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Comunicato Stampa

Territorio compatto contro rinnovo inceneritore pneumatici ad Anagni: la Regione rifletta.


Comunicato Stampa Congiunto

Territorio compatto contro rinnovo inceneritore pneumatici ad Anagni: la Regione rifletta.


Martedi 28 marzo alle ore 10.30 si terrà, presso l’Area Rifiuti della Regio Lazio, la Conferenza dei Servizi decisoria che dovrà esprimersi sul rinnovo dell’autorizzazione alla Marangoni Spa all’incenerimento di pneumatici, presso l’impianto sito in Anagni, in via Anticolana.

I Comitati cittadini e le Associazioni della Valle del Sacco, hanno già espresso le loro contrarietà all’autorizzazione attraverso osservazioni inviate agli uffici competenti della Regione Lazio.

Un parere negativo è stato chiaramente espresso e argomentato dal Comune di Anagni.

L’eventuale scelta indirizzata alla riattivazione dell’impianto sarebbe in netto conflitto con la grave realtà ambientale della Valle del Sacco, in particolare del territorio di Anagni, emersa anche nell’ultima affollata conferenza tenutasi sabato 18 scorso presso il locale Palazzetto dello Sport, nella quale sono stati presentati, dall’Ordine dei medici di famiglia della Provincia, i dati relativi al drammatico stato di salute della popolazione locale determinato dall’inquinamento della matrici ambientali.

È stata ricordata inoltre la straordinaria concentrazione di impianti di trattamento di rifiuti presenti nella Valle del Sacco, in particolare tra Colleferro e Morolo, con epicentro Anagni (si veda in allegato la lunga lista, non del tutto completa). L’inceneritore di pneumatici della Marangoni Tyre ha rappresentato e potrebbe nuovamente rappresentare una delle principali fonti di emissione, ed è sito in un’area, com’è noto, già contaminata da diossine e PCB, per non parlare del contesto generale dell’intero Sito di Bonifica Nazionale della Valle del Sacco.
È quindi inaccettabile un eventuale parere positivo, pur con prescrizioni, della Regione Lazio, ad una fonte potenzialmente inquinante di prima grandezza.

Il territorio si muove compatto contro questa eventualità. Oltre ai Medici di famiglia e al Sindaco, la sostiene il Vescovo di Anagni, Lorenzo Loppa, che ha annunciato la propria presenza in Regione il 28 marzo.

Questa coesione civica, sanitaria, ambientale e spirituale dovrebbe far riflettere non solo i tecnici della Regione Lazio, che valuteranno una mole impressionante di motivazioni tecniche e ambientali ostative al rilascio dell’autorizzazione, ma anche i rappresentanti politici al governo della Regione.

Confidiamo che all’assessore regionale all’ambiente Buschini sia chiaro che per risolvere i problemi ambientali del territorio non è affatto sufficiente istituire un Centro di sorveglianza e ricerca epidemiologica presso l’ospedale di Anagni, iniziativa pur interessante e apprezzabile. Se parallelamente non si effettua una moratoria degli impianti ad alto impatto ambientale, specie di trattamento di rifiuti, in iter autorizzativo, si avrebbe la beffa che tale centro monitorerebbe le future patologie da essi provocati.
  
Anagni (FR), 25.03.17

ANAGNI VIVA
RETUVASA
COMITATO OSTERIA DELLA FONTANA

Allegato

Anagni e Valle del Sacco, estendere la moratoria sugli impianti di trattamento rifiuti.


RETUVASA – LEGAMBIENTE – ANAGNI VIVA
COMITATO OSTERIA DELLA FONTANA
 
Estendere la moratoria sugli impianti di trattamento rifiuti
al territorio di Anagni e di tutta la Valle del Sacco 

 

Le associazioni Retuvasa (con il fondamentale contributo del Comitato Osteria della Fontana), Legambiente Lazio e Anagni Viva hanno presentato nei giorni scorsi al competente ufficio regionale osservazioni relative al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale avente per oggetto il progetto proposto da Energia Anagni SRL, funzionale al trattamento di digestione anaerobica e compostaggio di 84.000 tonnellate annue di rifiuti nella zona industriale di Anagni. Tale progetto, nelle intenzioni del proponente, mira a produrre energia a basso costo per il limitrofo impianto della società Saxa Gres SRL, facente capo alla stessa holding. Vogliamo essere fiduciosi sul fatto che le oggettive criticità da noi osservate comporteranno un parere negativo di VIA da parte della Regione.

