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Comunicato Stampa

Inceneritori Colleferro, sulla sentenza del TAR del Lazio è necessaria la correttezza dell'informazione.


COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
 
Sentenza TAR del Lazio su rinnovo AIA inceneritori Colleferro:
la correttezza dell’informazione prima di tutto.

 
 
Leggiamo su alcune testate giornalistiche, più o meno importanti, toni che enfatizzano una presunta sconfitta del Comune di Colleferro e delle associazioni ambientaliste sulla sentenza del Tar del Lazio per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale degli inceneritori di Colleferro.

Diciamo che è poco piacevole mettere l’accento con titoli eclatanti, quando un ricorso del genere è funzionale alla salvaguardia dell’ambiente e della salute di una comunità, sembrerebbe quasi come se ci sia un piacere al fatto che un TAR si sia pronunciato in termini reputati -a torto- non favorevoli alle associazioni ambientaliste e ad un Comune che si sta attivando a tutela dell'ambiente e della salute dei suoi cittadini. 

Peraltro tali titoli sono anche fuorvianti, in quanto non è assolutamente vero “che il TAR dice “no” all'annullamento dell'autorizzazione AIA, sconfitti il Comune e le associazioni”.

Ricordiamo che i giornalisti hanno l' ”obbligo inderogabile del rispetto della verità sostanziale dei fatti”, ebbene, allora perché scrivere un tale titolo, quando nella sentenza il TAR non si è minimamente pronunciato in merito all'annullamento dell'autorizzazione AIA?

Una corretta informazione dovrebbe riportare la notizia che il TAR ha deciso di non pronunciarsi in merito all'annullamento del provvedimento, in quanto la Regione Lazio ha aperto un procedimento di riesame dell'autorizzazione, si badi bene, solo dopo la notifica e l'introduzione del processo amministrativo da parte di Comune e associazioni e ha quindi ritenuto che è venuto meno l'interesse all'annullamento di un'autorizzazione che è in ogni caso oggetto di riesame.

Non è inoltre esatto riportare la notizia che la Regione Lazio “estendeva la durata dell'AIA dell'impianto di Colleferro fino al 08.05.2019 in ottemperanza ad una direttiva europea”, in quanto il corretto adempimento della normativa europea avrebbe imposto una istruttoria per appurare se l'AIA era conforme alle norme introdotte medio tempore dalla direttiva, che nella fattispecie non aveva luogo, provvedendo la Regione ad estendere in automatico l'AIA, mentre il Ministero dell'Ambiente aveva raccomandato di effettuare un'istruttoria al fine di valutare se aprire un riesame in alternativa alla estensione di validità dell'AIA.

Il TAR, a torto o a ragione e non è comunque questa la sede per sindacare la correttezza di una sentenza, ha ritenuto che essendo il riesame stato aperto, anche se -furbescamente- dopo l'estensione di validità e la instaurazione del processo, fosse nella sostanza cessata la materia del contendere e ha ritenuto, in considerazione della apertura del riesame, di non dover entrare nella valutazione della correttezza di un'azione amministrativa, che consente l'operatività di un impianto che rilascia nelle falde cromo esavalente, prendendo atto con nota datata 10.01.2016  dell'ottemperanza (dopo ben 7 anni di operatività!) di una prescrizione dell'AIA data nel 2009.

Ma di queste che sono vere notizie, pure riportate nella sentenza, l'articolo non dice nulla.

E noi chiediamo al suo autore di spiegarci i motivi di ciò.

Nell'articolo si domanda quanto sia costato al Comune di Colleferro proporre un ricorso che secondo l'autorevole parere di un giornalista sarebbe stato “perso in partenza” ma che, guarda caso, ha sortito l'effetto della sollecita apertura del procedimento di riesame da parte della Regione Lazio
.
Il giornalista può tranquillamente chiedere all’Amministrazione comunale.

