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Inceneritori Colleferro

Colleferro, blocco del camion con parti meccaniche per gli inceneritori


Comunicato Stampa Rifiutiamoli
 
Abbiamo bloccato il trasporto eccezionale con le nuove parti meccaniche per gli inceneritori di Colleferro. Non fermeranno la nostra determinazione a decidere del nostro futuro!

 
 
Oggi martedì 5 dicembre, poco dopo le 18 un trasporto eccezionale  che trasportava una parete di caldaia degli inceneritori, si è presentato all’imbocco della strada che porta agli impianti di Colle Sughero a Colleferro. Le persone presenti al presidio hanno immediatamente reagito bloccando il trasporto. In pochi minuti è accorso il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, che si è sdraiato davanti al mezzo.
L’allarme lanciato dal presidio grazie al tam tam social ha fatto accorrere al quartiere Scalo una folla di oltre 150 persone, mentre il sindaco di Colleferro si sdraiava davanti al camion e veniva raggiunto dai sindaci di Paliano e Genazzano, che si sono seduti accanto a Sanna assieme agli assessori e ai consiglieri di Colleferro.
Dopo una trattativa tra i responsabili dell’ordine pubblico, il sindaco e i suoi legali, l’autista è stato invitato a fare retromarcia e uscire dalla città.
Il mezzo è arretrato al ritmo della parola d’ordine “retromarcia” scandita dai cittadini, ha percorso la Casilina e si è diretto verso un’area attrezzata per i mezzi pesanti poco fuori Colleferro. All’assemblea del presidio oltre ai sindaci di Colleferro, Paliano e Genazzano si sono poi aggiunti i primi cittadini di Valmontone, Piglio e Serrone, i consiglieri di Segni e Ferentino.
 
Dopo questa prova di forza abbiamo dimostrato che l’opposizione alla riapertura degli inceneritori è ormai profondamente radicata sia nella popolazione che nelle istituzioni del territorio e che la lotta aperta con la manifestazione dell’8 luglio e poi proseguita con il corteo del 18 novembre, ha fatto un ulteriore salto di qualità.
La coscienza, l’unità, la determinazione espresse, sono la risposta ad anni di silenzio alle richieste di un territorio che subisce da decenni gli effetti di un inquinamento profondo e diversificati.
 
L’unità di cittadini ed istituzioni del territorio è stata e continua ad essere la garanzia che la mobilitazione proseguirà, con l’obiettivo di far nascere un progetto alternativo che trasformi questo ciclo dei rifiuti basato su discariche e inceneritori in un’economia del riciclo, del recupero e del riutilizzo delle cosiddette materie prime-secondarie. Tutto questo avviene all’interno del Sito di Interesse Nazionale (Sin) Valle del Sacco, uno dei più estesi e complessi per quanto riguarda le diverse fonti di inquinamento del nostro paese. Nonostante tutto, sta maturando la forza e l’intelligenza per imporre il risanamento complessivo del territorio, per battere un progetto che vuole riavviare un nuovo ciclo dei veleni su aree compromesse, per progettare e costruire il proprio futuro.
 
Non è più tempo di vaghe promesse e gioco delle parti.
 
La Regione Lazio, principale responsabile del progetto di revamping che per quattro anni, succube dei poteri forti che dominano la filiera del ciclo dei rifiuti, non ha spostato di un millimetro le sue strategie di gestione, ha pensato fino ad oggi di cavarsela con vaghe promesse. E ha continuato a fare il gioco delle parti, mentre lasciava ad un pugno di dirigenti squalificati il compito di portare avanti la ristrutturazione degli impianti tramite la società di proprietà regionale Lazio Ambiente SpA..
 
Chi pensava di logorare le energie del movimento Rifiutiamoli, di dividere movimenti ed istituzioni  ha fatto male i suoi calcoli. Nelle prossime settimane la mobilitazione cittadina, che non coinvolge solo Colleferro come è stato platealmente dimostrato stasera , continuerà con le altre battaglie sparse su tutto il territorio della Valle del Sacco, a partire da Anagni.
 