Riguardo al progetto di Saxa Gres, si tratta, ricordiamo, della produzione di ceramiche ottenute mescolando nell’impasto di argilla una significativa percentuale di ceneri del termovalorizzatore (inceneritore) di S. Vittore, ovvero di una sostanza dall’elevato potenziale inquinante. Trasformare tale rifiuto in un prodotto di uso sociale è una pratica idealmente molto interessante, ma che presenta nella fattispecie una serie di rischi da non sottovalutare, tanto per l’ambiente di produzione quanto per l’utilizzatore finale. Ed è una pratica che fino allo scorso luglio non era considerata in alcun modo lecita dalla normativa, sulla base della quale, non a caso, la Regione aveva espresso una Valutazione di Impatto Ambientale negativa. Le suddette associazioni, allo scopo di seguire scrupolosamente l’iter della sperimentazione, hanno già presentato domanda di partecipazione alla Conferenza dei Servizi regionale, della quale non è ancora stata fissata la data.

Va inoltre ricordato che il prossimo 28 marzo si terrà la Conferenza dei Servizi decisoria relativa all’istanza di rinnovo dell’autorizzazione alla termovalorizzazione (incenerimento) di pneumatici fuori uso nell’impianto della Marangoni SPA sito ad Anagni. CDS cui sono state ammesse a partecipare tutte le suddette associazioni. A nostro avviso una ripresa dell’incenerimento dei pneumatici costituisce il principale pericolo per la salute e l’ambiente della popolazione anagnina. Riteniamo importante che la comunità faccia sentire forte la propria voce a riguardo in questo momento.

In tale contesto si può molto apprezzare il parere negativo espresso dal Comune di Anagni avverso il rinnovo dell’autorizzazione Marangoni SPA. Non sappiamo invece quali atti abbia compiuto o intenda compiere l’amministrazione in riferimento ai primi due procedimenti sopra richiamati. È importante che il Comune prenda una chiara posizione ed espliciti le proprie intenzioni, opponendosi all’autorizzazione di impianti ad elevato impatto ambientale che rischiano di catalizzare la trasformazione della Valle del Sacco, e in particolare di Anagni, in una sorta di distretto regionale di trattamento dei rifiuti, senza alcun riguardo per il riconosciuto stato di Sito di Bonifica Nazionale della Valle del Sacco e per le programmazioni regionali sulla qualità dell’aria e della gestione dei rifiuti. 

La recentissima delibera del Consiglio comunale di Ferentino che impegna sindaco e giunta ad una moratoria sui nuovi impianti di rifiuti costituisce indubbiamente un fatto nuovo e che infonde speranze. Soprattutto se sarà davvero mantenuto l’impegno di inserire nel Piano Regolatore comunale norme operative per il divieto di collocazione ed esercizio di nuovi impianti di trattamento e smaltimento di Rifiuti Solidi Urbani, in particolare discariche, termovalorizzatori, TMB e compostaggi, con l’esclusione delle attività di recupero e riciclo delle frazioni differenziate e degli impianti esclusivamente a servizio del fabbisogno della comunità di Ferentino. Interessante anche l’intento di predisporre e sottoscrivere un protocollo d’intesa con i Comuni limitrofi per una gestione unitaria e coordinata dei procedimenti amministrativi e delle problematiche in materia ambientale.

Invitiamo tutti i Comuni della Valle del Sacco a muoversi nella stessa virtuosa direzione e a cominciare a pronunciarsi in questo senso già nel contesto della discussione relativa al primo punto all’odg dell’incontro del Coordinamento dei Sindaci per l’ambiente della Valle del Sacco, che si terrà, proprio a Ferentino, lunedì 13 marzo.

 
Anagni, 10.03.17
 
LE ASSOCIAZIONI:
RETUVASA
LEGAMBIENTE ANAGNI
ANAGNI VIVA
COMITATO OSTERIA DELLA FONTANA
 

Processo inceneritori Colleferro: escluse Associazioni e Enti territoriali.


Comunicato Stampa Congiunto

PROCESSO SUGLI INCENERITORI DI COLLEFERRO: ESCLUSE ASSOCIAZIONI ED ENTI TERRITORIALI

 
Il processo sugli inceneritori di Colleferro è stato agli onori della cronaca per molto tempo per l'estrema scientificità delle condotte criminose contestate. Risulta dal capo di imputazione che gli imputati hanno bruciato nell'inceneritore rifiuti non consentiti, arrivando, per non far emergere le loro responsabilità, a far falsificare i certificati relativi e a penetrare nel sistema informatico di monitoraggio in continuo, onde non far risultare lo sforamento delle soglie per inquinanti emessi in atmosfera. Ad oggi, la popolazione colleferrina non sa che cosa sia stato bruciato prima del 2008 nell'inceneritore, ma i dati per asma pediatrico e patologie alle vie respiratorie parlano -purtroppo- da soli.

