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Bando per Logo di "In Cammino Verso" Valle del Sacco, cosa c'è da fare dopo la perimetrazione del SIN.

Bando per Logo di "In Cammino Verso..."

 
Comunicato Stampa #3
In Cammino Verso il 6 settembre 2021


Bando di concorso di idee per la realizzazione del logo per l’iniziativa
“In Cammino Verso…”

 
 
Il concorso è istituito al fine di realizzare un logo per l’iniziativa "In Cammino Verso..." promosso da diverse associazioni e comitati che si terrà il 5 Settembre 2021 a Colleferro, presso il Parco del Castello.

“In Cammino Verso…”  è un percorso che ha mosso i primi passi nel settembre 2020, come reazione condivisa ai fatti di violenza estrema che si sono verificati sul nostro territorio. L’iniziativa nasce da un sentimento di rivalsa verso il caos, l’arroganza, l'ingiustizia, la rassegnazione, la solitudine per chi subisce atti di violenza ed il senso d’impotenza per chi ne è testimone. Speriamo in un cambiamento, in una trasformazione che coinvolga tutte le cittadine e tutti i cittadini nella costruzione di una società equa e in cui le piccole azioni quotidiane possano diventare azione comune. 

Iniziamo ora, iniziamo oggi. Partiamo con un segno, un'impronta, un logo appunto come simbolo di evoluzione continua verso una realtà migliore.
Ricordiamo la mail per le adesioni incamminoverso2021@gmail.com con riferimento ai nostri precedenti comunicati dell'iniziativa:

Comunicato #1 al link  
Comunicato #2 al link

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Per il bando Logo di “In Cammino Verso…” è possibile scaricare i moduli ai link sottostanti:

Bando Logo
Allegato A - Domanda Partecipazione

Allegato B - Dichiarazione di Cessione sui Diritti su Elaborato Grafico
Allegato C - Consenso al Trattamento dei Dati Personali

 
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Elenco delle adesioni al 20 maggio 2021:

Associazioni/Comitati
ANPI Colleferro - "La Staffetta Partigiana"
ANPI Genazzano - Sezione "Emilio D'Amico - Lidia Ciccognani"
ANPI Palestrina - Sezione XI - "Martiri"
Associazione culturale "Bramarte"
Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (RETUVASA)
Associazione Rete Sociale 
[comprende:
Artena è Casa Mea ONLUS 
Associazione Comitato di Quartiere Centro Storico 
Associazione Ferao Valmontone/Artena 
Associazione Genitori Artena 
Associazione Live Artena 
Associazione Sbandieratori e Musici del Cardinal Borghese 
Associazione Scout d'Italia - Gruppi Artena e Colleferro 
Polygonal ngo Cori]
Azione Cattolica Velletri-Segni
Chiesa valdese di Colleferro
Cuori in ballo
Emergency Colleferro
Oltre il Ponte
Parrocchia Santa Maria di Gesù
Piccola Soc. Coop. “Il domino” ARL Colleferro
Punto Pace Velletri-Segni (Pax Christi)
SconfinataMente odv Anagni
Centro Islamico per la Pace
Comunità di Sant’Egidio
Circolo Legambiente – Anagni
Associazione Zetanove (FR)
Arcigay Frosinone
Arcigay Roma
CGIL CdLT Roma Sud Pomezia Castelli
Amnesty International Lazio
Socialmentedonna
Gruppo Giovani 085 - Amnesty International
ANPI Velletri - Sezione “Edmondo Fondi”
Mondo Futuro
PeaceLink
Libera Roma
Mediterranean Hope
Etika - SOS Rosarno
Confronti Magazine
ANPI Barona Milano
ANPI Provinciale Roma
Resta - Serrone
ANPI Sez. “Cap. Carlo Barbieri” Todi
NIBI-Neri Italiani Black Italians 
ANPI Sez. “Marcella Balconi” Novara
Associazione La Torre-Mattarella Novara
ANPI Provinciale Frosinone
Associazione Culturale Ninfea - Genazzano
Associazione Saltatempo - Genazzano
Associazione per la Pace - Novara
Casa dei Diritti Sociali Lazio ODV
FOCUS-Casa dei Diritti Sociali
Aranira, gruppo musicale
 