Chiediamo al medesimo giornalista che voglia anche indagare quanti costi all'Erario sta comportando la mancata ottemperanza della Regione Lazio alla sentenza della Corte di Giustizia Europea sulle discariche abusive. Anche questo è un interessante tema di indagine giornalistica indipendente e aspettiamo trepidanti una sua pubblicazione in merito.

In aggiunta a quanto detto finora la sentenza ha riportato che in caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, ulteriore motivazione dei ricorrenti, fermo restando l’applicazione delle sanzioni e delle misure di sicurezza l’autorità competente procede secondo la gravità delle situazioni con a) la diffida, b) la diffida e contestuale sospensione dell’attività, c) la revoca dell’autorizzazione e la chiusura dell’installazione.

Tali indicazioni, già di nostra conoscenza, ci invitano a proseguire il monitoraggio e il funzionamento a norma degli inceneritori e di intervenire in qualsiasi momento qualora ciò non avvenisse.
 
Colleferro, 28.11.2016
F.to:
Circolo Arci “Montefortino 93”
Comitato Residenti Colleferro
Raggio Verde
Retuvasa
Ugi
 

Incontro Pubblico sulla Sorveglianza Epidemiologica, il cittadino deve partecipare, essere informato, conoscere.


Comunicato Stampa Retuvasa
 
Incontro Pubblico sulla Sorveglianza Epidemiologica, il cittadino deve partecipare, essere informato, conoscere.

 
 
L’incontro pubblico promosso da Retuvasa sulla sorveglianza sanitaria nella Valle del Sacco che si è tenuto a Colleferro il 16 novembre scorso ha permesso ai presenti di approfondire un tema caldo e sempre attuale, quello dello stato di salute nel nostro territorio.
 
E’ stata anche l’occasione per cogliere l’importanza delle indagini epidemiologiche svolte sul territorio con il prossimo avvio della nuova gestione del Sito di Interesse Nazionale (SIN) su cui ha riferito con chiarezza il Dott. Eugenio Monaco.

Il nuovo SIN si sviluppa da Colleferro lungo tutta l’asta del fiume Sacco che comprende, assieme alle aree ripariali di esondazione, tutte le aree su cui si è sviluppata l’attività industriale negli scorsi decenni.

La sorveglianza epidemiologica e sanitaria costituisce un elemento irrinunciabile per la pianificazione degli interventi sulle aree inquinate; essa indaga gli effetti prodotti sulla salute umana dall’inquinamento delle matrici ambientali (aria, suolo ed acque profonde e superficiali), prodotto a sua volta dalle attività industriali pregresse e dagli effetti nel presente delle attività industriali, dalle diverse forme di mobilità, in particolare dalle diverse forme di combustione domestica ed industriale.

Ancora una volta è risuonato l’allarme degli esperti che richiedono una estensione ed intensificazione delle indagini epidemiologiche nei confronti delle diverse fasce della popolazione e di tutto il territorio della Valle del Sacco, caratterizzata peraltro per lunghi periodi dell’anno dalla scarsa mobilità degli strati bassi dell’atmosfera che provoca il ristagno degli inquinanti con effetti purtroppo prevedibili e verificabili.

Il principio di precauzione.

Non sono stati evocati orizzonti catastrofici ma i dati offerti dalle relazioni indicano che esistono patologie maggiormente presenti nel nostro comprensorio rispetto al resto della regione. Spesso la ricerca del nesso tra contaminazione da agenti inquinanti e patologie non è facile da determinare, come accade nel caso del Beta-HCH, che ha inquinato il fiume Sacco ed attraverso la catena alimentare ha contaminato in gradi diversi parte della popolazione. Tuttavia ci soccorre il Principio di Precauzione: quando non si possono escludere effetti dannosi per la salute da parte di una determinata sostanza e quando soprattutto vi sono indizi della sua azione patologica assieme a correlazioni statistiche è necessario impedire che le persone entrino in contatto in qualsiasi modo con essa.

