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maggio 2013

SOCIETA' AEROPORTO DI FROSINONE, NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE


COMUNICATO STAMPA
RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO
Sul nuovo cda AdF e sulla questione aeroporto di Frosinone
 

A distanza di anni, le ragioni tecniche, economiche e ambientali dell’insostenibilità del progetto di un aeroporto di Frosinone, a più riprese formalizzate dalla nostra associazione, vengono finalmente denunciate da senatori ed europarlamentari gravitanti sul territorio. Non è mai troppo tardi per ravvedersi, anche se il movente non sembra, almeno in alcuni casi, così trasparente.
           
Non si possono non condividere gli inviti allo scioglimento del cda di AdF, oggetto delle note indagini della Corte dei Conti, specie relative al periodo della  presidenza provinciale Scalia, che non ha evidentemente più alcuna ragion d’essere.
Sorprendente che lo stesso Scalia continui a rimarcare l’esclusione di Grazzanise e Viterbo dalla pianificazione aeroportuale nazionale come nuovo elemento a favore di un aeroporto nel Frusinate. Viene così meno, parzialmente, la questione della congestione delle rotte di volo, da noi sempre sottolineata in quanto considerata insormontabile dall’ENAC e dall’ENAV, ma fino a poco tempo fa comodamente ignorata dai sostenitori dell’aeroporto. Risulta d’altra parte di lapalissiana evidenza che la congiuntura economica, imponendo l’uscita dalla pianificazione nazionale di scali che l’ENAC considerava di un certo rilievo, non lasci alcuno spazio a un insulso aeroporto a Frosinone, uscito perdente a suo tempo dalla competizione tecnica con gli scali concorrenti.
           
Riguardo al progetto eliportuale, ci sembra chiaro che, a prescindere dalla problematica convivenza con la scuola elicotteristica di volo del 72.o stormo, unica nell’ala rotante in Italia, la sua reale funzione sia quella di una sorta di trojan horse per l’aeroporto, con il forte rischio di potenziali speculazioni edilizie innescate dalla Variante aeroportuale intermodale.
           
Ci chiediamo in particolare: perché ASI e AdF (e in particolare Arnaldo Zeppieri, membro del nuovo cda AdF), se intendono limitarsi alla realizzazione dell’eliporto, non hanno ancora ritirato la colossale Variante aeroportuale intermodale, che esproprierebbe 300 ettari di territorio?
Si attende a riguardo la linea della Giunta Zingaretti e dei consiglieri regionali espressione del territorio.
Al neonato consiglio comunale di Ferentino, chiediamo se intenda approvare il prossimo settembre un PRG che include la destinazione eliportuale/aeroportuale di ettari ed ettari di territorio.
 
Francesco Bearzi - Coordinatore Provincia Frosinone
Alberto Valleriani - Presidente
 
Valle del Sacco, 31.05.13

IMPUGNAZIONE DECRETO COMBUSTIBILI SOLIDI SECONDARI



 

COMUNICATO STAMPA
 
“Le associazioni Raggio Verde, Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Forum Ambientalista  impugnano il Decreto del Ministero dell’Ambiente sui Combustibili Solidi Secondari”
 
Le associazioni Raggio Verde, Rete per la tutela della Valle del Sacco, Forum Ambientalista in data 13 maggio 2013, hanno impugnato il Decreto del Ministero dell’Ambiente sui Combustibili Solidi Secondari. Il decreto stabilisce quando i Combustibili Solidi Secondari (CSS) cessano di essere qualificati o qualificabili come rifiuti per poter essere utilizzati come combustibile in impianti come i cementifici, in luogo o in aggiunta dell’attuale alimentazione di tipo fossile.
Con successivo decreto, anch’esso impugnato dalle associazioni, il Ministero ha anche ritenuto di integrare i poteri conferiti al Commissario Sottile per l’emergenza ambientale della Provincia di Roma, il quale potrà, anche d’ufficio, autorizzare gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico della Provincia di Roma a produrre il CSS che può essere utilizzato anche in impianti che attualmente utilizzano  CDR, come gli inceneritori.
 
Nella redazione di tali decreti, il Ministero dell’Ambiente sembra aver voluto più perseguire l’obiettivo di trovare una soluzione all’emergenza rifiuti e favorire impiantistica di per se alquanto pericolosa e dannosa per la salute, piuttosto che introdurre norme che regolino in maniera stringente la produzione e l’utilizzazione di CSS-Combustibile, non rispettando oltremodo la gerarchia dei rifiuti imposta dalle direttive europee.
 
Basti pensare che la cessazione di qualifica del CSS come rifiuto è determinata da un’autocertificazione dello stesso produttore di conformità della classificazione (vale a dire –tra l’altro- delle percentuali di mercurio e cloro) del suo prodotto alle norme UNI e che solo per un mese il produttore deve conservare il campione relativo a tale “autocertificazione”. Inoltre il produttore deve effettuare un esame sulla specificazione (composizione per metalli pesanti, ecc..) del CSS-Combustibile per lotto e se accerta la non conformità del prodotto, non è nemmeno tenuto a verificare la specificazione dei sottolotti che compongono il lotto.
 
L’assenza di controlli efficaci sulla produzione del CSS-combustibile espone ed esporrà l’ambiente e la salute pubblica a danni ulteriori, se solo si considera che la produzione e l’utilizzo del CSS-Combustibile sprigiona metalli pesanti e diossine talora superiori agli ordinari combustibili fossili.
 
Il nostro appello si rivolge a tutti i cittadini attivi sul suolo nazionale e nella Regione Lazio, a partecipare ad adiuvandum al ricorso proposto, contattando per informazioni l’avvocato Vittorina Teofilatto al 3389213916.
 
Roma, 15.05.2013
 
Raggio Verde – 338.9213916 - raggioverdenazionale@gmail.com
Rete per la Tutela della Valle del Sacco - 335.65.45.313 - retuvasa@gmail.com  
Forum Ambientalista -  06.45.44.99.48 - posta@forumabientalista.org
 

COLLEFERRO, DOCUMENTI INFORMATIVI SPECULAZIONE EDILIZIA


COLLEFERRO, CEMENTIFICAZIONE A NORMA DI LEGGE?
 
La vicenda della cementificazione della collina del castello, la distruzione del museo marconiano e la costruzione di un assurdo e inutile megaparcheggio per TIR sono emblematiche dello scempio che  avviene sempre più spesso nel nostro territorio e in tutta Italia a discapito di bellezze paesaggistiche e di aree verdi. Per tale motivo riteniamo utile mettere a disposizione il materiale informativo preparato in occasione di una delle iniziative contro questi progetti, che ne spiega l'iter, le cifre economiche in ballo, i vantaggi smisurati del privato in barba a vincoli e normative di salvaguardia e la preoccupazione di perdere per sempre degli importanti pezzi della nostra storia, assieme agli ultimi spazi verdi del nostro territorio. 

CLICCA QUI per scaricare i documenti in formato PDF e sfoglia il Numero Zero di Eco della Valle 



 

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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