Adesioni singole
Sabrina Romiti
Valentina Pascucci
Antonietta Germani
Romina Perni (Ricercatrice)
Roberto Vicaretti (Giornalista)
Mauro Biani (Educatore Professionale e Vignettista)
Angela Caponnetto (Giornalista)
Andrea Satta (Pediatra e Artista)
Stefania Spanò in arte Anarkikka (Vignettista)
Enrico Calamai (ex console di Buenos Aires, attivista per i diritti umani)
Paolo Naso (professore Scienze politiche Sapienza, coordinatore progetto “Mediterranean Hope” della FCEI)
Francesco Piobbichi (operatore progetto “Mediterranean Hope”; coordinatore progetto “Etika SOS Rosarno” della FCEI)
Ivano Taietti (vicepresidente ANPI Provinciale Milano)
Lucamaleonte (artista)Paolo Di Paolo (scrittore)
Stefano Ciccone, Maschile Plurale
Simone Alliva, giornalista 
 

Comunicato Stampa #2- In Cammino Verso - Incontro con i Sindaci


Comunicato Stampa #2 – In cammino verso il 6 settembre 2021
 
Incontro con i sindaci

 
Continuano le nostre riflessioni e i nostri incontri in preparazione dell’iniziativa che stiamo organizzando per il prossimo 5 settembre. Ad un anno dal terribile omicidio di Willy Monteiro Duarte vogliamo incontrarci per stare insieme come abbiamo fatto lo scorso anno in quei giorni terribili, discutere delle tante declinazioni della violenza che attanagliano la società, riflettere e trovare insieme percorsi comuni per immaginare e costruire un tessuto sociale diverso dove non alberghi più violenza, ingiustizia e criminalità. Per farlo c’è bisogno del protagonismo della parte migliore delle nostre città, il mondo dell’associazionismo, laico e religioso, cittadine e cittadini, giovani e meno giovani in un incontro tra generazioni che sia terreno di confronto e crescita.
 
Le adesioni stanno crescendo e sono le più diversificate.
 
Lo scorso giovedì, 29 aprile, abbiamo avuto una riunione con alcuni sindaci del territorio che si sono dimostrati molto interessati alla nostra proposta e hanno dato la loro piena disponibilità a collaborare e a supportarci in questo percorso. Ne parleranno con altri sindaci invitandoli a condividere questa iniziativa che vuole essere solo l’inizio di un nuovo impegno. Abbiamo anche chiesto loro di farsi promotori di iniziative che coinvolgano i consigli comunali, che possono diventare luoghi in cui riaffermare i valori che sono alla base della solidarietà incondizionata e del rifiuto della violenza.

  
Ricordiamo la mail per le adesioni incamminoverso2021@gmail.com con riferimento al nostro comunicato di lancio dell'iniziativa:
https://drive.google.com/file/d/1kuYxq5YYqB4ETSfP0yUgs1xed4h92BhX/view?usp=sharing
 
 
Elenco delle adesioni al 3 maggio 2021
 
Associazioni/Comitati
 
ANPI Colleferro - "La Staffetta Partigiana"
ANPI Genazzano - Sezione "Emilio D'Amico - Lidia Ciccognani"
ANPI Palestrina - Sezione XI - "Martiri"
Associazione culturale "Bramarte"
Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (RETUVASA)
Associazione Rete Sociale 
[comprende:
Artena è Casa Mea ONLUS 
Associazione Comitato di Quartiere Centro Storico 
Associazione Ferao Valmontone/Artena 
Associazione Genitori Artena 
Associazione Live Artena 
Associazione Sbandieratori e Musici del Cardinal Borghese 
Associazione Scout d'Italia - Gruppi Artena e Colleferro 
Polygonal ngo Cori]
Azione Cattolica Velletri-Segni
Chiesa valdese di Colleferro
Cuori in ballo
Emergency Colleferro
Oltre il Ponte
Parrocchia Santa Maria di Gesù
Piccola società cooperativa ARL Colleferro
Punto Pace Velletri-Segni (Pax Christi)
SconfinataMente odv Anagni
Centro Islamico per la Pace
Comunità di Sant’Egidio
Circolo Lega Ambiente – Anagni
Associazione Zetanove (FR)
Arcigay Frosinone
Arcigay Roma
CGIL CdLT Roma Sud Pomezia Castelli
Amnesty International Lazio
Socialmentedonna
Gruppo Giovani 085 - Amnesty International
Anpi Velletri - Sezione “Edmondo Fondi”
Mondo Futuro
PeaceLink
Libera Roma
Mediterranean Hope
Etika - SOS Rosarno
Confronti Magazine
Anpi Milano - Barona
Anpi Provinciale Roma
Resta - Serrone
 
