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Comunicato Stampa 100 anni Colleferro

VALLE DEL SACCO - LE ALTERNATIVE DI CUI NON SI PARLA




Comunicato Stampa Colleferro 1912-2012

LE ALTERNATIVE DI CUI NON SI PARLA
Valle del Sacco: dalla mappa dei veleni italiani alla sfida ambientalista e culturale della Ruhr.

 
Un ecologista non viene considerato “pericoloso” dalle anime conservatrici del sistema  solo se alza il tono delle dichiarazioni ma se è capace di mediazioni efficaci e in grado di produrre cambiamenti concreti: sulla sua incisività si valuta il suo operato. Come formiche coraggiose, tanti militanti ed associazioni portano sulle proprie spalle un peso superiore a quello che dovrebbero sostenere. L’impegno per la tutela ambientale di tanti comitati territoriali, spesso tra l’indifferenza della politica e dei mezzi di comunicazione, dimostra che l’integrazione europea sta procedendo molto più velocemente di quanto i governi siano disposti a comprendere.
 

 
Un mondo più sano, accompagnato da un’economia del benessere, è l’obiettivo politico immateriale che la comunità europea si è proposta di realizzare, mettendo a disposizione direttive, risorse e competenze. La Germania rappresenta sicuramente il caso più esemplare. L’Italia, ormai da decenni, accumula un ritardo cronico. Le comunità locali sono sempre più costrette ad essere autodidatte nella costruzione di politiche ambientali.
 
Allora, prendere ad esempio le buone pratiche  dei nostri vicini di casa europei serve a dare forza alla mobilitazione ambientalista, troppo spesso reclusa nel recinto della protesta e dell'autodifesa. In Italia, i disastri ambientali di varia natura e tipologia, interessati dalle bonifiche, sono 57, tra cui l’Eternit di Casale Monferrato e da ultimo l’Ilva di Taranto che hanno inevitabilmente catalizzato l’attenzione collettiva. Ma questi siti, seppur ognuno con i propri caratteri distintivi, rappresentano sulla mappa un unico coordinamento costituito da gruppi con  interessi diversi ma con un  obiettivo comune: riqualificazione e  riconversione dei siti industriali.
 
Per questo, dal 23 al 25 novembre, la Rete per la Tutela della Valle del Sacco e l’Associazione Culturale Gruppo Logos hanno chiamato a raccolta a Colleferro molti dei comitati ambientalisti dei Siti di Interesse Nazionale. Il contributo comparativo con la “letteratura esistente” sarà con il Distretto della Ruhr che in pochi anni ha dato vita al Parco Paesaggistico dell’Emscher. Gli items, che hanno portato a  questo successo di valenza europea, facendo scuola in Germania e favorendo una maggiore adesione ai valori ambientali e culturali grazie al raggiungimento dei risultati, saranno raccontati ed analizzati dal Prof. Hanns Dietrich Schmidt, Responsabile culturale della Ruhr per il distretto di Essen, nell'ambito del Convegno “Quando la volontà collettiva diventa progetto: come ricostruire un territorio”.
Una sfida ecologista alla politica, alle istituzioni e a chi si occupa di progettualità, che parte da Colleferro e chiama a raccolta le varie realtà nazionali interessate, con una mano tesa al partenariato europeo, per instillare la cultura della tutela ambientale come investimento civico e non come spesa collettiva.
 

 
L’obiettivo non ultimo è quello di ridurre il distacco tra protesta ambientalista e processo produttivo, mutando il proprio territorio da terra di conquista a distretto dell’innovazione e della ricerca basato su opportunità ed idee. La base di partenza, così come è accaduto per la Ruhr, è di considerare che la mobilitazione è figlia anche della presenza di verde pubblico e di eccellenze artistico-paesaggistiche da difendere quali referenti oggettivi. Enfatizzare poi l’importanza delle periferie, ponendo fine alla categoria sociologica della “marginalità globale” e sostituendola con il nuovo protagonismo della periferia delle città metropolitane, con la consapevolezza da parte dei cittadini di una propria centralità nella ristrutturazione e riqualificazione urbanistica dei siti industriali e del luogo in cui si vive. La strategia vincente sarà l’individuazione dei diversi interlocutori, istituzionali e non.
 
