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febbraio 2015

SIN Valle del Sacco, necessario stringere i tempi.


COMUNICATO STAMPA
RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO
 
SIN Valle del Sacco
Piccoli passi in avanti con la perimetrazione, le nostre prime proposte successive a questa fase.


 
Il 12 febbraio scorso si è tenuta presso il Ministero dell’Ambiente una nuova conferenza di servizi per la perimetrazione del SIN “Bacino del Fiume Sacco”, dal cui verbale emerge sostanzialmente la necessità di chiudere la fase preliminare, sulla base della proposta elaborata da Regione Lazio e Arpa Lazio, per poter quindi avviare le attività istruttorie. 
 
Il dicastero ritiene necessario definire le prime aree di intervento, osservando che queste potranno essere successivamente ampliate, e ribadisce la volontà di rispettare i criteri di inserimento dettati dalla legislazione vigente sui SIN. Le aree che invece verranno segnalate come potenzialmente contaminate e che non rientreranno nei parametri definitori del SIN dovranno invece essere prese in carico dalla Regione. Si tratta ad esempio dell’area prospiciente la Marangoni Tyre di Anagni, dove sono presenti concentrazioni rilevanti di diossina e PCB, nonché di numerose altre aree industriali in diversi Comuni, in particolare Ferentino, Ceprano e Paliano.

Emergono però difficoltà di tipo oggettivo per superare l’impasse. I documenti in possesso della Regione Lazio riguardanti le operazioni di bonifica finora effettuate, utili per poter ridefinire l’area di perimetrazione, sono state sequestrati dalla Procura della Repubblica di Velletri per un’indagine in corso. Inoltre, quanto richiesto dal Ministero dell’Ambiente nella precedente riunione non è stato prodotto da diversi Comuni, che hanno fornito elementi non pertinenti.

Alcune amministrazioni hanno invece fornito elementi interessanti su alcune possibili aree di intervento, tra cui ad esempio l’ex area industriale di Castellaccio nel Comune di Paliano; viene finalmente richiesta l’inclusione dell’area ex Cemamit nel Comune di Ferentino; molte altre proposte di inserimento sembrano invece dimostrare che non c’è ancora molta chiarezza tra gli enti locali su cosa possa essere concretamente inserito in un SIN.

Anche per questo la Regione Lazio propone, in data 6 marzo, un incontro con amministrazioni e associazioni al fine di semplificare il lavoro di raccordo, istituendo per comodità una apposita mail cui far confluire le necessarie documentazioni.

Riteniamo effettivamente urgente e indifferibile stringere su questa fase, ma ci sentiamo di andare avanti, guardando al post-perimetrazione e fornendo elementi utili per il prosieguo delle attività di bonifica, ferma ormai da più di due anni. Da tener presente che lo stand-by ha prodotto o sta producendo ingenti danni economici. Ad esempio, alcuni milioni di euro stanziati per la bonifica, inutilizzati, sono rientrati o stanno rientrando in dotazione al Ministero dell’Ambiente, e non è affatto scontato che possano essere nuovamente utilizzati per la Valle del Sacco. Riteniamo, quindi, che sia necessario avviare in tempi ragionevoli alcune attività particolarmente rilevanti, per non compromettere totalmente i pur parziali risultati ottenuti a dieci anni dalla dichiarazione dello stato di emergenza nella Valle del Sacco.

A parer nostro l’operazione prioritaria consiste nella verifica idrologica degli argini del fiume, con successivo rafforzamento nelle aree a rischio di esondazione, in quanto il contaminante Beta-HCH è ancora presente nel sedimento fluviale e potrebbe nuovamente riversarsi nelle aree ripariali.
 
La seconda operazione urgente consiste in una nuova caratterizzazione di tutte le fasce agricole ripariali (la precedente è ferma al 2008), utile alla ridefinizione dei perimetri di interdizione ad uso agricolo e zootecnico. Non è detto che alcune zone non possano essere restituite alla coltivazione.

La terza è affrontare in modo definitivo la decontaminazione delle aree agricole trovate contaminate dopo la caratterizzazione, con tecniche che non producano nuovi danni.

