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febbraio 2013

RIFIUTI DI ROMA NELLE PROVINCE DEL LAZIO, SUL RICORSO CLINI AL CONSIGLIO DI STATO


Comunicato Stampa
Rete per la Tutela della Valle del Sacco - Raggio Verde
 
  
In data 22 febbraio 2013 il Ministero dell’Ambiente ha presentato al Consiglio di Stato (CdS) tre ricorsi (nn. 1316, 1318, 1319), impugnando le ordinanze di sospensiva del TAR Lazio in merito al trasferimento dei rifiuti di Roma nelle Province.Con decreto monocratico, il CdS ha provvisoriamente sospeso i provvedimenti emessi dal TAR, fissando l’udienza per la discussione della sospensiva, in composizione collegiale, al giorno 8 marzo 2013. Sembra quindi che il CdS, ad un primo sommario esame, abbia ritenuto che i provvedimenti emessi dal TAR avrebbero potuto determinare il mancato trattamento dei rifiuti provenienti dai Comuni colpiti dall’emergenza (in primis il Comune di Roma) e il consequenziale conferimento di rifiuti non trattati in discarica, con possibili conseguenze anche sotto il profilo di eventuali sanzioni da parte dell’Unione Europea (essendo, proprio su questo punto, aperto un procedimento di infrazione). Pertanto, dal 22 febbraio fino all’8 Marzo, i rifiuti dei Comuni interessati dall’emergenza potranno nuovamente essere trasferiti agli impianti situati nelle Province. Ovviamente, nell’udienza dell’8 marzo lo stesso CdS, a seguito di una disamina più approfondita, potrebbe pervenire a conclusioni differenti e revocare il decreto monocratico.
 
Le associazioni Retuvasa e Raggio Verde rilevano che a tutt’oggi non vi è chiarezza, come rilevato dalla stessa ordinanza di sospensiva del TAR, in ordine alle reali capacità di trattamento meccanico biologico degli impianti dei Comuni colpiti dall’emergenza. Tale circostanza, con espresso riferimento al Comune di Roma, è del resto emersa chiaramente anche in sede di Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Non vi è inoltre chiarezza in ordine alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta nei Comuni colpiti dall’emergenza, nonché sulla quantità di rifiuti avviata al riutilizzo, recupero in materia, riciclaggio. In sostanza, quindi, non vi è neppure chiarezza sulla quantità di rifiuti da sottoporre a trattamento meccanico biologico.
Inoltre, ad oggi non si sa se siano stati implementati o autorizzati nuovi impianti per il compostaggio, al fine di evitare il conferimento in discarica dei rifiuti urbani biologici, nonostante il Ministro Clini, a rettifica del precedente decreto, avesse considerato necessario provvedere anche su questo punto.
 
Le sottoscritte associazioni ritengono che, in sede di discussione sulla domanda cautelare in data 08.03.2013, tutti gli aspetti sopra menzionati dovrebbero essere oggetto di adeguato approfondimento, non solo per consentire ai Giudici del CdS di adottare decisioni con la dovuta serenità, ma anche perché le associazioni e la popolazione laziali chiedono maggiore trasparenza e partecipazione nelle scelte politiche, che le riguardano direttamente, specie dopo vent’anni di mala gestione dei rifiuti che hanno comportato le gravi conseguenze in ambito sanitario e ambientale ben evidenziate dai relativi rapporti ISPRA ed ERAS.  
 
Roma, 25 febbraio 2013
 
Vittorina Teofilatto - Raggio Verde
Alberto Valleriani - Presidente Retuvasa
Francesco Bearzi - Coordinatore Retuvasa Frosinone
 
Per info sul presente CS: Vittorina Teofilatto, 3389213916
 

COLLEFERRO E LA COLLINA DEL CASTELLO: PARCO PUBBLICO O LUCRO

 
 

 

Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Chi non vorrebbe per Colleferro un bel parco, percorsi attrezzati per fare ginnastica all'aperto, panchine e giochi per bambini? 
Noi lo riteniamo assolutamente necessario per il nostro povero territorio martoriato dal cemento e dal traffico, che costringe bambini ed anziani in angusti giardinetti assediati dalle automobili.
Un posto adatto a questo scopo, forse l'unico rimasto nel nostro comune, è la collina su cui sorge il Castello Vecchio, di proprietà del costruttore Furlan che nel 1996 acquisì l’edificio e la collina circostante per soli 350 milioni di lire, circa 180.000 euro. L'esiguità della cifra era dovuta essenzialmente alla tipologia del terreno, agricolo e sottoposto a due vincoli stringenti, quello legato alla fascia di rispetto cimiteriale e quello paesaggistico, quindi assolutamente non edificabile.
 