Nei prossimi giorni, mentre continuerà il blocco dell’accesso dei carichi speciali agli inceneritori di Colleferro, Regione Lazio, responsabile del collasso di Lazio Ambiente e della mancata innovazione della strategia sui rifiuti, e Comune di Roma, responsabile in forma partecipata delle scelte gestionali attuate finora, saranno anche responsabili di quanto potrà accadere a Colleferro.
L’amministrazione regionale dovrà decidere definitivamente la propria strategia  nelle opportune sedi di governo. Non solo, sarà costretta a rendere conto delle scelte che farà sul nostro territorio ai cittadini della Valle. Non gli saranno di certo permesse le solite innocue passerelle elettorali.
 
A tutte e a tutti  diamo appuntamento al presidio che giorno e notte continuerà a vigilare per impedire il passaggio dei mezzi attesi. Ci impegniamo a  portare la discussione in tutti i luoghi di aggregazione e di incontro della città di Colleferro e della Valle del Sacco.
Prepariamo nuove mobilitazioni.
 
L’assemblea permanente di Rifiutiamoli.
 
Colleferro, 5 dicembre 2017
 

Rifiutiamoli, il passato non può continuare a divorare il futuro.


Comunicato Stampa RIFIUTIAMOLI
 
Il passato non può continuare a divorare il futuro.


 
Una grande manifestazione popolare ha riaffermato la volontà dei cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco di decidere del proprio futuro.
 
Una manifestazione di oltre 2.000 persone sabato 18 novembre ha attraversato nuovamente le strade di Colleferro. Dopo la grande manifestazione di sabato 8 luglio, è stata una prima immediata risposta al mancato mantenimento delle promesse da parte della giunta regionale, mentre continuano i lavori di riparazione degli inceneritori di Colle Sughero.
In questa settimana un presidio permanente si è insediato al quartiere Scalo, nella piazza antistante la chiesa di San Gioacchino, all'inizio della via Cesare Battisti che porta agli inceneritori e di fronte al locale dove si è trasferito l'ufficio del sindaco di Colleferro.
Il presidio ha l'obiettivo di vigilare sull'arrivo dei manufatti necessari alla riparazione degli inceneritori. Ad oggi, una gru è stata fatta pervenire nel sito, mentre non si hanno ancora notizie del trasporto speciale atteso nei giorni scorsi.
Sul piano politico normativo, si è aggiunta in questi giorni una proposta di legge regionale che va sotto il nome di Green Act con cui, ormai in fine di legislatura,  la giunta Zingaretti e la sua maggioranza politica, tentano di rimediare alla mancanza di una organica politica ambientale, purtroppo in assenza di un cambio di strategia per quanto riguarda la gestione del ciclo integrato dei rifiuti.
 
Sono stati ribaditi gli obiettivi della mobilitazione di Rifiutiamoli.
Negli interventi conclusivi della manifestazione del 18 novembre, svolti a piazza Italia, è stata ribadita la volontà di andare sino in fondo in questa lotta e ne sono state chiarite le motivazioni e le prospettive, peraltro già affermate nel volantino di convocazione, dove abbiamo dichiarato: 
 
Nuovi impianti per il recupero dei materiali -senza la necessità dell’incenerimento- possono e debbono sostituire gli inceneritori.
La salute dei cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco, come il destino dei lavoratori di Lazio ambiente e degli impianti di incenerimento, è legata alla creazione di una nuova filiera: dalla raccolta differenziata al recupero di materia, passando per la riduzione ed il riciclo.
 
Deve essere chiaro che non siamo di fronte ad un nuovo inizio, nel senso di un azzeramento di quanto 'non è stato fatto ed alle sue conseguenze’. L'inquinamento progressivo dell'ambiente, il cumularsi di rischi per la salute dei cittadini, lo sperpero di denaro pubblico, la messa a rischio dei posti di lavoro sono conseguenze inevitabili della mancanza di decisione dei pubblici amministratori e, dobbiamo dirlo, della arretratezza del mondo imprenditoriale (nelle sue varie declinazioni più o meno legali)  legato alle vecchie tecniche di gestione del ciclo dei rifiuti: non sono certo conseguenze dell'azione di chi da anni vi si oppone o del movimento  Rifiutiamoli che negli ultimi mesi si è sviluppato a Colleferro e nella Valle del Sacco, movimento che -vogliamo ricordarlo- ha trovato le condizioni della sua continuità nell'istituzione della Assemblea Permanente, in cui avviene il confronto e si condividono le decisioni.
 
