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La casta dell'acqua
 

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febbraio 2012

Rassegna stampa 14.02.12

De Vizia Transfer, Anagni, bocciato al TAR il ricorso contro l'esclusione dalla gara d'appalto per il servizio di raccolta rifiuti. Il servizio dovrebbe passare alla Tradeco di Altamura [azienda barese attiva, a differenza della De Vizia, su scala regionale e non nazionale]
Il Messaggero FR 14.02.12, p. 38 - di Paolo Carnevale

L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.

21/02/2012 09:30
Europe/Roma
Comunicato Stampa
 
L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.
 
Invito al Convegno presso il Senato della Repubblica
21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5
 
Il conflitto in Libia ha contribuito a rilanciare l’allarme su componenti per la fabbricazione di armi chimiche vendute dal nostro paese senza troppi riguardi per i potenziali pericoli per l’umanità. Pare sempre più chiaro che il regime di Gheddafi accumulasse armi chimiche nei suoi arsenali anche grazie al contributo dell’industria bellica italiana.
La produzione e il deposito di arsenali chimici hanno prodotto un pesantissimo impatto ambientale in numerosi Comuni italiani, dalla Tuscia alla Lombardia, dalle Marche alla Campania, dal Lazio alla Puglia. Terreni, stabilimenti e discariche sottomarine ospitano l’eredità del colossale arsenale creato principalmente dal fascismo e poi sottaciuto dai governi della Repubblica.
Da circa un anno, un gruppo di associazioni e comitati ha istituito il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, di cui è membro Retuvasa, finalizzato al monitoraggio e alla bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Il C.N.B.A.C., composto da associazioni e comitati operanti nelle zone più colpite in Italia (Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica), invita i cittadini a partecipare al Convegno Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa. Mappatura, monitoraggio e bonifica dei siti inquinati dagli ordigni della seconda guerra mondiale, che si terrà il presso il Senato della Repubblica il 21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5.

L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.

Comunicato Stampa
 
L’Italia vittima e carnefice delle armi chimiche fa sentire la sua voce.
 
Invito al Convegno presso il Senato della Repubblica
21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5
 
Il conflitto in Libia ha contribuito a rilanciare l’allarme su componenti per la fabbricazione di armi chimiche vendute dal nostro paese senza troppi riguardi per i potenziali pericoli per l’umanità. Pare sempre più chiaro che il regime di Gheddafi accumulasse armi chimiche nei suoi arsenali anche grazie al contributo dell’industria bellica italiana.
La produzione e il deposito di arsenali chimici hanno prodotto un pesantissimo impatto ambientale in numerosi Comuni italiani, dalla Tuscia alla Lombardia, dalle Marche alla Campania, dal Lazio alla Puglia. Terreni, stabilimenti e discariche sottomarine ospitano l’eredità del colossale arsenale creato principalmente dal fascismo e poi sottaciuto dai governi della Repubblica.
Da circa un anno, un gruppo di associazioni e comitati ha istituito il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, di cui è membro Retuvasa, finalizzato al monitoraggio e alla bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Il C.N.B.A.C., composto da associazioni e comitati operanti nelle zone più colpite in Italia (Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica), invita i cittadini a partecipare al Convegno Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa. Mappatura, monitoraggio e bonifica dei siti inquinati dagli ordigni della seconda guerra mondiale, che si terrà il presso il Senato della Repubblica il 21 Febbraio 2012 – ore 9,30 – sala ex Hotel Bologna – Via di Santa Chiara, 5.

Castello Vecchio di Colleferro: colate di cemento in vista.


Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Unione Giovani Indipendenti

Colleferro: un castello di cemento
 
 
C’era una volta… un re, direte voi, miei piccoli lettori. E invece c’era un castello, quello di Colleferro. Un castello importante e significativo per la comunità, tanto che le sue arcate sono rappresentate sullo stemma della città e anche nel “monumento
” che campeggia al centro della rotatoria all’uscita dell’autostrada, e anche nella facciata della chiesa di Santa Barbara disegnata dall’architetto Morandi, e anche sullo stemma del Colleferro Calcio e anche su… chi più ne ha più ne metta!
Questo castello sorgeva sulla collina davanti al cimitero ed era un bellissimo spettacolo per tutti quelli che passavano in automobile o a piedi per fare una passeggiata nelle aree verdi circostanti.
Ma non c’è più adesso? È stato distrutto? No, piccoli lettori, esiste ancora, ma tante persone vorrebbero distruggerne l’essenza, sapete? Nella sua storia ha subito tanti traumi: la distruzione nel 1431 a opera delle milizie di Giacomo da Caldora, dopo la quale ci sono stati duecento anni di abbandono finché non è diventato un casale di campagna e progressivamente abbandonato di nuovo.
Ma è bello, direte voi, ed è un vero peccato lasciarlo andare in rovina: perché non lo sistemiamo e non lo restituiamo alla comunità? Non ci sono mai stati progetti di recupero? Ebbene, miei piccoli lettori, sì. Ci sono stati.

