanno prodotto nessuna soluzione, l’unica risposta che viene data alle istanze di questo territorio è il pugno di ferro del Ministro e super-commissario Clini, che chiede ulteriori sacrifici ai cittadini ciociari e della nostra valle, in barba ai diritti costituzionali di tutela dell’ambiente e della salute.
Per Colfelice e Colleferro si prospetta lo stesso infausto destino: diventare le pattumiere di Roma.
Ancora una volta le associazioni, lasciate sole, dovranno farsi carico della difesa del territorio. Non mancheranno azioni di protesta. 
Ancora una volta, per sopperire allo stallo istituzionale creatosi ed all'inefficacia delle soluzioni intraprese, il CVS non farà mancare la propria proposta. 
Sabato 13 aprile, il Coordinamento Valle del Sacco chiama all’ appello tutte le realtà associative, di cittadinanza attiva e i comitati in lotta, delle Province di Roma e Frosinone, per organizzare un ampio tavolo permanente che discuta e metta in cantiere una nuova governance ambientale, non più rinviabile.
 
L’incontro pubblico si terrà a Ferentino, presso il Palazzetto dello Sport, Via Aldo Moro, sala del Comitato Ponte Grande, a partire dalle 16:00.

 
Valle del Sacco, 10 aprile 2013

Mappa per raggiungerci al link

https://maps.google.it/maps?q=via+aldo+moro,+palazzetto+dello+sport,+ferentino&hl=it&ll=41.69775,13.238568&spn=0.009373,0.01929&sll=41.697747,13.238576&sspn=0.037491,0.077162&t=h&gl=it&z=16

9 APRILE, SIT IN A MONTECITORIO PER I DIRITTI NEGATI


 
Comunicato Stampa Coordinamento Valle del Sacco
 
Il 9 Aprile 2013 il Coordinamento Valle del Sacco parteciperà con una sua delegazione al sit-in indetto da NOWAR e Peacelink dinanzi al palazzo di Montecitorio, a partire dalle ore 10.00 del mattino.
Dato che in quella data ci sarà il pronunciamento sull'incostituzionalità del cosiddetto “Decreto salva ILVA”, avverso il quale è doveroso precisare che “la Costituzione sancisce e garantisce il diritto alla salute dei cittadini", così come il lavoro,  che ora si trovano paradossalmente sui due piatti della bilancia giudiziaria. Questo è il prezzo che ha pagato negli anni anche la Valle del Sacco...così come Taranto e numerose altre situazioni territoriale nel nostro paese.
Il decreto inoltre mette in luce un inedito "scontro istituzionale" sulle tematiche ambientali. A Taranto un Ministro che esautora d'imperio le decisioni di un magistrato, nella Valle del Sacco un continuo di veti e scontri incrociati, in particolar modo sul tema rifiuti, tra Commissari, Ministro e rappresentanza elettiva.
L'adesione a tale iniziativa nasce da un ben più profondo legame che unisce i cittadini del Salento, avvelenati dai fumi dell'Ilva e degli altri impianti ivi presenti, a quelli della Valle del Sacco, anch'essa storico sito industriale, ora chiamati a confrontarsi con le scomode eredità ambientale lasciata dagli impianti che hanno, negli anni, abusato e stuprato questi territori.
Una connessione che questa partecipazione intende ribadire, rafforzando ancor più il fronte di coloro che chiedono giustizia ambientale, dopo anni di barbari sversamenti, pratiche illecite e pericolose, tanto per l'ecosistema che per i cittadini residenti.
Un messaggio ancor più importante da rilanciare oggi, a seguito dei nuovi e recenti attacchi che il dimissionario Governo Monti, nella triste figura del suo Ministro per l'Ambiente Corrado Clini, continua a perpetrare ai danni dei territori, a partire del declassamento di molte località, tra cui la Valle del Sacco, da Sito di Interesse Nazionale (SIN) a Sito di Interesse Regionale (SIR), per giungere alla parossistica gestione dell'emergenza rifiuti romana, senza dimenticare l'infame tentativo di autorizzare i cementifici all'incenerimento di rifiuti, classificati quali Combustibili Solidi Secondari (CSS).
Nonostante le motivazioni siano diverse e molteplici, la lotta che unisce Taranto e la Valle del Sacco è la stessa: la difesa dell'ambiente e della salute dei cittadini, prima di ogni profitto, prima di ogni sfruttamento economico.
Il 9 Aprile, a Montecitorio, invocheremo a gran voce: GIUSTIZIA!
 
