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ottobre 2013

CS RETUVASA - CODICI DELEGAZIONE ANAGNI 27.10.13

COMUNICATO STAMPA
RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO
CODICI – DELEGAZIONE DI ANAGNI
Saluto al Capitano Airoldi e al Maresciallo Polletta
 

Salutiamo con calore e riconoscenza il Capitano Costantino Airoldi, augurandogli per il suo nuovo incarico di docenza investigativa soddisfazioni degne delle qualità di eccellenza di cui è titolare.
I risultati ottenuti dalla Compagnia di Anagni in campo ambientale durante il comando di Airoldi, anche grazie al supporto del Comando provinciale del Colonnello Menga, sono stati straordinari. Ciò è stato possibile non soltanto grazie alle capacità investigative e organizzative del Capitano, ma anche alle sue qualità umane, di disponibilità, comprensione e cortesia, che lo hanno presto reso sicuro punto di riferimento anche della “comunità ambientale”.
Cogliamo l’occasione anche per un saluto al Maresciallo Massimo Polletta, di recente in forza a Frosinone, indispensabile punto di riferimento di tutte le operazioni ambientali, le cui capacità e doti umane sono state perfettamente complementari a quelle del comandante di Compagnia.
Una difficile eredità attende i successori dei militari: confermare risultati di eccellenza in campo ambientale, nello stesso spirito dei precedecessori. Da parte nostra, saremo felici di proseguire il lavoro di squadra con l’Arma.  

PCB ad Anagni-Paliano



COMUNICATO STAMPA

Richiesta caratterizzazione ambientale per la presenza di PCB ad Anagni-Paliano
 

 

Abbiamo invitato i sindaci di Anagni e Paliano a sottoscrivere una richiesta di caratterizzazione ambientale (nell’ambito delle competenze della Regione Lazio e dei fondi assegnati all’emergenza della Valle del Sacco, amministrati dalla Protezione Civile) di parte del territorio dei Comuni di Anagni e Paliano, che possono essere stati interessati da una contaminazione di PCB, già riscontrata in alcuni anelli della catena alimentare (uova e latte ovino).La richiesta è comunque inviata dalla nostra associazione agli uffici regionali interessati (Ufficio Conservazione Qualitá e Bonifiche Siti Inquinati - Ufficio Valle Sacco - Direzione Regionale Infrastrutture e Ambito Politiche Abitative Area Pianificazione Protezione Civile) e, per conoscenza, alla Procura di Frosinone.

 
In un’area situata al confine tra i Comuni di Anagni e Paliano sono emersi recentemente valori di positività per PCB in alcuni alimenti di origine animale (uova e latte ovino).
Il rinvenimento dei pericolosi inquinanti ha indotto la ASL di Frosinone e il sindaco di Anagni ad attivare idonee misure di interdizione al consumo di tali prodotti nell’area contaminata. Sono in corso supplementi di analisi da parte di ASL Frosinone e ARPA Lazio.
La storicità della contaminazione per inquinanti congeneri (diossine e PCB) di aree limitrofe induce a considerare indispensabile l’intervento secondo capacità e competenza di tutti gli enti/amministrazioni interessati, nonché la messa in campo di adeguate risorse finanziarie al fine di avviare una capillare rilevazione ambientale, nel pieno rispetto del D.Lgs 152/06, nella fase embrionale del processo di contaminazione; evitando in tal modo le ripercussioni di natura sanitaria-ambientale-economica che la vicenda, tutt’altro che risolta, dell’emergenza ambientale dell’ex SIN “Valle del Sacco” hanno comportato.
La copertura finanziaria per compensare gli oneri derivanti dalle attività di caratterizzazione ambientale può essere garantita dalle provvigioni trasferite, al termine dell’emergenza, dall’Ufficio commissariale alla Regione; per un criterio di continuità tecnica gestionale il Piano della caratterizzazione potrebbe essere messo a punto dall’ex struttura operativa commissariale, oggi nelle disponibilità della regione Lazio. Ciò garantirebbe, oltre che l’omogeneità dello studio ambientale, una gestione oculata delle risorse finanziarie visti i costi sostenuti nel passato per le attività di caratterizzazione attuate secondo procedure di gara, anche europea.
Si riporta di seguito una scheda descrittiva del contesto e dell’opportunità della presente richiesta.

