Home

Buone Letture



 Il futuro Bruciato
Così ci uccidono

La casta dell'acqua
 

Learn to See Like an Artist How level is https://www.levitradosageus24.com/ buy online securely brand viagra a line?

Acqua

Colleferro e ACEA, chiariamo i ruoli.


Comunicato Stampa Retuvasa

Colleferro e ACEA, chiariamo i ruoli.


 
Ci risiamo, l’Amministrazione di Colleferro non vuole proprio capire che ora c’è un gestore privato ad occuparsi del servizio idrico.

Ci riferiamo ai manifesti apparsi in città nei quali si avvisava la cittadinanza che “per eseguire dei lavori di manutenzione sulle condotte idriche del Serbatoio Simbrivio, si renderà necessario sospendere il flusso idrico cittadino nella notte tra il 19 e il 20 aprile”.

Avvisare la cittadinanza è un dovere del gestore, come scritto all’art. 19 – “Sospensioni temporanee della somministrazione di acqua o riduzione di pressione “del regolamento d’utenza: “per quanto possibile l’ACEA cercherà di avvertire preventivamente della interruzione...”.

Perché allora l’Amministrazione si ostina a fare il mestiere di Acea?

Non è certo tenuta a leggere i nostri comunicati ma già a luglio scorso denunciavano questo comportamento.  Compariva infatti un post sulla pagina facebook del Comune di Colleferro che, a fronte di un guasto alle pompe di alcuni pozzi, scriveva:” I tecnici Acea, coadiuvati dall’amministrazione e dai dipendenti comunali, sono al lavoro per cercare di ripristinare il servizio prima possibile. Vi terremo aggiornati sull’esito degli interventi dei tecnici Acea.” 
La famosa multiutility internazionale ha necessità dei tecnici comunali, tra l’altro molto preparati, per risolvere un piccolo problema del nostro acquedotto?
 
Oltretutto se poi il disservizio permane oltre i tempi indicati e previsti dall'intervento, perché Acea non lo comunica e si rende irreperibile?" [ndr, alle ore 21, cioè 15 ore dopo i tempi previsti, in alcune zone servite dall'acquedotto Acea il servizio idrico non era ancora stato ripristinato].
 
Se l’Amministrazione ha intenzione di occuparsene, chieda al gestore quando arriveranno le prime bollette, visto che ad un anno dalla presa in consegna del servizio Acea non ha ancora emesso le prime fatturazioni.
Non crediamo ci sia da temere sulle possibili rimostranze dei cittadini per l’aumento di prelievo dalle loro tasche visto che il passaggio ad Acea è stato voluto dall’allora Commissario Prefettizio.
 
Oppure si attivi affinché lo sportello Acea di Colleferro, che serve anche tutta l’utenza dei comuni limitrofi, sia aperto più di un giorno a settimana, visto che i cittadini non sanno a chi rivolgersi per informazioni e disservizi.
 
Tornando al manifesto di questi giorni, giova notare che l’acqua di qualità migliore e più abbondante di cui si parla ha probabilmente origine dai nuovi pozzi 8 e 9, siti in posizione tale da captare acque di falda diversa da quella degli altri pozzi e in grande quantità. Questi pozzi, sono stati voluti dalla precedente amministrazione e finanziati con soldi pubblici, in particolar modo fondi regionali.
 
Questo a dimostrazione che, quando si ha la volontà, il pubblico funziona, è più efficiente ed economico di qualunque privato, soprattutto perché il suo fine non è quello di elargire dividendi sempre più cospicui agli azionisti.  
 
Ricordiamo ai cittadini di Colleferro che la regione Lazio si è dotata di una legge, la 5 del 2014, per la gestione del Servizio Idrico Integrato, in attuazione di una legge di iniziativa popolare, che permette la definizione di nuovi ambiti territoriali e la gestione pubblica da parte di Comuni consorziati tra loro.
Da oltre 18 mesi siamo in attesa della sua attuazione con una legge che definisca gli ambiti di gestione dei sistemi idrici territoriali. Il Forum dei movimenti dell’acqua fece a suo tempo una sua proposta, fatta propria da un gruppo di consiglieri con la proposta di legge 238/2015.
 