E se è culturalmente vero che “il cambiamento è prima nella testa delle persone”, come recita lo slogan scelto dalle Associazioni e mutuato da una celebre frase dell’architetto Wolfang Pent, il successo di questa iniziativa sarà quello di essere riusciti a creare una rete di relazioni tra tutti gli invitati: dagli amministratori locali ai rappresentanti delle categorie produttive, dai collegi professionali degli architetti ed ingegneri alle associazioni ambientaliste e alla cittadinanza attiva.
 
Nelle intenzioni degli organizzatori, l'iniziativa potrebbe essere lo start up di un progetto di più ampio respiro che, prendendo le mosse da una rivendicazione locale, quale quella della tutela ambientale e sanitaria della Valle del Sacco, arrivi a stabilire non soltanto una collaborazione costante tra le varie associazioni, comitati e coordinamenti a livello nazionale, ma soprattutto a mettere in campo una rete di competenze che dia vita a politiche ambientali e culturali di lungo termine, anticipando i problemi e proponendo prospettive.
Un monito per tutti gli amministratori locali e per lo Stato perché siano custodi del territorio e non proprietari di beni comuni. Si potrebbe dire, per essere chiari, che lasciar degradare l’ambiente è come prendere a prestito denaro da un usuraio, che un giorno ci chiederà di restituire con interessi enormi. L’appuntamento dunque è a partire dal 23 novembre nella sala Konver - presso BIC Lazio di Colleferro (RM) alle ore 17,00.

 
Valle del Sacco, 21 novembre 2012
 

"QUANDO LA VOLONTA' COLLETTIVA DIVENTA UN PROGETTO": COME RICOSTRUIRE UN TERRITORIO - COLLEFERRO, 23/24/25 NOVEMBRE 2012





Comunicato Colleferro 1912-2012
 
Quando la volontà collettiva diventa progetto:
 
COME RICOSTRUIRE UN TERRITORIO
 
Le Associazioni  Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Gruppo Logos, per concludere un anno ricco di iniziative promosse in occasione del centenario della nascita dell’industria bellica a Colleferro (industria che ha favorito  la creazione di innumerevoli fabbriche lungo tutta la Valle del Sacco), organizzano una tre giorni che partirà il pomeriggio di venerdì 23 novembre e si concluderà nella mattinata della domenica successiva.
“Quando la volontà collettiva diventa progetto: come ricostruire un territorio” è il titolo di questa iniziativa che  sarà inaugurata con un evento davvero speciale. Ospite d’eccellenza sarà, infatti, Hanns-Dietrich Schmidt, responsabile dei rapporti internazionali del distretto della Ruhr nella Nordrhein-Westfalen in Germania, che terrà nella sala Konver- Via degli Esplosivi - Bic Lazio, alle ore 17.00, una conferenza per illustrare il progetto Ruhr, ritenuto un esempio d'intervento unico nel suo genere e un modello di riferimento per chiunque voglia far rinascere ex territori industriali. H.D. Schmidt sarà coadiuvato dall’Architetto Antonio Cirillo che effettuerà traduzione e commento.
A seguire daranno il loro contributo la dott.ssa Grazia Maria Piana, Energy Consultant, Specialista in Diritto ed Economia dell’UE,  sui processi partecipativi e i Piani Operativi Regionali e il  dott. Gabriele Guazzo di CITTALIA - area europa, sui nuovi fondi per il risanamento gestiti dall’ Unione Europea.  
L'intento è quello di capire quale sia l’approccio più corretto per muovere i primi passi verso un vero percorso di risanamento del nostro territorio.Il convegno, che prende il titolo dalla frase di Wolfgang Pent, critico di architettura e teorico delle città ecosostenibili, “Il cambiamento è prima nella testa delle persone”,  mostrerà come solo l' interesse delle comunità per un programma economico-culturale e per un approccio alternativo alla pianificazione possano far uscire dalla crisi una regione depressa.
Per l’intera giornata di sabato 24 novembre, sempre presso la sala Konver, si terrà un forum di associazioni nazionali e territoriali che permetterà ai partecipanti, soprattutto cittadini che vivono vicino a siti di importanza nazionale per le bonifiche, di confrontarsi al fine di stilare proposte comuni   e scambiarsi consigli su come rendere la loro azione sempre più incisiva.
A partire dalle ore 9.00, sarà dato il via a “Esperienze a confronto”, con tavoli tematici su: bonifiche SIN e matrici ambientali, salute e diritti, difesa del paesaggio e politiche agricole.
Si approfondiranno, altresì, tematiche fondamentali quali trasferimento, condivisione della conoscenza con percezione pubblica del rischio e del  danno; consumo di suolo, aggressione al territorio, all'ambiente, al paesaggio ed alla salute; filiere produttive, modelli di sviluppo, politiche del lavoro e alternative; norme, giurisprudenza, poteri e competenze istituzionali.