L’applicazione rigorosa del principio di precauzione, assieme al rilevamento degli indici di inquinamento e di peggioramento dello stato di salute della popolazione, impone di richiedere l’applicazione rigorosa di una  moratoria, ossia il blocco dell’insediamento di nuovi impianti e fonti inquinanti di ogni tipo assieme alla rimozione di quelli presenti, primi fra tutti gli inceneritori.

Implicita ed a tratti esplicita negli interventi degli esperti sanitari è stata la richiesta di un rafforzamento della struttura sanitaria sul territorio, condizione necessaria per una sorveglianza puntuale ed approfondita. Una buona notizia è l’approvazione della norma regionale per realizzare il registro delle patologie tumorali, mentre la dott.ssa Fantini ci ha rassicurati sulla assenza di inquinamento chimico dell’acqua potabile utilizzata a Colleferro esclusivamente da pozzi presenti nel territorio. Il controllo avviene con frequenza trimestrale e forse andrebbe intensificato.

In sintesi, sorveglianza epidemiologica e sanitaria, gestione e risanamento del SIN costituiscono processi complessi strettamente intrecciati e correlati tra di loro, decisivi per la salute ed il futuro dell’ambiente e della popolazione della valle del Sacco. Tale complessità richiede una mole di risorse, una mobilitazione di competenze ed una capacità organizzativa assolutamente inedite.

Sarà possibile conquistarle e costruirle solo con la mobilitazione capillare e la partecipazione organizzata e consapevole delle popolazioni e delle amministrazioni locali e periferiche.

Per cominciare è necessario superare i localismi, il frazionamento delle iniziative e delle vertenze sui diversi temi.

Si giunge quindi alle note dolenti poiché poco in tal senso è stato fatto nonostante l’impegno di molti in questi anni ed il nostro particolare impegno come associazione di cui rivendichiamo la continuità, l’accuratezza nell’ approfondimento e nella attività di informazione.

Dobbiamo rilevare che all’appassionato confronto sui social network non corrisponde da parte di molti una concreta attività. Non sottovalutiamo le difficoltà quotidiane e personali di ciascuno di noi, tuttavia è necessario staccarsi dalla tastiera e scendere nelle strade, nei cortili, nelle scuole ed in ogni luogo pubblico, aprire un confronto difficile tra generazioni diverse.

Questo si sta cercando di fare in tutta la Valle del Sacco cercando, di unire i diversi movimenti di lotta su rifiuti, servizi pubblici e lavoro.
Certamente garantiremo nei mesi a venire una accurata informazione su ciò di cui stiamo parlando, consapevoli di dover offrire un percorso di formazione, di introduzione alla comprensione di problematiche complesse, fornendo strumenti necessari a districarsi tra le diverse fonti di informazione.

Per chiudere confermiamo la replica dell’incontro pubblico sulla sorveglianza epidemiologica presso il Castello di Patrica, il 13 dicembre dalle ore 17.00, in collaborazione con il Comitato “La Rinascita”.
 
Valle del Sacco, 27 novembre 2016 
 

Clicca qui  per le slide dell’incontro pubblico a Colleferro del 16 Novembre 2016
 

Incontro Pubblico: SIN Bacino del fiume Sacco, la sorveglianza epidemiologica e le prospettive.


Sito di Interesse Nazionale Bacino del fiume Sacco:
la sorveglianza epidemiologica e le prospettive.
 
Incontro Pubblico
Mercoledì, 16 novembre 2016 – ore 17,00 - Colleferro (Rm)

 

Dall’ultimo rapporto di sorveglianza sanitaria pubblicato lo scorso giugno dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio - ASL RM1 a cui ha partecipato il Dipartimento di Prevenzione - ASL RM5, sono emersi nuovi preoccupanti elementi di associazione tra la presenza del Beta-esaclorocicloesano (Beta-HCH) nel sangue dei residenti della Valle del Sacco e alcune patologie, in aggiunta ai problemi già descritti in precedenti pubblicazioni.