In parallelo è indispensabile sbloccare la situazione amministrativa sulle autorizzazioni allo scarico del barrieramento idraulico nell’area industriale di Colleferro (è peraltro probabile che nel frattempo giunga il pronunciamento del TAR Lazio relativo a un ricorso intentato da SE.CO.SV.IM contro la Provincia di Roma) e avviare il percorso di Messa in Sicurezza di Emergenza della discarica di rifiuti tossici denominata ARPA2.
 
Nel frattempo il territorio, dal basso, deve avviare un percorso unitario di pressione, che sia di ausilio al tavolo di Coordinamento dei Sindaci, affinché la comunità sia costantemente informata e possa rendersi partecipe sulle operazioni future di intervento e di riqualificazione.
 
 
Valle del Sacco, 27.02.15

 
  
CLICCA QUI per scaricare il verbale della Conferenza di Servizi del 12 febbraio 2015
 

SIN Valle del Sacco, errori sulla perimetrazione.


Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
SIN Valle del Sacco: mentre il ministero ricorre al consiglio di Stato, si perpetua la confusione sulla perimetrazione e sul numero stesso dei SIN.

 
Torniamo sulla Conferenza di Servizi per il SIN “Bacino del fiume Sacco” del 19 gennaio 2015 in quanto, non riportato sul verbale, si è avuta la percezione che sia al Ministero dell’Ambiente che alla Regione Lazio non si abbia la certezza di quanti SIN insistono sul nostro territorio (incredibile, ma vero!!). Ripercorriamo quindi l’iter amministrativo per chiarire questo punto.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 maggio 2005.
E’ stato dichiarato lo stato di emergenza socio-economico-ambientale nel territorio dei comuni di Colleferro, Segni e Gavignano in provincia di Roma, e dei comuni di Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino, in provincia di Frosinone;

Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 giugno 2005, n. 3441 e 14 luglio 2005, n. 3447.
E’ stato nominato Commissario delegato per l’emergenza il Presidente della Regione Lazio che si può avvalere di un Soggetto attuatore per porre in essere tutte le attività volte al superamento dell’emergenza. Le stesse Ordinanze hanno definito i compiti e l’organizzazione dell’Ufficio commissariale, individuando le risorse economiche utili per i primi interventi. L’ufficio è competente per l’area industriale di Colleferro e le fasce ripariali del fiume Sacco. 
 
Legge 2 dicembre 2005, n. 248, art. 11-quaterdecies, comma 15.
L’area dei nove comuni è stata inserita nella lista dei siti di interesse nazionale da bonificare.
Essa dispone: «Al comma 4 dell'art. 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dopo la lettera p-terdecies), e' aggiunta la seguente: «p-quaterdecies) area del territorio di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 maggio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio 2005.

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3552 del 17 novembre 2006 - art. 16.
Ha integrato la precedente ordinanza n. 3441 del 10 giugno 2005. Essa attribuisce, tra l'altro, al commissario delegato l'esclusiva competenza per il superamento dell'emergenza nel territorio dei comuni di Colleferro, Segni e Gavignano in provincia di Roma, e dei comuni di Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino, in provincia di Frosinone;

Decreto Ministeriale 31 gennaio 2008.
Definisce una nuova perimetrazione del sito di interesse nazionale del bacino del fiume Sacco, comprendente tutti i comuni del bacino idrografico, ad eccezione dei territori dei nove comuni di esclusiva competenza commissariale, nonché di alcune aree di discarica già perimetrate nell'ambito del sito di bonifica di interesse nazionale di «Frosinone». Il sito di interesse nazionale di Frosinone è stato individuato dal D.M. n. 468/01 e perimetrato con successivi D.M. 2 dicembre 2002 e D.M. 23 ottobre 2003.
Il criterio adottato è relativo all'inquinamento comportante potenziali conseguenze ambientali per le quali e' oltremodourgente e indifferibile procedere ai necessari accertamenti al fine di porre in essere adeguati interventi di messa in sicurezza d'emergenza, caratterizzazione e bonifica delle aree inquinate interessate.