 
Adesioni singole
 
Sabrina Romiti
Valentina Pascucci
Antonietta Germani
Romina Perni (Ricercatrice)
Roberto Vicaretti (Giornalista)
Mauro Biani (Educatore Professionale e Vignettista)
Angela Caponnetto (Giornalista)
Andrea Satta (Pediatra e Artista)
Stefania Spanò in arte Anarkikka (Vignettista)
Enrico Calamai (ex console di Buenos Aires, attivista per i diritti umani)
Paolo Naso (professore Scienze politiche Sapienza, coordinatore progetto “Mediterranean Hope” della FCEI)
Francesco Piobbichi (operatore progetto “Mediterranean Hope”; coordinatore progetto “Etika SOS Rosarno” della FCEI)
Ivano Taietti (vicepresidente ANPI Provinciale Milano)

 

Anagni, Sindaco Natalia di che politica ambientale stiamo parlando?


Comunicato Stampa Congiunto

Sindaco Natalia, di che politica ambientale stiamo parlando?

 
Comunicato. emesso in riferimento a quanto riportato nell’articolo:
https://www.anagnia.com/2021/02/10/anagni-presentati-i-risultati-dello-studio-dellassociazione-medici-di-famiglia-il-sindaco-daniele-natalia-traccia-la-linea-sulla-politica-ambientale/?fbclid=IwAR0QW2d1U44ZjBtVrPzbmV5vE3AYdanlRMBU_5szNYTB4tlbmQeXzGsu5uw

Ci avrebbe sicuramente fatto piacere chiederglielo di persona, magari nell’occasione della presentazione della recente conferenza organizzata per presentare i risultati del Progetto Ancler per la misura delle polveri sottili nell’aria. Se solo fossimo stati invitati, come soggetti portatori di interesse. Evidentemente, e contrariamente a quanto avviene nelle consuetudini delle comunità scientifiche, il contraddittorio non era gradito ai relatori.

A chi si riferisce? noi non abbiamo mai “sparato a zero su imprenditori ed investitori”, per usare le sue parole.  Noi abbiamo speso tempo ed impegno personale sottratto alle nostre rispettive attività, in maniera assolutamente disinteressata, per studiare gli insediamenti industriali ad elevato impatto ambientale, proposti nei territori dove viviamo, dove vive anche lei con la sua famiglia. Noi abbiamo lavorato al fianco delle istituzioni, spesso abbiamo sopperito alle carenze delle istituzioni (quante sedute di conferenze di servizi hanno registrato solo la presenza di cittadini e associazioni e la rumorosa assenza di Comuni e Provincia?).

Noi abbiamo analizzato tutti gli aspetti dei progetti: emissioni in aria, acqua e suolo, vicinanza alle abitazioni, rumorosità, incremento di traffico veicolare, etc. Abbiamo presentato osservazioni scritte e messe a verbale nei procedimenti di valutazione ambientale. Abbiamo informato i cittadini. Ci siamo impegnati, a nostre spese, in lunghe azioni legali. Abbiamo fatto ciò che la nostra coscienza ci ha dettato e la nostra condizione ci ha permesso. Non siamo noi a “vietare le industrie”, perché, ovviamente e come lei sa benissimo, non rientra nelle nostre possibilità di cittadini e di associazioni. Ma poi di quali industrie parliamo? A parte Marangoni, alcune di quelle che da noi erano ritenute maggiormente critiche sono state autorizzate, anche grazie al suo determinante parere positivo. Non pensiamo comunque di aver   lavorato inutilmente, quando la nostra azione non è andata a buon fine, poiché abbiamo accresciuto la consapevolezza nostra e dei cittadini che siamo riusciti a coinvolgere ed informare.

Non sono dunque gli ambientalisti a bloccare i progetti.  Quando lei dice: “Ecco la bontà del progetto, (quello delle centraline Ancler) sta proprio nel fornire strumenti ai decisori politici per ben amministrare e dare un valido indirizzo politico al territorio” dimostra di non aver chiaro il problema complessivo.

La difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini è efficace se coinvolge attivamente i cittadini stessi. L’iniziativa per raccogliere dati sulle polveri sottili con le centraline è da lei utilizzata come strumento di propaganda politica, senza alcun coinvolgimento della cittadinanza ed in assenza di ogni progetto di educazione ambientale rivolto a tutte le fasce di popolazione, partire dalle scuole: che è poi ciò che noi abbiamo sempre fatto, attività che lei, invece, sembra considerare negativa. Rammentiamo un semplice, ma determinante, particolare: le centraline Ancler possono essere uno strumento per coinvolgere attivamente i cittadini – cosa che lei non ha fatto- ma non sono utilizzabili per eventuali azioni amministrative, poiché non sono omologate; aggiungiamo che negli anni passati abbiamo fatto uso dei dati forniti dalle centraline dell’ARPA, reperibili sul sito dell’ente, collocate nei vari comuni della Valle del Sacco, per le nostre indagini allo scopo di tenere informati i cittadini. 

Aggiungiamo un altro particolare, si cita la problematica del nesso tra inquinamento atmosferico e pandemia COvid-19: esiste in merito ormai una ampia messe di ricerche e studi sul campo, su cui abbiamo avuto cura di informarci e saremmo ben contenti di discuterne coi cittadini, i medici e le istituzioni, ma anche su questo è necessario organizzare pratiche di partecipazione e condivisione della conoscenza, di cui lei non sembra avere alcuna esperienza.
Tutti noi viviamo una situazione difficile a causa delle conseguenze sociali, economiche e sanitarie della pandemia da Sars-Cov-2 che ha messo in luce drammaticamente le carenze della struttura sanitaria nel nostro territorio ed ha colpito più duramente i soggetti più fragili. In questa situazione è ancor più necessario difendere l’ambiente e la salute dei cittadini. È bene che ognuno faccia la sua parte con il massimo possibile di collaborazione e condivisione di conoscenze.

Per quanto ci riguarda riteniamo necessario, dopo anni di ricerche e mobilitazioni, riassumere le conoscenze acquisite in questo lungo percorso, da ciò possiamo ricavare quale sia lo stato dell’arte in termini di salute dei cittadini e dell’ambiente, rendendo conto del ruolo giocato dai diversi attori: è bene ricordare a valutare il passato per ben agire nel presente e affrontare il futuro.

 
Anagni Viva
Legambiente Anagni
Rete per la tutela della Valle del Sacco
 
Anagni, 12.02.2021
 

EVENTO: Convegno LINDANET e SIN Valle del Sacco.

 
Convegno rivolto alla cittadinanza Sito di interesse nazionale Valle del Sacco: ripartire in un contesto europeo Colleferro 10 ottobre 2020 Sala Aldino Ripari (ex Konver) Via degli Esplosivi
 
COMUNICATO STAMPA 
 

Un sabato di condivisione: cittadini, sindaci, associazioni ed istituzioni si incontrano per un aggiornamento sulla Valle del Sacco.

L’incontro, promosso dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana e patrocinato dalla Regione Lazio, nasce nell’ambito di “Lindanet”, il progetto europeo  finalizzato allo scambio di esperienze e pratiche tra le aree di diversi paesi europei  contaminate da Lindano e del nuovo piano di intervento della Regione Lazio nelle aree interessate, in fase di avvio.

Conoscere e confrontare realtà così distanti ma accomunate da uno stesso problema, permette di individuare misure più adeguate in termini di spesa e di risultato. Lo stesso spirito di condivisione e di confronto anima il dialogo che da anni esiste tra i cittadini, le associazioni e gli amministratori dell’area della Valle del Sacco, un territorio segnato dall’inquinamento. I cittadini sono stati coinvolti nella conoscenza delle cause della contaminazione e dei suoi effetti sulla salute e sull’ambiente.

In sintesi, la comunicazione trasparente, dichiara in una nota Retuvasa, l'associazione che ha collaborato alla realizzazione dell'incontro del 10 ottobre - ha generato coinvolgimento e la partecipazione attiva in tutte le sedi dimostra una vera e propria forma di azione consapevole.
Le associazioni ambientaliste negli anni hanno contribuito a costruire questa consapevolezza, acquisendo conoscenze e informazioni, condividendole con la popolazione, collaborando con esperti ed enti di ricerca, proponendosi con le istituzioni e vincendo la riluttanza di alcune di esse a renderle pubbliche.