MANCATO SCIOGLIMENTO ADF



Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Il paradosso di una società aeroportuale inutile che non si scioglie.
 

Il presidente e commissario vicario di AdF, Francesco Cappelli, che come si legge sulla stampa ha rilevato l’impraticabilità dell’oggetto sociale e le difficoltà oggettive anche limitatamente alla realizzazione dell’eliporto, nonché ricordato i rilievi avanzati dalla Corte dei Conti, ha proposto una via che da tempo appare l’unica sensata: lo scioglimento della società.
 
La decisione del CdA di AdF di ripassare la palla alla Regione, che progressivamente si è ritratta dalla realizzazione di un’opera inutile, non onorando i precedenti impegni, significa a nostro avviso due cose. La prima è che i soci, e in particolare il Consorzio ASI, non intendono rinunciare a una Variante urbanistica da 300 ettari. La seconda è che i soci, senza dubbio con una mossa intelligente, cercano di limitare i danni, in quanto non sanno come risolvere un buco finanziario oggetto di un’inchiesta di peculato da parte della Procura e di verifica contabile da parte della Corte dei Conti.
 
A fronte del disagio subìto dalla cittadinanza, oggetto a suo tempo di avviso di esproprio e di una programmazione del territorio inefficiente e controproducente, è auspicabile che si ponga finalmente e celermente un termine a questo inaccettabile balletto. La responsabilità, a questo punto, è della Regione Lazio. E sarebbe opportuno che, nel frattempo, i Comuni di Frosinone e Ferentino non rinominassero i propri decaduti membri del CdA.    
 
Valle del Sacco, 19.10.13.

CS Ancora su nube Marangoni 18.10.13



Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Ancora sulla “nube Marangoni”.
Risposta alle dichiarazioni del direttore dell’azienda
 
      “Le dichiarazioni del direttore della Marangoni Tyre, Gerardo Magale, in risposta alle affermazioni contenute nel nostro precedente comunicato stampa, evidentemente travisano quanto da noi dichiarato” – così Francesco Bearzi, coordinatore provinciale, e Alberto Valleriani, presidente di Retuvasa. “Non abbiamo mai sostenuto che l’azienda non monitori le emissioni del proprio inceneritore di pneumatici, ci mancherebbe pure che non lo facesse. Abbiamo affermato invece che - al contrario degli inceneritori di Colleferro, ad esempio - non è disponibile la pubblicazione (si intendeva ovviamente online) delle emissioni dell’impianto. Tale dispositivo, adottato da molte aziende, consente alla cittadinanza di verificare in tempo reale le emissioni dell’impianto e rende molto più difficile eludere i controlli, poiché chi nota visivamente anomalie in quanto esce dai camini può confrontare tale dato osservativo con quanto contemporaneamente pubblicato online. Per cui la Marangoni, se desidera trasparenza, dovrebbe seriamente considerare l’opportunità di dotarsi di questo strumento per il proprio inceneritore, pur non obbligatorio. Dovrebbe inoltre ringraziare il territorio per la pazienza nel sopportare l’incidente, determinato - così afferma - da un banale black-out elettrico, come anche tutti gli incidenti sopportati in passato legati all’inceneritore o all’impianto produttivo. E a maggior ragione dovrebbe farlo in quanto oggi intende chiudere un impianto produttivo - decisione per cui è auspicabile un ripensamento - lasciando in funzione un inceneritore di rifiuti in un’area classificata come industriale ma di fatto residenziale”.

Comunicato stampa Retuvasa - Codici Anagni - 14.10.13 - Nube inceneritore Marangoni



COMUNICATO STAMPA
RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO -
DELEGAZIONE CODICI DI ANAGNI
Nube inceneritore Marangoni
 
 


«L’ennesima fuoriuscita di fumo, molto più grave del solito», così Letizia Roccasecca e Domenico De Carolis, Codici Anagni. «Abbiamo chiamato il Comando dei Carabinieri di Anagni che, dopo essere giunto sul posto, ha fatto intervenire l’ARPA. Non è possibile continuare così. Quasi ogni notte i residenti avvertono cattivi odori provenire dall’inceneritore di pneumatici».
 