Mentre la Regione Lazio avvia un dibattito tardivo sull'innovazione della strategia in materia ambientale, alle direzioni delle società di gestione degli inceneritori è stato lasciato il compito di proseguire nella ristrutturazione degli impianti (mini revamping), in un gioco delle parti che non sta in piedi. Per parte sua la società AMA, assieme all'amministrazione capitolina, ha dichiarato che non si può recedere dalla decisione presa con Lazio Ambiente di conferire 12. 6 milioni di euro alle società di gestione con la finalità di investire nella ristrutturazione (ovvero gli inceneritori devono ripartire), in quanto la Corte dei Conti avrebbe da ridire sulla mancata finalizzazione dei soldi pubblici. 
 
Nessuno paga, mentre il passato divora il futuro.
Nelle loro diverse prese di posizioni le amministrazioni coinvolte riaffermano la legge per cui 'il passato è destinato a divorare il futuro', mentre chi è delegato a decidere non vuole mai pagare per i propri errori. Deve essere chiaro che le responsabilità sono in capo ai vertici delle amministrazioni e non basta il cambio di qualche assessore a farne tabula rasa. Le popolazioni della Valle del Sacco non sono più disponibili a pagare il prezzo di decisioni scellerate.
 
Lazio Ambiente una società nata senza un futuro.
Nel frattempo, è scomparsa dall'orizzonte degli eventi la vendita di Lazio Ambiente, la cui valutazione economica (audit) è costata parecchi soldi pubblicimentre per pagare ai dipendenti gli stipendi negli ultimi mesi, è stato necessario contributo eccezionale di tre milioni di euro da parte della Regione.
Ricordiamo che Lazio Ambiente è una società nata con scarse possibilità di sopravvivere, mai sostenuta da una azione concertata tra amministrazione regionale e amministrazioni comunali, comunque quasi impossibile in assenza di una strategia e di una pianificazione territoriale, osteggiata dai poteri forti del ciclo dei rifiuti, che hanno sempre mal visto la presenza di una forte società a base pubblica.
 
 Il passato non può continuare a divorare il futuro.
Una grande manifestazione popolare ha riaffermato la volontà dei cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco di decidere del proprio futuro.
 
Una manifestazione di oltre 2.000 persone sabato 18 novembre ha attraversato nuovamente le strade di Colleferro. Dopo la grande manifestazione di sabato 8 luglio, è stata una prima immediata risposta al mancato mantenimento delle promesse da parte della giunta regionale, mentre continuano i lavori di riparazione degli inceneritori di Colle Sughero.
In questa settimana un presidio permanente si è insediato al quartiere Scalo, nella piazza antistante la chiesa di San Gioacchino, all'inizio della via Cesare Battisti che porta agli inceneritori e di fronte al locale dove si è trasferito l'ufficio del sindaco di Colleferro.
Il presidio ha l'obiettivo di vigilare sull'arrivo dei manufatti necessari alla riparazione degli inceneritori. Ad oggi, una gru è stata fatta pervenire nel sito, mentre non si hanno ancora notizie del trasporto speciale atteso nei giorni scorsi.
Sul piano politico normativo, si è aggiunta in questi giorni una proposta di legge regionale che va sotto il nome di Green Act con cui, ormai in fine di legislatura,  la giunta Zingaretti e la sua maggioranza politica, tentano di rimediare alla mancanza di una organica politica ambientale, purtroppo in assenza di un cambio di strategia per quanto riguarda la gestione del ciclo integrato dei rifiuti.
 
Sono stati ribaditi gli obiettivi della mobilitazione di Rifiutiamoli.
Negli interventi conclusivi della manifestazione del 18 novembre, svolti a piazza Italia, è stata ribadita la volontà di andare sino in fondo in questa lotta e ne sono state chiarite le motivazioni e le prospettive, peraltro già affermate nel volantino di convocazione, dove abbiamo dichiarato: 
 
Nuovi impianti per il recupero dei materiali -senza la necessità dell’incenerimento- possono e debbono sostituire gli inceneritori.
La salute dei cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco, come il destino dei lavoratori di Lazio ambiente e degli impianti di incenerimento, è legata alla creazione di una nuova filiera: dalla raccolta differenziata al recupero di materia, passando per la riduzione ed il riciclo.
 