L'incontro di sabato 10 ottobre aprirà una nuova via di collaborazione finalizzata al miglioramento delle condizioni dei siti contaminati da Lindano.





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Ufficio stampa e relazioni esterne
 
Alessandra Tardiola 3355738398(IZS Lazio e Toscana)
Alberto Valleriani 3356545313(Retuvasa)

 

Bonifica SIN Bacino del fiume Sacco, aggiornamento agosto 2020.


Comunicato Stampa Retuvasa

Bonifica SIN “Bacino del fiume Sacco”, aggiornamento agosto 2020


 
L’Accordo di Programma (AdP) “per la realizzazione degli interventi di Messa in sicurezza e bonifica del Sito di Interesse Nazionale Bacino del Fiume Sacco” è stato stipulato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Lazio il 12 marzo 2019 (approvato con Decreto n. 51 del 10/04/2019 e DGR n. 119 del 06/03/2019) . Nell’ambito dell’accordo la Regione Lazio è stata individuata come  Responsabile Unico dell’Attuazione (RUA) degli interventi e di conseguenza responsabile del controllo e del monitoraggio delle attività per l’attuazione delle stesse.

L’AdP, il cui valore complessivo ammonta ad 53.626.188,68 euro, individua interventi di immediata attuazione e le relative fonti di finanziamento, fissando la data  del 31 dicembre 2023 per il loro completamento, fatto salvo un ulteriore periodo di 24 mesi legato a singole specificità afferenti alla fase di bonifica.

L’AdP fissa inoltre ulteriori termini per le varie fasi degli interventi che, allo stato attuale, registrano un leggero ritardo anche all’emergenza Covid -19, che ha determinato come noto un rallentamento di tutte le attività nel nostro paese. In particolare si registra un lieve ritardo nell’affidamento ed esecuzione dei piani di monitoraggi delle acque, dell’indagine epidemiologica e della caratterizzazione delle aree ripariali.

In ogni caso, si rileva dagli atti oggetto di pubblicazione che, dalla stipula dell’Accordo, la Regione si è attivata sin da subito affinché siano gli enti tecnici di riferimento per ogni tipologia di intervento. Ciò ovviamente ha comportato dei tempi maggiori per il confronto ed il coordinamento, ma ha permesso di avviare forme di collaborazione interistituzionale attraverso la stipula di convenzioni; esse consentiranno l’esecuzione direttamente da parte della regione Lazio -in collaborazione con gli enti tecnici di riferimento a livello regionale e nazionale- di alcuni interventi individuati nell’AdP ovvero di specifiche attività all’interno degli stessi.

Procediamo in ordine cronologico.

La sorveglianza epidemiologica.

Il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale (DEP) ha elaborato un “Programma di valutazione epidemiologica” della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) Valle del Sacco.

Detto programma, avente durata biennale, prevede la realizzazione di un sistema di valutazione epidemiologica della popolazione basato su un programma di lunga durata in grado di fornire alle amministrazioni ed alla popolazione informazioni sullo stato di salute, sui fattori di rischio e sui possibili cambiamenti attraverso un potenziamento degli interventi di prevenzione e promozione della salute in un’ area a forte pressione ambientale.

La Convenzione interesserà 1.200 residenti della valle del Sacco, un campione ancora più rappresentativo delle precedenti indagini per un importo totale di 960.000 euro.

Le attività vanno dai prelievi del sangue (ASL RM5), alla Sorveglianza epidemiologica e sanitaria della popolazione residente/Coorte longitudinale/Monitoraggio MMG e PLS/ Studio epidemiologico sugli effetti sulla salute degli inquinanti attraverso consumo di acque e alimenti (DEP, ASL RM5), alla collaborazione con il CNR di Pisa per la valutazione dell’incidenza cardiovascolare (DEP, CNR Pisa), alle analisi effettuate presso il laboratorio Kuopio ad Helsinki (DEP, Health Institute Kuopio), al Coordinamento del Progetto (DEP).

Un programma che necessita sicuramente di una complessa attività di coordinamento e che il DEP Lazio ha già assolto nel passato con estrema professionalità, tenendo conto che i tempi di realizzazione dovranno fare i conti con le norme anti-Covid.

