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paesaggio

IL CASTELLO DI COLLEFERRO E' SALVO !!!!




COMUNICATO STAMPA
COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DEL CASTELLO DI COLLEFERRO

IL PROGETTO È FALLITO
 
La collina del Castello di Colleferro non sarà cementificata! Ora si può pensare realmente al parco e al CASTELLO!!!
Il Comitato per la Salvaguardia del Castello di Colleferro esprime grandissima soddisfazione per il parere espresso dalla Direzione Territorio e Urbanistica della Regione Lazio col definitivo NO -all’attuazione del progetto di costruzione di un complesso residenziale sulla collina del castello di Colleferro proposto dalla ditta Furlan Srl.-  che si conclude con la seguente frase.
Per quanto sopra visto e considerato, si ritiene che il Programma Integrato denominato “Castello Vecchio - Fontana Bracchi” adottato dal Consiglio Comunale n. 85 del 22/12/2009, non sia meritevole di approvazione’
 
In Breve La Storia:
La ditta Furlan Srl, proprietaria del castello e della collina su cui sorge, aveva presentato al comune un progetto di edificazione di un complesso residenziale proprio su questa bella collina, ultimo spazio verde rimasto nel nostro comune e simbolo della nostra città. In questo caso la speculazione era ancora più odiosa perché "truccata" da scambio vantaggioso per la cittadinanza. Infatti il comune, in cambio della  edificabilità dell'area (ricadente sotto doppio vincolo, cimiteriale e paesaggistico, e dichiarata area agricola nel piano regolatore) e di un altro lotto in zona Fontana Bracchi, avrebbe ottenuto la costruzione di un piccolo parco sulla parte rimanente della collina. Il costruttore avrebbe altresì ceduto al comune anche il castello che, dopo decenni di incuria e abbandono, avrebbe necessitato di abbondanti capitali solo per la messa in sicurezza.
Il valore di mercato della collina risultava,  grazie a ciò, aumentato del 1000% circa. La convenienza della realizzazione del progetto, dunque, favoriva solo le casse dell’impresa protagonista della vicenda.
Ma, come abbiamo detto, bisognava aggirare due ostacoli complicati: la destinazione d'uso agricolo e i vincoli, soprattutto quello cimiteriale. Senza tanti scrupoli, il comune aveva ben presto cambiato destinazione all'area, dichiarandola edificabile, e aveva ridotto d’ufficio il vincolo cimiteriale da 200 a 100 mt: ovvero, la distanza tra il cimitero e le nuove palazzine poteva essere di soli 100 mt.  La normativa però dice esplicitamente che questa riduzione deve essere preceduta dal parere sanitario vincolante dell’ASL. Parere che il comune non ci risulta abbia mai richiesto. Non solo. Le moltissime sentenze emesse da TAR e Corte di Cassazione sull'argomento hanno chiaramente ribadito che il vincolo cimiteriale non si può in alcun modo derogare per costruzioni private.
La Direzione Regionale per l'Urbanistica e il Territorio, uno dei soggetti presenti alla conferenza dei servizi, ha espresso il parere negativo all'approvazione del progetto proprio citando l'inderogabilità del vincolo cimiteriale. La relazione che motiva tale parere riprende e cita le osservazioni in merito presentate dalle associazioni di cittadini e da alcuni consiglieri di minoranza: questo conferma ancora una volta l'utilità e la necessità della partecipazione attiva dei cittadini  in ogni decisione che li riguarda e nei progetti destinati alla trasformazione del proprio territorio.
È doveroso ricordare che lo svelamento della logica speculativa appartenente a questo progetto fallito è però analogo a quanto sta emergendo negli ultimi mesi con il progetto del Reisen Center: il trucco è sempre lo stesso e consiste nel modificare il Piano Regolare Comunale in modo che quei terreni in origine agricoli diventino edificabili. Questo fenomeno è sintomatico della necessità di ridefinire gli assetti urbanistici del nostro territorio. Mentre si accumulano edifici residenziali, commerciali ed industriali invenduti si pensa di fare altri investimenti immobiliari.
 
Prospettive per il futuro:

Questa è una vittoria parziale perché costituisce per tutti un PUNTO DI PARTENZA per l'avvio di un progetto di trasformazione del Castello, di Colleferro e della Valle del Sacco.
Il Castello - l’elemento simbolo su cui si fonda l’identità culturale di Colleferro e unica area verde rimasta - deve diventare  luogo centrale delle attività culturali e formative della città, deve esser reso fruibile dalla cittadinanza. La creazione di un luogo integrato in un progetto di valorizzazione  della rete dei siti di valore culturale ed archeologico che punteggiano la Valle del Sacco (Segni, Artena, Paliano, Anagni…) potrà ambire ai finanziamenti della Comunità Europea, sempre più attenta ai progetti di riconversione del territorio. Questa logica è tanto più necessaria in quanto per la Valle del Sacco - territorio martoriato da decenni di inquinamento e dalla crisi economica - è stato da poco aperto un tavolo di discussione in Regione Lazio.
Il comitato, ora, si aspetta un'altra grande vittoria, quella di vedere l'istituzione del vincolo archeologico sul castello e sul terreno circostante, vincolo che lo stesso comitato ha formalmente richiesto, in quanto in passato nessuna istituzione, locale o regionale, aveva mai provveduto a farlo. Tutto ciò vuole essere l'inizio di un nuovo percorso, un percorso che condividiamo con tutti coloro che vogliono il parco e la ristrutturazione del castello.
Perché, come abbiamo visto, è grazie all’impegno congiunto tra associazioni, comitati, consiglieri di minoranza e cittadini interessati, che si è ottenuto questo grande primo risultato che si pone in controtendenza a prassi consolidate nella gestione della nostra città.
  