Deve essere chiaro che non siamo di fronte ad un nuovo inizio, nel senso di un azzeramento di quanto 'non è stato fatto ed alle sue conseguenze’. L'inquinamento progressivo dell'ambiente, il cumularsi di rischi per la salute dei cittadini, lo sperpero di denaro pubblico, la messa a rischio dei posti di lavoro sono conseguenze inevitabili della mancanza di decisione dei pubblici amministratori e, dobbiamo dirlo, della arretratezza del mondo imprenditoriale (nelle sue varie declinazioni più o meno legali)  legato alle vecchie tecniche di gestione del ciclo dei rifiuti: non sono certo conseguenze dell'azione di chi da anni vi si oppone o del movimento  Rifiutiamoli che negli ultimi mesi si è sviluppato a Colleferro e nella Valle del Sacco, movimento che -vogliamo ricordarlo- ha trovato le condizioni della sua continuità nell'istituzione della Assemblea Permanente, in cui avviene il confronto e si condividono le decisioni.
 
Mentre la Regione Lazio avvia un dibattito tardivo sull'innovazione della strategia in materia ambientale, alle direzioni delle società di gestione degli inceneritori è stato lasciato il compito di proseguire nella ristrutturazione degli impianti (mini revamping), in un gioco delle parti che non sta in piedi. Per parte sua la società AMA, assieme all'amministrazione capitolina, ha dichiarato che non si può recedere dalla decisione presa con Lazio Ambiente di conferire 12. 6 milioni di euro alle società di gestione con la finalità di investire nella ristrutturazione (ovvero gli inceneritori devono ripartire), in quanto la Corte dei Conti avrebbe da ridire sulla mancata finalizzazione dei soldi pubblici. 
 
Nessuno paga, mentre il passato divora il futuro.
Nelle loro diverse prese di posizioni le amministrazioni coinvolte riaffermano la legge per cui 'il passato è destinato a divorare il futuro', mentre chi è delegato a decidere non vuole mai pagare per i propri errori. Deve essere chiaro che le responsabilità sono in capo ai vertici delle amministrazioni e non basta il cambio di qualche assessore a farne tabula rasa. Le popolazioni della Valle del Sacco non sono più disponibili a pagare il prezzo di decisioni scellerate.
 
Lazio Ambiente una società nata senza un futuro.
Nel frattempo, è scomparsa dall'orizzonte degli eventi la vendita di Lazio Ambiente, la cui valutazione economica (audit) è costata parecchi soldi pubblicimentre per pagare ai dipendenti gli stipendi negli ultimi mesi, è stato necessario contributo eccezionale di tre milioni di euro da parte della Regione.
Ricordiamo che Lazio Ambiente è una società nata con scarse possibilità di sopravvivere, mai sostenuta da una azione concertata tra amministrazione regionale e amministrazioni comunali, comunque quasi impossibile in assenza di una strategia e di una pianificazione territoriale, osteggiata dai poteri forti del ciclo dei rifiuti, che hanno sempre mal visto la presenza di una forte società a base pubblica.
 
Quest'ultima considerazione di ci porta al punto della 'difesa dei posti di lavoro'. 
 
 
Quale difesa per quale posto di lavoro?
La società è ormai decotta, il suo futuro, se di futuro si può parlare, è affidato a tutt’oggi ai soli impianti di incenerimento, vale a dire una tecnologia che non ha futuro, un tipo di impianto che non ha le possibilità di sopravvivere senza la continua iniezione di fondi pubblici. Un nuovo sistema di impianti di riciclo e recupero di materiali, di utilizzo degli stessi materiali può dare  le garanzie di posti di lavoro, nel contesto di un ecodistretto industriale.
 
Ai sindacati diciamo che si paga il prezzo di non aver affrontato per tempo e con decisione l'arretratezza, la corruzione e l'illegalità presenti nel sistema attuale.
 
