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dicembre 2017

Valle del Sacco, la Corte Costituzionale si pronuncia per la ripresa del processo.


Comunicato Stampa Congiunto
Raggio Verde, Retuvasa, UGI
 
Il processo sul disastro ambientale nella Valle del Sacco può ripartire: la Corte Costituzionale ha dichiarato infondata la questione di illegittimità costituzionale.

 

Il processo sul disastro ambientale della Valle del Sacco va avanti da anni al fine di accertare la verità giudiziaria su fatti assai gravi (l'avvelenamento delle acque del fiume Sacco a causa dello sversamento abusivo del pesticida lindano e del sottoprodotto  Betaesaclorociclosesano), fatti che hanno lasciato un profondo segno sia da un punto di vista sanitario che morale nella popolazione, in larga parte contaminata da tale sostanza, presente nel sangue di molti cittadini della Valle del Sacco nel sangue, a causa della contaminazione della catena alimentare.

Dal 2005, con alterne vicende, l'area della Valle del fiume Sacco è un Sito di Interesse Nazionale (SIN) da bonificare, in quanto anni di “sviluppo” industriale hanno lasciato una pesante eredità di devastazione ambientale e sanitaria, i cui costi sono scaricati sui cittadini da un punto di vista ambientale e sanitario.

Il processo penale che dovrebbe dunque accertare i responsabili dell'inquinamento del fiume Sacco è pendente, tra alterne vicende, ormai da alcuni anni. Nell'iter giudiziario del processo è stata anche posta dal Giudice Mario Coderoni con ordinanza del 19.11.2015 la questione di legittimità costituzionale dell'art. 157 sesto comma c.p. su sollecitazione della difesa degli imputati.
 
Ebbene, sostanzialmente avallando la tesi sostenuta da alcune delle parti civili del processo con una memoria depositata nel processo che si può definire profetica, la Corte Costituzionale ha, con sentenza  n. 265/2017 depositata il 13.12.2017, dichiarato infondata la questione di illegittimità costituzionale dell'art. 157 sesto comma c.p. che si fondava sull'erronea valutazione dei giudici di merito per cui reati di diversa gravità sotto il profilo dell'elemento soggettivo dovrebbero avere termini prescrizionali diversi.
Sotto questo profilo, la Corte Costituzionale ha fatto presente che numerosissimi delitti dolosi e colposi sono soggetti al medesimo termine prescrizionale e sotto questo profilo la scelta del legislatore  non è incostituzionale in quanto “a differenziare la fattispecie dolosa da quella colposa, assicurando la proporzionalità del trattamento sanzionatorio al disvalore del fatto, provvede la pena”.
 
Secondo la Corte Costituzionale, “al legislatore non è, in effetti, precluso di ritenere, nella sua discrezionalità, che in rapporto a determinati delitti colposi la ‘resistenza all'oblio’ nella coscienza sociale e la complessità dell'accertamento dei fatti siano omologabili a quelle della corrispondente ipotesi dolosa, giustificando, con ciò, la sottoposizione di entrambi ad un identico termine prescrizionale. E tale apprezzamento può legittimamente esprimersi anche attraverso l'introduzione di deroghe alla disciplina generale”.
 
Il processo della Valle del Sacco, proprio per i suoi riflessi sociologici e sanitari, è proprio un caso di “resistenza all'oblio” nella coscienza sociale.
A questo punto le parti civili si augurano di avere una anche minima consolazione in un vero e proprio fiume di veleno ed ingiustizia. 
 
 
Valle del Sacco, 22.12.2017
 
 
f.to come parti civili nel processo:
Ass. Raggio Verde
Ass. Rete per la tutela della Valle del Sacco (retuvasa)
Ass. Unione Giovani Indipendenti (UGI) 
 

Colleferro, blocco del camion con parti meccaniche per gli inceneritori


Comunicato Stampa Rifiutiamoli
 
Abbiamo bloccato il trasporto eccezionale con le nuove parti meccaniche per gli inceneritori di Colleferro. Non fermeranno la nostra determinazione a decidere del nostro futuro!

