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Gestione Rifiuti

Colleferro, manifestazione 9 aprile 2016 contro gli inceneritori.


COMUNICATO STAMPA CAMPAGNA RIFIUTIAMOLI!
 
SABATO 9 APRILE 2016
MANIFESTAZIONE A COLLEFERRO CONTRO GLI INCENERITORI
 
 
Da diversi mesi, comitati di quartiere, associazioni e singoli cittadini si stanno mobilitando in risposta alla decisione della giunta regionale di estendere l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A) ai due impianti di incenerimento siti nel comune di Colleferro.
 
Contro tale provvedimento, che prolungherebbe per molti anni il loro funzionamento, l’amministrazione comunale di Colleferro, insieme a diverse associazioni e comitati del territorio, hanno intrapreso un ricorso al tribunale amministrativo regionale (T.A.R.) del Lazio, contestando l’illegittimità del procedimento di autorizzazione seguito dalla regione e per impedirne l'approvazione.
Si sta concretizzando, inoltre, la possibilità che i due inceneritori, attivi dal 2002 e collocati nel quartiere di Colleferro Scalo, vengano comprati da Ama-Acea e vadano in contro al "revamping" (cioè ammodernamento) così da poter essere mantenuti in attività per altri anni, anche decine.

Questa eventualità diventa sempre più concreta anche grazie ad una politica nazionale sconsiderata che, con l’art. 35 dello Sblocca Italia, incentiva la costruzione di nuovi impianti di incenerimento, a cui viene attribuito una funzione strategica, al fine di far venir meno il principio di autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti a livello regionale. Secondo questo criterio scellerato, a Colleferro, continueremo a bruciare rifiuti provenienti da altrove, mantenendo lo stesso ciclo dei rifiuti al quale ci siamo sempre opposti.
 
Tutto questo accade all’interno del perimetro Sito di bonifica di Interesse Nazionale (SIN) Valle del Sacco, tra i più estesi d’Italia, nel territorio che ha visto i responsabili dell’ex Consorzio Gaia S.P.A. protagonisti di un processo penale per smaltimento illecito di rifiuti.
Un territorio tristemente noto anche per l'allarmante fotografia tracciata dalla ricerca epidemiologica. Sono ben 8 gli studi epidemiologici condotti, tra cui Sentieri ed ERAS (peraltro finanziata dalla stessa regione Lazio) che imputano agli inceneritori l'aumento in numero dei ricoveri ospedalieri per malattie polmonari e bronco polmonari cronico ostruttive.

Per questo territorio tremendamente vessato dal punto di vista ambientale chiediamo una moratoria delle emissioni e la chiusura immediata di questi impianti antieconomici ed obsoleti, in favore di una politica ambientale più sostenibile e priva di impatti sul territorio e soprattutto a tutela della salute dei cittadini e dell’intero ecosistema nel quale vivono.

Per questo, Sabato 9 Aprile, daremo vita ad una grande manifestazione, che partirà alle ore 14:30 dal piazzale di Colleferro Scalo e si muoverà per tutta la città,  far capire a chi, dall’alto, prende le decisioni per questa valle che noi non siamo disposti a cedere.
 
Scendiamo in piazza per un futuro migliore, scendiamo in
piazza per poter consegnare ai nostri figli un territorio diverso, che traendo insegnamento dal passato, si riscatti.
 
Colleferro- Valle del Sacco, 5 aprile 2016
 
f.to: Associazioni e Comitati aderenti alla Campagna RIFIUTIAMOLI!
 

PD e rifiuti: capace di volere, incapace di intendere.


Comunicato Stampa Retuvasa
 
Partito Democratico e rifiuti: capace di volere, incapace di intendere.

 
 
E’ sempre più vero il detto “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Il riferimento è alle sconcertanti dichiarazioni a reti unificate delle componenti territoriali del PD e del neo assessore all’ambiente e rifiuti, Mauro Buschini, relativamente alla gestione dei rifiuti, nello specifico impiantistico di Colleferro, inteso ancora come polo logistico di risoluzione del problema perché, secondo la componente politica citata, ancora dopo decenni di problema si tratta.
 