Ai lavoratori, che ci dicono che gli inceneritori non sono gli impianti più nocivi, vogliamo ricordare, assieme ai diversi rapporti che ne hanno misurato inequivocabilmente la pericolosità, l’impegno che in tutti questi anni la parte più attiva della cittadinanza ha messo per portare alla luce le reali dimensioni dell'inquinamento, creando molteplici occasioni di confronto.
Ricordiamo che la gravità della situazione ambientale è stata definitivamente sancita dallo Stato con la formalizzazione del SIN Valle del Sacco, uno dei 40 territori più inquinati d’Italia per il quale sono necessarie azioni di bonifica. Un Sito di Interesse Nazionale, peraltro, assurdamente aggredito da numerose richieste di installazione di nuovi impianti potenzialmente inquinanti!  
 
Ribadiamo che la nostra è una lotta per il futuro delle nostre comunità, in quanto tale ha alla sua base una logica solidale, nella quale il destino di ogni famiglia è interesse comune, una mobilitazione  contro tutte le aggressioni alla salute e all'ambiente, premessa indispensabile per un diverso modello di sviluppo
 
Il futuro comincia oggi, il presente è il luogo della svolta. Le lotte -che in tutti questi anni non sono state fatte, illudendo i lavoratori che nulla sarebbe cambiato- devono essere messe in campo oggi, con tutti gli strumenti che in quanto cittadini e in quanto lavoratori abbiamo a disposizione e con una rinnovata e vivissima consapevolezza sociale.
 
La mobilitazione continua con le modalità decise dall’assemblea permanente: aperta a tutti i contributi propositivi da parte di singoli cittadini o associazioni e totalmente chiusa ad ogni tipo di strumentalizzazione politica.
 
Colleferro, 20 novembre 2017
 

Colleferro, per la chiusura definitiva degli inceneritori rilanciamo la mobilitazione!

Comunicato Stampa Assemblea Permanente RIFIUTIAMOLI

 

Colleferro, per la chiusura definitiva degli inceneritori rilanciamo la mobilitazione!

 

 

L’assemblea di Rifiutiamoli rilancia la mobilitazione, finché dichiarazioni e progetti non diventeranno fatti.

Mercoledì 13 settembre si è svolta l’assemblea di Rifiutiamoli, all’ordine del giorno la valutazione della situazione relativa agli inceneritori di Colleferro in generale ed in particolare dell’incontro di una delegazione del movimento con l’assessore all’ambiente di Roma Capitale, Pinuccia Montanari, avvenuta il giorno precedente. L’incontro tra la delegazione e l’assessore ha riguardato la strategia dell’amministrazione capitolina nella gestione dei rifiuti e quella strettamente connessa al destino degli inceneritori di Colleferro.

L’assessore Montanari ha ribadito i contenuti del ‘Piano per la riduzione e la gestione dei Materiali Post-consumo di Roma capitale 2017-2021’ che non prevede l’utilizzo di discariche ed inceneritori, assieme alla sostituzione dei vecchi impianti (TMB) che trattano l’indifferenziato per la produzione di combustibile adatto ad essere bruciato negli inceneritori. Ha affermato che non è previsto l’utilizzo degli inceneritori di Colleferro, nella fase di transizione dalla situazione attuale alla piena attuazione della strategia. 

La brevità dell’incontro non ha permesso di entrare nel merito delle misure concrete che verranno adottate, cosa di non poco conto stante la situazione di partenza da cui procede l’attuazione di un piano che è stato prodotto nelle sue linee generali nell’aprile di quest’anno. La rappresentante di un comitato romano, della rete Zero Waste Lazio, parte della nostra delegazione, ha ribadito la necessità di incrementare il confronto iniziato con l’assessorato, in particolare riguardo alle situazioni critiche che da anni riguardano alcuni impianti presenti in città.