Detto programma, rispetto a quello già approvato nel 2017 e mai avviato per assenza di fondi, è stato aggiornato e rielaborato anche alla luce delle diverse esigenze del territorio e della popolazione coinvolta nell’indagine, in particolare è stata eliminata, all’esito di specifica valutazione tecnico-sanitaria, la previsione di realizzazione di un PRESSA (Presidio Sanitario Ambientale).

Detto programma sarà attuato dal Dipartimento di Epidemiologia all’esito del perfezionamento di apposita convenzione ex art. 15 L.n. 241/1990.
Con determinazione n.417408 del 12.12.2019 è stato approvato lo schema di convenzione per la realizzazione in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio - ASL ROMA 1 del “Programma di valutazione epidemiologica”, relativamente ai requisiti tecnici, della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) Valle del Sacco – D.M. n. 321/2016.

Con successiva determinazione n. G06907 del 13 giugno 2020 è stata rettificata la Determinazione n. G17408 del 12 dicembre 2019 ed è stato approvato un nuovo schema di convenzione, ex art. 15 L. n. 241/1990 s.m.i per la realizzazione, in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia, del “Programma di valutazione epidemiologica”, relativamente ai requisiti tecnici, della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) Bacino del Fiume Sacco – D.M. n. 321/2016. La rettifica della precedente determinazione n. G17408/19 si è resa necessaria a causa di sopravvenute esigenze tecniche ed economiche del Dipartimento che hanno comportato la necessità di modificare il documento tecnico, il quadro economico e lo schema di convenzione approvato in precedenza.

La Caratterizzazione delle aree agricole ripariali.

Mentre per la sorveglianza epidemiologica si può procedere con un background legislativo ben definito da tempo, per la caratterizzazione delle aree agricole ripariali si deve fare riferimento al nuovo regolamento sugli interventi di bonifica, di ripristino ambientale e di messa in sicurezza, d'emergenza, operativa e permanente, delle aree destinate alla produzione agricola e all'allevamento (DM n. 46 del 1 marzo 2019).

L’intervento è finanziato con fondi FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) per 4 milioni di euro.

Per l’attuazione dell’intervento sono stati coinvolti coinvolti l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Sperimentale Zooprofilattico per il Lazio e la Toscana (IZSLT). 

Con DGR n. 140 del 31 marzo 2020 è stato approvato il documento relativo alla “Caratterizzazione delle aree agricole ripariali”, comprensivo dell’allegato tecnico elaborato da ISS e IZSLT.  Il suddetto documento oltre a una descrizione dell’intervento e dell’area interessata dallo stesso contiene una dettagliata individuazione delle motivazioni dell’intervento e dei soggetti che saranno coinvolti nell’attuazione. L’intervento di caratterizzazione riguarderà tutte le aree agricole ripariali oggetto di interdizione con i provvedimenti commissariali ricadenti nei territori dei comuni di Colleferro, Segni e Gavignano, Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo, Supino, Frosinone, Patrica, Ceccano, Castro dei Volsci, Pofi, Ceprano e Falvaterra.

Contestualmente alla caratterizzazione dei suoli agricoli si procederà al biomonitoraggio animale e dei vegetali, in considerazione del fatto che durante la fase emergenziale si erano acquisite evidenze di contaminazione da fitofarmaci nel latte e nei foraggi oltreché nel suolo. 

L’area soggetta a caratterizzazione interessa circa 54 Km di asta fluviale a partire dal limite nord dell’Area c.d. interdetta in corrispondenza della sorgente inquinante (area industriale di Colleferro). La fusione delle aree c.d. interdette con una fascia di buffer estesa a 100 m in riva destra e in riva sinistra del Fiume Sacco e le aree esondabili con pericolosità P3 ha generato un poligono esteso circa 1730 ha.

L’intervento sarà realizzato sui siti ricadenti in tali aree.

L’articolazione di dettaglio relativa alle fasi operative, la localizzazione dei punti di campionamento, la calendarizzazione dei campionamenti, le procedure tecniche di esecuzione del campionamento dei suoli e delle matrici vegetali ed animali, nonché la tracciabilità e trasmissione dei campioni e di gestione dei flussi informativi saranno contenuti nel piano di caratterizzazione che sarà elaborato dall’ISS.