Il 28 di aprile la giunta regionale presenterà la propria proposta alternativa le due leggi verranno allora discusse in Commissione ambiente, tempo 30 giorni l’iter si concluderà con la discussione in aula.
A questo impegno si è arrivati dopo così tanto tempo solo per la mobilitazione dei comitati di cittadini.
 
Questo ci insegna ancora che non possiamo adeguarci passivamente alle decisioni delle aziende che lucrano su un bisogno primario di ogni famiglia e di ogni cittadino, ed alle decisioni della politica quando ne favorisca sfacciatamente gli interessi.
 
 
Colleferro, 21 aprile 2016
 

Fusione ACEA ATO2 e ATO5, lettera ai Sindaci.


Richiesta presa di posizione dei Sindaci su fusione ACEA ATO2 e ATO5 e modifica Regolamento.
 

Retuvasa condivide i propositi dei coordinamenti per l'acqua pubblica di Roma e Frosinone espressi nella lettera di seguito pubblicata. La stessa sarà inviata al sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, con preghiera di inoltro ai colleghi del Tavolo di Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco, auspicando una presa di posizione comune in tal senso nella Conferenza dei sindaci dell'ATO 2 che si terrà lunedì 8 febbraio 2016.

----------------------------
 
Lettera ai Sindaci

Caro Sindaco,
 
il prossimo lunedì 8 febbraio si riunirà la conferenza dei sindaci dell'ATO 2: unica sede, al momento, nella quale le amministrazioni locali possono dire la propria sulla gestione del servizio idrico nei propri territori.
All'ordine del giorno ci saranno dei temi straordinariamente importanti, tra i quali l'approvazione della nuova Carta dei servizi e il pronunciamento sull'istanza di fusione, avanzata da ACEA ATO 2 S.p.A., per incorporare ACEA ATO 5 S.p.A., gestore della provincia di Frosinone, controllato per il 96% da ACEA S.p.A.
Su questi due punti le chiediamo di riflettere bene prima di esprimere il suo voto poiché dalle decisioni prese in quella sede sarà difficile tornare indietro.
La fusione tra ACEA ATO 2 e ACEA ATO 5 può sembrare una mera riorganizzazione societaria, ma è in realtà un primo passo per la conquista da parte di ACEA S.p.A. di tutto il centro-sud, progetto a più riprese indicato come un obiettivo prioritario dal management di ACEA.
Il fatto che l'acqua possa essere gestita da una grande multiutility monopolista non garantisce affatto quelle “economie di scala” tanto spesso citate ma garantirebbe senz'altro una drastica riduzione del potere di indirizzo e controllo delle scelte del gestore da parte degli enti locali, ai quali rimarrebbe peraltro in campo la responsabilità politica nei confronti dei propri cittadini.
Crediamo quindi che, prima delle valutazioni tecniche sulla gestione “targata” ACEA, ci sia un'elementare valutazione che attiene alla democrazia e al ruolo politico degli enti locali che, evidentemente, non può abdicare su un punto essenziale come l'acqua.
Alcuni elementi tecnici, però, vanno presi in considerazione.
ACEA S.p.A. è un'azienda quotata in borsa che, in quanto tale, ha come priorità gli interessi degli azionisti. I decenni di gestione ACEA S.p.A. hanno, di fatto, visto aumentare le tariffe, rallentare gli investimenti e diminuire l'attenzione all'utenza. Questo ha determinato nell'ATO 5, con il quale si propone la fusione, la messa in mora del gestore ACEA ATO 5 S.p.A. per inadempienze contrattuali e l'avvio della procedura di risoluzione contrattuale.
Ma nella stessa ACEA ATO 2 diversi comuni lamentano da anni la lentezza degli investimenti e la qualità del servizio, dalla presenza di arsenico nell'acqua nei castelli romani, ai depuratori non a norma in diverse zone della provincia. Sull'argomento è stata condotta anche un'inchiesta, pubblicata dall'Espresso, che mette in luce anche il legame tra alcuni appalti di ACEA S.p.A. e alcune ditte toccate da inchieste della magistratura. Ultima multa in ordine di tempo la sanzione di 1,5 milioni di euro imposta dall'Antitrust ad ACEA ATO 2 per pratiche commerciali scorrette, che ricalca altri provvedimenti simili che più volte hanno colpito l'azienda.
Oltretutto una fusione nel Lazio in questo momento è quantomai inopportuna essendo in vigore la Legge 5/2014, che prevede la riorganizzazione del servizio idrico sulla base di nuovi Ambiti di Bacino Idrografici individuati sulla base delle caratteristiche idrografiche e strutturali del territorio, per la quale è stata presentata una legge di iniziativa consiliare (n°2 38) che deve essere discussa prossimamente dal consiglio regionale. Tale quadro è evidentemente in contrasto con l'ipotesi di una gestione unica per le provincie di Roma e Frosinone.
In votazione sarà posta anche la nuova carta dei servizi di ACEA ATO 2, che, di fatto, regolerà i rapporti tra utente e gestore nei prossimi anni, aldilà della volontà politica delle singole amministrazioni comunali. Nella bozza predisposta dalla Segreteria tecnica operativa (STO) permane un aspetto pienamente in contrasto con il diritto umano all'acqua sancito dall'ONU nel 2010, diritto che gli amministratori locali non possono ignorare. In un articolo si conferma infatti la possibilità di effettuare il distacco completo per morosità, lasciando all'azienda mano libera anche sui tempi di preavviso e prevedendo per l'utente moroso che, in ogni caso, potrà vedere riallacciata l'acqua solo dopo aver saldato tutto il debito pregresso, più una penale aggiuntiva. Peraltro nella procedura descritta in caso di distacco idrico per morosità permangono le stesse criticità alla base della multa dell'antitrust sopra citata, mettendo di fatto un'ipoteca su eventuali provvedimenti futuri.
E' quindi necessario che la carta venga emendata affinché sia garantito il flusso minimo vitale anche agli utenti morosi e per superare quelle “pratiche commerciali scorrette” già costate milioni di euro di multa agli utenti. In allegato delle proposte di modifica.
E' inoltre necessario soffermarsi sui meccanismi democratici della conferenza dei sindaci dell'ATO 2, nella quale il Comune di Roma ha un peso decisivo che, di fatto, si traduce in un potere di veto su qualsiasi decisione. Non è secondario che tale amministrazione sia al momento commissariata, pertanto delle decisioni “straordinarie” come una fusione societaria o il cambiamento di una carta dei servizi in vigore da oltre 10 anni, non possono essere prese da un'istituzione che ha compiti di gestione ordinaria.
Per tutti i motivi illustrati chiediamo ad ogni sindaco di esprimere voto contrario all'istanza di fusione e di approvare la carta dei servizi solo se questa conterrà la garanzia del flusso minimo vitale anche agli utenti morosi.
 