Taranto-Valle del Sacco, 5 aprile 2013
 

IL MINISTERO DELL'AMBIENTE RISCRIVE LA STORIA DELLA BONIFICA DELLA VALLE DEL SACCO


COMUNICATO STAMPA RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO
 
 
Piangere oppure ridere? Questa l’alternativa di fronte al grottesco comunicato stampa del Ministero dell’Ambiente “Torna alle Regioni la competenza di 18 aree da disinquinare”, da oggi sul sito web dell’ente.
Dopo aver magnificato le conseguenze della trasformazione di 18 ex Siti di Bonifica di Interesse Nazionale (SIN) in altrettanti Siti di Interesse Regionale (SIR), parola d’ordine “Meno burocrazia, più velocità negli investimenti e più vicinanza ai cittadini e alle esigenze locali” - ma ci sembra invece che nella filosofia del provvedimento e nei riferimenti normativi a monte prevalga l’intenzione di dismettere competenze governative, con dequalificazione della rilevanza delle aree soggette a bonifica, e delega alle Regioni di compiti di coordinamento e di spesa che spetterebbero a istituzioni di livello superiore - il Ministero, guarda caso, si sofferma nello specifico su un solo SIN, quello della Valle del Sacco.

Riportiamo testualmente:
“Nel caso della valle del Sacco, la zona è distinta in due diverse aree. Una zona è l’area del polo chimico di Colleferro, per la quale nel 2005 era stata dichiarata l’emergenza socio-economica-sanitaria. Questa area non è compresa nel decreto perché non è mai stata classificata Sin ed era di competenza di un commissario straordinario. Il decreto invece trasferisce alla Regione Lazio una seconda area, l’ex sito di interesse nazionale della valle del Sacco: è una parte del territorio del bacino del fiume Sacco completamente distinta da quella dichiarata in stato d’emergenza; non vi sono attività industriali di dimensione significativa tale da poter essere considerata presupposto per la classificazione di sito di interesse nazionale”.

Ci si passino i termini, qui siamo di fronte ad affermazioni incredibili, che sembrano frutto di disinformazione o di incompetenza.
In primis - ricorda Alberto Valleriani, presidente RETUVASA - “il decreto istitutivo del SIN (L. 2 dicembre 2005, n. 248, art. 11 quaterdecies, comma 15 - ma cfr. già O.P.C.M. n. 3441 del 10 giugno 2005, in particolare art. 1) non esclude certo dai confini del SIN il polo chimico di Colleferro, origine della contaminazione stessa”.

In secundis - ipotizza Francesco Bearzi, coordinatore RETUVASA Frosinone - “gli autori del comunicato stampa forse identificano il SIN con la perimetrazione del bacino ripariale contaminato, ma si tratta di due cose ben distinte. La perimetrazione è complementare al SIN, non lo sostituisce. Identificando erroneamente il SIN con la perimetrazione delle aree ripariali, il Ministero fa bene a sostenere che non vi si trovano impianti industriali significativi, perché in tal caso dovrebbero essere ubicati sulle sponde del fiume Sacco. Si trovano invece tutti nel raggio di qualche chilometro e, come tutti sanno, ad eccezione, pare, dello stesso Ministero dell’Ambiente, gli scarichi industriali sono confluiti e continuano a confluire nel fiume Sacco, determinando criticità ambientali storiche e recenti”. 