La discussione è entrata nel merito del ruolo di AMA che col 40% del capitale di EP. Sistemi gestore di uno dei due inceneritori di Colleferro, ha contribuito prima a ricostituire il capitale della società e poi alla approvazione degli interventi di ristrutturazione necessari a riavviare l’impianto, almeno temporaneamente. Tali decisioni sono state giustificate col vincolo costituito da una fideiussione di 11 milioni di euro, stabilita dalla società nei confronti delle banche di cui AMA è responsabile in toto: in caso di azzeramento del capitale sociale o di mancata realizzazione del piano industriale (investimenti) scatterebbe l’escussione della fideiussione da parte delle banche, obbligo a pagare gli 11 milioni alle banche parte di AMA.

A fronte di questa situazione l’assessore si è impegnata a fornire le informazioni relative al mantenimento o meno della fideiussione ed alla attuazione o meno del piano di manutenzione, il cosiddetto ‘light revamping’.

A fronte di queste informazioni provenienti dall’amministrazione capitolina sta la volontà di cambiare strategia, manifestata dalla regione nei mesi di luglio ed agosto, a seguito della manifestazione di Rifiutiamoli, per bocca dell’assessore regionale Buschini: svolta assai complessa da realizzare per una amministrazione, che in assenza di un nuovo piano rifiuti ha confermato sino al giorno prima una strategia fondata in buona sostanza sull’incenerimento.

Nello specifico della società Lazio Ambiente, di cui è nota la precaria situazione finanziaria, era previsto il lancio del bando per la vendita della società ai privati, con il non trascurabile particolare che al cuore della valutazione economica della società ci sono gli inceneritori: se si esclude il rilancio degli inceneritori, tutto viene messo in discussione. Gli interventi di manutenzione previsti servono a rendere presentabili gli impianti a chi, acquistando Lazio Ambiente, dovrà poi di fatto ricostruirli.
In sintesi siamo in presenza di due istituzioni che, con ruoli diversi nei confronti del destino degli inceneritori e delle soluzioni al ‘problema dei rifiuti’, si trovano di fronte a due cambi di strategia radicali, partendo da una situazione ampiamente legata a passate gestioni e strategie. Da parte della regione peraltro non è stato prodotto alcun nuovo piano.

È del tutto evidente che senza una collaborazione tra le due amministrazioni, non sarà possibile arrivare ad alcun risultato, attraversando una fase di transizione di straordinaria complessità e non si giungerà ad una soluzione della questione inceneritori di Colleferro.

L’assemblea ha ribadito con fermezza che Rifiutiamoli prosegue la battaglia contro gli inceneritori e valutato la necessità di organizzare un incontro tra le due principali istituzioni, ed il movimento Rifiutiamoli. Dopo la partecipazione alla manifestazione di luglio, si è condivisa la necessità di organizzare un incontro con tutte le Amministrazioni locali che si sono dichiarate concordi con l’obiettivo di chiudere gli inceneritori, richiedendo quali azioni, coerenti con questa posizione, siano in grado e sia intenzionate ad attuare.

L’assemblea ha deciso di darsi strumenti di organizzazione adatti a sostenere diverse forme di mobilitazione e di coinvolgimento in primo luogo dei cittadini di Colleferro, ma anche del territorio dell’intera Valle del Sacco, dove dalla manifestazione ad oggi si sono espresse significative disponibilità.
Per seguire lo sviluppo concreto della situazione romana si darà continuità alla collaborazione coi comitati romani, secondo la logica di creare il massimo di unità d’azione, collaborazione e condivisione della conoscenza con quanti nella nostra regione lottano contro l’attuale gestione del ciclo dei rifiuti.

È evidente come non vi sia alcuna garanzia acquisita che si arrivi alla soluzione auspicata della chiusura degli inceneritori; è necessario quindi mantenere ed incrementare la mobilitazione e la partecipazione estesa e capillare, che è possibile realizzare attraverso la partecipazione organizzata di molti.

Per darsi gli strumenti di organizzazione adeguati e necessari, l’ assemblea ha convocato un gruppo di lavoro per mercoledì 20 settembre, aperto a quanti vorranno dare il proprio contributo.

 

Colleferro, 16 settembre 2017

 

f.to

Assemblea permanente di Rifiutiamoli
 

Inceneritori Colleferro, incontro Assessore Regione Lazio Mauro Buschini.


COMUNICATO STAMPA

Incontro della delegazione RIFIUTIAMOLI con l’ass.re Mauro Buschini alla Regione Lazio sugli inceneritori di Colleferro.
 