L’avvio delle ostilità viene lanciato dall’Assemblea del Coordinamento territoriale Prenestini-Lepini del PD, area vasta, quindi palesemente rappresentativo nella condivisione.
Nel documento presentato all’incontro pubblico tenutosi ad Artena il 12 marzo scorso, a prescindere dai ritardi notevoli nel presentare una soluzione “virtuosa” sulla gestione dei rifiuti e dal mancato coinvolgimento delle strutture associative organizzate nell’elaborazione (prassi comune della politica in generale), emergono alcune prese di posizione che ci vedono fortemente in disaccordo per l’impatto estremamente negativo sul nostro territorio e di alcuna utilità per la soluzione del “problema”.
Ci riferiamo alle dotazioni impiantistiche, in particolar modo agli impianti di incenerimento (termovalorizzazione è un termine obsoleto), nel caso specifico, di Colleferro.
Il documento in questione fa riferimento all’art. 35 della Legge denominata Sblocca Italia. A tal proposito la regione Lazio avrebbe messo dei paletti non accettando la costruzione di nuovi impianti ed ottimizzando quelli presenti, con il presupposto di una diminuzione degli stessi, dagli attuali quattro a due, eliminando anche una delle due linee di Colleferro.
Fin qui ci potremmo stare, anche se a Colleferro le linee da abbattere sono entrambe, ma questa per alcuni politici è demagogia.
 
Proseguendo però nella lettura del documento, si scopre che gli inceneritori di Colleferro, e si parla al plurale, devono essere ripensati tecnologicamente, con gara pubblica per la gestione degli impianti ad un partner industriale, supponendo che sia in grado di sobbarcarsi i costi di ammodernamento.
 
Come dire, “poche idee, ma ben confuse”. Il PD ne vuole uno o due di inceneritori?
 
Inoltre nello stesso documento si decanta l’impianto di compostaggio di Gallicano come soluzione pubblica relegando a minor importanza soluzioni meno impattanti come gli impianti di comunità e l’autocompostaggio, mentre per Colleferro invece l’interesse deve passare al privato.
Pubblico, privato o misto? Raccolta differenziata o incenerimento? Mega impianti o piccole dotazioni locali?
Con tutte queste variabili la soluzione ottimale trovata anche per questa volta è far bruciare i rifiuti, per giunta ad un privato.
 
Tra l’altro segnaliamo che il prossimo anno verrà proposto un quesito specifico referendario a livello nazionale proprio per contrastare l’interesse strategico degli inceneritori determinato dall’art. 35 della Legge Sblocca Italia, quesito depositato il 23 marzo scorso in Corte di Cassazione.
 
Tornando al documento, le contraddizioni non finiscono ancora e inducono a ulteriore domanda: chi si assumerà il compito di ricercare il partner industriale che potrebbe manifestare l’interesse per gli impianti di Colleferro, in caduta libera a livello di obsolescenza impiantistica e per i quali sarebbero necessarie diverse decine di milioni di euro per l’ammodernamento?
Sarà lo stesso PD a forzare la mano ad esempio ad ACEA, forse unico interlocutore possibile in un contesto di spartizione economica del territorio nazionale a sobbarcarsi un impegno non indifferente su un’impiantistica, che con l’aumento obbligatorio della raccolta differenziata potrebbe divenire un investimento inutile?
 
Nel contesto interviene anche il neo assessore regionale ad ambiente e rifiuti, Mauro Buschini, area PD del frusinate, sicuramente non distante da Colleferro e perfettamente al corrente dello stato ambientale e sanitario della nostra valle e per la quale sembrerebbe si stia prodigando con incontri nella ricerca di soluzioni sulla qualità dell’aria, della cui proficuità restiamo in attesa di misure applicate.
In risposta ad alcune interrogazioni in consiglio regionale il 23 marzo scorso, l’assessore in controtendenza ai propositi precedentemente descritti, ha rilanciato sulla necessità impiantistica di Colleferro richiamando l’ammodernamento degli impianti per la soluzione del “problema rifiuti”.
 