Spiegano gli organizzatori : ” Ci siamo resi conto che una seria politica per l’ambiente non può essere costituita da una molteplicità di risposte diversificate nei riguardi delle sempre più innumerevoli rivendicazioni locali. Quindi, occorre partire dalla creazione di un forte rapporto di reciprocità tra le associazioni ed i movimenti territoriali…..per sottoporre all’attenzione delle istituzioni proposte omogenee ed efficaci

 
Le adesioni al forum sono molte e gli stessi partecipanti avranno la possibilità di integrare e proporre altri temi.
 
Nel pomeriggio, dopo un incontro alle ore 17.30 con Fabrizio Nunnari, autore del saggio: “ Il nucleo di industrializzazione Valle del Sacco, un rischioso tentativo di sviluppo” in “Il caso italiano, industria, chimica e ambiente”, a cura di P. P. Poggio e M. Ruzzenenti, Jaca book, Milano 2012, Fondazione Micheletti, i partecipanti al forum sottoporranno i risultati del loro lavoro all’attenzione del pubblico che assisterà all’assemblea conclusiva.
La chiusura avverrà nella mattinata di domenica con un breve tour insieme agli ospiti attraverso Colleferro e dintorni, alla fine del quale ci saranno i saluti.
 
Gli organizzatori ringraziano fin d’ora tutti gli amici e i vari collaboratori per il prezioso  contributo fornito, indispensabile per la buona riuscita dell'iniziativa.
 
Valle del Sacco, 13 novembre 2012
 
Info:     
retuvasa@gmail.com - 335.65.45.313 , gruppo.logos@tiscali.it – 320.11.09.297
http://www.facebook.com/colleferrocentenario.centannibastano

 
Perché si parla tanto di Ruhr ?
 
Il riscatto di quest’area della Germania era stato già sognato da Willy Brandt che,  nel 1961, in pieno industrialesimo, i cui effetti avevano prodotto  la devastazione del territorio e il degrado delle condizioni atmosferiche a causa dell’ industria estrattiva carbonifera e della  produzioni siderurgica, pronunciò una famosa frase:  "Il cielo sopra la Ruhr deve tornare ad essere di nuovo blu!".
 