A prescindere dalle affermazioni clamorosamente erronee riportate nel comunicato stampa ministeriale - concludono Valleriani e Bearzi - la Rete per la Tutela della Valle del Sacco ha già anticipato pubblicamente dieci giorni fa il cuore delle ragioni per cui il “declassamento” del SIN sembra risultare, alla luce della normativa, decisamente illegittimo, e in base alle quali RETUVASA e altre associazioni ricorreranno in sede giudiziaria.
 
 
Valle del Sacco, 31 gennaio 2013  
 

CLINI HA FIRMATO IL DECRETO SUL DECLASSAMENTO DEI SITI DI INTERESSE NAZIONALE





COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO VALLE DEL SACCO 

 
 
Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha firmato in data 11 gennaio 2013 con protocollo n. 7 il decreto prescrivente il declassamento di ben 18 Siti di Bonifica di Interesse Nazionale a Siti di Interesse Regionale. Tra questi, i due SIN della Valle del Sacco, “Bacino del fiume Sacco” e “Frosinone”, la cui bonifica non si è conclusa, e i cui confini non si sono mai saldati, ponendo le premesse per affrontare strutturalmente l’inquinamento della Valle.
Tale decreto sta diventando legge dello Stato, il passaggio sulla Gazzetta Ufficiale è un semplice pro forma.
Nel frattempo, le dichiarazioni trasversali della politica territoriale contro il declassamento dei SIN “Bacino del fiume Sacco” e “Frosinone” non ci hanno pienamente convinto. Eccetto rari casi più credibili alla luce di un impegno continuativo, per lo più ci sembra si tratti di frasi di circostanza o di propaganda elettorale.
Va sottolineato il fatto che la notizia non sia arrivata dalle assise politiche, ma dal volontariato e dall’associazionismo, attraverso i contatti stabiliti in una Rete sempre più partecipata. Non le istituzioni hanno informato i cittadini della Valle del Sacco di cosa stesse succedendo sulle loro teste, ma ha divulgato la notizia chi si impegna per l’ambiente sottraendo tempo alla propria attività lavorativa e alla propria famiglia, reperendo un decreto di cui nessuno aveva il dettaglio fino a poco prima della nostra comunicazione. E soprattutto, la Giunta Polverini si è ben guardata dall’opporsi al declassamento dei SIN - benché la relativa comunicazione ministeriale le fosse pervenuta il 14 novembre scorso - entro i 15 giorni previsti dalla normativa.
È interessante notare come l’alacre Ministero in questione sia riuscito, nel breve arco temporale intercorso tra il 7 agosto 2012 (Legge n. 134), al 14 novembre 2012, data di invio dell’informativa alle Regioni, a maturare tutti gli elementi necessari per ritenere che questi territori, con bonifiche in itinere, non possedessero i requisiti previsti dalla normativa. In soli tre mesi si è gettata alle ortiche la speranza di una parte d’Italia di rivedere i luoghi di appartenenza riportati a condizioni accettabili di vita.
Per quanto riguarda in particolare i nostri SIN, ci auguriamo che le motivazioni tecniche circa l’illegittimità e l’insensatezza del declassamento, alla luce della stessa normativa e della situazione reale della Valle del Sacco, comincino ad essere valutate da chi ha il compito di farlo, con la massima accuratezza, per responsabilità governativa.
E ribadiamo di essere pronti a ricorrere contro l’illegittimità dell’atto.
  
Valle del Sacco, 30 gennaio 2013

In allegato è disponibile il Decreto
 

VALLE DEL SACCO, LA CRONACA DEL 2005


La videostoria sull'avvio dell'emergenza Valle del sacco

Il filmato che ripercorre gli eventi del 2005, dal ritrovamento dei capi di bestiame avvelenati da cianuro alle interviste di attivisti, agricoltori, politici.....

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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