 
 
Oggi martedì 5 dicembre, poco dopo le 18 un trasporto eccezionale  che trasportava una parete di caldaia degli inceneritori, si è presentato all’imbocco della strada che porta agli impianti di Colle Sughero a Colleferro. Le persone presenti al presidio hanno immediatamente reagito bloccando il trasporto. In pochi minuti è accorso il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, che si è sdraiato davanti al mezzo.
L’allarme lanciato dal presidio grazie al tam tam social ha fatto accorrere al quartiere Scalo una folla di oltre 150 persone, mentre il sindaco di Colleferro si sdraiava davanti al camion e veniva raggiunto dai sindaci di Paliano e Genazzano, che si sono seduti accanto a Sanna assieme agli assessori e ai consiglieri di Colleferro.
Dopo una trattativa tra i responsabili dell’ordine pubblico, il sindaco e i suoi legali, l’autista è stato invitato a fare retromarcia e uscire dalla città.
Il mezzo è arretrato al ritmo della parola d’ordine “retromarcia” scandita dai cittadini, ha percorso la Casilina e si è diretto verso un’area attrezzata per i mezzi pesanti poco fuori Colleferro. All’assemblea del presidio oltre ai sindaci di Colleferro, Paliano e Genazzano si sono poi aggiunti i primi cittadini di Valmontone, Piglio e Serrone, i consiglieri di Segni e Ferentino.
 
Dopo questa prova di forza abbiamo dimostrato che l’opposizione alla riapertura degli inceneritori è ormai profondamente radicata sia nella popolazione che nelle istituzioni del territorio e che la lotta aperta con la manifestazione dell’8 luglio e poi proseguita con il corteo del 18 novembre, ha fatto un ulteriore salto di qualità.
La coscienza, l’unità, la determinazione espresse, sono la risposta ad anni di silenzio alle richieste di un territorio che subisce da decenni gli effetti di un inquinamento profondo e diversificati.
 
L’unità di cittadini ed istituzioni del territorio è stata e continua ad essere la garanzia che la mobilitazione proseguirà, con l’obiettivo di far nascere un progetto alternativo che trasformi questo ciclo dei rifiuti basato su discariche e inceneritori in un’economia del riciclo, del recupero e del riutilizzo delle cosiddette materie prime-secondarie. Tutto questo avviene all’interno del Sito di Interesse Nazionale (Sin) Valle del Sacco, uno dei più estesi e complessi per quanto riguarda le diverse fonti di inquinamento del nostro paese. Nonostante tutto, sta maturando la forza e l’intelligenza per imporre il risanamento complessivo del territorio, per battere un progetto che vuole riavviare un nuovo ciclo dei veleni su aree compromesse, per progettare e costruire il proprio futuro.
 
Non è più tempo di vaghe promesse e gioco delle parti.
 
La Regione Lazio, principale responsabile del progetto di revamping che per quattro anni, succube dei poteri forti che dominano la filiera del ciclo dei rifiuti, non ha spostato di un millimetro le sue strategie di gestione, ha pensato fino ad oggi di cavarsela con vaghe promesse. E ha continuato a fare il gioco delle parti, mentre lasciava ad un pugno di dirigenti squalificati il compito di portare avanti la ristrutturazione degli impianti tramite la società di proprietà regionale Lazio Ambiente SpA..
 
Chi pensava di logorare le energie del movimento Rifiutiamoli, di dividere movimenti ed istituzioni  ha fatto male i suoi calcoli. Nelle prossime settimane la mobilitazione cittadina, che non coinvolge solo Colleferro come è stato platealmente dimostrato stasera , continuerà con le altre battaglie sparse su tutto il territorio della Valle del Sacco, a partire da Anagni.
 
Nei prossimi giorni, mentre continuerà il blocco dell’accesso dei carichi speciali agli inceneritori di Colleferro, Regione Lazio, responsabile del collasso di Lazio Ambiente e della mancata innovazione della strategia sui rifiuti, e Comune di Roma, responsabile in forma partecipata delle scelte gestionali attuate finora, saranno anche responsabili di quanto potrà accadere a Colleferro.
L’amministrazione regionale dovrà decidere definitivamente la propria strategia  nelle opportune sedi di governo. Non solo, sarà costretta a rendere conto delle scelte che farà sul nostro territorio ai cittadini della Valle. Non gli saranno di certo permesse le solite innocue passerelle elettorali.
 
A tutte e a tutti  diamo appuntamento al presidio che giorno e notte continuerà a vigilare per impedire il passaggio dei mezzi attesi. Ci impegniamo a  portare la discussione in tutti i luoghi di aggregazione e di incontro della città di Colleferro e della Valle del Sacco.
Prepariamo nuove mobilitazioni.
 
L’assemblea permanente di Rifiutiamoli.
 
Colleferro, 5 dicembre 2017
 

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