Home

Buone Letture



 Il futuro Bruciato
Così ci uccidono

La casta dell'acqua
 

Learn to See Like an Artist How level is https://www.levitradosageus24.com/ buy online securely brand viagra a line?

Comunicato Stampa Retuvasa e UGI: processo Valle del Sacco, si parte

Versione stampabileInvia a un amicoVersione PDF
                                                                                                                                                                                                                                                                                           
 
                              
                               

 


Processo Valle del Sacco:  si parte 
 
Il giorno 8 Luglio 2011 con la chiusura della fase preliminare si può dire che ha  inizio la fase dibattimentale del processo Valle del Sacco. Le udienze di rito hanno visto il susseguirsi della costituzione di parte civile di associazioni, amministrazioni comunali e singoli cittadini si è arrivati al termine della prima fase con un risultato di cui ci riteniamo estremamente soddisfatti. Gli indagati, rappresentanti legali di società e le società stesse come responsabili civili, vengono rinviati a giudizio. Alquanto anomala l’assenza della regione Lazio tra le parti civili, visto l’impegno economico sostenuto nelle operazioni di bonifica oltre che naturalmente come esempio di tutela degli interessi pubblici.
Un iter durato più di un anno che ha sortito l’effetto desiderato e cioè la ricerca dei responsabili di un disastro, già annunciato da una sentenza del 1993, ribadito dalla Commissione Bicamerale sui rifiuti nel 1998 e, ci auguriamo, portato a prima fase di compimento dall’apertura dibattimentale del processo. L’interramento dei fusti tossici nei siti Arpa1 e Arpa2 del sito industriale di Colleferro, ha prodotto contaminazione di acque, terreni ed esseri umani nel bacino del fiume Sacco: l'avvelenamento ha percorso tutta la rete ecologica che lega acque, territorio ed ogni forma di vita. Difficile prevedere durata e gravità dei danni così inferti alla natura ed agli esseri umani, trasformati in marcatori biologici dell'inquinamento. Il declino industriale della città di fondazione ha lascia ad alcuni pochi profitti ai cittadini perdita di posti di lavoro e malattia, di ciò  dobbiamo avere memoria e consapevolezza compiuti i 75 anni della città di Colleferro nel trentacinquesimo anniversario del disastro di Seveso, con cui dovremmo gemellarci assieme a casale Monferrato città martire dell'amianto.
Ancora lungo è il cammino da percorrere da quell'evento vecchio di trentacinque anni  che colpì la coscienza di tutto un continente e portò alla omonima direttiva europea.
Non solo è necessario un continuo perfezionamento delle norme, ma ancor di più la crescita della consapevolezza dei cittadini che debbono essere protagonisti di una continua attività di controllo. A questo scopo è necessaria una totale trasparenza dei processi produttivi e degli atti amministrativi.
I cittadini sono chiamati non solo ad attività di controllo ma anche alla riprogettazione degli assetti territoriali e delle attività economiche su cui rifondare il benessere delle comunità.
 
Il vecchio modello di sviluppo è imploso, con un lascito drammatico di cui si comincia a prendere atto a tutti i livelli.
Quanto avvenuto non ha però , almeno per il momento, insegnato nulla. Presentazione di progetti con possibili futuri carichi a danno di ambiente e salute vengono ancora autorizzati su territori già sensibilmente provati, vedi turbogas di Colleferro. O ancora consumo di suolo senza freno e senza senso, (vedi parco fotovoltaico da 71 ettari a Colleferro, su un terreno agricolo). Oppure riproposte indecenti di improbabili a
eroporti mentre resta ancora irrisolto il grave problema delle PM10 in tutta la Valle e della salute della popolazione.
La risposta ad una crisi globale che è crisi particolare del nostra territorio è ancora il saccheggio di ogni risorsa naturale, di ogni bene comune privo di prospettive future che non sia una eredità di malattia e distruzione delle risorse ambientali.
Per questo la Rete per la Tutela della Valle del Sacco e l’Unione Giovani Indipendenti, si sono costituiti parte civile nel processo Valle del Sacco.
Questo atto è stato un primo passo per rivendicare il diritto alla ricostruzione degli eventi che sono sottoposti a processo, la completa ricostruzione delle responsabilità, ma ancor di più l'avvio di un nuovo protagonismo dei cittadini, dei territori e delle comunità in tutte le loro forme di associazione, mobilitazione e democrazia partecipativa.
 
Valle del Sacco, 09.07.2011
 
 
 
 
 
 





 
 
AllegatoDimensione
CS_Processo Valle del Sacco_Si parte_090811.pdf9.53 KB

VIDEOTECA VALLE DEL SACCO

Community

                                                 
                                   

         

 

Osservatorio PM10

Emissioni Valle del Sacco

Retuvasa on the web