DPCM del 29 ottobre 2010 pubblicato in GU n. 270 del 18 novembre 2010.
Viene prorogato ulteriormente lo stato di emergenza fino al 31 ottobre 2011 e contemporaneamente viene esteso anche ai comuni di Frosinone, Patrica, Ceccano, Castro dei Volsci, Pofi, Ceprano e Falvaterra, limitatamente alle fasce ripariali.

Il punto critico a partire dal quale si ingenera una tragica confusione è il Decreto Ministeriale 31 gennaio 2008,dalla cui interpretazione si è ricavata una perimetrazione del SIN che esclude i nove comuni sul cui territorio insistono le cause e gli effetti più gravi dell’inquinamento del fiume Sacco. Ad una lettura più attenta del dispositivo si potrebbe interpretare come una aggiunta -della nuova area perimetrata- al territorio dei nove comuni, ma il testo è talmente mal scritto che così non è stato. Il vizio originale si ritrova in una frettolosa operazione mirante ad allargare al massimo l’area di intervento, senza il fondamento di una analisi rigorosa dei processi di inquinamento.

Pertanto, il SIN è unico ma il Ministero perpetua l’errore di non considerarlo tale, tant’è che nella legge di declassamento non si tiene conto delle aree dei nove comuni che, sebbene gestite a titolo esclusivo da un commissario, fanno sempre parte dello stesso SIN.

Detta confusione emerge anche dal verbale della riunione tecnica convocata dal MINAMB in data 8 settembre 2014, dal cui verbale si legge che “il perimetro provvisorio del SIN, successivamente declassato a SIR, oggetto del ricorso e della relativa sentenza del TAR che riassegna la titolarità del procedimento al MATTM, non comprende le porzioni del territorio assegnate alla responsabilità e competenza esclusiva del Commissario delegato ex OPCM 3552 del 2006. Pertanto si evidenzia una incongruenza tra il perimetro di cui al DM 4352 del 31 gennaio 2008 e il perimetro indicato dalla Legge istitutiva del SIN (Legge 2 dicembre 2005, n. 248)”.

ARPA Lazio, che ha ricevuto dalla Regione Lazio il compito di ridefinire la perimetrazione del SIN, ha proseguito nell’errore, tant’è vero che i 9 comuni non sono stati neppure invitati alla conferenza dei servizi del 19 gennaio2015. Inoltre vi sono aree ad esempio l’ex area industriale di Castellaccio a Paliano, la Ex Cemamit a Ferentino, che sono state escluse perché ricadenti nella prima definizione di SIN, ma in area esterna alle competenze sia dell’Ufficio Commissariale che del Ministero, in una sorta di limbo amministrativo.

Viste le contraddizioni e le mancanze riscontrabili nella successione di interventi amministrativi e legislativi, il ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR Lazio sede di Roma, che ha riportato la titolarità del SIN al Ministero dell’Ambiente, è ancora più sconcertante. Il Ministero è venuto meno alla sua funzione di coordinamento strategico degli interventi.

Questa catena di eventi dimostra ancora una volta la necessità di una nuova legge che stabilisca modalità, competenze e risorse per l’individuazione dei territori, per la progettazione e la realizzazione dell’azione di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale. E’ condizione necessaria riorganizzare e coordinare in modo efficace tutti gli enti e le istituzioni, con compiti di controllo sullo stato di salute delle popolazioni e dell’ambiente. Ciò sarà possibile solo ricostruendo il ruolo e le funzioni di una agenzia nazionale per l’ambiente, contro l’inquinamento.

Riteniamo che questa situazione vada stigmatizzata in tutte le sedi istituzionali, che le rappresentanze politiche locali a tutti i livelli se ne facciano carico, in modo coordinato tra loro e con associazioni e comitati che in questi anni hanno garantito la circolazione delle informazioni, la vigilanza costante su interventi e provvedimenti, sino al punto di sollecitare l’intervento dell’autorità giudiziaria.

E’ necessario ribadire al Ministro Galletti la contrarietà ed il disappunto del Territorio della Valle del Sacco per la contraddittorietà e l’inefficacia degli interventi del Ministero, chiedendo con fermezza che sia ritirato il ricorso al Consiglio di Stato. 
 
 
Valle del Sacco, 11 febbraio 2015
 
 
CLICCA QUI per scaricare la pianta della perimetrazione del SIN da noi elaborata.
 

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