Con il successivo declino delle industrie minerarie degli anni ‘70-’80, tutto sembrava compromesso: colline cosparse di scorie industriali, ruderi di fabbriche dismesse, urbanizzazioni frammentarie e confuse, tracciati ferroviari fuori uso e, soprattutto, la configurazione sociale profondamente minata, essendo stata in precedenza strutturata in base all'iperspecializzazione produttiva.
Le somiglianze tra il dramma vissuto dagli abitanti  della Valle del Sacco e quelli della Ruhr sono innumerevoli. Il fiume Emscher, che conforma la valle tedesca  non diversamente  dal nostro, era stato  trasformato in un lungo scarico a cielo aperto.
Inoltre, anche nel nostro territorio, il tipo di economia caratterizzato dalla presenza di troppe piccole e medie industrie incapaci ancor oggi di trasformarsi da indotto della grande e morente industria  in attività autosufficienti, è una delle ragioni del declino socio-economico che stiamo vivendo.
 
Negli anni ‘90, i problemi della regione della Ruhr furono affrontati con grande coraggio dal governo regionale del Nordrhein-Westfalen che rivoluzionò l'Internationale Bauausstellung Emscher Park (Mostra Internazionale di costruzioni e architettura-IBA) e la trasformò in una società che vedeva nel suo consiglio d’amministrazione importanti esponenti della politica, dell'economia, dei sindacati e delle associazioni ambientaliste. Il  comitato di coordinamento è presieduto dal ministro dell'urbanistica e dei trasporti e composto dai rappresentanti della regione, dei comuni principali, degli ordini professionali e da singoli professionisti quali architetti, ingegneri, paesaggisti, artisti, naturalisti.
La Ruhr insegna che coordinare diversità come queste non è né complicato né costoso; il personale dipendente della S.r.L. non supera i trenta membri  dal momento che comprende un direttore esecutivo e sei direttori scientifici a part-time. Se analizzassimo i costi di gestione, probabilmente ci accorgeremmo che in Italia, con le discutibili operazioni di bonifica realizzate da alti commissariati, spendiamo molto di più senza raggiungere risultati soddisfacenti.
 
Il primo passo è abbandonare la presunzione di pianificare ed iniziare a coordinare.  L’IBA, non è mai stato un'autorità per la pianificazione.
 
Nel '99, Wolfgang Pent fu chiaro:”…l’IBA si strutturò piuttosto come un'agenzia di consulenza. Come tale, indicò le direzioni verso le quali le iniziative potevano svilupparsi……. può aver posto degli obbiettivi, fornito delle conoscenze, svolto il ruolo di "Public Relation", ma pianificare è qualcosa che non ha mai fatto" .
 
Il  progetto Ruhr ruota intorno ad un obiettivo: la realizzazione del grande Parco Paesaggistico dell'Emscher ( Emscher Landschaftspark) , un'area di circa 320 Kmq, che rappresenta più di un terzo della superficie complessiva della regione della Ruhr.
 
Esso si estende per circa 70 km, nella fascia est-ovest tra Duisburg, sul Reno e Bergkamen nella Westfalia e, in altezza, per 10-12 km su entrambi i lati del fiume Emscher; il suo tessuto connettivo ricongiunge e lega a sé le fasce di paesaggio che separano i 17 comuni compresi nel progetto.
 
“Passare dal concetto di salvaguardia  a quello di promozione del paesaggio”: questo è il messaggio più importante che lancia il progetto Ruhr.
Nel Parco dell'Emscher, il paesaggio gioca un ruolo strategico e viene utilizzato come mezzo per agire sull’immaginario, sulle aspettative e sui desideri dell’intera popolazione.
Lungi dal rassegnarsi, i cittadini della Ruhr hanno dimostrato di saper sognare, persino durante gli anni dell'industrializzazione, un grande  futuro di riscatto.  “…noi vogliamo realizzare solo ciò che per decenni abbiamo immaginato….”.
 
Oggi, questo paesaggio, ancora in piena metamorfosi, si sta delineando oramai con chiarezza, e gli abitanti insieme alle istituzioni sono parte di esso, pienamente partecipi e responsabili.
 