Colleferro (Roma), 05/08/2013

Il Comitato per la Salvaguardia del Castello
 

COLLEFERRO E LA COLLINA DEL CASTELLO: PARCO PUBBLICO O LUCRO

 
 

 

Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Chi non vorrebbe per Colleferro un bel parco, percorsi attrezzati per fare ginnastica all'aperto, panchine e giochi per bambini? 
Noi lo riteniamo assolutamente necessario per il nostro povero territorio martoriato dal cemento e dal traffico, che costringe bambini ed anziani in angusti giardinetti assediati dalle automobili.
Un posto adatto a questo scopo, forse l'unico rimasto nel nostro comune, è la collina su cui sorge il Castello Vecchio, di proprietà del costruttore Furlan che nel 1996 acquisì l’edificio e la collina circostante per soli 350 milioni di lire, circa 180.000 euro. L'esiguità della cifra era dovuta essenzialmente alla tipologia del terreno, agricolo e sottoposto a due vincoli stringenti, quello legato alla fascia di rispetto cimiteriale e quello paesaggistico, quindi assolutamente non edificabile.
 
Logica e pubblica utilità avrebbero dovuto indirizzare gli amministratori che si sono succeduti in Comune a rilevare il terreno ad un prezzo equo, che non avrebbe leso gli interessi del proprietario ed avrebbe finalmente donato alla comunità uno spazio verde vitale per il benessere e la qualità della vita.
Invece, con gran clamore di vittoria, il Comune sta approvando un progetto, presentato nel 2009 dalla ditta Furlan, che prevede la cementificazione della parte più bella della collina, quella con pendio più dolce e soleggiato, che verrebbe deturpata da 9 palazzine (più altre 5 da costruirsi in località Fontana Bracchi).
In cambio della concessione edilizia, il costruttore cederebbe l'altra parte della collina e il Castello, che necessita tra l’altro di interventi urgenti  e costosissimi di messa in sicurezza dopo decenni di incuria e totale disinteresse sia del proprietario che del Comune.
Entrando nei dettagli economici presentati nel piano finanziario del progetto, si svela chi sarebbe il reale beneficiario dell'affare: la cessione di parte della collina verrebbe a costare all’ amministrazione comunale 1.212.000 euro e la cessione del Castello  1.500.000 euro, in totale 2.712.000 euro!  Un profitto che difficilmente un altro affare riuscirebbe  ad uguagliare.
Ma, si obietterà, ci sono i vincoli, il terreno non è edificabile.
A questo sta pensando il comune che, come nulla fosse, ha adottato l'ennesima variante al piano regolatore (delibera CC n.85/2009).
 
Ma l'atto veramente inaudito riguarda la deroga al vincolo cimiteriale: da 200 m, la fascia di rispetto viene portata a 100 metri, in barba a tutte le norme e sentenze emesse negli anni dagli organi competenti che  stabiliscono l'assoluta impossibilità di ridurre questo  vincolo proprio per motivi di edilizia privata (art. 28 L.n. 166/2002; sentenza corte Cass. Sez. III n.8626 del 26.02.2009). In particolare, la sentenza della Corte di Cassazione recita: “Contrariamente all'assunto del ricorrente, il legislatore, con l'articolo 28 della legge n. 166 del 2002, non ha inteso assolutamente estendere la deroga anche all'edilizia residenziale privata, sia pure su esplicita deliberazione del Consiglio Comunale. Invero l'articolo 338 dianzi citato, come modificato dall'articolo 28 della legge 1° agosto del 2002 n.166, ribadisce al primo comma la regola generale che i cimiteri debbano essere collocati alla distanza di almeno duecento metri dai centri abitati e che è vietato costruire nuovi edifici (siano essi pubblici o privati) entro il raggio di duecento metri dal perimetro del cimitero".
Leggendo il parere espresso in proposito dalla ASL, chiamata ad esprimersi per motivi igienico-sanitari, emerge chiaramente come questa abbia emesso parere favorevole solo per quanto riguarda la creazione del parco, non delle abitazioni private!
 
Questi due regali concessi per rendere edificabile il terreno fanno lievitare l'affare, stimato complessivamente dallo stesso Furlan in quasi 13 milioni di euro, al netto di spese di costruzione ed oneri di urbanizzazione (la descrizione dettagliata è  visibile nel Piano di concertazione economica).
Da un investimento di 180.000 euro spesi nel 1996 dal costruttore si arriva ad un guadagno di 13.000.000 nel 2013!
I cittadini invece perderanno per sempre lo splendido paesaggio costituito dal castello arroccato sulla sua collina in cambio di un modesto parco, circondato  anche in questo caso da una strada a scorrimento intenso (le palazzine porteranno altro traffico, smog e caos).
Inoltre il Comune si farà carico della messa in sicurezza del castello: la spesa dichiarata dal comune al riguardo  è di 2.000.000 di euro a totale carico di noi cittadini. Questi ultimi, tra l’altro, quando messi al corrente della realtà, si sono dimostrati assolutamente contrari al progetto, firmando una petizione che in pochissimi giorni ha raggiunto 500 firme, in un periodo sfavorevole come il mese di luglio.
 
Il parco è un'esigenza primaria per Colleferro, ma ciò non deve assolutamente passare attraverso propositi di speculazione edilizia che rappresentano una fine tragica e irrimediabile per il nostro  territorio.
 
Colleferro, 21 febbraio 2013
 

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