Rimaniamo a disposizione per ogni chiarimento.
4 febbraio 2016
 
 
Coordinamento Acqua Pubblica Provincia di Frosinone
Coordinamento Romano Acqua Pubblica
 
--------------------------------------------
 
Proposta di modifica regolamento
 
E.4 RATEIZZAZIONE BOLLETTE
 
L'Utente può chiedere prima della scadenza la rateizzazione di bollette relative a consumi superiori al proprio consumo medio, oppure aventi per oggetto conguagli, attraverso i canali attivati dal Gestore, secondo la relativa procedura pubblicizzata nel sito internet e nei punti di contatto con l’Utenza.
 
Proposta di Modifica E.4 RATEIZZAZIONE BOLLETTE
 
L'Utente può chiedere la rateizzazione di bollette attraverso i canali attivati dal Gestore, secondo la relativa procedura pubblicizzata nel sito internet e nei punti di contatto con l’Utenza, e comunque nel rispetto della Carta dei servizi regionale del Lazio che prevede il diritto alla rateizzazione, stabilendo un numero di rate minimo (pari almeno al numero di bollette pagate dall'ultimo conguaglio) e il dovere di adeguare il piano di rateizzazione su richiesta dell'utente, rispettando “l'obbligo di solidarietà”. Eventuali conguagli dovranno essere ripartiti su tante bollette successive per quante sono state le bollette emesse nel periodo di riferimento del conguaglio.
 