Dalla Rete per la Tutela della Valle del Sacco rilanciano il coordinatore provinciale Francesco Bearzi e il presidente Alberto Valleriani: «Un incidente probabilmente grave, in una situazione paradossale. L’impianto produttivo chiude e rimane in attività una fonte inquinante di prima grandezza, l’inceneritore di pneumatici, con esiti storici e attuali sotto gli occhi di tutti. Un inceneritore che, è bene ricordarlo, al contrario di quelli di Colleferro non garantisce la pubblicazione dei dati delle emissioni in continuo. La situazione è intollerabile. Ci auguriamo che l’impianto produttivo possa riprendere l’attività, ma la crisi occupazionale non induca la politica a concepire una sorta di “delega in bianco” all’incenerimento o magari la riesumazione del tecnicamente insostenibile progetto di incenerimento del “car fluff”».

INTERFERENTI ENDOCRINI (PCB, DIOSSINE): COME CI SI DIFENDE.





Comunicato Stampa A.MA., Retuvasa, Minerva Pelti


Interferenti Endocrini (PCB, Diossine): come ci si difende.
 
 
Le associazioni A.Ma. Associazione Mamme Colleferro, Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) e Minerva Pelti Onlus esprimono piena soddisfazione per la buona riuscita della Conferenza "INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI, COSA C'È DA DIRE, COSA C'È DA FARE", tenutasi lunedì 7 ottobre 2013, presso la sala Moffa del Comune di Colleferro. Folta la partecipazione di rappresentanti di varie associazioni, medici, genitori, insegnanti, rappresentanti della politica locale e nazionale.
L'idea della Conferenza nasce dall'incontro di realtà associative impegnate in zone di pertinenza diversa, ma unite da medesimi obiettivi, quelli improrogabili della difesa di ambiente e salute.
La diffusione delle informazioni sulla stato della salute dei cittadini, l'importanza della prevenzione primaria, la necessità  di approfondimenti del rischio sanitario attraverso studi epidemiologici, la sollecitazione per l’elaborazione di un percorso di una cittadinanza attiva che pretenda sistemi di osservazione permanente sulla Valle del Sacco, il ruolo della bonifica e la riduzione dell'esposizione ai fattori di rischio: tutti questi elementi sono stati al centro degli interventi dei relatori.

La Dott.ssa Laura Reali, Referente Associazione Culturale Pediatri, con una lunga dissertazione tecnica sugli INTERFERENTI ENDOCRINI ED I PESTICIDI e sulla modificazione del panorama delle malattie infantili (dalla obesità al diabete di tipo 1, all'autismo, l'asma, il DHD, fino ad arrivare alle patologie oncologiche) ha illustrato quanto possa essere pericoloso e dannoso per l’essere umano vivere in luoghi con criticità di carattere ambientale.

Ma cosa sono gli interferenti endocrini?

In estrema sintesi, sono un ampio gruppo di sostanze, tra le quali figurano contaminanti ambientali persistenti, composti utilizzati in prodotti industriali e di consumo di uso comune nonché composti naturali. PCB, diossine, alcuni tipi di pesticidi, tra cui l’esaclor
oesano, gli ftalati. Tutte sostanze che, a livello endocrino, possono interagire con il sistema ormonale anche nella crescita e sviluppo del feto provocando danni come patologie riproduttive, disturbi comportamentali dell’infanzia e forse anche diabete e alcuni tipi di cancro.
La Dott.ssa Reali ha, infine, illustrato come poter evitare, per quanto possibile nel vivere  quotidiano, il contatto con queste sostanze,
concludendo il suo intervento sottolineando la necessità del controllo sul latte materno come indicatore biologico del livello d'inquinamento.
Infine sono giunte opportune sollecitazioni alle istituzioni, in particolar modo sulla necessità che anche il nostro paese ratifichi la CONVENZIONE DI STOCCOLMA (l'Italia è uno dei pochi a non averlo ancora fatto), che permetterebbe di inserire tra gli inquinanti organici persistenti (POPs) anche i PCB e diossine oltre all’esaclorocicloesano, contaminante nella Valle del Sacco.

