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Inceneritori Colleferro

Inceneritori Colleferro, non passerà nessun camion.


Rifiuti di Roma e Revamping: non passerà neanche un camion.
Appello alla mobilitazione l'8 luglio.

 


La strada è una sola: portare i rifiuti a Colleferro.

La soluzione della perenne emergenza rifiuti è bruciare i rifiuti dei TMB romani negli inceneritori a Colleferro. Lo pensano il governo, la regione Lazio ed anche Roma Capitale.

Lunedì scorso, l’assemblea dei soci di EP Sistemi (partecipata di AMA al 40% e di Lazio Ambiente al 60%) ha deliberato lo stanziamento di 2,5 milioni per il Revamping (ammodernamento) degli inceneritori. Una decisione che segue la linea della Regione che prevede, con la delibera sul fabbisogno e con il piano industriale di Lazio Ambiente, il potenziamento delle due linee di incenerimento dell’impianto di Colleferro.

L’amministrazione capitolina ha scelto la via più semplice e sbrigativa -nonostante precedenti dichiarazioni contrarie, adducendo la scusa di vincoli finanziari- allineandosi con il governo e la regione, a discapito dei cittadini di Colleferro e delle città limitrofe.

A nulla valgono i rapporti epidemiologici che certificano la condizione drammatica della salute dei cittadini della Valle del Sacco, tanto meno l’opposizione delle amministrazioni comunali; la difesa salute dei cittadini continua ad essere del tutto marginale di fronte agli interessi economici e politici. A nulla è valso il lavoro di analisi, informazione e opposizione attiva di comitati ed associazioni: coerenza e buon senso richiedono che si esprima il massimo di opposizione a quella che vuole essere la decisione definitiva sul destino degli inceneritori di Colleferro.

In queste ore ci arrivano richieste di indicazioni per una risposta concreta ed efficace, oggi più che mai è necessaria la partecipazione di tutti e da parte di ognuno secondo le proprie possibilità.

Nei prossimi giorni attiveremo una capillare azione di informazione in tutti i quartieri di Colleferro, sollecitando le associazioni della Valle del Sacco a fare altrettanto nei propri territori.

Abbiamo deciso una giornata di mobilitazione per sabato 8 luglio nelle forme che andremo assieme a definire.

La scelta di fare di Colleferro ‘la città della monnezza’ ha determinato 20 anni di progressivo decadimento, chiudendo tutte le strade per uno sviluppo alternativo. Quella storia si deve chiudere, le vecchie strade si devono sbarrare, nuove strade si devono aprire.
Ci opporremo con tutte le nostre forze a questa infausta decisione, la difesa della nostra salute e del nostro futuro non può scendere a compromessi.

 
Colleferro, 23 giugno 2017
 
Aggiornamento adesioni alla mobilitazione
 
Coordinamento comitati di quartiere di Colleferro
Associazione ambientalista Ugi
Rete per la Tutela della Valle del Sacco (retuvasa)
Comitato residenti Colleferro
Associazione Culturale Gruppo Logos
Circolo Arci Montefortino
Comitato Rifiuti Zero Genazzano
Legambiente Anagni
Legambiente Sgurgola

Comitato Sacriporto Segni
Comitato Osteria della Fontana Anagni
Associazione Culturale Anagni Viva
Zero Waste Lazio
 

PROCESSO INCENERITORI COLLEFERRO, TUTTI RINVIATI A GIUDIZIO.


Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco


Estrema soddisfazione della Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) per l’ordinanza di rinvio a giudizio emessa dal Tribunale di Velletri il 10 gennaio 2013 per i 26 indagati nel processo riguardante gli illeciti nella gestione degli inceneritori di Colleferro.
Nel marzo 2009 si evidenziarono in tale gestione procedure criminose di vario genere volte allo smaltimento illecito dei rifiuti, dalla falsificazione di certificati di conferimento, alla modifica dei valori limite riguardanti le emissioni in atmosfera, alle intimidazioni ai dipendenti perché non collaborassero con il NOE, all’omissione dei poteri di controllo.
Una rete di illegalità che, oltre alla dirigenza degli impianti, ha interessato amministratori e responsabili di diverse società del settore sparse in tutta Italia.
 
“Siamo molto soddisfatti” - dichiara Alberto Valleriani, presidente Retuvasa - “ma sembra una catena senza fine. Viviamo in un paese, Colleferro, dove sono già aperti ben 3 processi, in tutti i quali siamo stati ammessi come parte civile, relativi a gravissimi reati ambientali che hanno inquinato terra, acqua, aria, esseri umani. Speriamo anche così di contribuire al risveglio della coscienza civica e ambientale di chi risiede in un’area così abusata, da difendere a tutti i costi e con tutti i mezzi a disposizione. Ci auguriamo che in questo e negli altri casi il procedimento si concluda nei termini, vengano accertate e punite tutte le eventuali responsabilità, che sembrano in alcuni casi decisamente evidenti. Resta comunque inaccettabile il fatto che alcuni soggetti oggi rinviati a giudizio ricoprano ancora incarichi di responsabilità all’interno degli impianti di incenerimento”.
 
La prima udienza dibattimentale è prevista per il 12 novembre 2013 alle ore 9,00.