E.6 DISTACCO PER MOROSITÀ
 
Le procedure per il distacco per morosità, e l’eventuale tempestivo riallaccio sono pubblicizzate dal Gestore attraverso i canali di contatto con l’Utente.
Il distacco per morosità non ha mai luogo nei giorni considerati festivi, il sabato ed i giorni che precedono i festivi. Il distacco per morosità avviene previa attività di sollecito di pagamento condotta dal Gestore.
il Gestore si riserva la facoltà di adottare modalità e tempistiche di sollecito di pagamento e di preavviso di distacco differenziate in relazione alla regolarità nei pagamenti dimostrata dall’Utente durante il periodo di vigenza contrattuale, ferme restando le condizioni minime previste dalla normativa vigente e dal presente Regolamento
Il distacco per morosità non avviene per un debito il cui valore sia inferiore o pari a quello del deposito cauzionale versato.
L'Utente moroso non può pretendere risarcimento di danni derivanti dalla sospensione dell'erogazione.
In caso di fornitura già sospesa deve essere pagato, sia per il distacco che per il riallaccio, l'importo riportato nell'articolo E.10 "Addebiti vari e penali per l’utente". L'importo viene addebitato sulla prima fattura di consumo emessa dopo il riallaccio.
La riattivazione e/o riapertura avviene nei tempi e con le modalità previste dalla Carta del Servizio Idrico Integrato, comunque dopo che l’utente abbia dimostrato il pagamento di tutte le bollette scadute al momento del distacco.
 
Proposta di Modifica E.6 DISTACCO PER MOROSITÀ
 
Nel rispetto della risoluzione approvata dall'Onu il 28 Luglio 2010, che ha dichiarato l'accesso all'acqua potabile e all'igiene un diritto umano, quantificando nei 50 litri al giorno a persona stimati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità il “flusso minimo vitale”, il gestore si riserva il diritto di procedere, in caso di morosità, alla riduzione del flusso idrico, fino a un minimo di 50 litri al giorno per persona residente collegata all'utenza morosa.
In ogni caso tale procedura non viene attivata per un debito il cui valore sia inferiore o pari a quello del deposito cauzionale versato, e in caso di abituale dimora presso l''utenza in questione di minori, anziani, malati, disabili e di categorie comunque svantaggiate o in caso di morosità incolpevole certificata dai servizi sociali del comune.
La riduzione di flusso per morosità non ha mai luogo nei giorni considerati festivi, il sabato ed i giorni che precedono i festivi. La riduzione di flusso per morosità avviene previa attività di sollecito di pagamento condotta dal Gestore.
Fermo restante il termine minimo di 20 giorni con i quali l'utente è preavvisato di tale riduzione di flusso, accompagnato dal duplicato della fattura non pagata” (DPCM 29 aprile 1999 - Schema generale di riferimento per la predisposizione della carta del servizio idrico integrato), il gestore dovrà informare il destinatario effettivo della misura del giorno esatto in cui questa avverrà”. Questo nel rispetto del Codice del consumo (d.lgs. 6.9.2005, n. 206), in particolare rispetto ai princìpi di «diligenza professionale» e alla tutela del «consumatore medio», in virtù dei quali Acea Ato2 è stata sanzionata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con il provvedimento nei confronti di Acea Ato 2 n°19618, confermato dal Tar del Lazio (886/2011) per aver adottata una pratica commerciale scorretta.
In caso di utenze condominiali il gestore, dovrà rispettare quanto previsto dall'art. 18 della legge n. 220/2012 (Modifiche delle disposizioni per l'attuazione del codice civile) che prevede che “i creditori non possono agire nei  confronti degli  obbligati  in regola  con  i  pagamenti,  se  non  dopo  l'escussione degli  altri condomini”. Il gestore non potrà dunque intevenire sull'utenza condominiale, ma è tenuto a fare di tutto per recuperare da ciascun utente le fatture pregresse.
Per eventuali danni subiti dall'utente a seguito di riduzione di flusso si rimanda alla normativa vigente.
La riattivazione e/o riapertura avviene nei tempi e con le modalità previste dalla Carta del Servizio Idrico Integrato, comunque dopo che l’utente abbia dimostrato il pagamento di tutte le bollette scadute al momento del distacco o avviato un piano di rateizzazione delle stesse.
 

Valle del Sacco, fusione ACEA ATO2 e ACEA ATO5.


Valle del Sacco, Fusione ACEA ATO2 e ACEA ATO5.

Sindaco, se ci sei batti un colpo!