La Dott.ssa Palazzi ed il Dott. Satta, entrambi pediatri di base presso la ASL RMG, che ringraziamo per il prezioso supporto che hanno prestato all'iniziativa, sono intervenuti per sottolineare l'importanza dello stile di vita e la necessità di una crescita di consapevolezza nella popolazione, della necessità di pensare al RISCHIO IN VIA PREVENTIVA.

All'Associazione Minerva Pelti spettano i nostri ringraziamenti per aver richiesto e acquisito gli atti riguardanti lo STUDIO SUI TUMORI INFANTILI NELLA VALLE DEL SACCO, valutazione epidemiologica svolta dalla Regione Lazio - Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione e conclusa il 13 marzo 2012, mai resa pubblica e menzionata solamente nelle relazioni di bonifica della Valle del Sacco.
Andiamo ad analizzare i dati riportato nello studio.

Per quanto riguarda sia l’area 1 che include i Comuni di Colleferro, Segni, Gavignano che l’area 2 che include i Comuni di Paliano, Anagni, Sgurgola, Morolo, Supino, Ferentino, lo studio precisa che per la mortalità nella fascia d’età 0-19 anni, i dati sono simili a quelli della popolazione della Regione Lazio.
Nell’area 1 non ci sono aumenti di tumori maligni, ma risulta un evidente aumento di ricoveri per tutte le cause, che si attesta per la fascia di età 0-14 anni, sia per i maschi che per le femmine, intorno ad un 40% in più rispetto alla media regionale (SHR=1.41 per i maschi, SHR=1.40 per le femmine).
Per l’area 2, sempre 0-14 anni, la percentuale di ospedalizzazione in più rispetto alla media regionale è del 18%  per i maschi (SHR=1.18), del 26% per le femmine (SHR=1.26).
Il dato che lo studio indica come meritorio di approfondimento è la situazione nell’area 2, in particolar modo viene citato Anagni, per i maschi di 0-14 anni con un 281% in più per il tumore all’encefalo (SHR=3.81) e del 174% in più per i tumori maligni del tessuto linfatico ed ematopoietico (SHR=2.74).
Da precisare che per quanto riguarda i tumori infantili le percentuali si basano su un numero di casi limitati.
Lo studio conclude con:
Il cluster di casi di sesso maschile riscontrato ad Anagni, anche se di entità limitata e potenzialmente dovuto a variazioni casuali, merita ulteriori approfondimenti.

In realtà questi dati, già piuttosto preoccupanti potrebbero esserlo ancora di più se, per l’analisi specifica, fossero stati presi come riferimenti di confronto gli Studi AIRTUM sui Tumori Infantili e degli Adolescenti del 2008 e l’ultimo pubblicato nel 2012 e  riferito proprio al periodo 2003-2008, sovrapponibile a quello dello studio in esame. In questo caso sembrerebbe che, il condizionale è d’obbligo, i tumori infantili nelle aree in esame siano quasi il doppio di quelli riscontrati nel Centro Italia, differentemente quindi dalla comparazione regionale. Andando ad analizzare poi le singole tipologie delle diverse forme che hanno colpito i bambini del nostro territorio, si avrebbe addirittura oltre il doppio dei tumori del tessuto linfatico ed ematopoietico, quasi il quadruplo per i tumori dell’encefalo, arrivando sino a quasi cinque volte per i tumori renali della sola Area 2.
Dati, questi, che necessitano di una immediata verifica ed un ulteriore approfondimento da parte delle istituzioni specialistiche preposte.

La Conferenza si è brillantemente conclusa con un contributo importante dell'Associazione Mamme per la salute e l'ambiente Onlus di Venafro, altro luogo vessato da presenza massiccia di impiantistica industriale; Salvatore Altiero del CSOA La Strada a nome anche dei rappresentanti dell’Associazione ASUD, ha illustrato la campagna #STOPBIOCIDIO partita dalla Campania e in viaggio per il coinvolgimento di altre regioni italiane tra cui il Lazio; la Parlamentare Federica Daga (M5S) ha riportato quanto il suo gruppo sta portando avanti in sede istituzionale per la salvaguardia dei territori; Marco Campagna della segreteria della Consigliera Regionale Daniela Bianchi ha ricordato che sulla Valle del Sacco è stato aperto un Tavolo Tecnico di verifica e proposte al quale daranno il loro contributo anche le Associazioni e Comitati. 

