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settembre 2017

Colleferro, per la chiusura definitiva degli inceneritori rilanciamo la mobilitazione!

Comunicato Stampa Assemblea Permanente RIFIUTIAMOLI

 

Colleferro, per la chiusura definitiva degli inceneritori rilanciamo la mobilitazione!

 

 

L’assemblea di Rifiutiamoli rilancia la mobilitazione, finché dichiarazioni e progetti non diventeranno fatti.

Mercoledì 13 settembre si è svolta l’assemblea di Rifiutiamoli, all’ordine del giorno la valutazione della situazione relativa agli inceneritori di Colleferro in generale ed in particolare dell’incontro di una delegazione del movimento con l’assessore all’ambiente di Roma Capitale, Pinuccia Montanari, avvenuta il giorno precedente. L’incontro tra la delegazione e l’assessore ha riguardato la strategia dell’amministrazione capitolina nella gestione dei rifiuti e quella strettamente connessa al destino degli inceneritori di Colleferro.

L’assessore Montanari ha ribadito i contenuti del ‘Piano per la riduzione e la gestione dei Materiali Post-consumo di Roma capitale 2017-2021’ che non prevede l’utilizzo di discariche ed inceneritori, assieme alla sostituzione dei vecchi impianti (TMB) che trattano l’indifferenziato per la produzione di combustibile adatto ad essere bruciato negli inceneritori. Ha affermato che non è previsto l’utilizzo degli inceneritori di Colleferro, nella fase di transizione dalla situazione attuale alla piena attuazione della strategia. 

La brevità dell’incontro non ha permesso di entrare nel merito delle misure concrete che verranno adottate, cosa di non poco conto stante la situazione di partenza da cui procede l’attuazione di un piano che è stato prodotto nelle sue linee generali nell’aprile di quest’anno. La rappresentante di un comitato romano, della rete Zero Waste Lazio, parte della nostra delegazione, ha ribadito la necessità di incrementare il confronto iniziato con l’assessorato, in particolare riguardo alle situazioni critiche che da anni riguardano alcuni impianti presenti in città.

La discussione è entrata nel merito del ruolo di AMA che col 40% del capitale di EP. Sistemi gestore di uno dei due inceneritori di Colleferro, ha contribuito prima a ricostituire il capitale della società e poi alla approvazione degli interventi di ristrutturazione necessari a riavviare l’impianto, almeno temporaneamente. Tali decisioni sono state giustificate col vincolo costituito da una fideiussione di 11 milioni di euro, stabilita dalla società nei confronti delle banche di cui AMA è responsabile in toto: in caso di azzeramento del capitale sociale o di mancata realizzazione del piano industriale (investimenti) scatterebbe l’escussione della fideiussione da parte delle banche, obbligo a pagare gli 11 milioni alle banche parte di AMA.

A fronte di questa situazione l’assessore si è impegnata a fornire le informazioni relative al mantenimento o meno della fideiussione ed alla attuazione o meno del piano di manutenzione, il cosiddetto ‘light revamping’.

A fronte di queste informazioni provenienti dall’amministrazione capitolina sta la volontà di cambiare strategia, manifestata dalla regione nei mesi di luglio ed agosto, a seguito della manifestazione di Rifiutiamoli, per bocca dell’assessore regionale Buschini: svolta assai complessa da realizzare per una amministrazione, che in assenza di un nuovo piano rifiuti ha confermato sino al giorno prima una strategia fondata in buona sostanza sull’incenerimento.

Nello specifico della società Lazio Ambiente, di cui è nota la precaria situazione finanziaria, era previsto il lancio del bando per la vendita della società ai privati, con il non trascurabile particolare che al cuore della valutazione economica della società ci sono gli inceneritori: se si esclude il rilancio degli inceneritori, tutto viene messo in discussione. Gli interventi di manutenzione previsti servono a rendere presentabili gli impianti a chi, acquistando Lazio Ambiente, dovrà poi di fatto ricostruirli.
In sintesi siamo in presenza di due istituzioni che, con ruoli diversi nei confronti del destino degli inceneritori e delle soluzioni al ‘problema dei rifiuti’, si trovano di fronte a due cambi di strategia radicali, partendo da una situazione ampiamente legata a passate gestioni e strategie. Da parte della regione peraltro non è stato prodotto alcun nuovo piano.

È del tutto evidente che senza una collaborazione tra le due amministrazioni, non sarà possibile arrivare ad alcun risultato, attraversando una fase di transizione di straordinaria complessità e non si giungerà ad una soluzione della questione inceneritori di Colleferro.

L’assemblea ha ribadito con fermezza che Rifiutiamoli prosegue la battaglia contro gli inceneritori e valutato la necessità di organizzare un incontro tra le due principali istituzioni, ed il movimento Rifiutiamoli. Dopo la partecipazione alla manifestazione di luglio, si è condivisa la necessità di organizzare un incontro con tutte le Amministrazioni locali che si sono dichiarate concordi con l’obiettivo di chiudere gli inceneritori, richiedendo quali azioni, coerenti con questa posizione, siano in grado e sia intenzionate ad attuare.