Logica e pubblica utilità avrebbero dovuto indirizzare gli amministratori che si sono succeduti in Comune a rilevare il terreno ad un prezzo equo, che non avrebbe leso gli interessi del proprietario ed avrebbe finalmente donato alla comunità uno spazio verde vitale per il benessere e la qualità della vita.
Invece, con gran clamore di vittoria, il Comune sta approvando un progetto, presentato nel 2009 dalla ditta Furlan, che prevede la cementificazione della parte più bella della collina, quella con pendio più dolce e soleggiato, che verrebbe deturpata da 9 palazzine (più altre 5 da costruirsi in località Fontana Bracchi).
In cambio della concessione edilizia, il costruttore cederebbe l'altra parte della collina e il Castello, che necessita tra l’altro di interventi urgenti  e costosissimi di messa in sicurezza dopo decenni di incuria e totale disinteresse sia del proprietario che del Comune.
Entrando nei dettagli economici presentati nel piano finanziario del progetto, si svela chi sarebbe il reale beneficiario dell'affare: la cessione di parte della collina verrebbe a costare all’ amministrazione comunale 1.212.000 euro e la cessione del Castello  1.500.000 euro, in totale 2.712.000 euro!  Un profitto che difficilmente un altro affare riuscirebbe  ad uguagliare.
Ma, si obietterà, ci sono i vincoli, il terreno non è edificabile.
A questo sta pensando il comune che, come nulla fosse, ha adottato l'ennesima variante al piano regolatore (delibera CC n.85/2009).
 
Ma l'atto veramente inaudito riguarda la deroga al vincolo cimiteriale: da 200 m, la fascia di rispetto viene portata a 100 metri, in barba a tutte le norme e sentenze emesse negli anni dagli organi competenti che  stabiliscono l'assoluta impossibilità di ridurre questo  vincolo proprio per motivi di edilizia privata (art. 28 L.n. 166/2002; sentenza corte Cass. Sez. III n.8626 del 26.02.2009). In particolare, la sentenza della Corte di Cassazione recita: “Contrariamente all'assunto del ricorrente, il legislatore, con l'articolo 28 della legge n. 166 del 2002, non ha inteso assolutamente estendere la deroga anche all'edilizia residenziale privata, sia pure su esplicita deliberazione del Consiglio Comunale. Invero l'articolo 338 dianzi citato, come modificato dall'articolo 28 della legge 1° agosto del 2002 n.166, ribadisce al primo comma la regola generale che i cimiteri debbano essere collocati alla distanza di almeno duecento metri dai centri abitati e che è vietato costruire nuovi edifici (siano essi pubblici o privati) entro il raggio di duecento metri dal perimetro del cimitero".
Leggendo il parere espresso in proposito dalla ASL, chiamata ad esprimersi per motivi igienico-sanitari, emerge chiaramente come questa abbia emesso parere favorevole solo per quanto riguarda la creazione del parco, non delle abitazioni private!
 
Questi due regali concessi per rendere edificabile il terreno fanno lievitare l'affare, stimato complessivamente dallo stesso Furlan in quasi 13 milioni di euro, al netto di spese di costruzione ed oneri di urbanizzazione (la descrizione dettagliata è  visibile nel Piano di concertazione economica).
Da un investimento di 180.000 euro spesi nel 1996 dal costruttore si arriva ad un guadagno di 13.000.000 nel 2013!
I cittadini invece perderanno per sempre lo splendido paesaggio costituito dal castello arroccato sulla sua collina in cambio di un modesto parco, circondato  anche in questo caso da una strada a scorrimento intenso (le palazzine porteranno altro traffico, smog e caos).
Inoltre il Comune si farà carico della messa in sicurezza del castello: la spesa dichiarata dal comune al riguardo  è di 2.000.000 di euro a totale carico di noi cittadini. Questi ultimi, tra l’altro, quando messi al corrente della realtà, si sono dimostrati assolutamente contrari al progetto, firmando una petizione che in pochissimi giorni ha raggiunto 500 firme, in un periodo sfavorevole come il mese di luglio.
 