Fatti di tale gravità hanno suscitato lo sdegno della popolazione e delle associazioni che a suo tempo venivano ammesse parti civili nel processo dinanzi al Tribunale di Velletri.

Il Tribunale di Velletri, dopo quattro anni di processo, dichiarava la propria incompetenza funzionale: il processo veniva trasmesso al Tribunale di Roma e, dopo quasi due anni, il GUP Fattori, dopo alcune udienze, ha deciso di escludere tutte le parti civili: enti territoriali ed associazioni.

E' questa dunque l'ultima evoluzione di un processo evidentemente nato male: la maggior parte dei capi di imputazione è già caduta o cadrà in prescrizione e forse una condanna civile sarebbe stato l'unico effetto pregiudizievole derivante agli imputati condannati per la loro condotta, ma neanche questo deve accadere, se si è deciso di escludere anche i Comuni che sono per legge deputati a tutelare il territorio e la salute dei loro cittadini!

Il messaggio dunque che passa, a vedere il decorso di questo processo, è che in Italia chi inquina, non paga. 
 
Colleferro, 04.03.2017

F.to:
Comitato Residenti Colleferro, Associazione Mamme Colleferro, Associazione Raggio Verde, Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Associazione Unione Giovani Indipendenti
 

Paliano, sulla vendita della Selva una VERGOGNA infinita.


Comunicato Stampa Retuvasa

Paliano, sulla vendita della Selva una VERGOGNA infinita.
 

L’area centrale della Selva di Paliano venduta ai privati.

Un’area di pregio paesaggistico e ambientale come la Selva di Paliano, su cui in molti contavano per una gestione pubblica e un rilancio partecipato tra istituzioni, associazioni, cittadini, sarebbe potuta diventare un volano positivo per un rilancio di cui il nostro territorio avrebbe molto bisogno.

Invece no! Si apprende da organi di stampa che la zona più conosciuta, quella più frequentata, quella che rimane nei ricordi di tantissime persone che usufruivano delle bellezze dell’ex Parco Uccelli e che continuavano ad usufruirne negli ultimi anni di transizione, ebbene quella zona è stata venduta all’asta dal curatore fallimentare.

La Regione Lazio, che negli ultimi tempi, non pagava l’affitto per quella porzione di area ha lasciato andare in mano ai privati l’ultimo straccio di sogno di un territorio in fin di vita.

Per l’amministrazione di Paliano e di riflesso anche per quella di Colleferro che tanto stavano puntando sulla riqualificazione dell’ex Parco un duro colpo politico. Questa ennesima occasione persa dimostra l’inadeguatezza o meglio la mancanza di una progettualità forte e condivisa per il nostro territorio da parte di istituzioni, reti sociali, economiche e culturali.

Ma i reali colpevoli di questa situazione sono altrove e siedono in Giunta Regionale. Al presidente Nicola Zingaretti e al suo Assessore di riferimento Mauro Buschini urliamo in coro: VERGOGNA!!!

Agli ignavi non risparmiamo di certo il nostro disappunto, anche perché nell’ultimo bilancio regionale sono stati stanziati per il light revamping degli inceneritori una somma dieci volte maggiore dei soldi che servivano per l’acquisto dell’area in questione.

Al contempo è stata prevista una sopraelevazione della discarica limitrofa alla Selva, che si dovrebbe chiudere nel 2019, ma che in questi due anni potrebbe fungere da sversatoio della monnezza romana, l’unico interesse della Regione Lazio nei nostri confronti.

Questa era la nostra visione inserita nella piattaforma programmatica del 2010 riguardo alla Selva di Paliano intesa come area di cerniera della Valle del Sacco:

Il Comune di Paliano costituisce la frontiera tra i mondi della macroarea sud e nord. La parte settentrionale del suo territorio comunale ha pressoché tutte le caratteristiche della macroarea nord. Assenti le industrie, è pressoché incontaminata, pregevole dal punto di vista paesaggistico, sede di colture che meriterebbero marchi di qualità (vite e olivo). La parte meridionale del territorio è invece in più punti “assediata” dalle aree industriali di Colleferro e Anagni. Già si è ricordata la criticità dell’impianto di Cdr di Castellaccio, che incombe sull’abitato di San Bartolomeo (Anagni). Ancor più grave la presenza, al confine col territorio colleferrino, della discarica di Colle Fagiolara, di cui anche si è già detto. Quest’ultima minaccia una delle principali risorse in termini sia ambientali che economici dell’intero territorio, La Selva.