Certamente l’esperienza della Ruhr non può essere generalizzata e banalmente imitata. Karl Ganser, direttore dell'IBA, personaggio-chiave del progetto avverte: “….ogni regione è caratterizzata da condizioni economiche molto diverse, sia presenti che ereditate dal passato; oltre a ciò le condizioni finanziarie e legali differiscono molto da paese a paese. Per questo motivo ogni regione deve trovare il proprio modo di affrontare i suoi particolari problemi strutturali…...un alto grado di interessamento per gli obiettivi ecologici e culturali, soprattutto quando la situazione occupazionale è particolarmente depressa e la necessità di investire forze e risorse extra, attraverso un approccio alternativo alla pianificazione, possono essere alcuni degli aspetti applicabili a livello mondiale".
 
Nel nostro paese le identità comunali sono più forti che altrove, ed hanno impedito spesso l’elaborazione di progetti su vasta scala ( non si è mai riusciti ad elaborare piani intercomunali o anche semplici protocolli d’intesa ).
Anche i confini amministrativi, dei quali oggi si discute a causa dell’accorpamento delle Province e delle confuse autonomie regionali,  hanno comportato una sovrapposizione di competenze ed una vergognosa esplosione  dei costi. Il mondo delle professioni è rimasto chiuso in se stesso, rivelandosi incapace  di conquistare un ruolo sociale, per cui i tentativi di aggregazione sono stati vanificati da piccoli interessi individuali.

La speranza è che questo momento di confronto aiuti le amministrazioni locali a favorire la ricerca delle affinità linguistiche, culturali e culinarie tra le popolazioni della Valle del Sacco.
Anche gli aspetti positivi del nostro passato  industriale possono e devono essere conservati, cercando di favorire le relazioni di solidarietà tra lavoratori, le richieste di servizi sociali, il rispetto per il lavoro, il passaggio dal familismo alla difesa dei diritti dell’individuo.
“ In una fabbrica non si fabbrica solo quello che si fabbrica!” disse A. Moravia negli anni ’70,  quando il mondo degli intellettuali italiani iniziava a guardare altrove. Benché lo spirito di queste parole sia stato  dimenticato nel cassetto della memoria per troppi anni, l’esperienza della Ruhr lo fa tornare di attualità, dimostrando che una comunità che ha vissuto le drammatiche condizioni di vita legate al degrado ambientale, può insegnare al mondo come si costruisce un futuro ecocompatibile.
“ Fabbrichiamo il nostro paesaggio”,
ovvero lo spazio scenico che rappresenta  il nostro  futuro di cittadini consapevoli  di essere  un'unica comunità prodotta dal paesaggio e costantemente artefice dei propri cambiamenti.
 

Colleferro, proiezione film Sporchi da Morire, 21 settembre 2012



Cent’anni bastano?
 Centenario della fondazione dell’industria bellica a Colleferro

 
COMUNICATO STAMPA
 
Le associazioni Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Gruppo Logos, nella serie di iniziative sul centenario della fondazione dell’industria bellica di Colleferro, presentano la proiezione del film “Sporchi da Morire”, regia di Marco Carlucci.
 
Il film nasce da alcune domande: è vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Quali sono i danni provocati dalle nano-particelle emesse dagli inceneritori? Quali sono le possibili alternative? Con queste domande in testa, comincia la ricerca di Carlo A. Martigli, scrittore e giornalista impegnato da sempre in inchieste scottanti. Il film documenta le sue ricerche su internet che come in un romanzo, improvvisamente diventano reali: interviste, filmati, esclusivi reportage in giro per il mondo, tra l'Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l'Inghilterra e l'Austria che faranno riflettere su un problema indicato da molti esperti come "invisibile inquinamento del nuovo millennio", che riguarderà i nostri figli e le future generazioni.
 
L’invito a partecipare è per 21 settembre 2012, Sala Ludus, (retro Chiesa S. Barbara) via Leonardo Da Vinci, Colleferro, Roma, ore 17.30, ingresso libero.
 