RETUVASA ha a suo tempo comunicato in estrema sintesi quanto emerso da quest’ultimo rapporto, ma riteniamo possa essere utile un confronto pubblico con gli artefici di questi studi, il dott. Francesco Forastiere, la dott.ssa Daniela Porta, la dott.ssa Silvia Narduzzi, per il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio -  ASL RM1, e la dott.ssa Fiorella Fantini per il Dipartimento di Prevenzione - ASL RM5.

Nel frattempo, il 20 ottobre scorso, si è conclusa l’ultima fase partecipata per la perimetrazione del SIN bacino del Fiume Sacco (in cui sono comprese tutte le aree inquinate e contaminate dalle passate attività industriali) nella quale il Ministero dell’Ambiente ha dato risposta alle numerose osservazioni presentate da proprietari di terreni e aziende ricadenti nei nuovi confini del SIN. Il 7 novembre si è svolta la Conferenza di Servizi decisoria con l’approvazione del perimetro da parte del Ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e della regione Lazio.

A spiegare quali sono le prospettive dovute al nuovo assetto e al passaggio di competenze dalla Regione al Ministero sarà il dott. Eugenio Monaco, funzionario responsabile Area Bonifica Siti Inquinati della Regione Lazio.

L’appuntamento è per mercoledì 16 novembre 2016 alle ore 17,00 a Colleferro (Rm) presso l’ex sala Konver, retro ASL, in Via degli Esplosivi.

Per chi non avrà modo di essere presente rendiamo noto che replicheremo l’evento a dicembre in provincia di Frosinone.

Questi due eventi si inquadrano in una successione di incontri coi quali -assieme alla rete delle associazioni della Valle del Sacco-  vogliamo produrre una maggiore informazione dei cittadini, per costruire in modo capillare consapevolezza, partecipazione e mobilitazione sui problemi economici, sociali, ambientali e sanitari del nostro territorio.

Contiamo quindi sulla presenza dei cittadini, delle istituzioni, degli operatori del settore sanitario, in particolare dei medici di base.
 
Valle del Sacco, 8 novembre 2016

Inceneritore Marangoni, lettera aperta al Sindaco di Anagni.


COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE
ANAGNI E VALLE DEL SACCO

Istanza rinnovo autorizzazione inceneritore pneumatici fuori uso –
lettera aperta al Sindaco di Anagni
 

Martedì 8 novembre, presso la Regione Lazio, si aprirà la Conferenza dei Servizi istruttoria dedicata all’istanza di rinnovo dell’inceneritore di pneumatici fuori uso Marangoni, nato come impianto di cogenerazione a servizio dell’impianto produttivo di pneumatici, ormai chiuso da anni.
Limitiamoci a ricordare solo alcuni fatti salienti, in estrema sintesi:

  • La normativa regionale vigente non consente impianti di trattamento rifiuti (e tantomeno inceneritori) a una distanza inferiore di 500 metri dalle abitazioni, che sono invece numerose intorno a quello in causa;
  • È vigente, dal 2009, a causa di contaminazione di PCB, un’ordinanza comunale di divieto coltivazione e razzolamento animali in località “Quattro Strade” (accanto agli impianti Marangoni), per un raggio di 500 metri;
  • È in corso, su richiesta del Tribunale di Frosinone, un’indagine epidemiologica al fine di accertare la presenza di picchi di alcune patologie tumorali fra i residenti della località “Quattro Strade”;
  • È nota, da alcuni anni, la presenza di una contaminazione di PCB e diossine, dovuta a cause non ancora accertate, in un’ampia area situata a 1-2 km. a ovest dell’inceneritore in oggetto;
  • L’inceneritore si trova nel perimetro del SIN Valle del Sacco;
  • È nota la pessima situazione ambientale ed epidemiologica del Comune di Anagni e dell’intera Valle del Sacco, confermata dai recenti dati ARPA Lazio (29 settembre 2016);
  • È noto che i pneumatici fuori uso si riciclano, con trattamenti non impattanti sull’ambiente, e sono utilizzabili in numerose applicazioni, ad esempio per i manti stradali;
  • L’inceneritore in oggetto, che impiegherebbe solo poche unità lavorative, troverebbe l’unica ragion d’essere negli incentivi per le energie impropriamente considerate “alternative”.