Il parco è un'esigenza primaria per Colleferro, ma ciò non deve assolutamente passare attraverso propositi di speculazione edilizia che rappresentano una fine tragica e irrimediabile per il nostro  territorio.
 
Colleferro, 21 febbraio 2013
 

FORUM RIFIUTI ZERO LAZIO, IO VOTO PULITO

 

 

20 Febbraio 2013

- COMUNICATO STAMPA FRZL -

IO VOTO PULITO

Resoconto degli incontri con i candidati alla Regione Lazio

 

Il Forum Rifiuti Zero per il Lazio (FRZL) ha chiesto nelle scorse settimane un incontro a tutti i candidati Presidenti alla Regione Lazio per un confronto sulle posizioni delle varie liste rispetto alla nostra Piattaforma sui Rifiuti (vedere documento allegato). Tra i temi fondamentali: il NO a discariche, inceneritori e ogni tipo di combustione nel trattamento dei rifiuti urbani; l’eliminazione di improprie incentivazioni che sono, in sostanza, elargizioni scellerate; la Riduzione a monte dei rifiuti e la previsione del recupero solamente come Recupero di materia e non di energia; il NO alle centrali a biogas/biomasse (più di 160 autorizzate nella sola provincia di Roma); l’avvio della Raccolta Differenziata spinta porta a porta a Roma e nel Lazio.

 

Queste le conclusioni che abbiamo tratto dagli incontri con i candidati che hanno risposto alla nostra richiesta: 

Forte convergenza con il programma esposto dalla delegazione del Movimento 5 Stelle, anche riguardo alle problematiche relative a CSS (Combustibili Solidi Secondari) e biogas/biomasse;

Stessa concordanza di basi nell’incontro con la rappresentanza della lista Amnistia, Giustizia e Libertà sia sull’impostazione di massima, sia sulla contrarietà totale a CSS e impianti a biogas;

Forte convergenza con la lista Rivoluzione Civile, in particolar modo sul finanziamento della raccolta differenziata porta a porta su tutta la città e sulla ferma opposizione al proliferare di centrali a biogas;

Più articolato e contradittorio l’esito dell’incontro con la delegazione della coalizione a sostegno di Nicola Zingaretti. Ad una sostanziale concordanza sulla necessità di intervenire a monte sulla riduzione dei rifiuti e raggiungere gli obiettivi fissati di RD – peraltro rimanendo stupiti della loro affermazione sulla necessità di anni per raggiungerli e non di semestri come ipotizzato da esperti del settore – non abbiamo riscontrato posizioni chiare e inequivocabili sul rifiuto dell’incenerimento e ci siamo trovati su posizioni divergenti rispetto alle centrali a biogas e al compostaggio anaerobico.

Nessuna risposta dalle liste collegate alla candidatura di Francesco Storace né dalla Lista Civica per Bongiorno Presidente
 

Il Forum rileva dunque una significativa divergenza tra le proprie posizioni e quelle espresse dalla coalizione a sostegno di Nicola Zingaretti, che implicano il mantenimento e l’implementazione del “ciclo integrato dei rifiuti”, su cui si fonda il modello di gestione attualmente vigente nella Regione Lazio.

Il fatto che forze politiche più che rilevanti nello scenario elettorale abbiamo assunto posizioni distanti dall’impostazione del Forum, che punta alla determinata implementazione della strategia “Rifiuti Zero”, non può che destare forte preoccupazione nei comitati cittadini. 

In tutti i casi, il Forum osserverà con attenzione la fase conclusiva della campagna elettorale e vigilerà, immediatamente dopo il voto, sull’operato della nuova giunta regionale, nonché sul rispetto degli impegni presi da parte delle forze politiche con le quali ha interloquito. Il lavoro del Forum continuerà senza fare sconti a nessuno, nel pieno di un contesto critico e – citando gli ispettori europei – “vergognoso”, come quello di Roma e del Lazio.

OSSERVAZIONI ITALCEMENTI COLLEFERRO E COMBUSTIBILI SOLIDI SECONDARI





Comunicato Stampa

 
Progetto Italcementi Colleferro e Combustibili Solidi Secondari:
le associazioni presentano le loro osservazioni.


Lo scorso Sabato 9 Febbraio 2013 sono state fatte pervenire all'Area VIA (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione Lazio le osservazioni prodotte dalle associazioni del territorio in merito al progetto sottoposto dall'Italcementi Spa, lo scorso 27 Dicembre, concernente l'utilizzo nell'impianto produttivo di Colleferro di rifiuti non pericolosi quali combustibile solido secondario in parziale sostituzione dei combustibili fossili tradizionali, principalmente petcoke di petrolio.
 