RS 13.02.12

Anagni, raccolta differenziata in tilt per crollo capannone De Vizia
Il Messaggero FR 13.02.12 p. 39 (prima)

RS 11.02.12-12.02.12

Ceccano. Denuncia per diossina provocata da incendio
Ecco la notizia quotidiana 12.02.12

Luigi Mattei, la vittoria legale e il riconoscimento dell'esposizione all'amianto
Comunicato Luigi Mattei 12.02.12 - Retuvasa

Luigi Mattei vince la battaglia legale per il riconoscimento dell'esposizione da amianto, a beneficio dell'intera cittadinanza





LA SUPREMA CORTE di CASSAZIONE e la CORTE di APPELLO di ROMA, con SENTENZA definitiva N. 6888/11, riconoscono a Luigi Mattei l'esposizione all'amianto utilizzato nella costruzione delle carrozze ferroviare a Colleferro sino al 1989.


leggi sotto il testo ricevuto via mail dal Sig. Luigi Mattei



 

Aggiornamento emergenza neve in Ciociaria, plauso ai Carabinieri di Anagni, intanto CODICI presenta esposti su disservizi

Alcuni articoli odierni da Il Messaggero, cronaca di Frosinone, 09.02.12, pp. 32-34



Plauso anche all'ospedale di Anagni (Diritto alla salute)
Leggi anche la testimonianza di Nik Lauretti (Anagni Caput Mundi)
                                                                                                                                                                
p. 32, di SACHA SIROLLI

«Stiamo facendo il massimo per mettere in sicurezza tutti i cittadini, ma non riusciamo ancora a raggiungere tutte le zone dove si trovano le famiglie isolate». A dirlo è Ernesto Tersigni sindaco di Sora dove sono sempre bloccate nel gelo sotto due metri di neve alcune famiglie che vivono a nord della città. Sono ancora senza luce (e riscaldamento) da venerdì alcuni abitanti della Valpara, Compre, S.Vincenzo Ferreri, Campopiano, Valleradice, Forcella, Pescosolido e Campoli, tutte zone sul versante appenninico dove anche l’acqua scarseggia, messe in ginocchio dalla straordinaria ondata di maltempo che ha spezzato in due la città di Sora: dal centro al Nord (S.Lucia, via Marsicana, Valfrancesca) la neve arriva fino a 2 metri e le strade diventano sempre più impraticabili a causa di ghiaccio e alberi caduti. E’ qui che Comune, Esercito, forze dell’ordine, vigili del fuoco, volontari della Protezione Civile sono in H 24 per salvare la vita a donne, bambini, anziani e malati che rischiano di morire assiderati, portandogli viveri e medicine.
 

Comunicato Stampa Retuvasa, Ugi, A.Ma

       


Colleferro: richiesta istituzionale per una centralina di rilevamento per polveri ultrafine (PM2,5)

 
La Rete per la Tutela della Valle del Sacco, l’Unione Giovani Indipendenti e l’Associazione Mamme hanno inviato nei giorni scorsi una richiesta ufficiale agli organi di competenza della regione Lazio, On. Renata Polverini Presidente della Regione Lazio e Assessore alla Salute, On. Marco Mattei Assessore All’Ambiente e Sviluppo Sostenibile Regione Lazio, dott. Luca Fegatelli Direttore del Dipartimento Istituzionale e Territorio Regione Lazio, Ing.  Giuseppe Tanzi Direttore Direzione Regionale Ambiente Regione Lazio e per competenza locale alla Dott.ssa Cinzia Sandroni Assessore Ambiente - Sicurezza Sociale - Pubblica Istruzione - Formazione e Cultura Comune di Colleferro, per l’installazione nel centro abitato di Colleferro di una centralina di rilevamento per le polveri ultrafini PM2,5.

L'emergenza neve non è ancora finita, comincia il bilancio dei disservizi

           foto Anagni Caput Mundi                                                          
                                                                                                                                                                                                                               
Dopo più di 3 giorni, decine
di migliaia di famiglie della Valle del Sacco, in Ciociaria e nell'Alta Valle, sono ancora prive di energia elettrica, e dunque spesso anche di acqua corrente. Alcuni paesi sono rimasti isolati per giorni.
Impressionante il quadro di strutturali inefficienze da parte delle istituzioni e dei servizi pubblici. Evidentemente, la logica del profitto ha portato a tagliare tutto ciò che non è essenziale per la gestione ordinaria e minima del servizio. Ciò vale in primo luogo per ENEL (e Trenitalia). Non è ammissibile che le linee, che già in certe zone rivelano la loro fragilità in occasione di banali temporali, non siano adeguate a sopportare una nevicata certo eccezionale per il territorio, ma non paragonabile agli eventi meteorologici dei paesi nordici o semplicemente montani. Soprattutto, è evidente che il personale in dotazione ad ENEL è del tutto insufficiente. Ma brilla anche l'assenza di Piani di emergenza, e questa mancanza di lungimiranza si estende dallo Stato, alla Regione, a molti enti locali, anello debole delle catena.
La logica di mercato diventa agghiacciante quando si scopre che l'esercito (al servizio dell'intera nazione!) per intervenire nei Comuni isolati dall'emergenza chiede di essere pagato.
Di fronte a questa situazione, è evidente che una delle poche vie praticabili dai cittadini è quella di presentare istanze risarcitorie. In modo tale che chi ha la responsabilità del servizio si renda conto che il risparmio sulla sicurezza e sul personale non comportano più tornaconto economico.
Nello sfacelo istituzionale, tra i pochi che si salvano, l'Arma dei Carabinieri e il Corpo Forestale dello Stato, uniche istituzioni che sembrano realmente presenti nel territorio.

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

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