L’assemblea ha deciso di darsi strumenti di organizzazione adatti a sostenere diverse forme di mobilitazione e di coinvolgimento in primo luogo dei cittadini di Colleferro, ma anche del territorio dell’intera Valle del Sacco, dove dalla manifestazione ad oggi si sono espresse significative disponibilità.
Per seguire lo sviluppo concreto della situazione romana si darà continuità alla collaborazione coi comitati romani, secondo la logica di creare il massimo di unità d’azione, collaborazione e condivisione della conoscenza con quanti nella nostra regione lottano contro l’attuale gestione del ciclo dei rifiuti.

È evidente come non vi sia alcuna garanzia acquisita che si arrivi alla soluzione auspicata della chiusura degli inceneritori; è necessario quindi mantenere ed incrementare la mobilitazione e la partecipazione estesa e capillare, che è possibile realizzare attraverso la partecipazione organizzata di molti.

Per darsi gli strumenti di organizzazione adeguati e necessari, l’ assemblea ha convocato un gruppo di lavoro per mercoledì 20 settembre, aperto a quanti vorranno dare il proprio contributo.

 

Colleferro, 16 settembre 2017

 

f.to

Assemblea permanente di Rifiutiamoli
 

"Stiamo Sereni". Lo dice il PD di Anagni


Comunicato Stampa Congiunto

“Stiamo sereni”. Lo dice il PD di Anagni.

 
 
Nel comunicato : “Bisogna cambiare musica per risanare la Valle del Sacco” la dirigenza del PD di Anagni lancia il suo appello per tranquillizzare la popolazione di Anagni relativamente alla iniziativa Saxagres.

L’opposizione al progetto da parte di diverse Associazioni di Anagni e della Valle viene bollata quale ingannevole ingiustificato allarmismo.

“Nessun attacco al nostro territorio, nessuna invasione di rifiuti, nessun attentato all’ambiente” proclama il PD. Ma non è un attacco l’ennesima iniziativa nel settore dei rifiuti che la Valle deve sopportare? E le ceneri del termovalorizzatore forse non sono rifiuti  a vario titolo di pericolosità oggi conferiti in discarica? E le tonnellate  di ceneri previste da “lavorare” e stoccare nei capannoni non sono “invasione”?   Ad oggi è stata autorizzata solo la “sperimentazione”, vero. Ma qualcuno del PD ha partecipato alle conferenze dei servizi, si è informato circa le modalità e i criteri di verifica dell’ottemperanza alla sperimentazione? Ha mai avuto a che fare con protocolli di sperimentazione nella sua esperienza? Chi di dovere aveva pieno titolo per  partecipare, fosse  solo per testimoniare in prima persona  il suo assenso al progetto, era assente. Ma chi di dovere invece ha preferito  essere presente  alle sagre del peperoncino. E ora è tra i firmatari del comunicato del “cambio della musica”.

Non è poi come viene detto nel comunicato che non si va da nessuna parte: le Associazioni vorrebbero (eccome!!) che Anagni andasse da qualche parte, ma dalla parte giusta. E la parte “giusta” non è quella che proponete voi.

E poi. Sempre con quel tormentone dell’accusa che  chiunque operi in modo sgradito al PD  lo faccia solo per acchiappare voti.  Di chi poi è difficile capire.  Basta.

Ma non è proprio concepibile da parte vostra che possano esistere cittadini, liberi da condizionamenti, che intendano difendere direttamente i propri interessi senza delegarli ai partiti politici?.  Dei quali, forse, non è che proprio abbiano una incondizionata fiducia, vista l’ evidente e ripetuta  dimostrazione della  loro incapacità di tutelare la  salute dei cittadini con una  politica ambientale fatta con  competenza e responsabilità e con una convinta ed efficace azione politica contro lo smantellamento dell’ Ospedale.

Ma, invece di usare slogan  vuoti di contenuti quali “la politica ha gli occhi aperti”, quali “le antenne sono ben rizzate ed indirizzate”, quali “i cittadini non sono stati lasciati soli”, quali  “… ci stanno a cuore più di tutto” non esponete con chiarezza cosa il PD di Anagni (non il Comune, sono due cose distinte) e non solo di Anagni, ha fatto, sta facendo e cosa programma di fare a proposito di SaxaGres, della Marangoni, di Energia Anagni (la sorella di Saxa Gres), di ACEA A.R.I.A Castellaccio, di Colle Fagiolara, degli inceneritori di Colleferro, della Polveriera, dell’Ospedale di Anagni, di quello di Colleferro. Con documenti, atti e fatti. Non parole  e ridicoli slogan paternalistici per lettori disattenti. E sono ben accetti atti coraggiosi di dichiarazione di  pubblico consenso a tali iniziative, come pare essere quella di Saxa Gres. Ve lo diciamo in pieno spirito collaborativo: come dite voi, noi la nostra parte la stiamo facendo e ve la possiamo anche documentare  per cambiare musica e risanare la Valle del Sacco, come piacerebbe a noi, però.
Speriamo  che  non vogliate imitare il vostro leader rispondendoci “andate a dirlo a vostra sorella”. Non abbiamo sorelle.
 

 
Anagni-Valle del Sacco, 6 settembre 2017
 
f.to
Retuvasa
Anagni Viva
Comitato Osteria della Fontana
 

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