Concludiamo dicendo che la Conferenza è riuscita nel suo intento di arricchire il bagaglio di conoscenza sul rischio sanitario sia dei bambini che degli adulti e che tali iniziative dovrebbero essere proposte dalle Amministrazioni, non solamente da gruppi autogestiti di cittadini.
 
Valle del Sacco, 13 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare gli atti della Conferenza.

 

CONVEGNO BRESCIA "PULIAMO L'ITALIA" 14 E 15 OTTOBRE 2013


COMUNICATO STAMPA
RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO

Convegno Brescia 14 e 15 ottobre 2013, SIN e SIR a confronto.

 

Il 14 e 15 ottobre si terrà a Brescia il Convegno “Puliamo l’Italia, dall’archeologia industriale alla rigenerazione dei territori” organizzato dalla Fondazione Micheletti. Due giorni densi con relatori di grande esperienza e l’intento di promuovere strutture di conservazione del patrimonio, archivi e banche dati.
L’auspicio, attraverso uno spazio dedicato al confronto tra realtà associative e comitati territoriali sul suolo nazionale, è di creare una rete di lavoro in particolar modo sui Siti di Interesse Nazionale (SIN) e i Siti di Interesse Regionale (SIR), per affrontare temi come le bonifiche e gli impatti sanitari, la riqualificazione dei territori e lo scambio di conoscenze, al fine di giungere ad una piattaforma condivisa di lavoro che permetta di interagire in modo strutturato con altri gruppi di lavoro nazionali e dare forza al confronto istituzionale.
Questa Rete delle Associazioni e dei Comitati dei Siti inquinati di interesse nazionale e regionale ha preso le mosse da una prima iniziativa promossa il 22 ottobre 2011 a Pescara presso l’Un. Di Chieti-Pescara da Wwf Abruzzo e Medicina democratica, cui è seguito un secondo convegno nazionale organizzato dalla Rete per la Tutela della Valle del Sacco, (Retuvasa) e Gruppo Logos a Colleferro il 23-25 novembre 2012.
Quest’anno saremo a Brescia per descrivere quanto fatto finora e quanto si ha intenzione di fare nella Valle del Sacco, come abbiamo affrontato e come affronteremo le emergenze, come leggiamo il passato e come intendiamo il futuro del nostro territorio, cercando di acquisire conoscenza e contatti utili per il prosieguo delle nostre attività.
 
Valle del Sacco-Brescia, 11 ottobre 2013
 
clicca su Leggi tutto per il programma del Convegno

CONTAMINAZIONE DA PCB AD ANAGNI

Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Inquinamento PCB Anagni.
 

In primo luogo, l’opportuna ordinanza del Comune di Anagni del 02.10.13 ci pone in difficoltà, in quanto al solito le istituzioni agiscono con un deficit di trasparenza. Quali sono esattamente le positività riscontrate, e quante? Domande cui potremo rispondere solo dopo l’indebito tributo in termini di tempo ed energia dedicato all’accesso agli atti.
 
Una cosa è certa: si tratta di un inquinamento da PCB. Probabilmente collegabile a una combustione di materie plastiche. Riteniamo quindi indispensabili e urgenti verifiche e controlli in area vasta.
 
Identificare precise cause è invece questione più complessa e delicata. Si possono però, o meglio si devono, avanzare ragionevoli ipotesi, da sottoporre al vaglio di successivi riscontri.
 
La prima scontata associazione punta all’incendio dell’impianto di CDR di ACEA ARIA di Castellaccio del 19.06.13 Paradossalmente, solo dopo 3 mesi e mezzo, si scoprirebbe che gli enti di controllo (ARPA in primis) ne avrebbero clamorosamente sottovalutato l’impatto, lasciando di fatto la popolazione in balia dei suoi effetti, dopo averle rassicurate circa l’assenza di pericoli per la catena alimentare e la salute. Peraltro, nella relazione del 24.06.13 ARPA aveva annunciato la necessità di ulteriori campionamenti sulle concentrazioni di PCB a San Bartolomeo, in mancanza di dati storici. Non ci sembra ad oggi che queste indagini di approfondimento siano state compiute.
 