Il tempo previsto per l’attuazione dell’intervento è stimato in circa 20 mesi.

C’è da precisare che anche in questo caso c’è il background derivante dalle attività dell’ex Ufficio Commissariale che negli anni dal 2005 al 2012 ha effettuato analisi su acque e terreni in fasi diverse, tuttavia  l’introduzione del nuovo Regolamento e relativi parametri induce a procedere con necessità ed  urgenza ad una caratterizzazione definitiva con una valutazione del rischio sui principali bersagli (vegetali-animali-uomo) e avviare, eventualmente, ulteriori misure interdittive ovvero a rivedere le misure cautelari già in atto anche attraverso una revoca o ulteriore limitazione delle stesse.

Contestualmente alla caratterizzazione dei suoli agricoli, si procederà al biomonitoraggio animale e vegetale, in considerazione dei dati pregressi che hanno già evidenziato durante la fase emergenziale evidenze di contaminazione da fitofarmaci nel latte e nei foraggi oltreché nel suolo.

La caratterizzazione sarà svolta, tenendo conto dei dati pregressi, in due lotti territoriali.

Il primo lotto riguarderà il settore Nord (Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola, Supino) delle Aree agricole ripariali soggette ad interdizione.
Il secondo lotto riguarderà il settore Sud (Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Falvaterra, Frosinone, Patrica, Pofi) delle aree agricole ripariali soggette ad interdizione Sud, in quanto in detta risulta minore e più frammentario lo stato delle conoscenze pregresse.
Nell’ambito di ciascun lotto territoriale (NORD e SUD), individuato nell’ambito dell’Area soggetta a caratterizzazione, saranno individuate ulteriori sub-aree omogenee, che saranno progressivamente sottoposte a caratterizzazione.
Alla conclusione dei campionamenti completi dei terreni e dei vegetali di una sub-area sarà dato inizio ai campionamenti della sub-area adiacente e così via sino a completamento, dapprima del segmento NORD e successivamente del segmento SUD.

Per la realizzazione dell’intervento la Regione Lazio collaborerà con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Lazio e la Toscana nella progettazione del piano di caratterizzazione, nella redazione del piano di campionamento, nella validazione e valutazione dei dati nonché nel biomonitoraggio animale e vegetale attraverso la definizione di un accordo tra pubbliche amministrazioni, che allo stato attuale risulta in via di definizione.

Solo l’attività di campionamento ed analisi dei suoli agricoli verrà affidata ad un operatore esterno.

Senza scendere in ulteriori particolari c’è da sottolineare che il lavoro da svolgere è enorme. Il nostro SIN è uno dei più complessi in Italia, ma questo tipo di attività ci restituirà sicuramente una fotografia aggiornata e omogenea che avrà la funzione di eliminare aree che risulteranno non contaminate o applicare misure interdittive più stringenti.

Riteniamo che per questa fase occorra una stretta collaborazione degli Enti locali in particolare per facilitare l’accesso alle aree in esame.

Il monitoraggio acque per uso irriguo, potabile e domestico.

L’esigenza di monitorare le acque ad uso potabile ed irriguo nasce dalla necessità di approfondire i dati analitici, raccolti nel corso della fase emergenziale, in modo da descrivere e valutare la qualità della matrice indagata, definire e valutare il grado di contaminazione della falda all’interno del perimetro del Sito di Interesse Nazionale, monitorare l’evoluzione dell’inquinamento delle acque, per verificare l’efficacia degli interventi di contenimento e/o di bonifica, acquisire dati utili al fine di un loro possibile utilizzo per l’avvio di un successivo studio sulla determinazione dei Valori di Fondo per le acque sotterranee.

Così è scritto nell’introduzione della Deliberazione di Giunta regionale n.225 del 30.04.2020 con la quale è stato approvato il documento relativo al monitoraggio delle acque per uso potabile, irriguo e domestico.

L’intervento sarà realizzato dalla Regione Lazio in collaborazione con l’ Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Lazio, le Aziende Sanitarie locali, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), attraverso la stipula di convenzione che prevederà per i suddetti enti solo un rimborso delle spese effettivamente sostenute e rendicontate.  

Per l’attuazione dell’intervento è stato previsto un finanziamento di circa 1,7mln di euro.