 
 
La vicenda della fusione delle due controllate di Acea Spa, Acea ATO2 e ACEA ATO 5, rispettivamente gestori del servizio idrico degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) 2 e 5 è vergognosa. La cosa ci riguarda molto da vicino, dal momento che nell’ATO 2 rientra il comune di Roma e quasi tutti i comuni della provincia, tra cui Colleferro, e l’ATO 5 coincide con la provincia di Frosinone.
 
Su questa vicenda è stata calata una cappa di silenzio non solo da parte di ACEA ma anche di tutte le istituzioni coinvolte. Ultimo in ordine di tempo è l’assenza di qualsiasi iniziativa da parte delle segreterie tecniche dell’ATO 2 e ATO 5 del Lazio circa questa fusione. Le segreterie tecniche hanno anche il compito di indire le conferenze dei sindaci quando ci sia un fatto di rilevanza che coinvolge i loro comuni. In questo caso nessun comune è stato al momento avvertito della lettera recapitata il 23 dicembre dalla capofila ACEA SPA. La missiva informava di questo eventuale accorpamento, che si farà se nessuno avrà nulla a che ridire, in una sorta di silenzio assenso, senza alcuna possibilità di intervento da parte dei comuni coinvolti e tanto meno da parte dei cittadini.
Il referendum del 2011 ha sancito una nettissima vittoria dell’acqua pubblica e da allora, costantemente e senza ritegno, i governi centrali e periferici hanno emanato leggi e decreti che spianano la strada ai privati per accaparrarsi il business dell’acqua.
 
Cerchiamo però di capire il reale senso dell’operazione, legata logicamente all’articolo 7 dello Sblocca Italia. Questo articolo prevede il gestore unico per ogni Ambito Ottimale; inoltre, se nell’ambito si parte da una situazione con più gestori, si può affidare tutto il servizio ad un unico operatore se quest’ultimo ha in affidamento almeno il 25% della popolazione dell'ATO (art. 172 revisionato del codice ambientale 152/2006).
Dal momento che ripetutamente i vertici del PD regionale si sono espressi per la creazione di un ATO unico regionale, ecco chiarito il gioco di ACEA, retto da politici e controllori: accaparrarsi più utenze possibili per poter usufruire di questa facilitazione e gestire l’acqua di tutto il Lazio. Oltre alla fusione di ACEA ATO 2 ed ACEA ATO 5, la capofila vuole acquistare le quote detenute da Veolia in Acqualatina e punta ad assumere la gestione dell'ATO 1 di Viterbo, nonostante la pessima prova della sua gestione nella stragrande maggioranza dei comuni da essa gestiti.
Ricordiamo che nell’ATO 5 -Frosinone-, si sono creati degli sportelli per raccogliere e attivare una quantità impressionante di reclami nei confronti del gestore contro bollette astronomiche arrivate ai cittadini, mentre nei quartieri popolari di Roma (ATO 2) da mesi è in atto una mobilitazione contro i distacchi delle forniture idriche alle famiglie che non riescono a pagare le bollette per gravi difficoltà economiche.
 
Tra l’altro è bene ricordare la grave inadempienza della giunta regionale, che da mesi tergiversa in maniera vergognosa sulla ridefinizione degli ambiti di bacino secondo la nuova legge regionale, n. 5/2014, una legge che parla di ripubblicizzazione del servizio idrico, che rispetta la volontà popolare dei referendum e va contro le grandi fusioni aziendali che tanto piacciono ad ACEA SPA.
 
Per quanto detto prima è chiaro l’obiettivo che si vuole raggiugere con il rinvio da parte della Regione -di fatto sine die- dell’applicazione della legge.
 
Il forum dei movimenti per l’acqua ha dimostrato a più riprese, cifre alla mano, come sia falsa la presunta efficienza e superiorità della gestione privata del sistema idrico integrato, a partire dalla riduzione drammatica degli investimenti. Abbiamo mostrato in un altro comunicato come ACEA ricavi gran parte dei propri profitti dalla gestione dell’acqua. La ventennale opera di smantellamento della gestione pubblica dei servizi primari e la sottrazione di risorse alle amministrazioni pubbliche ha come effetto la trasformazione di servizi finalizzati a soddisfare bisogni primari riconosciuti dalla costituzione in occasioni di business, oltretutto senza rischio d’impresa, trattandosi appunto di bisogni che non conoscono crisi.
 