Nel suo intervento l’assessore Buschini ha poi ribadito che la società Lazio Ambiente SpA dovrà essere integrata con una società privata del settore rifiuti, cedendo ai Comuni le rimanenti quote, ancora in mano alla regione. Gli inceneritori di Colleferro costituiscono il principale asset appetibile per il privato. La logica del profitto, quella delle lobby dell’incenerimento a livello nazionale, detta legge, a discapito di ogni bel discorso sulle compatibilità ambientali.
 
In sintesi è assai probabile che entro l'estate venga prodotto un piano rifiuti regionale, a marzo a detta dell’assessore saranno disponibili nuovi dati sul fabbisogno regionale, e che venga determinato l'assetto proprietario di Lazio Ambiente SpA, condizione necessaria per l'esplicito avvio del progetto di revamping degli inceneritori.
 
Troppe voci insieme tutte in linea tra di loro, sembrano “quasi” concordate.
 
In chiusura del documento elaborato dal Coordinamento Territoriale si dice “si deve avere il coraggio di pensare ad un ottica territoriale della gestione dei rifiuti”, se è così cosa quale progetto hanno in mente i sindaci del tavolo di coordinamento della Valle del Sacco? Molti appartengono al PD, si riuniscono per cercare di trovare le giuste soluzioni per il nostro territorio, mentre il proprio partito di riferimento fa proposte, a nostro modesto parere contrarie ai propositi da essi dichiarati.
 
Cosa ne pensano?
 
La nostra domanda avrà una risposta in tempi brevi, poiché in tempi sufficientemente brevi si dovranno fare scelte radicali, incombono leggi nazionali e la ridefinizione di un piano rifiuti regionale. A sua volta il PD territoriale dovrà sciogliere le sue molte ambiguità.
 
Nel frattempo le associazioni e i comitati della valle del Sacco si stanno mobilitando con la manifestazione territoriale del 9 Aprile a Colleferro di contrasto le azioni di proroga amministrativa degli inceneritori ed il loro rilancio per i prossimi vent’anni.
Sia ben chiaro, una forte presenza istituzionale darà certamente più forza a questa mobilitazione, ma che sia una sfilata a volto scoperto.
 
 
Valle del Sacco, 01.04.2016
 

Colleferro, Italcementi recede dal bruciare i CSS.


Comunicato Stampa Congiunto
 
Colleferro, Italcementi non risponde alle osservazioni delle associazioni e la pratica autorizzativa per bruciare rifiuti è archiviata.

 

Le associazioni continuano ad avere un ruolo importante, un valore aggiunto nel tessuto sociale ed è necessario supportarle, fornendo loro strumenti e rendendole partecipi a tutti i livelli.

Italcementi richiese la verifica di assoggettabilità a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e le associazioni produssero una serie di osservazioni ben dettagliate sul possibile impatto di un nuovo impianto inquinante in un’area già fortemente compromessa.

Le osservazioni, oltre che al parere negativo dell’allora Amministrazione, vennero recepite e l’impianto proposto venne rimandato a VIA con Italcementi che esattamente un anno dopo presentò nuovamente il progetto con tutte le documentazioni del caso in un iter autorizzativo più complesso. Le Associazioni osservarono con le medesime eccezioni.
 