L’imponente colonna di fumo, che raggiunse addirittura l’Alta Valle del Sacco, investì più direttamente il territorio del Comune di Paliano e proprio la zona ovest di Anagni dove oggi si riscontrano positività al PCB in tessuti biologici di animali di allevamento. Ma la ASL ha eseguito controlli sul territorio di Paliano?
 
Non è affatto inverosimile supporre un “effetto sommatoria”, ovvero una possibile e preesistente contaminazione da PCB legata alle emissioni degli inceneritori di rifiuti, su cui si sarebbe aggiunta quella derivante dall’incendio dell’impianto di CDR e magari da altre fonti inquinanti. La zona ovest di Anagni dista diversi km. dagli inceneritori di Colleferro, ed è invece relativamente vicina agli inceneritori di pneumatici della Maind SrL (controllata Marangoni Tyre), già sospettati in passato di essere la causa di concentrazioni di diossine e PCB particolarmente elevate in località “Quattro Strade”, di fronte all’impianto.
 
Cogliamo l’occasione per affrontare la questione della suddetta Marangoni Tyre. Dopo aver espresso sentita solidarietà ai dipendenti dell’azienda, improvvisamente privati del loro posto di lavoro, non possiamo non sottolineare che si sta verificando quanto avevamo sempre sospettato, ovvero che l’azienda avrebbe chiuso l’impianto produttivo lasciando in attività remunerative fonti inquinanti di prima grandezza, con scarso riscontro in termini di posti di lavoro. Non scartiamo affatto l’ipotesi che l’azienda intenda ora utilizzare la situazione di crisi occupazionale per una sorta di ricatto alle istituzioni, chiedendo “deleghe in bianco” all’incenerimento, già velatamente risuonate nel discorso di alcuni politici, o magari la riesumazione del progetto di incerimento del “car fluff”. Nel frattempo, continuano a giungerci dalla cittadinanza segnalazioni di miasmi e fuoriuscite di fumo notturne dall’inceneritore di pneumatici.
 
In conclusione, l’inquinamento da PCB nella zona ovest del territorio del Comune di Anagni richiede pronte e adeguate risposte da parte degli enti di controllo deputati alla tutela della salute e dell’ambiente e di tutte le istituzioni. Vigileremo sul fatto che la situazione sia affrontata in modo strutturale.   
 
 
Anagni, 3 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare l'ordinanza del Comune di Anagni
 

COMUNICATO STAMPA CONFERENZA INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI


COMUNICATO STAMPA CONFERENZA
“INQUINAMENTO E SALUTE DEI BAMBINI “
 

L’A.MA, Associazione Mamme Colleferro, in collaborazione con Minerva Pelti, Associazione Genitori bambini malati di tumore e la Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa), invita  alla conferenza “Inquinamento e salute dei bambini. Cosa c’è da fare e cosa c’è da sapere”, che si terrà lunedì 7 ottobre 2013 alle ore 17.00, presso la Sala Moffa del Comune di Colleferro, nei pressi di Piazza Italia.

Interverrà la Dott.ssa Laura Reali, referente dell’Associazione Culturale Pediatri, che illustrerà l’influenza dei pesticidi e degli interferenti endocrini sulla salute dei nostri bambini. A seguire, insieme ad alcuni pediatri del nostro distretto, la Dott.ssa Rosanna Palazzi e il Dott. Andrea Satta, si affronterà l’importante tema della prevenzione e del necessario biomonitoraggio del latte materno come marker biologico. Le Associazioni Minerva Pelti (Rm) e Mamme di Venafro (Is) ci racconteranno la loro esperienza e le pratiche messe in atto a difesa della salute dei bambini nei territori di provenienza.

Confidiamo in un’ampia partecipazione per avere la possibilità di scambiare informazioni sulla prevenzione primaria dell’infanzia in luoghi a significativo impatto ambientale, dove l’aria, l’acqua, la terra risultano essere stati compromessi da un dissennato sviluppo industriale.
 
Per informazioni e contatti: ama.colleferro@libero.it - 3284587538

Colleferro, 2 ottobre 2013

CLICCA QUI per scaricare la locandina
 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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