Chiediamo alle amministrazioni del nostro territorio -in particolare quelle che si ritrovano nel Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco- di prendere parola su questa importantissima questione, di far valere la voce e le scelte dei propri concittadini.
 
 
Valle del Sacco, 20.01.2016
 

Colleferro, acqua e ACEA alla prova dei fatti.


Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Colleferro, acqua e Acea alla prova dei fatti.
 
 
Il nuovo gestore del servizio idrico integrato di Colleferro, Acea Ato 2, subentrato nella gestione ormai da 7 mesi, sta dando pessima prova di sé: sportelli per gli utenti chiusi per mesi (da giugno a fine settembre) e, una volta aperti al pubblico, attivi per poche ore a settimana; gravi disservizi nell’erogazione di acqua (in poco più di un mese due guasti consistenti che hanno prosciugato i rubinetti in quasi tutta la città).
Anche l’informazione agli utenti è praticamente inesistente: se va bene, in caso di disservizio l’azienda informa il sindaco, che si deve sobbarcare l’onere, non dovuto, di avvertire la cittadinanza. Infine, sulla pagina Facebook del Comune il 6 dicembre si leggeva:” l’Amministrazione comunale ha predisposto un servizio di due autobotti per la distribuzione dell’acqua in attesa del ripristino del servizio da parte di Acea”.
Speriamo che le autobotti siano a carico del gestore ma, anche se così fosse, non è compito del comune, ma del gestore, preoccuparsi di erogare l’acqua ai cittadini, anche in situazioni di emergenza. Così come sono solo i tecnici Acea che devono intervenire in caso di guasto, non i tecnici del Comune.

Il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, ha giustamente richiamato più di una volta Acea ai propri obblighi. Non è il solo nel nostro ATO. Spesso si legge nei giornali locali la protesta di sindaci che lamentano le inadempienze del gestore: Tolfa, Santa Marinella, Bellegra, Subiaco, Montecompatri, per citarne solo alcuni.

D’altra parte, un’azienda privata che deve gestire 112 comuni, tra cui quello di Roma, spenderà energie e personale soprattutto per il servizio nella capitale, di gran lunga più importante a livello mediatico e di immagine, rispetto ai piccoli comuni dell’ATO che difficilmente riuscirebbero a portarla sulle prime pagine dei giornali.
 
Abbiamo più volte sottolineato la natura di Acea, azienda quotata in borsa (di cui Acea ATO 2 è una partecipata), con soci privati che gestiscono le politiche aziendali. Il grafico sottostante riporta la composizione azionaria del gruppo Acea SpA.



 
Nonostante il comune di Roma detenga la maggioranza delle azioni, le politiche industriali del gruppo non si decidono certo in Campidoglio ma negli studi dei gruppi economico finanziari.
Non diciamo nulla di nuovo affermando che obiettivo del privato è fare profitto e se una società a fine anno deve distribuire sempre maggiori utili ai suoi azionisti, ha essenzialmente tre strade da percorrere: ridurre e/o pagare di meno il personale, diminuire la qualità del servizio o aumentare le tariffe. Tanto è vero che, ad esempio, nel nostro comune, pur essendo per contratto e per legge il gestore del servizio idrico integrato (acquedotto, depurazione e fognatura), al momento Acea non ha preso in carico il servizio di depurazione e fognatura fino a che non sarà pronto il nuovo depuratore, proprio per evitarsi un problema. Anche la rete della Snia BPD, notoriamente obsoleta, rimane fuori dalla gestione.

Alcuni dati estratti dal Bilancio Consolidato di ACEA del 2014 ci dicono come il settore idrico sia quello economicamente più redditizio. Si nota, infatti, che, benché i ricavi siano molto più bassi rispetto al settore elettrico, la gestione idrica presenta margini di profitto molto più alti, come si vede nelle tabelle sottostanti.
I dati confrontati sono i seguenti (dal capitolo Risultati economici per aree di attività pag. 62/65)
 
 
Settore ENERGIA - Risultati economici e patrimoniali
  2014 2013 RESTATED VARIAZIONE VAR.%
Ricavi 2073,7 3354,7 1091 34,5%
Costi 1962 3073 1111 36,2%
Margine operativo lordo 111,7 91,7 20 21,8%
 