L’intervento di monitoraggio delle acque per uso potabile, irriguo e domestico riguarderà l’intero territorio ricadente nel SIN del fiume Sacco. L’attuazione dell’intervento è prevista in fasi definite sulla base delle risultanze analitiche pregresse riguardanti sia la matrice acqua che altre matrici.

In una prima fase il campionamento sarà prevalentemente concentrato nell’area nord del SIN. Invero, saranno oggetto di azione: i pozzi realizzati dall’Ufficio Commissariale nelle aree agricole interdette e i pozzi a servizio della città di Colleferro, localizzati sia all’interno del comprensorio industrial ex SNIA – BPD sia a margine dello stesso, già campionati da ISS nel 2012.

Successivamente, come si legge nella DGR, “si procederà al campionamento dei pozzi censiti da ISPRA e inseriti nell’archivio nazionale sulle indagini nel sottosuolo ai sensi della legge n. 464/1984 e i pozzi del Catasto delle Province. Complessivamente i punti oggetto di indagine, da una prima previsione, saranno circa 200 punti. Inoltre, è prevista la realizzazione di nuovi pozzi di monitoraggio per coprire le zone non indagabili altrimenti.

Anche in questo caso trattasi di un intervento mirante a determinare lo stato della qualità delle acque in particolare quelle ad uso umano o per agricoltura. L’intervento di monitoraggio delle acque ad uso potabile irriguo e domestico consentirà infatti di giungere ad una conoscenza definitiva dei livelli di inquinanti presenti nelle acque sotterranee, fornendo così la possibilità di attuare ogni possibile azione di mitigazione del rischio ambientale e sanitario a tutela della collettività.

Conclusioni

Pensiamo di aver fornito un quadro della complessità delle azioni necessarie a caratterizzare e bonificare le aree del SIN. Agli interventi previsti nell’accordo di programma si aggiungono le istruttorie per le caratterizzazioni che nascono da richieste di soggetti privati, incardinate presso il Ministero dell’Ambiente, la cui durata necessariamente è di alcuni mesi e che procedono parallelamente alle attività descritte.

Il SIN del Fiume Sacco, nel panorama dei SIN a livello nazionale si può considerare un caso ‘fortunato’ visto l’Accordo di Programma ed i fondi stanziati, nonché l’azione di bonifica avviata nel sito Arpa 2 di Colleferro dopo un fermo amministrativo di ben 7 anni. Ciò non ostante, se confrontiamo le risorse tecniche e finanziare messe a disposizione, con la complessità delle azioni da svolgere su un’area estesa per ben 7.300ha, caratterizzata da una varietà straordinaria di fenomeni di contaminazione, se ne deduce che esse dovranno essere incrementate, soprattutto se si vogliono abbreviare in modo significativo i tempi di bonifica. A livello nazionale risultano sino ad ora inadeguate le risorse che lo stato centrale impiega per progettare e pianificare la bonifica dei SIN e più in generale dei territori contaminati, con l’obiettivo di prevenire efficacemente una ulteriore contaminazione delle matrici ambientali.

A proposito di risorse che si renderanno disponibili nei prossimi mesi dobbiamo fare riferimento ai capitali messi a disposizione dal Recovery Fund e dal bilancio europeo: lo European Green Deal ha trovato il suo spazio all’interno del Next Generation EU (denominazione del Recovery Fund), il nuovo strumento presentato alla Commissione europea che propone di destinare almeno 100 miliardi su 750 verso la transizione ecologica. Anche il 25% del nuovo bilancio dell’Unione europea 2021-2027 dovrà essere speso nei programmi europei per mobilitare gli investimenti sostenibili: circa 275 miliardi di euro in sette anni. Totale 375 miliardi di euro.

Deve essere chiaro che non esiste alcuna possibilità di progettare un nuovo modello di sviluppo per il nostro paese, di avviare effettivamente un percorso di riconversione ecologica verso un modello di economia circolare, senza una azione profonda, capillare e diffusa bonifica dei territori inquinati e di trasformazione dei processi produttivi, di modifica degli assetti urbani e territoriali, responsabili dei fenomeni di inquinamento che affliggono il nostro paese.

Tutta la documentazione disponibile al momento sulle azioni di caratterizzazione e bonifica del Sin del fiume Sacco si può trovare al link http://www.regione.lazio.it/rl_bonificadeisitiinquinati/ 
 
Valle del Sacco, 17.09.2020
 

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