Seguirà un dibattito sul tema scottante delle gestione dei rifiuti, che vede il nostro territorio interessato in modo invasivo, insieme al regista del film Marco Carlucci.
 
Contatti: Colleferro 1912-2012: cent’anni bastano? 

gruppo.logos@tiscali.it - tel. 320.11.09.297
retuvasa@gmail.com    - tel. 335.65.45.313

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Contatti stampa: Gruppo Logos: 328 3893642 Rete per la Tutela della Valle del Sacco:  tel. 335 6545313

 


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Colleferro, proiezione film "Sporchi da Morire"

 
 
Cent’anni bastano?
 Centenario della fondazione dell’industria bellica a Colleferro


COMUNICATO STAMPA

 
Le associazioni Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Gruppo Logos, nella serie di iniziative sul centenario della fondazione dell’industria bellica di Colleferro, presentano la proiezione del film “Sporchi da Morire”, regia di Marco Carlucci.
 
Il film nasce da alcune domande: è vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Quali sono i danni provocati dalle nano-particelle emesse dagli inceneritori? Quali sono le possibili alternative? Con queste domande in testa, comincia la ricerca di Carlo A. Martigli, scrittore e giornalista impegnato da sempre in inchieste scottanti. Il film documenta le sue ricerche su internet che come in un romanzo, improvvisamente diventano reali: interviste, filmati, esclusivi reportage in giro per il mondo, tra l'Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l'Inghilterra e l'Austria che faranno riflettere su un problema indicato da molti esperti come "invisibile inquinamento del nuovo millennio", che riguarderà i nostri figli e le future generazioni.
 
L’invito a partecipare è per domenica 22 luglio 2012, giardini di Piazza Italia, a Colleferro – Roma, ore 21,00, ingresso libero.
Seguirà un dibattito sul tema scottante delle gestione dei rifiuti, che vede il nostro territorio interessato in modo invasivo, insieme al regista del film Marco Carlucci.
 

Contatti: Colleferro 1912-2012: cent’anni bastano? 
gruppo.logos@tiscali.it - tel. 320.11.09.297
retuvasa@gmail.com    - tel. 335.65.45.313
http://www.facebook.com/colleferrocentenario.centannibastano
Contatti stampa: Gruppo Logos: 328 3893642 Rete per la Tutela della Valle del Sacco:  tel. 335 6545313

All clocks were stopped



COMUNICATO STAMPA
 
Le Associazioni Gruppo Logos e Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
presentano
 
All clocks were stopped 
Lo scoppio del ’38 nelle cronache americane, australiane, neozelandesi ed olandesi dell’epoca 
 
Un libro curato da:
 
Andrea Lepre, Domenico Campagna,
Gabriele Conti, 
Matteo D’Arcangeli e Simone Cacciotti, 
alunni dell’Istituto Comprensivo “Leone XIII” di Carpineto Romano
 
Interverranno:  

Mario Cacciotti    
Sindaco di Colleferro
Cinzia Sandroni  
Assessore alla cultura del Comune di Colleferro
Quirino Briganti  
Sindaco di Carpineto Romano
Matteo Battisti    
Assessore alla cultura del Comune di Carpineto Romano
Marco Saccucci    
Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Leone XIII”                                          
 
 
Lunedì 4 giugno, ore 17.00
Aula Consiliare di Colleferro, Piazza Italia
 
La storia della drammatica esplosione della fabbrica di Colleferro, che nel 1938 sconvolse tutta la comunità dei Monti Lepini e della Valle del Sacco, è raccontata in questo piccolo lavoro da alcuni allievi di seconda media dell'Istituto Comprensivo "Leone XIII" di Carpineto Romano, traducendo le cronache giornalistiche in lingua inglese pubblicate sui giornali americani, australiani, neozelandesi ed olandesi, che i nostri emigrati oltreoceano poterono leggere in quei giorni, temendo per parenti o amici che lavoravano nella fabbrica.
 

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