Settore ACQUA - Risultati economici e patrimoniali
  2014 2013 RESTATED VARIAZIONE VAR.%
Ricavi 653,8 624,1 29,7 4,8%
Costi 361,6 343,3 18,3 5,3%
Margine operativo lordo 292,2 280,8 11,4 4,1%


Si osserva come il settore idrico presenti ricavi molto inferiori al settore energetico (meno di un terzo) mentre i margini sono più che doppi.
Nel capitolo sui Ricavi netti consolidati (pag. 23) si legge:

“I ricavi da Servizio Idrico Integrato crescono tra il 2013 ed il 2014 di € 44,5 milioni essenzialmente per effetto dell’aggiornamento delle tariffe 2014 di ACEA Ato2 e ACEA Ato5. La quantificazione del VRG (Vincolo ai Ricavi Garantiti) di ACEA Ato2 è avvenuta sulla base della deliberazione 25 settembre 2014 dell’AEEGSI che ha approvato le tariffe 2014-2015“
Il settore idrico si rivela quindi, a livello di rendimenti, quello che nessuna crisi può scalfire e per questo motivo sempre più appetibile. Il consumo di acqua, infatti, oltre una certa soglia non può essere compresso. 

E’ indicativo quanto segnalato da una recente ricerca della Confartigianato, secondo la quale nel decennio 2004-2014 le tariffe dell'acqua sono aumentate mediamente del 95%, a fronte di un incremento medio nei Paesi UE del 35%, quasi 2/3 in più!
A questa data (dicembre 2015) non sono ancora arrivate a Colleferro le prime bollette del nuovo gestore. Purtroppo ce le aspettiamo molto salate dal momento che con l’avvento di Acea è cambiato il regime tariffario e tutti i costi sostenuti dal gestore saranno inclusi in bolletta, compresa la remunerazione del capitale investito dall’azienda garantito al 6,4%. Questa voce, eliminata con il referendum del 2012, è stata surrettiziamente reinserita con la dicitura “oneri finanziari” nel nuovo calcolo tariffario dell’Autorità per l’Energia elettrica, il gas e il servizio idrico (AEEGSI).
 
Abbiamo chiesto da anni che il servizio idrico a Colleferro fosse preso in gestione direttamente dal Comune, per mezzo di una società senza scopo di lucro, come le aziende speciali. Abbiamo condotto studi di fattibilità normativa, forti anche del favorevole esito referendario sull’acqua pubblica. L’amministrazione precedente non ha voluto ascoltare la stragrande maggioranza dei cittadini che avevano espresso chiaramente la loro volontà di ripubblicizzare la gestione dell’acqua. Speriamo che l'attuale abbia a cuore questo servizio essenziale e si attivi, insieme alle amministrazioni che si stanno opponendo alla gestione privata, per riprendere la guida del servizio idrico.

 
 
 
Colleferro, 23.12.2015
 

Anagni, depuratore consortile tra scaricabarile e dichiarazioni di circostanza.


Comunicato Stampa Retuvasa

Depuratore consortile Anagni: lo scaricabarile e le dichiarazioni di circostanza non aiutano


 
Stupisce la sollecitudine con cui il Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale (ASI) di Frosinone, Francesco De Angelis, puntualizza, nella prima parte del suo comunicato stampa di ieri, di seguito riportata integralmente, che «Il depuratore di Anagni non è di proprietà dell’ASI e pertanto, per la realizzazione dello stesso, il consorzio industriale della Provincia di Frosinone non ha investito e speso alcuna risorsa. Appare del tutto evidente che, non essendo proprietari, non compete all’ASI l’attivazione dell’impianto in questione».

Per la verità non ci sembra che nessuno, neppure nelle recenti dichiarazioni della stampa relative ai resoconti stenografici della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, abbia mai sostenuto che sia di proprietà ASI il “depuratore consortile”, come viene comunemente definito anche dalla Regione Lazio (cfr. ad es. http://openspesa.lazio.it/pagamento/163931), o se si preferisce “l’impianto di depurazione dell’agglomerato industriale di Anagni” (http://www.asifrosinone.com/aree-produttive/agglomerato-anagni). C’è da chiedersi allora perché il Presidente abbia tanta premura di allontanarne dall’ASI l’aura.
Viene spontaneo inoltre chiedersi se il Presidente ASI rammenti bene, o voglia rammentare, una serie di atti che non si perita di considerare nelle sue pur asciutte dichiarazioni.