La qualità della vita e lo sviluppo eco-compatibile dell’area sono legate in primo luogo alla valorizzazione del turismo e dell’agricoltura.

Da allora nulla è cambiato, se non in peggio!

Non vogliamo entrare nel merito di ciò che gli acquirenti potranno o vorranno fare -dovranno comunque rispettare il Master Plan- ma questo è un colpo a tradimento, un colpo che può essere definito come una dichiarazione di guerra alla quale sarà necessario rispondere con tutte le risorse disponibili ed il contributo di una ampia coalizione sociale e territoriale.

 
Paliano, 15.02.2017
 

Parte il secondo anno di Retuvasa nelle scuole.


Comunicato Stampa Retuvasa

Parte il secondo anno di Retuvasa nelle scuole.

 
 
Il 6 febbraio scorso ha avuto inizio il secondo anno di impegno di Retuvasa nelle scuole.

La prima scuola coinvolta è la scuola media Zanella di Valmontone, con l’adesione di tutte le classi dell’istituto.
L’attività formativa proseguirà fino a maggio nella scuola media Leonardo da Vinci di Colleferro, dove parteciperanno al corso le prime classi mentre le classi coinvolte lo scorso anno approfondiranno i temi trattati; lo stesso accadrà nella scuola media Leone XIII di Carpineto Romano.

Verso la fine dell’anno scolastico sono in preparazione uscite didattiche a Pian della Faggeta, nel comune di Carpineto romano, dove gli studenti potranno osservare dal vivo ciò che hanno studiato in classe: fenomeni tipici del carsismo come doline e inghiottitoi, vegetazione endemica di rilevante importanza ecologica (gran parte di quella zona è inclusa nel programma europeo di protezione degli habitat naturali Natura 2000).

Per garantire la massima partecipazione dei ragazzi ed uno svolgimento adeguato alla ricchezza del contesto ambientale  cercheremo il supporto delle amministrazioni locali.

I corsi di educazione ambientale hanno l’obiettivo di illustrare il quadro delle caratteristiche naturali del territorio, cercando di favorirne la conoscenza, il rispetto e la salvaguardia, nonché delle trasformazioni indotte dall’azione dell’uomo.

Da un punto di vista didattico il contenuto del corso è impostato sulla base di un modello operativo-induttivo, in modo da mettere lo studente a contatto diretto, per quanto possibile, con gli aspetti concreti e reali del territorio circostante.  Le lezioni sono divise in due parti: nella prima lo studente è sollecitato a osservare, analizzare e descrivere il materiale messo a disposizione, traendo infine proprie conclusioni; la seconda parte è dedicata alla spiegazione indotta dai materiali e alla discussione con i ragazzi.

L’osservazione scientifica è operata su erbari, rocce e fossili particolarmente significativi delle nostre zone, cartelloni didattici e fotografie.
Il corso è tenuto dal prof. Renato Marsella, naturalista esperto di didattica, e da volontari dell’associazione.

Retuvasa seguirà anche 12 ragazzi del Liceo Dante Alighieri di Anagni in un progetto di alternanza scuola-lavoro.

Il progetto si articola su diversi aspetti, tra i quali: formazione base sulle attività di una associazione ambientalista, analisi delle trasformazioni del territorio, studio del nostro ambiente (attraverso l’uso di materiali didattici appositamente preparati), analisi dei canali di comunicazione,  acquisizione e condivisione di informazioni e conoscenze utilizzati dall’associazione e dai movimenti ambientalisti.

Le attività svolte avranno il loro sbocco nell’avvio di una indagine sulla percezione delle questioni ambientali da parte degli adolescenti; essa si articolerà in focus group e nella costruzione di questionari su interessi e conoscenze ambientali da somministrare on line. Da ultimo verrà effettuata una escursione sui monti Lepini.

Questo insieme di attività è supportato da un finanziamento della Banca di Credito Cooperativo di Roma, filiale di Colleferro.

Sono in fase di preparazione anche corsi di formazione per personale scolastico e cittadini sensibili alle dinamiche antropiche e naturalistiche del nostro territorio.

Chi fosse interessato a partecipare può scrivere a retuvasa@gmail.com.
 
Valle del Sacco, 10.02.2017
 

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