 
Colleferro, 11 gennaio 2013

Lettera aperta al Ministro Clini, incenerire i rifiuti di Roma a Colleferro?



 
COMUNICATO STAMPA
Valle del Sacco, lettera aperta al Ministro Clini
Incenerimento rifiuti di Roma a Colleferro?
 
Il Coordinamento Valle del Sacco (CVS), che com’è noto riunisce associazioni, circoli territoriali, comitati e cittadini attivi in difesa dell’ambiente e della salute della Valle, a seguito delle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa nazionali dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini in data 21.11.12, a margine di un’audizione presso le Commissioni parlamentari permanenti Ambiente e Politiche dell’Unione Europea, invita il ministro ad una responsabile e doverosa analisi della situazione della Valle del Sacco prima di assumere o pianificare qualsiasi decisione inerente lo smaltimento dei rifiuti di Roma a Colleferro.

Ricordiamo brevemente le dichiarazioni in questione:

- Intanto, "stiamo cercando di capire quali sono le misure urgenti che possono essere messe in moto, a cominciare da quelle che consentono l'autorizzazione rapida degli impianti che sono sotto esame da parte della Regione ormai da troppi mesi - rileva il ministro - la mia valutazione personale è che uno dei problemi critici del Lazio sia determinato proprio da questo aspetto", e cioè "che non siano stati autorizzati nei tempi ragionevoli impianti che avrebbero potuto consentire già nel 2012 di ridurre drasticamente il fabbisogno di conferimento in discarica di una parte importante di rifiuti urbani", In tutto ciò, "stiamo ancora cercando di capire meglio come mai nell'impianto di Colleferro, in provincia di Roma, venga conferito combustibile derivato da rifiuti proveniente da altre regioni d'Italia, mentre invece i rifiuti di Roma non vengono conferiti in quell'impianto. E' paradossale che Roma debba conferire rifiuti all'estero avendo impianti alle porte della città che non vengono utilizzati per i rifiuti della capitale". -

Invitiamo - e non è la prima volta - il Ministro Clini ad effettuare un sopralluogo a Colleferro e in tutta la Valle del Sacco per prendere coscienza della situazione di emergenza ambientale e sanitaria in cui versa il nostro territorio.

Colleferro, Studio Epidemiologico ERAS su inceneritori e discariche


Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Inceneritori e discariche, il male è nell’aria.
  

Il 31 luglio 2012 è stato terminato il “Rapporto Epidemiologia Rifiuti Ambiente Salute nel Lazio - ERAS Lazio, Valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione esposta a processi di raccolta, trasformazione e smaltimento dei rifiuti urbani nella regione Lazio”. La pubblicazione è avvenuta nei giorni scorsi.
Si tratta di un programma di epidemiologia ambientale coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale in collaborazione con l’Agenzia regionale di Protezione Ambientale (ARPA) del Lazio.
 
ERAS è un programma nato per capire se esiste o meno un nesso causale tra presenza di impianti utilizzati nel ciclo dei rifiuti (discariche, inceneritori) e lo stato di salute della popolazione che vive in prossimità di questi impianti (più precisamente entro un raggio di 5 Km).
Il rapporto è ampio, articolato e complesso, e sarà oggetto di un approfondito studio da parte di RETUVASA, ma ci è sembrato doveroso, in prima battuta, riferire ai cittadini della Valle del Sacco le conclusioni cui è giunto.

Rifiuti: Colleferro VS Anagni e Paliano


Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco
        
Il Comune di Colleferro difende gli interessi della discarica, non dei cittadini.
             

 Mentre i cittadini della Valle del Sacco iniziano a  prepararsi alla mobilitazione generale del 6 ottobre 2012, promossa dal Coordinamento Valle del Sacco, che chiamerà a raccolta la società civile a difesa dell’intero territorio, le amministrazioni locali si dividono sul tema dei rifiuti.

Da segnalare, tra gli atti amministrativi che ci lasciano alquanto sconcertati, la delibera di Giunta Comunale di Colleferro n. 187 del 3 agosto 2012, che nomina un rappresentante legale per tutelare gli interessi in gioco, versus le relative delibere dei Consigli comunali di Paliano ed Anagni, avallanti un ricorso al Presidente della Repubblica contro il Piano Regionale Rifiuti (PRR), con particolare riferimento all’inserimento dei due Comuni nell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) di Roma.
 
Perché il Comune di Colleferro si preoccupa tanto delle istanze presentate a tutela del territorio dalle due amministrazioni limitrofe? Non dovrebbe invece prestare attenzione alle argomentazioni di elevata qualità tecnica - non solo sugli ATO - espresse dalle associazioni nazionali e locali in un altro ricorso contro il PRR, depositato al TAR?
 
Nella DGC in questione, la Giunta Comunale rinnova l’interesse a proseguire l’attività della discarica di Colle Fagiolara in funzione dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di Colleferro - da non confondere con quello di Castellaccio a Paliano - tuttora in fermo autorizzativo presso gli uffici preposti della Regione. Se l’autorizzazione giungesse oggi, l’impianto non sarebbe completato, con ogni probabilità, prima del 2014. Nel frattempo, però, consentirebbe, come una sorta di Cavallo di Troia, di continuare a riversare rifiuto tal quale, a Colle Fagiolara, contro ogni direttiva comunitaria.

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