Rammenta che il Presidente della Regione Lazio, con Disposizione del Commissariato per l’emergenza della Valle del Sacco n. 39/2012 prot. 365/12, ha affidato la gestione del depuratore al Consorzio ASI? Rammenta che l’ASI ha accettato tale disposizione con propria delibera 11 aprile 2012? Rammenta che il 28 marzo 2013 Regione Lazio Area Risorse Idriche e Consorzio ASI hanno stipulato una convenzione per definire le modalità di gestione? Rammenta che nell’aprile 2014 il Consorzio, pur in ritardo di 8 mesi, ha presentato alla Regione un funzionale Piano di Gestione?

Non c’è alcun dubbio sul fatto che oggi l’ASI è formalmente soggetto gestore del depuratore. C’è da chiedersi invece, anche alla luce delle dichiarazioni di De Angelis, se il Consorzio ne sia sostanzialmente soggetto gestore. Infatti dalla stipula della Convenzione ad oggi nessun autentico passo in avanti è stato compiuto. Trattandosi di un’opera pronta, chiavi in mano, collaudata in assenza di reflui industriali e civili nel luglio 2014, costata 20 milioni di euro, la cosa non fa certo molto piacere alla popolazione della Valle del Sacco.

E al di là degli atti succitati, l’ASI non può non essere naturalmente cointeressato e parte attiva dell’ottimale realizzazione e gestione del depuratore, esercitando un ruolo chiave nel trovare la sinergia tra interessi pubblici e interessi delle aziende del territorio. La verità ci sembra che, non sapendo come esercitare questo ruolo, l’ASI intenda ora apparire immune da qualsivoglia responsabilità sulla questione.
Nella seconda parte del suddetto comunicato stampa, anch’essa qui riportata integralmente, il Presidente dell’ASI scarica elegantemente le responsabilità della gestione del depuratore sulla Regione Lazio, in particolare all’assessore suo compagno di partito: «Siamo, infine, a conoscenza del forte impegno della Regione Lazio e dell’assessore Fabio Refrigeri per superare le difficoltà esistenti e giungere presto alla soluzione della problematica».

Se così De Angelis sembra tentare di non far ricadere alcuna responsabilità in capo al proprio ente, si può riconoscere che abbia ragione nell’attribuirne la parte principale alla Regione (e, si potrebbe aggiungere, queste sono verosimilmente da cercarsi più nell’operato di farraginose direzioni regionali che dell’assessore di turno).

Puntiamo dunque al cuore della faccenda. Si è riusciti dopo un ventennio e un notevolissimo impiego di risorse pubbliche a completare il depuratore di Anagni, che può trattare tutti i reflui industriali e buona parte di quelli civili, un’opera chiave per la salvaguardia dell’ambiente e la funzionalità di un’area industriale degna di questo nome. Perché le aziende non si allacciano? Perché non sono obbligate a farlo e molte non ne vedono alcun vantaggio, in quanto già contano su autonomi impianti di depurazione, con costi di trattamento dei reflui inferiori a quelli che risulterebbero dal conferimento al depuratore consortile (tacendo di chi è tentato di risparmiare ulteriormente non effettuando alcun trattamento e scaricando nel fiume Sacco).

Solamente se il depuratore fosse ancora sotto la gestione del Commissariato per l’emergenza della Valle del Sacco si potrebbe stabilire un obbligo coattivo, ma ormai questo è il passato. Il problema, oggi, è dunque in che modo persuadere, con incentivi economici o altre modalità, le aziende ad allacciarsi al depuratore. Non ci sembra proprio che a riguardo vi sia un «forte impegno» e soprattutto un sollecito impegno, né da parte della Regione Lazio, né del Consorzio ASI. Il problema è oggettivo e delicato, ma le soluzioni non sembrano impossibili, se si è armati della necessaria buona volontà ed efficienza, prima che quel gioiellino che è oggi il depuratore consortile di Anagni arrugginisca.

Con tanti auguri di buon lavoro all’Assessore Refrigeri, al Presidente De Angelis e a quanti operano alle loro dipendenze.  

 
Valle del Sacco, 14.09.15
 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

Community

                                                 
                                   

         

 

Osservatorio PM10

Emissioni Valle del Sacco

Retuvasa on the web