Si è svolto il 3 agosto 2017 il confronto di merito con l’assessore regionale ai rapporti con il consiglio, Rifiuti e Ambiente, Buschini, richiesto a seguito della mobilitazione della Valle del Sacco sulle questioni attinenti il destino degli inceneritori di Colleferro e della Lazio Ambiente spa oltre alle questioni più generali attinenti agli annunci di stampa ed i due bandi pubblicati sul “cambio di strategia” della giunta Zingaretti in merito alla gestione dei rifiuti laziali.

L’incontro, che ha visto la partecipazione di vari rappresentanti della Valle del Sacco e di Roma, si è svolto approfondendo le questioni citate ed i passaggi che hanno portato alla situazione attuale, avendo alcune risposte in merito alle prospettive che la Regione avrebbe individuato per dare soluzione alle questioni ambientali ed a quelle occupazionali.

Prendiamo atto che le dichiarazioni di stampa in merito ad una possibile riconversione degli impianti T.M.B. attualmente esistenti andrebbe nel verso del “recupero di materia”, come da noi sostenuto da tempo, e non in quello della produzione di CRD/CSS come pubblicato recentemente.

Tale indicazione generale, che pure necessita di una revisione del Piano Gestione Rifiuti oltre che di tempi e risorse stanziate in bilancio, appare del tutto condivisibile anche alla luce della coerente e progressiva chiusura degli inceneritori a partire ovviamente dagli impianti obsoleti di Colleferro.

La verifica di questo annunciato “cambio di strategia” resta condizionato alle azioni che dovranno essere messe in campo entro fine agosto quando si dovrà aprire la procedura di vendita di Lazio Ambiente Spa deliberata dalla regione Lazio. Il piano industriale e la valutazione economica della società si fondano sulla riattivazione degli inceneritori che ne costituiscono in questo schema l’asset fondamentale. Il cambiamento prospettato dall’assessore Buschini, vede la sostituzione degli inceneritori con una nuova filiera impiantistica mirata al riciclo e recupero di materia.  I tempi di un tale intervento quindi sono strettissimi, la regione ha già procrastinato l’apertura del bando di vendita entro fine settembre e nel frattempo la situazione finanziaria di Lazio Ambiente è andata precipitando.

Ferma restando l’assenza di un programma che garantisca il recesso dal previsto “revamping” degli inceneritori, la rinuncia all’autorizzazione integrata ambientale (AIA) e la gestione della transizione, restano ancora da chiarire molte questioni di merito rispetto al “cambio di strategia” ed ai due bandi già pubblicati per le isole ecologiche e soprattutto per gli impianti di compostaggio di comunità, presentati come una soluzione alla gestione della frazione organica del Lazio.

Su questi impianti di compostaggio di comunità, che da sempre abbiamo sostenuto come essere la soluzione perfetta per Comuni piccoli entro i 1.000 abitanti ed utile ma del tutto insufficienti per i grandi centri urbani, abbiamo seri dubbi che il bando pubblicato sia efficace e spendibile entro la sua scadenza di fine settembre.

Tenendo conto che nel Lazio i piccoli Comuni rappresentano una fetta importante ma che sono stati esclusi dal bando, se non organizzati in forma associata, occorre precisare che ci sono norme che semplificano l’installazione di questi impianti senza autorizzazione, ma che esse valgono solo per la taglia prevista entro le 130 tonn/anno pari a circa mille utenti / abitanti.

Un impianto da 130 tonn/anno attualmente costa tra fornitura macchina ed attrezzatura del sito (terreno+copertura+lavori) circa 180.000 euro, pertanto i 36 Milioni di euro messi a bando dalla Regione potrebbero teoricamente far installare circa 200 compostatrici che lavorerebbero circa 26.000 tonn/anno di umido, che è appena il 2 % rispetto all’attuale teorica produzione di rifiuto organico pari a circa 1.300mila tonn/anno.

Quando una proposta per il restante 98% ?