 
Le sottoscritte associazioni confidano che il Sindaco di Anagni, massima autorità sanitaria del territorio, saprà ben rappresentare, con queste e numerose altre ragioni,  l’opposizione dell’ente  all’istanza di rinnovo.

 
Anagni (FR), 05.11.16
 
LE ASSOCIAZIONI
 
Anagni Viva
Comitato Osteria della Fontana
Legambiente Anagni
Retuvasa
 

Sui rifiuti una strategia per rispondere a oltranza.


Comunicato Stampa Congiunto

Sui rifiuti una strategia per rispondere a oltranza
 

Venerdì 28 ottobre si è svolto un incontro partecipato tra comitati ed associazioni di Colleferro e della Valle del Sacco.

Alla luce dell’ultimo consiglio regionale straordinario sui rifiuti e del rinnovato clima di emergenza che, ancora una volta porta a scelte che penalizzano il nostro territorio - come la richiesta della Marangoni di Anagni di riattivare l’attività di incenerimento di pneumatici - ci si è confrontati sulla capacità delle amministrazioni locali di sviluppare un’ azione concreta e coordinata, una progettualità alternativa, a partire dalla costituzione di un ambito territoriale in cui strutturare il ciclo dei rifiuti dalla raccolta differenziata al riciclo-recupero attraverso una opportuna dotazione impiantistica. A comunicati e dichiarazioni non è corrisposta sino ad ora un’ azione concreta.

Ci si è confrontati su informazione, coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini, laddove una politica calata dall’alto, un’ informazione sporadica e confusa portano come conseguenza rassegnazione, indifferenza e passività.

Da qui la necessità di giungere ad un confronto più serrato con le istituzioni e soprattutto la volontà di informare capillarmente i cittadini, di confrontarci sugli effetti concreti di inceneritori e discarica.

Prendiamo atto quindi della posizione assunta dai sindaci di Colleferro, Paliano e Valmontone nei confronti della regione Lazio, che rivendica l’avvio del percorso che porterà alla chiusura della discarica entro il 2019. Dobbiamo peraltro notare che questo incontro e dichiarazioni sono avvenute dopo l’allarme suscitato dalle notizie sulla sopraelevazione della discarica di Colle Fagiolara.

Ad oggi la concordia delle intenzioni, delle amministrazioni con quella regionale, ci  sembra più un obiettivo  auspicabile che conseguito. L’autorizzazione oggi negata a “Rida Ambiente” era stata in precedenza concessa ed allo scopo era stata autorizzata la sopraelevazione.
Altrettanto da verificare quanto le intenzioni delle tre amministrazioni concordino con tutte quelle delle amministrazioni che fanno parte del Coordinamento dei sindaci della Valle del Sacco, soprattutto per quanto riguarda la volontà di gestire autonomamente il ciclo dei rifiuti in ambiti territoriali.

Sul destino degli inceneritori non intravediamo all’orizzonte novità diverse dal revamping.

Non ci sono alternative alla partecipazione ed alla mobilitazione dei cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco, la ribellione ad un destino segnato di discarica dei rifiuti metropolitani è la condizione necessaria affinché ci sia una svolta immediata nelle scelte a livello di città metropolitana e regione.

Occorre trovare una strategia e una programmazione tali da non dover far in modo che sia la provincia a soccombere delle mancanze romane.

 
I presenti erano:
Anagni Viva
Circolo Arci “Montefortino ‘93”
Coordinamento Comitati di Quartiere Colleferro
Comitato Residenti Colleferro
Laboratorio comune alta valle del Sacco
Legambiente Anagni
Legambiente Sgurgola
Retuvasa Colleferro-Anagni
UGI
 
 
Valle del Sacco, 3 novembre 2016
 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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