Oggi con determina G01828 del 02.03.2016   il progetto viene archiviato e la conferma che il ruolo delle associazioni è stato determinante la si rileva nel testo dell’atto regionale:
 
Considerato che il competente Ufficio Valutazione Impatto Ambientale dell’Area Qualità dell’Ambiente e V.I.A., ha effettuato con nota prot.n. 605410 del 31/10/2014 richiesta di integrazioni e controdeduzioni sulle osservazioni pervenute;
 
Considerato che non è pervenuto alcun riscontro alla suddetta nota e quindi non è possibile dare ulteriore corso alla valutazione relativa al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale in oggetto e risulta necessario, pertanto, procedere all’archiviazione dell’istanza;”
 
Ricordando che sui CSS è pendente un ricorso al TAR Lazio contro il Ministero dell’Ambiente sul decreto firmato dall’allora ministro Clini, oggi ribadiamo il concetto che il lavoro delle associazioni, instancabile e in continua crescita a livello di conoscenza, ha una funzione integrata nel processo amministrativo a cui non si può non dare merito e giusto riconoscimento.

 
F.to
Ass. Rete per la Tutela della Valle del Sacco (retuvasa)
Ass. Unione Giovani Indipendenti (UGI)
Ass. Raggio Verde
Comitato Residenti Colleferro
Ass. Mamme Colleferro (A.ma)
Ass. Culturale Gruppo Logos
 
 
Colleferro, 09.03.2016 
 

Valle del Sacco, Associazioni e Comitati lanciano la campagna RIFIUTIAMOLI! BASTA INCENERITORI!




Associazioni e Comitati lanciano la campagna RIFIUTIAMOLI! BASTA INCENERITORI!

In primavera grande manifestazione contro gli inceneritori di Colleferro.

 

Nella Conferenza stampa curata dal Comune di Colleferro, dalle associazioni ambientaliste e dai comitati di quartiere è stato reso noto il lavoro congiunto sul ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio (T.A.R.) per chiedere l'annullamento (sospensione del rinnovo) dell'Autorizzazione d'Integrata Ambientale (A.I.A.) dell'inceneritore di Lazio Ambiente spa.

Il Giudice nell’udienza di oggi, 2 febbraio, si è riservato di dare una risposta sulla richiesta di sospensiva dell’estensione AIA entro un paio di giorni.
 
Una conferenza stampa che ha rappresentato una prima volta nella storia di Colleferro, quantomeno degli ultimi vent'anni.
Presente anche l'avvocato che sta curando il ricorso, Vittorina Teofilatto, che ha spiegato le criticità dell'inceneritore e le modalità con cui la Regione Lazio e Lazio Ambiente hanno richiesto l'estensione dell'A.I.A. per altri 5 anni.
Nella Conferenza stampa è stata ribadita la volontà unanime di scongiurare qualsiasi ipotesi di potenziamento e di ammodernamento (revamping) degli inceneritori.
La strada del ricorso al T.A.R. è parte di un percorso più ampio e trasversale che punta alla dismissione definitiva dei due impianti e all'avvio di una seria gestione dei rifiuti basata sui principi di sostenibilità ambientale, sicurezza e opportunità di occupazione.
Ciò richiede l'avvio di un percorso di autosufficienza gestionale di bacino territoriale - di tutto il ciclo dei rifiuti - concordata con le Amministrazioni che fanno parte del Tavolo di coordinamento dei Sindaci della valle del Sacco.
Durante la Conferenza stampa, le associazioni e i comitati hanno lanciato la campagna
 
"RIFIUTIAMOLI! BASTA INCENERITORI!"

Una campagna di mobilitazione territoriale che nella prossima primavera culminerà in una grande manifestazione. 
Le realtà che aderiscono alla campagna cureranno anche una serie di iniziative pubbliche a Colleferro e in tutta la valle del Sacco.
Rivolgiamo l'invito ad aderire a tutti i cittadini -a cui chiediamo di seguire con attenzione la campagna informativa che svilupperemo da qui alla manifestazione- e anche agli enti locali che si stanno coordinando per affrontare assieme i tanti problemi del territorio, in particolare quelli ambientali e sanitari.
 
Enti territoriali, aziende e grandi gruppi d'affari, che intendono invece continuare a mantenere in vita gli inceneritori, possono stare sicuri che troveranno la dura e forte opposizione popolare, pronta a fermare ogni loro piano e azione contraria alla salute, all'ambiente e agli abitanti della valle del Sacco.