Le associazioni Unione Giovani Indipendenti, Rete per la Tutela della Valle del Sacco, Mamme Colleferro, Raggio Verde, Gruppo Logos e Comitato Residenti Colleferro hanno svolto un esame approfondito degli elaborati progettuali presentati dalla multinazionale del cemento, mettendone in evidenza le numerose criticità, dalle emissioni di inquinanti atmosferici (metalli pesanti, polveri sottili, diossine e furani) alla qualità e provenienza del rifiuto, dalla normativa europea in materia, alla disamina di casi affini, senza tralasciare la ricostruzione del gravissimo quadro sanitario-ambientale della città di Colleferro, delineato grazie ai presenti e passati studi epidemiologici, nel contesto del quale il progetto dovrebbe essere inserito.
Un lavoro di mole notevole, reso possibile solo dalla stretta collaborazione tra le diverse realtà associative e dalla condivisione delle conoscenze e dei contatti maturati in anni di lotta ambientalista sul territorio, impegnati ieri come oggi nella difesa di una Valle martoriata, di una città non più disposta ad accettare l'ennesima ferita.
 
A rafforzare la posizione delle realtà associative è venuta in aiuto una delibera del Consiglio Comunale: la città tutta, con un'unanimità storica, richiede con forza un pronunciamento contrario della Regione Lazio e l'avvio delle procedure di VIA e VAS per il progetto.
 
L’intento di Italcementi Colleferro e dell’intera industria cementiera nazionale ha trovato sponda con il regolamento proposto dal Governo “Utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS) in cementifici soggetti al regime dell’autorizzazione integrata ambientale - schema di D.P.R. n. 529”, passato indenne al Consiglio di Stato e al parere della Commissione Ambiente del Senato, ma che nella seduta dell’ 11 febbraio 2012 ha trovato il parere contrario della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, che di fatto rimanda la decisione alla prossima legislatura, evidenziando criticità ambientali e inopportunità dei tempi decisionali a Camere sciolte.
 
Ora spetterà al Governo dimissionario, alla luce di un parere negativo espresso non vincolante, di assumersi la responsabilità di continuare a violare le Direttive Europee, in particolar modo sul ciclo dei rifiuti, oltre che favorire lobby industriali che nel nome della sostenibilità avanzano proposte di assoluta matrice economica, nel chiaro intento di risparmiare costi a danno dell’ambiente e della salute collettiva, tra l’altro arrecando ulteriori pregiudizi a contesti ambientali già compromessi.
 
Dalla nostra parte siamo pronti a ricorrere a tutte le forme di difesa, dai ricorsi al TAR alla movimentazione popolare, per far rispettare il sacrosanto diritto ad un ambiente salubre e vivibile, visto che risulta persistente il mancato coinvolgimento diretto delle entità associative nei processi di elaborazione di norme nazionali ad interesse territoriale.
 
Colleferro, 12 febbraio 2013  
 

L'aeroporto elettorale - CS 09.02.13

 
 


COMUNICATO STAMPA
COMITATO NO AEROPORTO FROSINONE-FERENTINO – CODICI – ITALIA NOSTRA – RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO

L’aeroporto elettorale
 
Gli aeroporti di Viterbo e Grazzanise, per anni tra i punti di riferimento della pianificazione ENAC del traffico del bacino laziale-campano, sono stati ora esclusi dall’Atto di indirizzo del Piano dello sviluppo aeroportuale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al fine di destinare risorse adeguate a due degli 11 aeroporti della Core Network, Roma Fiumicino e Napoli Capodichino, che potranno dunque contare su un intervento infrastrutturale di respiro nazionale. È evidente che, sotto la stretta dei cordoni di borsa, si consolida e sistematizza il principio “via i piccoli scali non indispensabili”. Corollario di tale decisione è però, senza ombra di dubbio, il carattere ulteriormente fantasmagorico di un aeroporto a Frosinone. Stupisce dunque il buon senso che nel Frusinate, invece di inserire al primo posto dell’agenda elettorale il potenziamento della indispensabile quanto vergognosamente bistrattata linea ferroviaria Roma-Cassino, il candidato al Senato Francesco Scalia prenda la palla al balzo per rispolverare il cavallo di battaglia aeroportuale.

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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