L’assessore Buschini rispetto alla mancata adozione di un piano dei rifiuti alternativo a quello prodotto dalla giunta Polverini ha detto che quest’ultimo scade a fine anno. Giustificazione risibile per coprire i ritardi sostanziali dell’amministrazione Zingaretti. Il primo intervento è stata la nuova definizione del fabbisogno (DGR 199/2016) ormai superata -sempre a detta dell’assessore- e solo in questi giorni si sta prospettando una nuova strategia, a fine legislatura e alla vigilia di nuove elezioni.

Nozione condivisa è stata che la situazione della città di Roma costituisce il problema fondamentale della gestione dei rifiuti nel Lazio, se ciò impone un confronto tra le amministrazioni della regione e della città di Roma, ripropone il ritardo con cui la regione responsabile della pianificazione comincia ad affrontare il problema. I ritardi accumulati rendono più difficile e complicata la fase di transizione verso un nuovo modello di gestione, ciò richiede una grande determinazione politica per non subire ricatti delle lobbies, degli interessi economici e politici, legali e illegali coagulati nel vecchio modello hanno prodotto norme come l’art. 35 dello Sblocca Italia.

Prima della proposta di soluzioni fattibili e realistiche è necessario si esprima una forte volontà politica, e non stiamo parlando di programmi e dichiarazioni elettorali. Intendiamo invece la volontà che esprimono le comunità di cittadini che si mobilitano e partecipano alla elaborazione ed alla costruzione di una gestione del ciclo dei rifiuti secondo i criteri dell’economia circolare.

La riunione si è concluso con la richiesta di continuare il confronto in un successivo incontro in relazione all’evolversi della situazione.
 
Colleferro-Roma, 7 agosto 2017
 

RIFIUTIAMOLI, Presidio Regione Lazio 28 luglio 2017


Comunicato Stampa
 
Assemblea permanente NO revamping inceneritori Colleferro
 
28 luglio 2017 presidio in Regione Lazio: da Colleferro a Roma
 

Continua la lotta contro il revamping degli inceneritori di Colleferro venerdì 28 luglio!
L'assemblea permanente costituita dopo la manifestazione dello scorso 8 luglio si sposta con un presidio dalle ore 10 alle ore 14, davanti la sede della Giunta Regionale del Lazio, in Via Cristoforo Colombo, Roma.
 
I cittadini di Colleferro e della valle del Sacco, unitamente a realtà associative di Roma, manifesteranno il loro dissenso contro le politiche regionali della gestione dei rifiuti per una riconversione integrale del ciclo dei rifiuti, basato prevalentemente su incenerimento e utilizzo di discariche.
 
L'accelerazione regionale sul riavvio degli impianti di incenerimento di Colleferro e la inattuata riconversione degli impianti di TMB (Trattamento Meccanico Biologico) di Rocca Cencia e via Salaria a Roma inducono a mantenere attiva la pressione sulla politica a tutti i livelli alla ricerca di una soluzione che tenga conto delle tecnologie innovative a disposizione, in particolar modo per il trattamento della frazione indifferenziata del rifiuto solido urbano.
 
Una riprogrammazione dell’intero ciclo dei rifiuti che segua la direzione dell'economia circolare è imprescindibile ora più che mai!
 
Impianti di multimateriale, di compostaggio, per il recupero di materia, l’autosufficienza impiantistica di bacino di utenza territoriali, da definire all'interno degli ambiti ottimali, l’osservatorio Regionale e nello specifico per la Valle del Sacco, queste alcune delle parole d'ordine di questo presidio, come più ampiamente descritto nella piattaforma.
 
Il 28 luglio abbiamo chiesto al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, all'assessore delegato ai rifiuti, Mauro Buschini e al presidente della VI Commissione Urbanistica e Ambiente, Enrico Panunzi di ricevere una delegazione dei manifestanti.
 
Se non verremo ricevuti rinnoveremo la richiesta alla Regione Lazio e all’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Giuseppina Montanari, affinchè venga fatta chiarezza una volta per tutte sulle loro intenzioni in merito agli impianti di Colleferro.
 
Per info e prenotazione del bus che da Colleferro ci porterà a Roma contattare Marco 3472658381
(entro e non oltre le ore 9 del 27 luglio).
 
Colleferro-Valle del Sacco, 26 luglio 2017
 
 
FB RIFIUTIAMOLI  
 
 

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