 
 
F.to
Rete per la Tutela Valle del Sacco (retuvasa)
Unione Giovani Indipendenti (UGI)
Circolo Arci Montefortino '93
Comitato NoBiometano Artena
Artenaonline
Comitato Residenti Colleferro
Coordinamento Dei Comitati di Quartiere Colleferro
Associazione Raggio Verde
 
 
Colleferro, 2 Febbraio 2016
 

Inceneritori Colleferro, staccare la spina prima che sia troppo tardi.


Inceneritori Colleferro
Staccare la spina, prima che sia troppo tardi!
29 gennaio 2016 - Conferenza stampa al Comune di Colleferro

 

 

Il 29 gennaio prossimo alle ore 17 l'aula consiliare del Comune di Colleferro ospiterà una conferenza stampa promossa dall’ Amministrazione comunale sugli inceneritori di Colleferro congiuntamente alle associazioni che hanno sottoscritto il ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio portato avanti dal Comune di Colleferro: Unione Giovani Indipendenti, Comitato Residenti Colleferro, Retuvasa, Comitato NobioMetano Artena, Circolo Arci Montefortino '93, Artenaonline.

 
Come associazioni faremo chiarezza sulle valutazioni che ci hanno portato a condividere l’iniziativa del ricorso al TAR ed annunceremo le nostre future iniziative di mobilitazione sulle quali si sta nuovamente realizzando una ampia rete di collaborazione tra un gran numero di associazioni del territorio, come già è accaduto in passato e col senso di una ancor più drammatica urgenza.
 
L'Amministrazione ha deciso a suo tempo di ricorrere al T.A.R. in conseguenza alla della delibera regionale che prevede l'estensione dell'autorizzazione d'impatto ambientale (A.I.A.) all'inceneritore di proprietà di Lazio Ambiente.
 
Ne condividiamo le ragioni e riteniamo estremamente preoccupante la situazione, perché tra rinnovi di autorizzazioni, manifestazioni di interesse per l'acquisto degli impianti e intenzioni di ammodernamento delle strutture, si anticipa un disegno politico che punta ad allungare la vita degli inceneritori. Il loro rilancio è considerato il motore economico per il salvataggio e la privatizzazione della società Lazio Ambiente, prospettata da Regione Lazio entro la prima metà dell’anno.
 
Il risanamento degli inceneritori, il cosiddetto ‘revamping’, altro non sarebbe se non una completa ricostruzione che richiederebbe investimenti per decine di milioni di euro, per cui il recupero dei capitali investiti e relativi profitti richiederebbe una attività degli impianti per almeno 15-20 anni. In tal caso la chiusura degli impianti sarebbe esclusa e con essa ogni possibilità di poter istituire una gestione dei rifiuti virtuosa e non impattante sul territorio e sulla salute di chi lo abita.
 
Acea, Rida Ambiente, è indifferente per la popolazione sapere chi sia il gruppo d'affari pronto ad acquistare gli impianti, poiché a questo punto non c'è né margine di trattativa né possibilità di discutere. Si deve solo agire affinché si arrivi alla chiusura.
Il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale per un’impiantistica che si è dimostrata nei fatti obsoleta, antieconomica e notevolmente inquinante è un’assurdità, soprattutto a fronte degli innumerevoli dati epidemiologici che accusano gli inceneritori di Colleferro dell'aumento di gravi patologie nella popolazione (si veda lo studio Eras sul sito www.eraslazio.it). Da questo studio si evince il riscontro evidenzia l’aumento dei ricoveri ospedalieri del 79% per problematiche salutari incrementate della presenza degli impianti in questione.
Senza dimenticare che sulle due ciminiere pende anche un processo penale in corso per traffico illecito dei rifiuti che ha coinvolto più di venti tra cui anche dirigenti e tecnici dell'allora consorzio GAIA, oggi Lazio Ambiente Spa.
Il 29 gennaio ci saremo perché bisogna staccare la spina, prima che sia troppo tardi.
 
 
Colleferro, 26 gennaio 2016

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